Relitti conosciuti e altri NO

el porto de Trieste deuna volta, de adesso, le navi che vien e va a Trieste, de una volta e de adesso

Relitti conosciuti e altri NO

Messaggioda rofizal » domenica 26 ottobre 2008, 8:49

Recupero sia dal vecio forum che da l'altro forum che da tempo no go più voia de gestir. :wink:

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Da Sergio
Inviato: Mer, 31 Lug 2002 05:16

L'Adriatico è sempre stato un mare molto navigato.

D'altra parte vi si sono svolte guerre, c'erano i pirati, tempeste....

Il risultato è che sul fondo dell'Adriatico ci sono numerosissimi relitti, alcuni conosciutissimi, altri meno, altri completamente sconosciuti. Certo, non portavano l'oro delle americhe, ma il loro fascino e la loro importanza sono comunque enormi.

Il nord Adriatico poi (Trieste, Istria, Dalmazia) sembra veramente ricco di relitti. Tanto per citarne qualcuno, ricorderò i sommergibili tascabili di Sistiana (seconda guerra mondiale) e quelli di Rovigno, pubblicizzati anche in depliants turistici: il famoso Baron Gautsch, affondato nel 1914, la cannoniera Giuseppe Dezza TA 35, una maona, la nave spia inglese Coreolanus (affondata nel 1945 vicino a Cittanova), il Numidia e vicino il Romagna, il mercantile Istra (affondato nella prima guerra mondiale).

Meno conosciute vi sono anche delle navi romane, che contengono ancora resti dell'epoca, di cui ovviamente è vietato il recupero (se ricordo bene ce ne dovrebbe essere una vicino ad Umago).

Della zona del Quarnero sono meno informato, ma cercherò notizie a riguardo (lì però le acque sono spesso più profonde). Anzi, sarebbe bello riuscire a costruire una mappa di questi relitti.


Da Sergio
Inviato: Mer, 31 Lug 2002 15:23

Sto proseguendo le ricerche, non facili, sui relitti delle nostre zone.

Ecco un provvisorio stato della situazione (per ora vi dò solo i nomi delle navi, la località, la data di affondamento e la profondità). Non ho ancora esamintao tutti i dati raccolti.

Amalfi - Nord Adriatico - prof. 35 metri

Amsterdam - affondato vicino all'isola di Lussino (Losinj) o Lussin Piccolo (Mali Losinj) - prof. 45 metri

Audace (cacciatorpediniere italiano) - affondato a est dell'Isola di Pago (Pag) negli anni'40

Baron Gautsch - affondata vicino a Rovigno (N 44° 56' 25" E 13° 34' 40") il 13 agosto 1914 - 28-40 metri

Bombardiere B-24 - affondato a 8 miglia da Lignano Sabbiadoro - prof. 15 metri

Brigantino veneziano - affondato nel 1600 vicino al Lido di Jesolo - prof. 4-7 metri (relitto protetto)

Cargo militare italiano - affondato vicino all'Isola di Pago (Pag) nel 1917

Coreolanus (nave spia inglese) - affondata da una mina vicino a Rovigno (N 45°19'11" E 13°23'25") il 5 maggio 1945 - prof. 17-30 metri

Corvetta tedesca KT - affondato a est dell'Isola di Pago (Pag) negli anni '40

Giuseppe Dezza TA 35 (Torpediniera) - affondata vicino a Rovigno (vicino all'isola di Brioni?) (N 44°58'34" E 13°40'44") il 17 agosto 1944 - prof. 30-35 metri

Guns Sailer (veliero armato) - affondato agli inizi del 1800 vicino all'isola di Plavnik, promontorio Krnjacol

Istra (Hans Schmidt?) - affondata vicino a Rovigno (N 44°54'17" E 13°35'16") attorno nel 1898 per collisione con la nave Capraia - prof. 28-42 metri

John Gilmore - prof. 28-42 metri

Josephine - affondata da una mina vicino a xxxxxxxxx il 17 novembre 1914 - prof. 28-42 metri

Lina (Lena?) - affondata nel 1914 vicino all'Isola di Cherso (Cres) e Mosenicka Draga (punta Plecen/Prestenica) - prof. 27-52 metri

Maona (nave cargo) - affondata vicino a Rovigno (N 44°59'58" E 13°37'15") nella seconda guerra mondiale - prof. 30-36 metri

Numidia (trasporto di cemento) - affondata vicino a Rovigno nella seconda guerra mondiale - prof. 28-40 metri

Pelastis (Peltastis, Pelasty?) - affondato vicino all'Isola di Veglia (Krk) (nella baia di Klimno?) - prof. 17-33 metri

Peschereccio - affondato - prof. 37 metri

Pernat (galea veneziana) - affondata vicino all'isola di Cherso (Cres) nel 1500

Pilade - prof. 39 metri

Romania (Romagna, Romana Genova) - affondata vicino a Rovigno, vicino al Numidia (N 44°59'80" E 13°22'23") nella seconda guerra mondiale - prof. 28-40 metri

Sailer (veliero) - affondato in Istria nel 1800 (nella baia di Bobina?)

Szent Istvan - prof. 65 metri

Tihany - affondata vicino all'isola di Unije (Unje) (N 44°31'82" E 14°14'15'') il 12 febbraio 1917 (vicino lo scoglio di Skoljic) - prof. 28-39 metri

Torpediniera 26 - affondata vicino a Pola i 23 agosto 1914 per urto contro una mina - prof. 41-46 metri

Trasporto truppe austroungarico - affondato vicino all'Isola di Pago (Pag) nel 1917

Varese - prof. 41 metri

Vascello romano - affondato nel II secolo A.D. vicino all'isola di Unje (presso lo scoglio di Skoljic)

Vascello romano - affondato nel III secolo A.D. vicino a Grado, a 6 miglia dalla costa - prof. 15 metri (relitto protetto da rete metallica)

Vis (cargo) - affondato (Masnjak, baia di Plomin?) - prof. 52 metri

Wien - prof. 30 metri

Yacht (Eufemia) - affondata vicino a Rovigno - prof. 25 metri


Poi:

Nave romana del Lisert, scoperta durante degli scavi nel 1972, datata tra il I° e il III° secolo d.C., è ora conservato al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia.

Nello stesso Museo sono conservati i resti (un paio di tavole di fasciame lunghe 10 m, una sezione di una terza ed un frammento di ordinata) di una nave romana scoperta nel 1988 nell'antico Canale Anfora di Aquileia.


Da Nino
Inviato: Gio, 01 Ago 2002 03:50

Mi pare impossibile che nessuno si ricordi della corvetta italiana che venne affondata dai tedeschi nel vallone di Muggia. Era il mattino del 9 settembre 1943. Non sono sicuro del nome della nave, ma credo che potrebbe essere la Euridice o qualcosa di simile. La corvetta era attraccata allo scalo legnami per riparazioni e non era neanche armata al momento. Ma aveva ricevuto gli ordini di trasferirsi a Taranto. Molti marinai perdettero la vita, ma altri venivano salvati dai pescherecci che si trovavano nelle vicinanze, molti feriti vennero trasportati all'ospedale di Ancarano. Posso dirvi che e' successo perché ho visto tutto da casa mia in Via D'Isella. Un mio amico, Domenico Sterni era a bordo della corvetta e venne salvato sebbene ferito. Un altro punto di interesse... La sua famiglia, che pure abitava in via D'Isella, fu testimone dell'affondamento.


Da Sergio
Inviato: Gio, 01 Ago 2002 16:32

Da quel che sono riuscito a trovare, alla fine della seconda guerra mondiale a Trieste e Monfalcone dovrebbero esser state trovate le seguenti navi:

TRIESTE

Cacciatorpediniere TA 43 (ex Sebenico, ex Beograd) - Parzialmente emergente
Cacciatorpediniere TA 44 (ex Pigafetta) - Completamente sommerso
Corazzata Conte di Cavour - Capovolta, con carena emergente
Corazzata Impero - Scafo incompiuto
Corvetta Berenice (C 66) Completamente sommersa (vallone di Muggia)
Rimorchiatore s Proteo (ex Perso) - Incompleto e galleggiante al cantiere San Rocco
Sommergibile CB... (22) - In secco nei pressi del Molo Legnami
Torpediniera TA 40 (ex Pugnale) - Autoaffondata
Torpediniera TA 41 (ex Lancia) - Autoaffondata
Torpediniera TA 48 (ex T 3)


MONFALCONE

6 Dragamine veloci ? (ex RDV...) Scafi di ex dragamine veloci, in allestimento per conto dei tedeschi, arenati o semiaffondati
Corvetta UJ 203 (ex Tersicore, C69) Affondato in basso fondale
Corvetta UJ 204 (ex Euridice, C70) Affondata, riportata a galla e successivamente riaffondata dai Tedeschi per bloccare il porto
Sommergibile Beilul Affondato una prima volta per bombardamento aereo nel maggio 1944, riportato a galla, nel maggio 1945 affondato nuovamente
Sommergibile Argo Semiaffondato in basso fondale
Sommergibile U.IT 4 (ex R 7) Semiaffondato in bassi fondali
Sommergibile U.IT 5 (ex R8 ) Completamente sommerso
Sommergibile U.IT 6 (ex R9) Affondato in basso fondale
Sommergibile U.IT 7 (ex Bario) Scafo incompleto. Danneggiato per bombardamento aereo il 16 marzo 1945
Sommergibile U.IT 8 (ex Litio) Idem U.IT 7, ex Bario
Sommergibile U.IT 9 (ex Sodio) Idem U.IT 7, ex Bario
Sommergibile U.IT 18 (ex CM 2) In secco ed incompleto


TRIESTE o MONFALCONE?

7 Motozattere tedesche MFP (D) 952...
Incrociatore Etna (ex Taksin) Scafo incompiuto
Incrociatore Vesuvio (ex Naresuan) Affondato per infiltrazioni d'acqua


Da Sergio
Inviato: Ven, 02 Ago 2002 09:45

Nino ha scritto:Mi pare impossibile che nessuno si ricordi della corvetta italiana che venne affondata dai tedeschi nel vallone di Muggia. Era il mattino del 9 settembre 1943. Non sono sicuro del nome della nave, ma credo che potrebbe essere la Euridice o qualcosa di simile.

Da informazioni accolte, la corvetta doveva essere la "Berenice" e deve esser stata colpita da carri armati e/o batterie costiere. Dovrebbe esser stata recuperata nei primi anni '50.

Sempre. da quel che ho capito, nel vallone di Muggia, è stata affondata una nave carica di... mucche! (vive)

Dopo poco tempo delle povere mucche sott'acqua restava ben poco. Erano divenute un lauto pasto per i pesci.


Da Sergio
Inviato: Ven, 02 Ago 2002 12:24

Cercando di fare un po' di ordine tra le navi affondate nell'ultimo conflitto a Trieste e in Istria...

Le navi con la sigla TA etc. erano navi italiane che dopo l'8 settembre 1943 sono state catturate ed utilizzate dai tedeschi. Infatti "TA" sta per "Torpedoboot Ausland", cioè torpediniere straniere.

Di queste:

TA 22
ex Torpediniera Giuseppe Missori, armata il 21 gennaio 1916, catturata dai tedeschi nel settembre del '43, viene rinominata TA 22; bombardata il 25 giugno 1944 a sud-est di Trieste, viene rimorchiata a Trieste e disarmata l'11 agosto 1944; viene rottamata nel 1949.

TA 35
ex Torpediniera Giuseppe Dezza, armata il 15 dicembre 1915 con il nome di Pilade Bronzetti, rinominata Giuseppe Dezza il 1 ottobre 1929, catturata dai tedeschi nel settembre del '43, viene rinominata TA 35 e assegnata alla 9° Flottiglia Torpedini; affondata fuori Pola il 20 agosto 1944, recuperata e riparata, autoaffondata a Trieste il 3 maggio 1945.
Secondo altra fonte con lo stesso nome figura una nave affondata il 17 agosto 1944 nel canale di Fasana 44°53-N 13°47-O
Secondo altre fonti ancora... ve lo abbiamo riferito in un messaggio dei precedenti (qui sopra).


TA 36
ex Torpediniera Stella Polare, catturata dai tedeschi nel settembre del '43, armata il 18 gennaio 1944, il 18 marzo 1944 finisce in un campo minato tedesco e affonda nel Quarnaro (a sud ovest di Fiume).

TA 40
ex Torpediniera Pugnale, catturata dai tedeschi nel settembre del '43, autoaffondata a Trieste il 1° maggio 1945 dopo esser stata colpita da bombe e razzi

TA 41
ex Torpediniera Lancia, autoaffondata al San Rocco il 1° maggio 1945

TA 44
ex Cacciatorpediniere Antonio Pigafetta, affondato a Trieste il 17 febbraio 1945

TA 46
ex Torpediniera Fionda, affondato da bombe nei cantieri di Fiume poco prima di esser armato

TA 48
ex Torpediniera Austro-Ungarica Tb 78 T; varata il 4 marzo 1913 allo Stabilimento Tecnico Triestino, armata il 23 agosto 1914, ceduta alla Yugoslavia dagli alleati nel gennaio 1920 e rinominata T 3, catturata dagli italiani nell'aprile 1943, conserva ilnome T 3; il 16 settembre 1943 viene presa dai tedeschi e armata il 15 agosto 1944 con il nome di TA 48; viene bombardata dagli alleati e affondata a Trieste il 20 febbraio 1945, recuperata nel 1946 e venduta come rottame nel 1947.

***** FINE ****
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Messaggioda serlilian » martedì 28 ottobre 2008, 14:21

Tra Isola e Capodistria, dopo l'8 settembre 1944, xe sta affondà el transatlantico Rex, bombardado dei inglesi.
Tanti triestini andava a pescar sora del relito. I diseva che iera pien de orade.
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Messaggioda serlilian » mercoledì 29 ottobre 2008, 12:22

serlilian ha scritto:Tra Isola e Capodistria, dopo l'8 settembre 1944, xe sta affondà el transatlantico Rex, bombardado dei inglesi.
Tanti triestini andava a pescar sora del relito. I diseva che iera pien de orade.


Me xe stà fato osservar che in quela zona el mar xe poco fondo e che el Rex no xe andà soto aqua, ma el se ga posà sul fondal, su un fianco, continuando a emerger fora de l'aqua e che in quei anni i triestini no andava de sicuro a pescar de quele parti.

Me go documentà meio e, anche se tute le fonti parla de "affondamento", in realtà el relito spuntava fora de l'aqua. I ga finì de demolirlo solo nei anni '50.
http://www.ilpiave.it/modules.php?name= ... le&sid=399

Questo xe l'unico articolo che disi che in quel punto el mar xe fondo 12 metri e la nave iera larga 29,5 m.
http://www.istrianet.org/istria/people/ ... izione.htm

Ah eco. Qua xe le foto de muleti che zoga sul relito.
http://www.webalice.it/cherini/transatl ... astro.html


Per quel che riguarda i pescadori, no i ghe andava de sicuro in quei anni. Papà me contava che durante la guera iera proibido andar in barca anche a Trieste e se vedeva pessi enormi torno i moli, perchè nissun no podeva pescarli.

Mi parlavo de due pescatori professionisti che conossevo. I gaveva una barcheta picia picia che i portava con l'auto. I andava a pescar de note, nela zona dove che xe sta bombardà el Rex, nei anni '70-'80, e i ciapava tante orade.
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Messaggioda AdlerTS » mercoledì 29 ottobre 2008, 13:40

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Messaggioda babatriestina » giovedì 4 dicembre 2008, 11:39

Oggi sul Piccolo xe una pagina intiera dedicada al affondamento della Wien e del possibile ritrovamento de resti nel vallon de Muggia
El articolo xe solo a pagamento, metto el incipit leggibile, de sito del Piccolo:
Il relitto del «Wien» nel vallone di Muggia

TRIESTE Se ne era persa la traccia 50 anni fa, dopo le ultime demolizioni effettuate dai palombari. E invece la corazzata «Wien», affondata da un Mas nel 1917, è ancora là, a 20 metri di profondità nel vallone di Muggia
[..]
L'unità della Marina austroungarica era stata affondata dal Mas di Rizzo nel 1917
...relitto della corazzata austroungarica «Wien», affondata dal Mas di Luigi Rizzo il...E invece la corazzata S.M.S. «Wien», affondata dal Mas 9 di Luigi Rizzo la notte del...atmosfera surreale tra i resti della «Wien». Il relitto è stato ritrovato e ri-mappato.

(http://ricerca.quotidianiespresso.it/il ... il+Piccolo)
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Messaggioda AdlerTS » giovedì 4 dicembre 2008, 23:25

babatriestina ha scritto:El articolo xe solo a pagamento, metto el incipit leggibile, de sito del Piccolo:


su http://espresso.repubblica.it el jera inveze completo :-D

Ritrovati nel vallone di Muggia i resti della corazzata «Wien»

di Pietro Spirito

Sul fondo del vallone di Muggia, di fronte agli impianti della Ferriera, sono stati ritrovati i resti del relitto della corazzata austroungarica «Wien», affondata dal Mas di Luigi Rizzo il 10 dicembre del 1917. Da oltre cinquant’anni non veniva effettuata una ricognizione ufficiale sul sito dell’affondamento.[...] Sparita dalla carte nautiche, nel giro di mezzo secolo era stata praticamente cancellata anche dalla memoria della città. [...]Ciò che rimane del relitto dell’unità da guerra austroungarica è sepolto sotto un spesso strato di fango dal quale emergono pezzi contorti di lamiera, alcune ordinate incrostate come costole di una gigantesca carcassa, frammenti irriconoscibili di quella che fu un’unità da combattimento da 5600 tonnellate. Le ultime cronache, negli anni Cinquanta, la davano completamente fatta a pezzi per recuperare ferro e acciaio. Invece lo scafo della corazzata è ancora lì, integro nella forma, come mostrano le immagini effettuate con il side scan sonar. E lì, sul fondo, il fasciame chiodato, gli spuntoni delle ordinate avvolte da vecchie reti, brandelli di metallo slabbrati dalle esplosioni dei demolitori compaiono all’improvviso tra le nuvole di polvere sollevate a ogni minimo movimento mentre nuotiamo in un’atmosfera surreale tra i resti della «Wien».
Il relitto è stato ritrovato e ri-mappato da Stefano Caressa, dell’omonima ditta di lavori marittimi di Grado. In possesso di una vecchia carta nautica che riportava la posizione del relitto, Caressa ha effettuato un sopralluogo nella baia di Muggia utilizzando il side scan sonar, apparecchio che permette di «fotografare» il fondo del mare con sorprendente precisione. E subito, in coincidenza con le coordinate della mappa, sullo schermo del computer è apparsa la sagoma spettrale della nave. Caressa ha informato i carabinieri subacquei di Trieste, al comando del maresciallo Renato Basso. Ed è assieme a loro, allo stesso Caressa e al fotografo Roberto Pertoldi che scendiamo sui resti del relitto per una prima ricognizione ufficiale dopo più di mezzo secolo.
La visibilità è di pochi centimetri: la vicinanza degli scarichi dello stabilimento siderurgico, il passaggio continuo di mercantili, bettoline e rimorchiatori hanno ridotto i fondali di questa parte del golfo a una specie di deserto post-atomico sommerso, dove si sollevano montagne di sottilissima polvere ad ogni minimo accenno di corrente. Difficile dire se lo scafo sia capovolto o adagiato sul lato di dritta, come dicono le testimonianza dell’epoca: impossibile avere una visione completa del relitto, che si manifesta a pezzi, brevi apparizioni di singoli frammenti, mentre l’imagine fantasmatica del side scan sonar mostra una forma allungata, con la poppa e la prua. La luce delle torce a malapena intercetta i rottami semisepolti del guardacoste corazzato, e ogni tanto il buio diventa assoluto, segno che stiamo entrando nella depressione lasciata dal ventre dello scafo, lo stesso scafo che novantun anni fa venne colpito dai siluri di Luigi Rizzo.
[...]Dal siluramento al momento dell’affondamento trascorsero circa 5 minuti». La corazzata colò a picco portando con sé 33 marinai. Per diversi giorni il mare restituì i loro corpi lungo la costa muggesana.
La «Wien» rimase coricata sul fondo del vallone di Muggia per dieci anni. Nel maggio del 1925, in occasione delle celebrazioni italiane per i dieci anni dell’entrata in guerra, il gigante d’acciaio cominciò ad essere fatto a pezzi (ma già in precedenza gli austroungarici avevano provato a smontare le bocche da fuoco). I palombari della ditta Serra di La Spezia effettuarono una parziale demolizione del relitto, recuperando lo sperone di prua, che fu regalato a D’Annunzio e portato al Vittoriale, e il pezzo della poppa con il nome della corazzata, oggi conservato al Museo dell’Arsenale di Venezia. Fu recuperata anche la parte della fiancata colpita dai siluri di Rizzo, mentre alcuni frammenti furono murati dalla Lega Nazionale su un lato della diga foranea, che da allora ha preso il nome di Rizzo. A Trieste per l’occasione lo stesso affondatore della nave, infilato l’elmo da palombaro, scese sul fondo a vedere da vicino la preda uccisa e fatta a brani.
La demolizione del relitto proseguì nel corso del tempo, a più riprese, ad opera delle ditte Ferrazzutti, Montanari e Babich. Finché, tra il 1953 e il 1955, i palombari dell’Impresa lavori subacquei di via San Servolo, tra cui Paolo Lavagnini e Bruno Lonza, che utilizzarono anche l’esplosivo per riportare in superficie le parti della nave ancora utilizzabili. Dopodiché lo scheletro della «Wien» rimase dov’era, fantasma d’acciaio in un sudario di fango .
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Messaggioda AdlerTS » domenica 4 gennaio 2009, 23:18

Un Quarnerin me ga contado che al largo de Segna, oggi Senj, nei anni 40 ghe xe stado l'affondamento de un dragamine, ribaldato niente meno che dalla bora ! :shock:
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Messaggioda AdlerTS » venerdì 12 giugno 2009, 22:30

Go letto che un sottomarin de 90 anni fa xe stado trovado nel Golfo de Cattaro, sicuramente parte della marina austro-ungarica. Una nave de ricerca americana, la "Ercole" tenterà el recupero nelle acque de Boka fino al 20 giugno, e fino ad adesso i ga mappado una parte della baia de Risanski e del mar aperto de Zanjic de Bigovo.
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Messaggioda AdlerTS » mercoledì 2 settembre 2009, 13:00

Il relitto del Garibaldi, un incrociatore-corazzato italiano lungo 11 metri e largo 18, dotato di una trentina di cannoni e di 4 tubi lanciasiluri, silurato da un sottomarino austriaco nel 1915 e' stato ritrovato nelle acque croate dell'Adriatico, al largo di Dubrovnik. La nave e' stata avvistata ad una profondita' di circa 120 metri.
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Messaggioda babatriestina » mercoledì 2 settembre 2009, 15:50

AdlerTS ha scritto:Il relitto del Garibaldi, un incrociatore-corazzato italiano lungo 11 metri e largo 18, dotato di una trentina di cannoni e di 4 tubi lanciasiluri, silurato da un sottomarino austriaco nel 1915 e' stato ritrovato nelle acque croate dell'Adriatico, al largo di Dubrovnik. La nave e' stata avvistata ad una profondita' di circa 120 metri.

Dal Piccolo di domenica 30 agosto: alcuni passi:

Il gruppo di subacquei, guidato da Drazen Goricki, ha individuato con assoluta certezza la carcassa del Garibaldi, nella sua tomba a 122 metri di profondità, poche miglia al largo della costa e nella zona di Ragusa.
[..]
il 18 luglio 1915 a colpire a morte il Garibaldi (8100 tonnellate di dislocamento a pieno carico e 112 metri di lunghezza fuori tutto) erano stati due siluri, esplosi quasi in contemporanea, lanciati dal sommergibile austroungarico U-4, agli ordini del tenente di vascello Rudolf Singule ( nato a Pola). Assime ad altro naviglio minore in una squadra agli ordini dell'ammiraglio Tifari, l'incrociatore corazzato italiano aveva appena partecipato ad una missione di bombardamento dal mare della linea ferroviaria che collegava Ragusa alle Bocche di Cattaro nell'intento di taglkiare i rifornimenti al distaccamento navale austroungarico di stanza nelle Bocche.
Esaurito il "tirassegno" e ormai sulla rotta di rientro a brindisi, il Garibaldi era caduto nell'agguato dell'U-4. Al momento del siluramento a bordo dell'incrociatore italiano sembra ci fosse un equipaggio più numeroso di quello standard ( 548 persone) Come si è detto, nell'affondamento ne perirono 53. A preservare la nave non bastarono i 50-150 mm di corazzatura dello scafo. L'affondamento fu rapidissimo,appena tre minuti secondo alcune testimonianze. Il Garibaldi era stato varato dai cantieri Ansaldo di Genova nel 1899 e completato circa due anni dopo. [..]

Il Piccolo mette anche una foto,ma io vi metto quelle della mia copia del Taschenbuch Kriegsflotten di mia proprietà
Immagine

[Immagine
( la seconda, invertita da destra a sinistra. coincide con quella del Piccolo.

NB il Taschenbuch, preciso come i tedeschi, dà le seguenti misure: lunghezza 104,9 e larghezza 18,2):-D

NB: questo ritrovamento secondo il mio modesto parere non ha a che fare col porto di Trieste: le navi non sono state costruite qua, non vi sono state affondate e il relitto non si trova qua: o lo consideriamo prevalentemente dal punto di vista storico, e allora lo mettiamo nella solita prima guerra mondiale, sezione alquanto ricca, oppure diamo risalto all'attualità del ritrovamento e allora la sezione Friul, Slovenia, Croazia, Dalmazia mi sembra la più adatta. Che ve ne pare?
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Messaggioda Franco » mercoledì 2 settembre 2009, 15:52

AdlerTS ha scritto:Il relitto del Garibaldi, un incrociatore-corazzato italiano lungo 11 metri e largo 18, dotato di una trentina di cannoni e di 4 tubi lanciasiluri, silurato da un sottomarino austriaco nel 1915 e' stato ritrovato nelle acque croate dell'Adriatico, al largo di Dubrovnik. La nave e' stata avvistata ad una profondita' di circa 120 metri.


Ecolo qua, el Garibaldi:

Immagine
Franco
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Messaggioda Rawa Ruska » mercoledì 2 settembre 2009, 17:13

Se sa qualcosa del nostro sotomarin?

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Messaggioda serlilian » mercoledì 2 settembre 2009, 20:36

Ecolo! Xe el U 4, costruido nel 1907-1909 a Kiel.
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U 4001.jpg
U 4001.jpg (11.42 KiB) Osservato 3648 volte
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Messaggioda serlilian » mercoledì 2 settembre 2009, 20:39

Tre cartoline del affondamento
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U 4 aff Garibaldi004.jpg
U 4 aff Garibaldi003.jpg
U 4 aff Garibaldi002.jpg
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Messaggioda serlilian » mercoledì 2 settembre 2009, 20:49

qua
http://www.kuk-kriegsmarine.at/
se clichè su "Schiffe" in alto a sinistra, e dopo su SMU1-SMU4, soto Unterseboote, sula destra, trovè i dati tecnici e bele foto del equipagio del U 4.
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Messaggioda serlilian » mercoledì 2 settembre 2009, 21:23

Un articolo publicado sul sito de militaria:

ZAGABRIA – Il relitto dell’incrociatore corazzato "Giuseppe Garibaldi", della marina militare del Regno d’Italia, affondato nel 1915, è stato ritrovato ieri nel mare della Croazia da un gruppo di sub ed archeologi croati impegnati nella ricerca di navi affondate nell’Adriatico. Fino a quest’anno era rimasto sconosciuto il preciso luogo in cui l’incrociatore è stato affondato all’inzio della Prima Guerra Mondiale, ma dopo alcune ricerche storiche si è arrivati a tentativi precisi per individuare la nave.

L’associazione di sub «Dragor Lux» di Zagabria, alla fine, ha trovato questa settimana il relitto di una nave da guerra che quasi certamente è il "Giuseppe Garibaldi", alcune miglia dalla costa davanti a Dubrovnik, alla profondità di 122 metri. Si tratta della maggiore profondità alla quale è finora stata rinvenuta una nave nella parte croata dell’Adriatico.

I sub hanno spiegato alla stampa che dai due o tre cannoni visibili, degli addirittura 29 che aveva in dotazione il "Garibaldi", sembra che si tratti proprio della nave italiana. «Siamo poi entrati nell’interno con una telecamera e pare dai filmati che non ci siano più dubbi», ha spiegato il capo della missione, Drazen Goricki.

L'incrociatore corazzato "Garibaldi" fu costruito nel 1901 nei cantieri dell’Ansaldo a Genova: era lungo 112 metri e largo 18. Operò efficacemente durante la guerra italo-turca nelle acque della Libia e dell’Egeo. Il 24 febbraio 1912, insieme alla gemella "Francesco Ferruccio", affondò la cannoniera turca Avnillah al largo di Beirut. Ma il 17 luglio 1915, due mesi dopo l’entrata dell’Italia nella Prima guerra mondiale, un gruppo di navi comandate dall’ammiraglio Tifari, lui stesso a bordo della "Garibaldi", salpò da Brindisi con l’ordine di distruggere parte della ferrovia che collegava Sarajevo alle Bocche di Cattaro, oggi nel Montenegro e all’epoca importante base dell’impero austro-ungarico.

Dopo il bombardamento della ferrovia nei pressi di Dubrovnik, nella notte del 18 luglio, le navi furono incrociate dal sommergibile austriaco U4 che silurò l'incrociatore italiano. Colpito in pieno, il "Garibaldi" si inabissò, secondo alcune ricostruzioni, in soli tre minuti. In quel momento a bordo vi erano più di 550 membri dell’equipaggio, di cui 53 morirono nell’attacco. Il resto della flotta si ritirò in Italia. Secondo alcune stime nell’Adriatico giacciono circa due mila relitti: finora ne sono stati ritrovati alcune centinaia.
(Fonte Gazzetta del Mezzogiorno)
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Messaggioda AdlerTS » mercoledì 2 settembre 2009, 21:51

Scuseme per gli 11 metri, chiaramente un error :oops:
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Messaggioda AdlerTS » domenica 6 settembre 2009, 22:50

Me vien fatto notar da uno dei ns impagabili ed insostituibili amici esterni che:

La mania de tuti i “relittari” xe de eser i primi su un relito, ma questo xe asai dificile ogi, dopo ani che migliaia de lori va dapertuto.

I croati che i disi de eser stadi i primi sula GIUSEPPE GARIBALDI, i conta una flocia, za in setembre de l’ano scorso iera stadi i cechi (e no escludo che altri sia stadi prima…):

http://www.divestar.eu/nehody-nehoda-na ... baldi.html

Se te va nela pagina dopo xe anche la foto del comandante de l’U4, Rudolf von Singule, polesan, e la sua storia:

http://www.divestar.eu/vrakove-potapeni ... dranu.html

Pecà che no so tradur el ceco.


Chi legi ben el croato però non doveria aver problemi a capir quanto meno el senso del testo ceco, proverò a domandar in giro (o forse '82-'18 ? )
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Messaggioda serlilian » domenica 6 settembre 2009, 23:36

Con i grossissimi limiti de Google - strumenti per le lingue, qualcossa se riva a capir.

http://translate.google.it/translate?u= ... t&ie=UTF-8
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Messaggioda serlilian » domenica 6 settembre 2009, 23:44

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