Porto vecchio futuro

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babatriestina
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Re: Porto vecchio

Messaggio da babatriestina » lunedì 9 maggio 2011, 20:01

1382-1918 ha scritto:Un articolo che me par interessante afronta l'argomento in maniera completa, anche qua, da La Voce di Trieste.
mah, completa no so, polemica indubbiamente, anzi diria virulenta: ricopio:
i deliri dell'arroganza di potere impunita della casta politico-affarista, in forma di 'cupola' locale, sembrano non avere più limiti di legalità né decenza.
ora il soccorso del mostro televisivo berlusconiano Vittorio Sgarbi (nell'immagine a lato una pubblicazione severamente critica dei suoi ruoli
dare il via al nuovo affare in un tripudio di consensi tra insensatezze e furfanterìe esibite. Ne è emerso così, tra altro, che in realtà la Biennale non c'entrerebbe affatto, e l'iniziativa è di Sgarbi e della sua corte di padrini e seguaci assieme, appunto, alla casta di potere locale.

Che vuole infatti usare la mostra come ariete propagandistico-amministrativo per sfondare materialmente e giuridicamente la barriera doganale del Portofranco: il Prefetto la sospenderebbe 'provvisoriamente', ma verrebbero realizzati accessi liberi permanenti con opere edili e stradali, abbattimenti di manufatti e quant'altro. Ed a comprova che il colpaccio era premeditato, sono esattamente quelli già incautamente preannunciati dal parlamentare e candidato sindaco di Berlusconi, Roberto Antonione.
e ovviamente el giudizio no xe artistico, ma politico, contro Antonione.
Il profili di speculazione politica e privata della faccenda appaiono quindi non solo evidenti ma spudorati, e quelli di illegittimità sono talmente chiari e notori da configurare, se concretati, dolo altrettanto palese, dato che i protagonisti non sono semplici cittadini, ma i rappresentanti politici ed istituzionali della città.

Tra breve riceveranno tutti anche le debite diffide, Prefetto incluso, per cui si spera desistano.
son curiosa de finir come anderà cola diffida... per la denuncia a Dipiazza no so come che la vadi avanti, ma Pertot lo ga butado fora del Tuono..

questa l'opinion de Omero ( PD)
http://www.triesteoggi.tv/it/notizie-di ... o-scappare
questo el testo del Piccolo
http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/201 ... te]TRIESTE. Il Porto vecchio come sede distaccata della Biennale d'arte che si apre a Venezia in giugno. Un capitolo di "mostra diffusa" per il 150.o dell'Unità d'Italia. Sede proposta: il Magazzino 26 già ristrutturato ma chiuso, quattro piani da 2000 metri quadrati ciascuno. Costo globale di 250 mila euro. Progetto di viabilità interna e parcheggi già in elaborazione. E soprattutto la dichiarata disponibilità dell'Autorità portuale di sospendere temporaneamente, per il periodo necessario (che potrebbe essere da luglio a novembre) il regime di Punto franco, l'osso duro dell'intero comprensorio. Eccola qui la proposta di Vittorio Sgarbi, da tempo innamorato di questa sua intuizione in campo triestino.
Ora, da curatore del Padiglione Italia della Biennale (e mentre combatte per riavere la direzione della Soprintendenza veneziana contestatagli dalla Corte dei conti e appena rimessa a concorso) l'ha materializzata, nonostante certe pubbliche perplessità del nuovo ministro della Cultura, Giancarlo Galan. Ieri il binomio Biennale-Trieste ha trovato composizione ufficiale. Il prefetto Alessandro Giacchetti ha convocato in mattinata Comune, Provincia, Regione, Direzione regionale dei beni culturali, Autorità portuale, Camera di commercio, Ince, e la Portocittà che ha in concessione Porto vecchio. È stata lanciata la proposta, che ha trovato tutti non solo consenzienti, ma contenti. Oggi Roberto Dipiazza convocherà alle 12 una riunione dei capigruppo per condividere la decisione: «Se l'iniziativa si farà, io allora non sarò più sindaco - spiega -, dunque trovo giusto che la riflessione sia collegiale».
Al Comune spetterebbe di stanziare una prima parte dei soldi. «L'opportunità per il nostro territorio, sotto il profilo economico e culturale - afferma una nota dell'Autorità portuale - è di grande impatto e l'Autorità portuale di Trieste è fiera di poter collaborare alla riuscita dell'evento, impegnandosi da subito a risolvere le questioni inerenti la viabilità in entrata/uscita dei mezzi e delle persone e la contestuale temporanea sospensione del regime di Punto franco per il periodo necessario». «È una cosa bellissima - aggiunge Dipiazza -, una straordinaria promozione per Porto vecchio, per Trieste, per aprire con una strada l'ingresso, e per valorizzare il Magazzino 26».
«Una scelta provvidenziale - commenta Giangiacomo Martines, direttore regionale dei Beni culturali -, Trieste non solo ha un rapporto particolare con Venezia, ma è baricentrica per l'arte contemporanea rispetto al Friuli Venezia Giulia e la Mitteleuropa, e il Magazzino 26 è proprio in attesa di "derrate culturali". Portocittà (con gli architetti Gerbini e Fantin) ha già un progetto per la viabilità. Produrre cultura - conclude Martines con parole di estrema lode per l'impegno di Sgarbi - è il vero destino di Porto vecchio».[/quote]


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Re: Porto vecchio

Messaggio da AdlerTS » giovedì 12 maggio 2011, 12:44

Me vien segnalado che:
Il 13 maggio 2011, alle ore 17:30, sul MOLO IV in territorio internazionale del Porto Libero di Trieste (PLT), si svolgerà l’Assemblea Pubblica dell’Associazione CITTADINI DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE con la partecipazione del COMITATO PORTO LIBERO DI TRIESTE che spiegherà il volantino che dichiara i DIRITTI CIVILI e POLITICI del POPOLO TRIESTINO.

Dne 13. maja 2011 ob 17.30 na IV.POMOLU v mednarodnem obmocju Proste Luke Trst (PLT) je sklicana javna seja ZVEZE DRZAVLJANOV SVOBODNEGA TRZASKEGA OZELMLJA z udelezbo odbora PLT (Proste Luke Trst) , ki bodo pojasnili letak o RAZGLASITVI CIVILNIH IN POLITICNIH PRAVIC TRZASKIH DRZAVLJANOV. "


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Re: Porto vecchio

Messaggio da babatriestina » giovedì 12 maggio 2011, 13:38

Visto che sti mati spamma a 360° le loro idee su tuti i siti internet localic he i trova ( ma anche in Slovenia e Croazia?? :lol: ), mi ve riassumo quel che go capido e che trovo semplicemente aberrante:
Tegnudo conto che el trattato de pace del 1947.. [omissis]
fin a che:
-Italia, Slovenia, Croazia e Unione Europea no abbandonerà i territori de lori arbitrariamente occupai del TLT
-el ONU che dopo gaver messo el Governator del TLT al ordine del giorno per 30 anni senza trovar un accordo e averlo messo via per altri 30 adesso riverà a trovar sto accordo tutintùn
-se creerà finalmente sto TLT in zona extracomunitaria de Duin al Quieto
-dove che poderà risieder solo che i cosidedetti triestini originari, cioè che lori o la famiglia risiedeva qua nel 1940, tuti quei rivadi dopo se li buta fora, quei che no accetta la cittadinanza del tlt ma vol restar italian, sloveni, croati, butai fora anche lori.

fin che no nassi ste robe NO SE POL FAR GNENTE A TRIESTE e men che meno in porto.
:roll: :roll: :roll: :roll:
se andè a sto incontro, conteme, conteme, se no xe cussì.. DOPO ovviamente sarà tuto bubana.. disi lori.


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Re: Porto vecchio

Messaggio da Piereto » sabato 14 maggio 2011, 11:41

Son sta a sta riunion per curiosità,e quindi relata refero. No iera presenti nisun rapresentatante pro sindaco nè del pdl,nè del pds,nè del'Udc,nè de Fli,ma iera quei dei altri concorenti,che me ga parso abastanza al corente de quel che la storia de ste tere ne ga lasà a ricordo,e che dormi in tun canton. Quei che no iera presenti vol che le robe continui a dormir a trieste. El presidente de plt e de citadini tlt ,ga spiegà quei che xe i obietivi da ragiunger,e cioè el sfrutamento de la manipolazion e la vorazion de le merci extradoganali de la zona franca portuale atraverso la costituzion del tlt. Cioè esisti za tute le basi giuridiche e de funzionamento no solo del tlt ma del porto ,cioè gavemo la costituzion,e che le xe stade aprovade da Italia e Slovenia che xe subentrada a la Yugoslavia za nel 1947 e inseride nel tratato de pace,e che no le se pol tirar indrio. Se ga cità la legge 84 del 1994 che disi che el porto de trieste xe internazionale e in regime extradoganale e quindi diverso da tuti i altri porti italiani. Se ga citado l'ingerenza de la finanza su un operatore cipriota cha trasformava el suo vin in porto e lo esportava poi in Ucraina,e che i ga blocà co la scusa che el vin no iera fato co le regole italiane. E iga perso la causa. E come logicamente nisun vol far investimenti nel porto perchè po i organi italiani (Finanza,Corte dei conti,Asl,Sovrintendenza,etc.) ghe meti i bastoni fra le rode,quindi anche Unicredit,no vol investir su Trieste . A margine tuti xe consci che el superporto xe una bufala che no pol averarse per via dei 9 milioni de mc de fanghi che no se sa dove meter,e tuto el mercurio solevà. Sia Flego (lista Drossi area metropolitana) che Polidori (Lega) ga fato capir che bisogna pasar per una politica dei piccoli passi,cioè mirar a quel che se rivasi a otenir. La lega ga citado el federalismo fiscale,primo passo per arivar al'Italia federale. Tuti iera concordi de ritrovarse dopo le elezioni per meter a punto un piano comune e aver l'apogio de una bona parte de la popolazion tramite l'informazion. Per saverghene de più colegarse al sito http://www.portoliberotrieste.org



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Re: Porto vecchio

Messaggio da babatriestina » sabato 14 maggio 2011, 12:15

Sì, capisso le critiche, ma per bon i credi che la Slovenia rinuncerà al proprio unico sbocco al mar per lassarghelo el TLT? o che inveze l'Italia e l'Unione Europea che xe sempi lo riconosserà e Slovenia e Croazia che xe furbi no? e quindi el risorgerà solo relativamente ala zona A, alla faccia de quando che i ne conta che bisogna rispettar ben TUTO et trattato de pase?
queste xe le domande che me fazzo e che a mi me fa risponder che xe fumo nei oci, speranze de promesse impossibili e nel frattempo una vagonada de aiuti a quei che no vol far gnente. Ghe son grata de aver segnalado i problemi, ma no credo che le loro proposte sia una soluzion che gabi un fià de realizzabilità.
per no parlar ( ma i ga dito qualcossa o no? :roll: ) dela storia dei cittadini originari che solo lori poderà viver in sto paradiso terreste e fiscale? ben, mi in un posto a dir poco razzista simile, con tuto che go i quatro quarti de nobiltà che i vol, no volessi viver. :'-(

ps e come se metessi d'acordo la Lega col Italia federale e i siori del porto libero che lo vol fora de l'Italia? :?:


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Re: Porto vecchio

Messaggio da babatriestina » sabato 14 maggio 2011, 13:54

A proposito:
http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/201 ... ti-1.57683
Riporto il principio..
TRIESTE. Il Punto franco non è in alcun modo un ostacolo alla trasformazione del Porto vecchio. Per usare quegli spazi non è affatto necessario rincorrere per una firma di assenso 25 paesi firmatari del Trattato di pace del 1947. Non è vero che si tratta di uno spazio «internazionale» e dunque intangibile. E non è vero che per sistemare le cose nel senso collettivamente giudicato il migliore sia necessario scomodare la Farnesina, il Governo e il Parlamento per la scrittura di una nuova legge.
Termina qui il fecondo, frastagliato e a tratti confuso dibattito triestino, dove tutte le opzioni (negative, positive e mediane) in questi giorni hanno fatto matassa. Queste sono le valutazioni del ministro degli Esteri, Franco Frattini, che di fatto rimettono la giusta responsabilità in capo a chi spetta, e cioé semplicemente agli enti locali.
Ministro Frattini, il Punto franco nel Porto vecchio dato in concessione per un riuso «civile» è diventato materia di scontro. Ci sono ricorsi al Tar, c’è chi avverte che 25 paesi dovrebbero dare l’assenso a eventuali modifiche.
Abbiamo fatto uno studio sulla materia, e direi che non è davvero una questione talmente complessa.
Eppure a Trieste si sentono mille opinioni diverse, di parte politica e tecnica.
Oggi lo status di Porto franco di Trieste è disciplinato dal Memorandum di Londra del 1954. Ovviamente, il Memorandum ha superato il Trattato di pace. Fu siglato proprio a questo scopo. E il Memorandum ha conferito al Porto franco uno “status” che permette facilitazioni doganali rispetto al regime ordinario dei punti franchi. Ma non per questo comporta una immodificabilità assoluta.
la certezza del diritto.. 8)
È sufficiente garantire le dimensioni dell’accesso, dunque? Qui parliamo oltretutto di un ex scalo portuale, enorme e quasi totalmente in disuso e abbandono. Chi ha potestà sull’area relativamente ai Punti franchi?
Il Porto franco triestino non ha uno “status” internazionale. È territorio italiano. Il potere decisorio è una competenza delle autorità centrali o locali, purché nel rispetto delle norme urbanistiche, di protezione ambientale e così via. In questi settori c’è piena autonomia di azione. L’unica restrizione è che va garantita la libertà di utilizzo in materia doganale


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Re: Porto vecchio

Messaggio da Piereto » sabato 14 maggio 2011, 18:44

El memorandum de Londra del 54 ga un valor relativo perchè el xe sta firmà da quatro de lori e no da tuti i altre firmatari del tratato di pace. Idem con patate per Osimo dove che i iera in do .I me ga dito che conta el numero in sede legale. Una roba xe i triestini originari cioè quei che iera qua prima del 40 e quei che xe vignudi dopo xe sempre triestini,ma noi pol far valer el tratato,cusì i me ga dito. Nel fratempo xe diventade 32 le nazioni che gà firmà e eredità el tratato. (Urss e yugo che se ga spacà).Basta che una sola nazion firmataria richiedi per i sui scopi che el tratato entri in vigor all'ONU,e l'Italia devi adeguarse. Me ga parso de capir che l'obietivo minimo xe quel de far ripartir el porto con la trasformazion de le materie prime che saria el piato forte,e podesi doprarlo tute le nazioni dell'Onu,fazendolo governar de un triestin originario. Dopo podesi saltar fora la facenda del TLT,e qua saria de veder come che se meti le robe. L'Italia no pol cambiar el tratato de pace nè pasar sora la testa dei triestini originari,ne tanto meno la Slovenia ,e per quel che i mega dito anche a Koper no xe tanti che vedi de bon ocio le ingerenze de Lubiana in Luka Koper. Stemo a veder cosa che naserà e se finirà tuto in una bola de savon.



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Re: Porto vecchio

Messaggio da babatriestina » sabato 14 maggio 2011, 20:11

Piereto ha scritto:El memorandum de Londra del 54 ga un valor relativo perchè el xe sta firmà da quatro de lori e no da tuti i altre firmatari del tratato di pace. Idem con patate per Osimo dove che i iera in do ..
Cussì i la conta e ne la ritontona lori.... me piaseria saver , che mi come che digo no son esperta de diritto , se de conseguenza la riunificazion dela Germania, l'adesion de l'Austria ala CE ( che a quei tempi i me spiegava che iera impossibile per el trattato de neutralità de l'Austria :-D ), la division dela Cecoslovacchia e dela Jugoslavia, sta ultima po spaca in due con un confin la zona B! .. tanto per dirghene un poche, xe stade firmade de tuti i firmatari del trattato de pase???. O aplicando la loro teoria bastassi alora che un alzi le dito e li femo cascar tuti? ;--D .
Anche el trattado del Belvedere del 1955 che ricostituiva l'Austria xe firmado de solo che 5 de lori e no tuti: alora spachemo anche l'Austria? :-D
O le robe se applica solo quando che ghe fa comodo a lori?

po no me torna el discorso perchè i parla sempre de "triestini" originari: se i parla del trattato de pase i dovessi parlar de abitanti del tlt originari. Mi li go letti in altri forum, e i disi che fra i loro scopi , butando fora quei che xe rivai dopo, xe de butar fora i 'taliani e soprattutto i esuli istriani, ma... no i podessi per quei dela zona B !!! :-D ( andè a zercarli de Cayoeffe, anche se Piereto li devi gaver za letti là): troverè anche qualche nome e storia personal dei proponenti.

Oggi el articolo del Piccolo disi che el loro ricorso, comincemo a far nomi, avvocato Francesco Querci, xe stado za cassado del TAR del Lazio nel 2008. per questo imagino che ghe va ben sostegnir che no semo sottoposti alla legge italiana.
Za che ghe semo, zontemo ancora, sempre del Piccolo, che el ricorso respinto ( riporto el passo del TAR: "In Porto Vecchio si applicano le norme generali italiane, vanno salvate le franchigie [omissis] "L'obbligo dello Stato italiano di "mantenere" il Porto franco di Trieste non significa che tale entità debba necessariamente rimanere "cristallizzata" e non possa essere invece adeguata alle nuove esigenze diffuse rivenienti dagli usi internazionali ora praticati negli altri Porti franche del mondo".) xe firmado- i disi in modo illeggibile de 6 operatori economici:
Adriatic finance and trade srl con sede in Punto franco vecchio al Magazzino 28
Alberti Duty free del magazzino 57 in Punto Franco nuovo
Nordest spedizionieri Dyue srl
Logistica portuale srl ( Punto franco vecchio)
Vecchietti & Revini trasporti e spedizioni
Quadrante srl ( Porto franco vecchio)

xe sempre nel 2008
http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/200 ... ato-1.6863
Marcus Donato xe el altro rappresentante del gruppo LPT
La prima scrematura si è già trasformata in un’eliminazione massiccia: sono nove i pretendenti a concessioni in Porto Vecchio già rimasti sul campo dopo la riunione tra il Gruppo tecnico di lavoro e il presidente dell’Autorità portuale Claudio Boniciolli. Tra di loro anche la cordata di investitori rappresentata dal triestino Marcus Donato, titolare della società di brokeraggio Helm project marine brokerage service che aveva chiesto la disponibilità dell’area intera,
A proposito de Francesco Querci:
http://archiviostorico.corriere.it/1996 ... 8936.shtml
el xe anche missiado cola Kreditna Bank e el fallimento
riporto
Francesco Querci, ex numero uno della fallita Cantieri Trieste, un cattedratico toscano di diritto della navigazione, dalla querela facile e con forti propensioni anche alla navigazione politica, molto conosciuto a Trieste dove ha anche uno studio legale, nega fermissimamente di avere qualsiasi cosa a che fare con questi affari sballati e con la frana della Kreditna. La verita' sara' stabilita dal magistrato, ma intanto Trieste e' tutta un ribollire di voci.
che po el xe 'talian, toscano, altro che triestin originario!
edifatti, dopo
http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/200 ... rci-1.8860 23 aprile 2009
Dopo oltre tredici anni dall’avvio dell’inchiesta sul crac della Kreditna Banka, è arrivata anche l’ultima sentenza: quella relativa alla posizione del professor Francesco Antonio Querci. Il docente universitario di Diritto della navigazione è stato condannato a sei anni di reclusione per concorso in bancarotta fraudolenta
Indubbiamente, de diritto alla navigazion el dovessi intenderse.. però i avvocati italiani.. :?


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Re: Porto vecchio

Messaggio da 1382-1918 » domenica 15 maggio 2011, 12:09

Quando nasi un novo Stato questo accetta una lista de Trattati firmadi dal Stato precedente, e i Stati novi che xe nati ga tutti accettado de subentrar al precedente per quanto riguarda la firma del Trattato de Pace del 1947.
Per quanto riguarda el Memorandum e Osimo, i xe stadi accettadi sia dala Slovenia che dala Croazia al momento dell'indipendenza, e l'Italia nel 1992 ga riconosudo questi Stati come legittimi successori delle firme del Trattato, del Memornadum e de Osimo (in mezzo ai soliti quanto inutili zighi e urli dei nazionalisti de casa nostra), per cui la validità xe immutata.
E no xe solo Slovenia e Croazia che spaca in due la zona B, ma anche Italia e Slovenia che spaca in due la zona A, in quanto la Slovenia ga anche un toco de Zona A (Crevatini, Cerei, ecc.)

L'articolo del Piccolo che inveze vol farne creder che el Trattato no xe un ostacolo, xe, a dir poco, CRIMINALE, per el livel de disinformazion che contien. Che i ghe lasi ste robe ai avvocati de diritto internazionale e che i ghe ne cosnulti de validi, che i gaverì dele sorprese. O forsi anche no, ste robe i le sa, ma i vol contarghene altre per no far veder el scippo che i vol perpetrar.
I vederà comunque che a lungo termine i politici che vol la distruzion del portofranco e Il Piccolo vegnerà smentidi, i vincoli xe internazionali, e l'Italia da sola no pol cambiar le robe con una sua legge.
Falso anche che el Memorandum ga superado el Trattato del 1947. Jera un accordo temporaneo per stemperar i rapporti tra Italia e Jugoslavia, e darghe un qualcosa de ufficiale a GB e USA per andar via, visto che i stava spendendo troppo e no i svave acome risolver la question. Ed infatti ghe xe stado bisogno de Osimo per regolar le robe, accordo firmado tra i due Stati che stava amministando temporaneamente el territorio del TLT.
Xe ovvio però che se i'altri firmatari del Trattato, o suoi eredi, no ga niente de dir contro sta situazion, se pol far ben poco.



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Re: Porto vecchio

Messaggio da babatriestina » venerdì 20 maggio 2011, 7:49

eccolo come che el xe adesso, el Punto Franco vecio (dal Molo)
Immagine

Immagine
guardemo ben la seconda foto.. mi me par de veder condizionatori fora dele finestre: qualchedun ga i uffici con l'aria condizionata, là dentro


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Re: Porto vecchio

Messaggio da 1382-1918 » lunedì 23 maggio 2011, 22:43

Eh sì, effettivamente quei xe proprio dei condizionatori! Chissà se xe ancora qualchedun che dopra quei vani.



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Re: Porto vecchio

Messaggio da babatriestina » domenica 7 agosto 2011, 8:39

Stago rileggendo e zercando de capir qualcossa a proposito dei progetti futuri del Porto vecio, e trovo che se intreccai diversi filoni, non i stessi. Un xe quel che se diseva sula mostra etc, e un xe la storia dela Greensisam. che xe la società taiwanese che ga inglobado el Lloyd ribattezzado Italia marittima.
Questa xe una società de trasporti marittimi, quindi logico a un primo parer che la se interessi al porto. Domanda de ingenua: perchè la se missia col porto Vecio e no col novo? :?:
googlando un poco , ritrovo riportado questo de maggio: ciapado dela cache de Google:
riporto qualche passo:
Trieste. Porto Vecchio: via al progetto di Greensisam
Gabriella Ziani
Piccolo 13/5/2011
Fra sei mesi partirà il cantiere per la ristrutturazione di cinque magazzini del Porto Vecchio, per un totale di 37mila metri quadrati. Prenderà così forma, dopo le opportune correzioni, il progetto Greensisam (Maneschi-Evergreen).
L'area fu data in concessione già nel 2004 (di fatto nel 2001) a Greensisam, e cioè alla società di Pierluigi Maneschi, presidente di Italia marittima, principale operatore portuale al Molo VII, che rappresenta la taiwanese Evergreen in Italia. Si tratta proprio di quella concessione, della durata di ben 90 anni, a cui per il periodo 2005-2010 nel corso del suo precedente mandato al vertice dell'Autorità portuale Marina Monassi aveva fissato un canone di 296 euro all'anno, cifra giudicata ai limiti del danno erariale dal suo successore Claudio Boniciolli. Questione finita con un ammonimento ma di fatto un'assoluzione della Corte dei conti.
Nei magazzini sono previsti centro direzionale (la sede di Italia marittima), un centro commerciale da 1500 metri quadrati su due piani, un intero magazzino a parcheggio multipiano (più un piano interrato), un albergo. Costo preventivato a suo tempo: 160 milioni di euro. Tutto adesso va bene perché tutto è stato cambiato. Sparita una grande piazza glabra e moderna alla testa del monumentale complesso, spariti gli interventi a modifica delle facciate, sparito un percorso sotterraneo illuminato da vetri a piramide che avrebbe tagliato a metà una strada interna. Cambiate anche le firme, poiché a supporto di quella del progettista e manager di Greensisam, Gennaro Albamonte, c'è adesso quella dell'architetto Fabio Assanti, dal 2007 titolare della J&T Engineering, presidente di «Expo challenge» ai tempi appunto del sogno-Expo, e tanto per completezza cugino del senatore Giulio Camber.
A mi el idea dela sede de Italia Marittima me par una bona idea, salvo che nissun me ga mai spiegado perchè la nova sede del Lloyd a Campo Marzio no basta più.. se gaveva visto bei progetti al computer de sta sede, ma fa parte dei pupoli che i mostra e po sparissi.. adesso po voleria che i me spiegassi qualcossa de più sul architetto Assanti: qua i disi solo che el xe cugin de Camber 8) e anche perchè una società de trasporti se occupassi qua de edilizia..
«Il progetto è di tipo conservativo. Con la Soprintendenza c'è stato un ottimo rapporto, ben venga questo dialogo - dice Assanti -, il risultato è positivo per la città. Le facciate saranno completamente salvate, con le loro gru e i loro ballatoi, sarà enfatizzata la passeggiata, giustamente è stato tolto il verde che nel Porto vecchio non c'è mai stato, salvo qualche spartitraffico, lasciamo in vista gli antichi binari e le rotatorie su cui venivano montati e "voltati" i carichi e salviamo i timpani. Ci siamo sforzati - aggiunge - di tornare indietro, è sparita la strada con le piramidi, avrebbe invaso la passeggiata, inoltre sistemeremo il piazzale, che resta dell'Autorità portuale, nonché le aree circostanti i magazzini, in concessione a Portocittà». Un regalo tra vicini. Infine arenarie al posto dell'asfalto, sanata la pavimentazione antica. Il magazzino 2a, nella parte verso città, sarà parcheggio nonostante i dubbi di chi tutela il patrimonio. «Lo prevede il Piano regolatore» dice Assanti. Il numero 1a, fronte mare (di cui fu già contestata una sopraelevazione), per metà «direzionale», per metà turistico e alberghiero così come il numero 4. «Abbiamo già il progetto finale e tutti i pareri necessari, anche dell'Azienda sanitaria - conclude l'architetto -, se il Comune ci autorizza nei tempi giusti fra 6 mesi c'è il cantiere».
A mi el nome Assanti me evoca la prof
Cecilia Assanti è vissuta a Trieste fin dai primissimi anni della sua infanzia: qui ha conseguito, a diciassette anni, la maturità classica al liceo Petrarca e, a ventun anni, la laurea in giurisprudenza, nel 1949. Ha poi iniziato subito la sua attività su due binari paralleli: quello della professione forense e quello della ricerca nell’Università.

Ha seguito le varie fasi della carriera accademica: nel 1967 ha realizzato il risultato conclusivo diventando professore ordinario. Ha ricoperto la cattedra nella facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo triestino e diretto l’Istituto di Diritto del Lavoro.

Ha pubblicato numerose monografie e saggi in riviste; ha fatto parte del Comitato scientifico della Rivista Giuridica del Lavoro; ha svolto relazioni ed interventi in numerosi convegni, seminari, incontri di studio, internazionali e nazionali.

Nel 1981 è stata eletta dal Parlamento, in seduta comune, nel Consiglio Superiore della Magistratura su designazione dei gruppi parlamentari del Partito Comunista Italiano
. legame fra i due Assanti?


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Re: Porto vecchio

Messaggio da babatriestina » domenica 7 agosto 2011, 13:04

Gnanche a far aposta, oggi sul Corriere della sera xe una pagina intiera dedicada al Porto Vecio.
Se no vien fora el link, copierò a man qualche passo che me par significativo..


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Re: Porto vecchio

Messaggio da AdlerTS » lunedì 8 agosto 2011, 12:39

El xe nell'archivio storico del giornal:

http://archiviostorico.corriere.it/2011 ... 7021.shtml


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Re: Porto vecchio

Messaggio da babatriestina » lunedì 8 agosto 2011, 12:54

AdlerTS ha scritto:El xe nell'archivio storico del giornal:

http://archiviostorico.corriere.it/2011 ... 7021.shtml
Grazie, de solito i lo metti in archivio storico un giorno dopo.
Ricopio qualcossa:
Se proprio volessero potrebbero sbirciare un po' fra le fessure dei container che delimitano la parte accessibile da quella no. Un' occhiata attraverso la rete, ecco: quella sì. Ma vuoi mettere? Entrare nella zona off-limits , osservare da vicino i vecchi edifici, arrivare fino ai moli, fermarsi sui dettagli delle colonne in ghisa, costeggiare gli abbeveratoi degli animali che un tempo partivano da queste banchine per paesi lontani... Non si può. Proibito. Perché siamo in un territorio di porto franco e le regole che valgono al di là del muro, cioè nella città di tutti, nel Porto vecchio diventano carta straccia. Entrano soltanto gli addetti ai lavori, in pratica. E da quando c' è il nuovo scalo sono sempre meno gli spedizionieri che si servono di quello vecchio. O meglio: della minima parte che ancora funziona. «La maggioranza dei triestini non è mai entrata qui dentro» conferma Corrado De Francisco, direttore sviluppo di Portocittà, la società che ha ottenuto la concessione per rinnovare 45 ettari su 70.
e difatti mi son una de quei che no ga mai messo pie dentro... Chi xe sto De Francisco?
E poi «perché è un peccato mortale avere edifici unici al mondo e tenerli nascosti e inutilizzati», considera l' architetto Antonella Caroli, ex presidente di Italia Nostra di Trieste e da trent' anni a questa parte cresciuta a pane e Porto vecchio.
La storia della città proibita è legata all' imperatore Carlo VI che nell' anno 1719 dichiarò la citta di Trieste porto franco. Nel 1891, mentre il Porto vecchio era in fase avanzata di costruzione, il territorio del porto franco venne ridotto: da quel punto in poi sarebbe stato delimitato da un muro di cinta e da varchi doganali. Ed ecco: la superficie coincise esattamente con l' area portuale vietata di oggi. All' inizio del Novecento il Porto vecchio era affollato di merci e gente.
Nel 1926, quando si chiudono le relazioni con i porti del Nord Europa (in particolare con Amburgo) comincia il declino. Nel 1929 la crisi mondiale e la riduzione degli scambi commerciali aggravano la situazione, bisognerà aspettare il dopoguerra per rivedere miglioramenti ma anche un' insidia: il nuovo porto, studiato per movimentare i container che invece nel vecchio scalo sono difficili da gestire. Il risultato è che negli anni Settanta gran parte del traffico portuale finisce sulla struttura nuova e la vecchia città proibita viene quasi del tutto abbandonata. Nei Magazzini 24 e 25 hanno resistito gli animali fino al 2007: mucche, capre, pecore, qualche maiale. Aspettavano l' imbarco nei locali-stalla del pian terreno e ancora adesso c' è del fieno stipato negli stanzoni del primo piano. Nel fabbricato 19 c' è un museo involontario: sono mobili, vettovaglie, soprammobili, oggetti di vita quotidiana appartenuti a istriani e dalmati che alla fine della guerra furono costretti ad abbandonare le loro terre per andare chissà dove. Il Porto vecchio doveva essere un deposito temporaneo, «invece nessuno è più tornato a riprendere armadi, sedie, pentole
Un po' di tutto questo si può vedere nei film C' era una volta in America di Sergio Leone e Il Padrino , di Francis Ford Coppola, che per girare alcune scene hanno scelto come location proprio l' interno dei Magazzini del Porto vecchio. Chissà se lo sanno, le due vecchie signore...
questa no la savevo gnanca mi.. :shock:
e chi xe Giusi Fasano che scrivi el articolo?
Nelle foto, xe una locanda col tetto coverto d epiante e la citazion de un libro: Antonella Caroli : Guida storica del Porto Vecchio ed. Italo Svevo. Qualchedun lo ga mai visto, sto libro?


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Re: Porto vecchio

Messaggio da AdlerTS » lunedì 8 agosto 2011, 13:09

babatriestina ha scritto: Nelle foto, xe una locanda col tetto coverto d epiante e la citazion de un libro: Antonella Caroli : Guida storica del Porto Vecchio ed. Italo Svevo. Qualchedun lo ga mai visto, sto libro?
Go visto diverse volte citazioni da testi della Caroli, ma in libreria el libro non lo go mai visto.


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Re: Porto vecchio

Messaggio da Piereto » sabato 23 giugno 2012, 10:18

Semo rivadi al capolinea per el porto nord (vecio),opur xe in ato un miglioramento funzionale ? Ve meto do foto scatade in sti giorni.
El Picolo che no xe triestrin e el tien per i palazzinari ,el diria : iera ora, niente più navi. Mi che credo che semo una cità portuale e no un borgo turistico de pescadori,propendo per la seconda version.
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Re: Porto vecchio

Messaggio da babatriestina » venerdì 28 settembre 2012, 13:56

in sti giorni xe dialoghi e polemiche a iosa su sto problema, sostegnudi de marce, passeggiate.. tanti siti parla, mi per la prima volta go leto un post che descrivi quei che xe i mii sospetti.
fonte: http://bora.la/2012/09/26/il-popolo-web ... ent-292033
ve copioincollo el post de un che no so chi che sia e che rispondi ala domanda Ma perchè ghe xe questo rifiuto a spostar el punto franco e le attività connesse dal Porto vecio a l porto novo?
l problema del spostamento del punto franco sta nei botegheri come quel che ga mostrà @Sandi nel video.
Nel porto vecio xe lori.
No i ga mai tirà fora un boro per le struture, le ga sempre usade praticamente gratis. No i ga mai fato un investimento serio per adeguar niente, e i ga sempre spetà che fazi Pantalone. Xe la stesa storia dei benzinai quando i ga spetà che finisi la Zona Franca sula benzina. I ga comincià a pulirte il parabrezza solo dopo che ze finida la pacchia. Urlando aiuto per la salvezza de Trieste, ma no pensando nianche de lontan che i podesi forsi dar più servizi.
Xe ugual. Gente che no ga mai conosù il significato dela parola “concorrenza” pur impinindose la boca de libertà e libero mercato. Per lori.
Ma xe anche pegio. Perchè questi i xe da tute le parti, da la Camera de Commercio al Porto pasando per tute le associazioni e partiti.
I ga paura che se te sposti il Punto Franco da un’altra parte, lori resta taiadi fora, o se va ben, che ghe cambi le robe e ghe tochi cavar soldi de tasca perchè no i gavesi più gratis le robe de deso. E podesi venir anche altri.
Il Punto Franco ghe interesa relativamente. Nesun de quei che deso fa il discorso anche dela lavorazion dela merce in transito dentro il Punto Franco lo ga mai fatto. Questi ga sempre solo carigà, scarigà, usado il magazzin e spedì.. qualche dun co’ la sua ditta de camion.
Basta pensar al perchè la’ dentro dovessi naser *oggi* attività industriali – nel 2012 – e fin deso no xe nato un klinz.. Perchè no ghe fregava un klinz.
Questo xe il motivo del’oposizion al spostamento. I me porta via la botega.
Il tuto però, no vol asolutamente dir che il problema no esisti.
Xe reale, anche perchè xe comunque gente che lavora e che anche dà lavoro. Fosi stupido pensar che no esisti.
Solo che no se pol risolver come i volesi lori, e cioè lasando tuto come sta e giaci. Perchè così, col loro decadimento i se strasina drio anche la città.
Quel che bisogna far, xe farghe capir e garantirghe, a chi che vol sentir, che in un porto che funziona ghe xe comunque spazio anche per lori. Sempre se i xe dacordo a diventar “imprenditori” e no più botegheri.
La “forza” che i ga, il “peso” che i ga in città, i lo dovesi usar per garantirse questi spazi nel sviluppo del porto novo. E no corerghe drio ai marpioni imbonidori che i ghe promette che no cambierà niente. E invece no xe possibile perchè comunque, anche se te sta fermo, le robe cambia intorno de ti.
Giustamente @Sandi ga fato veder che xe altri che pensa alle Zone Franche. No so se i riverà, ma quel che xe de sicuro, xe il fato che se i riva i se mete alla pari con ti, ma fasendole funzionar come che le dovesi. A quel punto no te scarighi più niente. E andrà via anche le pantigane.
con una riserva sui benzinai: de quando che no xe la benzina agevolada, adesso no solo gnanca el parabrezza no i te neta, ma anzi, per la benzina più cara, i se speta che te se impinissi el serbatoio de solo e che te vadi in ufficio a pagar ( o cole banconote nel distributor) :evil:


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Re: Porto vecchio futuro

Messaggio da Piereto » lunedì 8 ottobre 2012, 15:48

Continuando dal topic freistadt ,Baba ga capì perfetamente. Se pasta zara fa la pasta in tel porto,e la pasta va verso la turchia,che no xe comunità europea, no la paga dazio perchè el porto xe franco e cioè xe zona extradoganale no solo italiana ,ma europea,e questo perchè xe sta firmà un trattato de pace,e no la paga nisuna tasa de fabricazion italiana.. Se la pasta fata in porto la esci dal porto e la entra in città,la paga el dazio,perchè la entra ne la comunità europea,come tute le merci che vien da zone extraeuropee.Se la pasta vien fata inveze a Muia ,quando che la esci dal porto co la nave no la paga nisuna tasa,forsi quela de imbarco portuale,ma anche quela de fabricazion,e tute le altre tase che grava sui produtori italiani. El vantagio de le zone franche sta proprio in questo : un regime fiscale agevolato. L'Irlanda prima de entrar ne la comunità,la gaveva una zona franca che ga portà benessere notevole per un diese ani,ma co la xe entrada in UE i la ga tirada via ,creando disocupazion. La zona franca del porto xe una roba nata prima de la comunità europea,e la UE no ga podesto tirarla via perchè xe ventitre Nazioni insieme a l'Italia che ga firmà no solo per el TLT,ma anche per uno status diverso del porto. Esisti ancora ogi i doganieri che guarda cosa che entra e cosa che esci dal porto, e ancora ogi per entrar ghe vol presentar un documento de identità . Lo stato italian disi che el tratato de pace xe sorpasà da acordi posteriori non ultimo quel de Osimo, ma se cusì fusi el porto de Trieste no saria come qualifica anche italiana un porto internazionale. L'Italia ga firmà una carta che prevedeva no solo el TLT,(che no interesa sto topic), ma anche l'esistenza de una zona franca portuale che l'Italia ga acetà,e che me risulta no sia sta rigetada,o modificada unilateralmente . Disemo che sta posibilità de far risparmiar un produtor no la xe mai diventada operativa. Se cita el caso de una distilleria o imbotigliamento de alcolici,che ga durà sai poco. Poi la polemica va avanti perchè da una parte sta chi che volesi crear posti de lavoro utilizando la zona franca,e quindi un posibile riuso de parti abandonade del porto vecio ,da l'altra sta chi che disi de trasformar el porto vecio in una zona residenziale cittadina,e de trasferir l'area franca dismessa da una altra parte allargando gli spazi del porto novo,o sul carso. Ma porto vecio vol dir collegamneti ferroviari esistenti,zona franca portuale o retroporto altrove vol dir crear nove infrastrtture viarie aumentando i costi,e quindi i tempi. La trasformazione in zona residenziale presupponi capitali per trasformazioni edilizie,e soprattutto acquirenti,che me par ogi sai lontani. Me par che in mancanza de schei sia da una parte sia dall'altra tuto posi restar come ogi ancora per tanti ani,almeno fintantochè al proprietario attuale del porto vecio vegni concesi quei poteri operativi che ogi la burocrazia e gli ordinamenti no ghe concedi.



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Re: Porto vecchio futuro

Messaggio da sono piccolo ma crescero » lunedì 8 ottobre 2012, 17:24

Leggo questo dibattito e rifletto, da profano (non lo dico per schermirmi, ma perché lo sono veramente).

Faccio qualche esempio e mi piacerebbe sapere quali vantaggi o svantaggi deriverebbero
  1. Nel porto franco si installa un frantoio; le olive arrivano dal Marocco e dalla Tunisia; si esporta olio.
    1. Che vantaggio si avrebbe dall'aver messo il frantoio in porto vecchio se l'olio va in Europa?
    2. Che vantaggi si avrebbero nell'ipotesi di un'esportazione extracomunitaria del prodotto finito rispetto all'installazione di un frantoio in Marocco o in Tunisia direttamente?
  2. Si installa nel porto franco una fabbrica manifatturiera che assembla prodotti semifiniti di provenienza Unione Europea
    1. Che vantaggi si avrebbero in una reimportazione in Europa del prodotto finito?
    2. Che vantaggi si avrebbero in una esportazione extra UE del prodotto finito?
Adesso rifletto, sempre da profano e felicissimo di essere smentito. L'Europa è uno dei tre grandi consumatori del mondo (gli altri due sono Giappone e USA). Tra queste tre entità ci sono accordi internazionali per tenere i dazi sotto controllo. Riuscirebbe Trieste a spuntare dazi favorevoli o si ritroverebbe, con l'accusa di concorrenza sleale a dover subire penalizzazioni per i propri prodotti esportati?


Non sono abbastanza giovane da sapere tutto. (J.M. Barrie - The admirable Crichton)

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