Libri de scola

De 'l porto franco a la prima guera mondial

Re: Libri de scola

Messaggioda macondo » mercoledì 18 gennaio 2012, 14:47

mandi_ ha scritto:paduli(cosa sono i paduli ?)


Gli uccelli paduli sono quelli che volano bassi, praticamente all'altezza dei c..i :lol: :lol:

Stavolta non ho saputo proprio resistere! Scusami...
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Re: Libri de scola

Messaggioda mandi_ » mercoledì 18 gennaio 2012, 15:02

Varda Macondo che mi son tosta, no son en fiore delicato e no me agito per i accessori dei mas'ci. Digo sempre : tuti i mas'ci gà o gavù , Au, taliani ecc, perciò niente di nuovo sotto il sole... E qui magari mi devo scusare io per esser tropo esplicita :oops:
Ma qui si parlava di "uomo che va a caccia nei paduli ". Ben, no me par che sta parola (mai sentida, da noi se usa altro)calzi troppo con le robe che te citi ti.A meno che no sia significati reconditi....

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Re: Libri de scola

Messaggioda mandi_ » mercoledì 18 gennaio 2012, 15:06

Ghe son rivada, tardi, ma forse ghe son rivada : paduli vol dir zona de erbe "a quell'altezza lì" Giusto ?
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Re: Libri de scola

Messaggioda babatriestina » mercoledì 18 gennaio 2012, 15:18

Dizionario italiano: padule sost maschile antico toscano: palude ( per metatesi)
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Re: Libri de scola

Messaggioda mandi_ » giovedì 19 gennaio 2012, 12:25

Bon, grazie, ho solo voluto scherzare.
Strano trovare vocaboli del genere in un testo dove in varie parti si parla del "nostro imperatore" Francesco Giuseppe e si descrivono i confini dell'Impero Austroungarico, che appunto confinava con l'Italia. Non ho trovato nessuna frase nemmeno lontanamente irredentista, d'altra parte era un testo ufficiale usato nelle scuole. In certi punti si cita un aneddoto di Manzoni, in un altro di Sissi...
Non vorrei annoiarvi.
Perciò inserisco due pagine che mi sono piaciute.

Una parla della donna. M'intenerisce com'è scritto il testo. La buona madre di famiglia non si ferma mai un minuto, eppure non è mai stanca, perchè tutto quel che fa le dà piacere.

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L'altro parla della patria : quale sarà la patria, per molti di noi ?Perchè ancora dopo tanti anni si litiga furiosamente e ci si appassiona per questo concetto di appartenenza ad una patria?

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Re: Libri de scola

Messaggioda VetRitter » giovedì 19 gennaio 2012, 14:21

mandi_ ha scritto:niente di nuovo sotto il sole...

soto il sole no, almeno per i non naturisti.. :oops:
scuseme la mo**da, sopratuto de 'sti tempi..
saluti
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Re: Libri de scola

Messaggioda babatriestina » giovedì 19 gennaio 2012, 14:33

mandi_ ha scritto:
Una parla della donna. M'intenerisce com'è scritto il testo. La buona madre di famiglia non si ferma mai un minuto, eppure non è mai stanca, perchè tutto quel che fa le dà piacere.

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vien da pensare che il libro fosse relativo ad una scuola elementare femminile. O il libro era unico e vi sono pagine simili adatte ai maschietti?
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Re: Libri de scola

Messaggioda mandi_ » venerdì 20 gennaio 2012, 11:31

Baba, io ho l'impressione che il libro non sia stato specifico per femmine.
Come dicevo io vedo 4 libretti, separati, ma rilegati insieme. Due sono religiosi. Ci sono leggende, storielle inventate, benevoli brani su opere buone dell'Imperatore, qualche brano su Elisabetta(le parti relative ai regnanti sono aneddoti,raccontini non fatti storici). Poi ci sono brani scientifici, brevi, come quello delle anatre, o altri sul ghiaccio ecc. Ci sono poesie e filastrocche, non in dialetto. Il libro descrive in modo geografico Trentino città e paesi ,Gorizia,Trieste ,Istria e qualcosa di Dalmazia. Prima delle descrizioni di queste zone citate c'è un'ampia descrizione geografica di montagne, fiumi ecc dell'AU, che, si afferma, confina con l'Italia, bello Stato dove si trova Roma...
Le spiegazioni maggiori sono dedicate alle nostre zone(Trentino, Trieste).Non si dà maggior peso nè all'una nè all'altra zona, ma Trieste è maggiormente descritta.
Molte parti del libro hanno come protagonisti ragazzi e ragazze.
Insomma è presente una miscellanea di brani, compreso questo che allego, secondo me inventato, che forse potrebbe servire ad insegnare come scrivere una lettera.

Immagine

Il mio brano preferito, visto quello che è successo dopo, rimane quello della Patria.

La patria "è quello che ci circonda" è "prati, monti, ruscelli ecc" ...è quella dove son sepolti i tuoi cari.

Già, ma quest'ultima affermazione mi lascia perplessa....

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Re: Libri de scola

Messaggioda mandi_ » venerdì 20 gennaio 2012, 16:42

Scusate, vedo che non ho postato il brano che più mi ha intrigato; io ero convinta di averlo fatto, dando per scontato che l'aveste letto . Quello cui facevo riferimento era il brano : "Cos'è la patria? "
Lo propongo qui , e scusatemi.
Personalmente so qual è la mia idea di patria, ma di questi tempi vorrei provare per essa maggiore fiducia; ho invece una sicura certezza nei riguardi dei miei affetti.

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Re: Libri de scola

Messaggioda babatriestina » venerdì 20 gennaio 2012, 16:53

sto riflettendo sul testo proposto... è una bella e semplice descrizione, poi mi domando fino a quanto si estende ciò che mi circonda.. fino a quando trovo i bambini che parlano la lingua che parlo io? e le ossa dei miei cari? sì, le recenti sono qua a Sant'Anna, ma devo dire che mi son sentita un po' in patria anche lontana, quando ho visto la placchetta di pietra col nome del fratello della mia bisnonna.
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Re: Libri de scola

Messaggioda nonna ivana » venerdì 20 gennaio 2012, 20:23

Anch'io, riflettendo, considero il testo molto semplice e adeguato alla comprensione di un bambino!
Praticamente terra dei padri, luogo natio...il concetto di patria è anche qualcos'altro!
Per te, Baba, è terra dei padri anche altrove!
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Re: Libri de scola

Messaggioda Nona Picia » sabato 21 gennaio 2012, 9:03

Potrei dire la stessa cosa anch'io, avendo avuto una mamma, dei nonni e delle zie austriache.La mia patria e i miei affetti sono qui, ma una parte di patria è anche in un altro posto che sento ugualmente vicino a me.
Ciao ciao
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Re: Libri de scola

Messaggioda babatriestina » lunedì 20 febbraio 2012, 19:12

Non mi ero dimenticata, ma quello che mi ripromettevo è un lavoro lunghetto, ma incomincio: ricopio il testo di Mandi e vi inserisco dove li trovo i link alle pagine del forum che trattano l'argomento, ed in più vedo s e trovo un paio di cartoline dell'epoca .
Andrò per capitoli, ricopiandoli:


1. Trieste.

Posizione e aspetto di Trieste.

Èra il 2 novèmbre, giorno nel quale Trieste commemora con grande solennità il glorioso martirio del suo cittadino e patròno, .
Il tèmpo èra bèllo, e il babbo condusse Giusto a passéggio.
Andarono dapprima al pòrto nuòvo, perché a Giusto piac­ciono i grandi piròscafi, coi quali si attiva il commèrcio marit­timo di questo grande empòrio; pòscia percórsero le rive fino al mòlo S. Carlo. Le navi erano pavesate a fèsta.
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In cima del mòlo S. Carlo, Giusto osservò la colonna, sulla quale sono scolpite le direzioni principali dell'orizzonte, e capì subito quale sia la posizione di Trieste rispètto ai monti, ai còlli e al mare che la circondano.
Il babbo gl'indicò il pòrto vècchio e la grande e bèlla ; e gli disse che in quei paraggi era stato annegato il giòvane e nòbile martire Giusto, e che il còrpo di lui èra stato sepolto sulla vicina spiàggia.

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Per questo, la vìa che sta diètro la , è denominata «dei Santi Màrtiri».

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Passati, sotto le arcate del palazzo municipale, in ,
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salirono fino alla sommità del còlle, sul quale sórgono la veneranda e .
Col permesso dell'autorità militare, entrarono nella vècchia fortezza, ed ivi il babbo mostrò a Giusto le parti principali di essa, e gli disse eh' èra stata inalzata nei sècoli passati, quando Trieste non èra la grande città modèrna di òggi.
Salirono sui baluardi. Quale spettàcolo! La città, come una grande signora del mare, stava tutta distesa dinanzi a loro, Giusto rivide il pòrto nuòvo, i navigli imbandierati, il mòlo S. Carlo, la Lantèrna, i còlli popolati di case, di ville e di giardini, e in fine la cérchia dei monti vicini.

Usciti dal Castèllo, entrarono nella basìlica, ch'èra parata a fèsta.
Sull'altare di S. Giusto stava esposta tra i ceri ardènti una relìquia del màrtire. A pòco a pòco le navate si riempirono di pòpolo. Presènte il magnìfico signor Podestà, il Véscovo celebrò l'ufficio divino, mentre la cìvica cappèlla eseguiva della bellissima musica.
Ritornato a casa, Giusto non finiva mai di raccontare alla mamma le bèlle còse vedute e imparate.



Ovviamente ci possono essere altri link, che trattano i soggetti in altro modo, ma questi sono quelli che mi sono sembrati abbastanza significativi. Ho aggiunto un po' di cartoline d'epoca, da collezioni di amici o trovate in giro..
seguiranno le prossime puntate. Fossimo nel wiki del forum, dove comunque si può spostare , gli altri utenti del wiki possono aggiungere link e informazioni.
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Re: Libri de scola

Messaggioda babatriestina » lunedì 20 febbraio 2012, 19:36

Comune di Trieste


I. Distretto urbano di S. Vito.


Giusto e il babbo suo smontarono dal tranvai alla fermata di e si diressero vèrso il mòlo S. Teresa. Oh ! con quanto piacere Giusto salì sulla Lantèrna e ammirò il grandioso e splèndido panorama della citta e dei pòrti!
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«Vedi,» gli disse il babbo, «come il vicino còlle di S. Vito è bène distinto da quello di S. Giusto: tra l'uno e l'altro sta la valle di S. Michèle, percorsa dalla via omònima.»
«Anche dall'alto di S. Vito, che ha la , si gode una bèlla veduta.»
«La Piazza Giuseppina, adorna del monumento all'arciduca Massimiliano, il quale, prima di divenire imperatore del Mèssico, fece edificare lo splèndido castèllo di Miramar, appartiene a questo distretto; e cosi pure la , dove ci sono due musèi, la Bibliotèca cìvica e la chièsa della , detta S. Antonio vècchio. In Piazza Giuseppina sorge il palazzo Rivoltèlla, che contiene il Musèo di bèlle arti.»
«Ma scendiamo per continuare il giro.» E, data un' occhiata all'Arsenale di artiglierìa e alla grande stazione della Ferrovìa Transalpina,

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percórsero 1' amèno , prèsso il quale sórgono le
più recènti òpere portuali, lo stabilimento tècnico, 1' arsenale del Llòyd e il cantière di S. Marco.
Qui sostarono; e il babbo indicò a Giusto la Via del Broletto, con a dèstra l' officina comunale del gas e della energìa elèttrica, la qual via e quelle di Montecucco, S. Michèle e , formano il lìmite tra questo e i vicini distretti.
In quel momento sopraggiunse il tranvai, che ritornava da , e con esso rifecero la via e ritornarono a casa, dove Giusto riscontrò sulla pianta di Trieste quanto il babbo gli aveva mostrato.


non abbiamo in forum una sezione molto dettagliata sul rione di san Vito.. ci penso da molto ma non ho una raccolta organica
Ovviamente, Arsenale del Lloyd e Cantiere san Marco non ci sono più.. :(
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Re: Libri de scola

Messaggioda mandi_ » lunedì 20 febbraio 2012, 19:45

Direi che è una cosa meravigliosa quella che stai progettando. Due passi in giro per Trieste nel passato. Non aggiungo altro per non rovinare il tutto. Meravigliose immagini. Complimenti!
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Re: Libri de scola

Messaggioda babatriestina » lunedì 20 febbraio 2012, 20:14

II Distretto urbano dì Città vècchia.


In càusa dell' affollamento di persone, Giusto non aveva potuto osservar bène la nel giorno 2 novèmbre, e il babbo ve lo condusse quand'essa èra vuòta di fedeli, facendogli notare quanto fosse antica, e come tutte le generazioni di Trieste avessero calcato quel suòlo, sacro a Dio e alla pàtria.
«Ancor prima che si costruissero le basìliche di S. Maria e di S. Giusto, pòscia unite in un còrpo solo, esisteva qui il tèmpio delle divinità capitoline: Giòve, Giunone e Minèrva.» E il babbo mostrò a Giusto , murati alla base del massiccio campanile.
Gli spiegò pòi che una vòlta i cimitèri stavano intorno alla cattedrale.
Gli fece vedere un tratto delle mura, che nel passato chiudevano tutta la città. Lo condusse a visitare il , mostrandogli le piètre scolpite e le iscrizioni latine del-1' antica «Tergeste».

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Scendendo per la Via del Castèllo, poterono osservare il,
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il , e, prèsso la bèlla chièsa di , detta dei Gesuiti, l' ( ma anche )

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e il , pregévoli per la loro antichità.
In pòchi passi furono in Piazza grande. Il babbo spiegò a Giusto ciò ch'essa ha di notévole, ma vi fu un momento nel quale si accòrse della
disattenzione del figliuòlo: questi guardava un camerière del Caffè degli spècchi, sulla cui mano distesa s' èra posato un grazioso colombo per prèndere il cibo. Allora il babbo comprò un cartòccio di grano, e con esso fece scéndere dal palazzo municipale centinaia di colombi, che si radunarono a beccare intorno a loro, con gran giùbilo di Giusto.

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Da ùltimo visitarono la Piazza Giuseppe Verdi, chiusa a due lati dal omònimo e dal Tergestèo (nel quale si radunano i commercianti), e pòscia la , ( e anche ) così denominata dal che l' adorna.

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Quivi salirono nel tranvai, e per la Via del Corso

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e per la Carlo Goldoni, che servono di confine al distretto di Città vècchia, fecero ritorno a casa.
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(nota è assai comodo cercare i dati dei luoghi tipici triestini nella, anche se nons o quanto sia del tutto aggiornata)
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Re: Libri de scola

Messaggioda babatriestina » lunedì 20 febbraio 2012, 21:58

III. Distretto urbano di Città nuòva.


Il offre una delle più bèlle vedute di Trieste:
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il maestoso tèmpio di , chiamato S. Antonio nuòvo;
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la splèndida chièsa d, dei Sèrbi ortodòssi;
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l'animatissima ; i ponti, le navi, lo spècchio dell'acqua, tutto concorre a formare un magnìfico quadro.

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«Vedi», disse il babbo a Giusto, «quale differènza passa tra questa parte della città, colle vie regolari, e Città vècchia, che ha viuzze tortuose e caseggiato meschino. Ebbène, un tèmpo c' èrano qui le saline, e il canale, non così bèllo, serviva per fornirle dell' acqua di mare.»
Andarono pòi a vedere la chièsa di , dei Greci ortodòssi;
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il palazzo della Cassa di rispàrmio; quello delle ; la ; la ;

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il , detto anche Punto franco, coi magazzini generali ; la della
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e la piazza omònima, nella quale fu erètto il monumento che ricòrda il quinto centenàrio della dedizione di Trieste alla serenìssima Casa d' Austria;
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e per l' àmpia Via Giosuè Carducci, che segna a levante il limine del distretto,
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ritornarono a casa, dopo di èssersi fermati un po' nella vicina Piazza S. Giovanni ad ammirare il.
Il Palazzo della Cassa di risparmio ci sarà pure nel forum, ma non in un post tutto suo..
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Re: Libri de scola

Messaggioda babatriestina » martedì 21 febbraio 2012, 8:39

IV. Distretto urbano di Barrièra nuòva.

Giusto abita appunto in.questo distretto, che in gran parte conosce.
Quante vòlte fu a trastullarsi nell ,
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a passeggiare in , fino ai ,
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e nell' àmpia ;
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che ha nel fondo il grande monumento a Domenico Rossetti, cittadino illustre e benemèrito!

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Sa che lo Spedale militare è in Via Fabio Sevèro, e la in Via S. Francesco d'Assisi. Va al
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e nell' Anfiteatro , va spesso a passeggiare colla mamma fino alla Rotonda del Boschetto

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che, da una parte, è il confine del distretto, che si estènde fino alla parte superiore della Via di Cologna. Delle due scuòle municipali esistènti in questo rione, quella in Via Pietro Kandler e quella in Via Giòtto, egli frequenta la seconda, perché abita in prossimità. Finita la quarta, il babbo gli farà continuare gli studi nella .
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Re: Libri de scola

Messaggioda babatriestina » martedì 21 febbraio 2012, 17:22

V. Distretto urbano di Barrièra vècchia.

Una vòlta Giusto aveva mancato di rispètto alla buòna mamma, e 'il babbo lo aveva minacciato con queste paròle: «Se non ti emendi, se commetti ancora di queste còse, io mi troverò costretto di mandarti ad abitare in una cèrta casa di Barrièra Vecchia !» Chièsto e ottenuto il perdono, egli domandò alla mamma spiegazione di quelle paròle, ed essa gli fece sapere che il babbo aveva inteso parlare dell', nel quale si educano i ragazzi cattivi. Perciò quando venne il giorno stabilito per la passeggiata nel rione di Barrièra vècchia, Giusto fece un rapido esame di cosciènza; ma questa nulla gli rimproverò, ed egli seguì tranquillamente il babbo, ripetendo tra sé: «Male non fare, paura non avere.»
Dalla Piazza Carlo Goldoni, andarono in ,
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- ma anche passando per la via omònima,
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e pòi, rasentata la Scuòla municipale della Ferrièra,
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continuarono per la lunga Via delle Sètte Fontane, che una vòlta un forestièro cercò indarno, perché non ci sono. Voltarono a sinistra per Via Petrònio, e arrivarono prèsso una chièsa di recènte costruzione, quella di , che è vicina alla Scuòla municipale in Via Casimiro Donadoni.
Rifatto un tratto della Via Petrònio, arrivarono, per Via Conti, all' Istituto dei Pòveri, òpera che attesta la granda filantropia dei cittadini.
In fine, passando accanto la bèlla Scuòla municipale in Via Giuseppe Parini, andarono a vedere lo , vastissimo edifìcio, dove a tanti mali si apprestano le cure più indicate dalla sciènza e dall' arte.
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Alcune osservazioni per i link: c'è un po' di confusione sul nome Barriera vecchia, perchè un tempo il nome era attribuito all'attuale Piazza Garibaldi, perchè l'attuale Largo Barriera non esisteva, perchè la zona era fitta di case e stradine.e la via omonima credo sia l'attuale Corso Saba. A cui non abbiamo dedicato un topic, ma ne ho descritto qualche casa. La scuola Municipale della Ferriera ci ho messo un poco ad arrivarci visto che la Ferriera attuale è a Servola, ma mi son ricordata che in via Gambini c'erano le e che sull'angolo di via Gambini c'è una grande scuola, un po' rovinata, che ospita succursali di tanti istituti cittadini. Il topic dell'Ospedal maggiore con la chiesa manca delle foto, e non abbiamo foto particolari dell'ospedale tranne la ben nota finestra con la ruota degli esposti. Per alcune cartoline mi sono servita di immagini bianconere anni '60.
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Re: Libri de scola

Messaggioda babatriestina » martedì 21 febbraio 2012, 17:49

VI. Distretto urbano di S. Giàcomo.
Di nuòvo il babbo condusse Giusto in Piazza Carlo Goldoni, che di fatti è il sito più cèntrico della città, e unisce tra loro, i distretti di Città vècchia. Città nuòva e Barrièra vècchia, con a pòchi passi quello di Barrièra nuòva.
Allora non èra peranco terminata che trafora il Còlle della Fornace, e il babbo disse a Giusto : «Vedrai quanto cammino che dovremo fare per salire il Còlle di S. Giacomo, laddove, quando sarà finita questa importantissima òpera, il cèntro della città avrà una dirètta comunicazione coi rioni di mezzogiorno.»
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E s' avviarono per Barrièra vècchia, per (a dèstra della quale videro, in Via dei Pallini, l' altra imboccatura della gallerìa)
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e per Via . La apparve, isolata, nel vasto che la circonda.

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Ritornando, il babbo gli fece vedere la bèlla ; il vago giardino pùbblico che si stava formando attorno la Villa Basévi ; l' osservatòrio astronòmico-meteorològico ; e la chièsa di , di dove lo sguardo abbraccia buòna parte della sottostante città.
Scésero per la grande scalinata in Via Silvio Pèllico, dove c' è il Monte di Pietà,
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e in pòchi passi furono di nuòvo in Piazza Goldoni.
Imbruniva. Le vie e i negòzi cominciavano a illuminarsi della luce del gas e dell' elettricità. Grande èra in quell' ora il movimento dei carri, delle vetture e delle persone.


In effetti, quando la guida osserva che Piazza Goldoni è il sito più "centrico", è tuttora attuale perchè è uno snodo importante dei bus cittadini. I soli 4 bus notturni ( dopoo le 21 ci sono solo le linee A,B, C, D) partono tutti da Piazza Goldoni. Il vago giardino pubblico di Villa Basevi ( che non è propriamente Casa Basevi) esiste tuttora ma è trascurato e frequentato un tempo solo dalla gattare, in più è tutto in pendio. Vi si son trovati resti archeologici ai tempi del libro.
Ci manca anche un discorso più approfondito sull'osservatorio di cui si parla qua... ovviamente io ho messo qualche link, ma son certa che nel forum spesso si parla anche in altri punti dei soggetti citati..
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