Riflessioni sul porto

el porto de Trieste deuna volta, de adesso, le navi che vien e va a Trieste, de una volta e de adesso
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babatriestina
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Riflessioni sul porto

Messaggio da babatriestina » lunedì 17 maggio 2010, 19:49

Si parla tanto dell'importanza del porto, del rilancio del porto.. mi stavo chiedendo..
Trieste è cresciuta col suo porto, fra il Settecento e l'Ottocento.
Il Porto settecentesco in realtà era un tutt'uno con la città, tutto zona franca, ma chi scambiava le merci con chi? i collegamenti della città con il retroterra settecentesco erano modesti, si faceva quello che si poteva, ma già la via Commerciale è della fine del Settecento. E prima? o le merci rallentavano moltissimo passando al traino animale, e per questo la via mare era la più veloce, oppure a Trieste merci da una nave venivano imbarcate su un'altra nave.
Il tutto cambia nell'Ottocento, alla fine del secolo la città non è più franca, lo rimangono solo le zone portuali, che vengono recintate. da cui si può fare un'osservazione: che le zone franche portuali venivano spostate a seconda della comodità e necessità. La città era collegata con ben due ferrovie all'entroterra ( per non parlar della Parenzana) e sorgono industrie ( dentro o fuori la zona franca portuale?).Le merci arrivate in porto vanno nell'entroterra.. e viceversa.

bene, adesso mi chiedo: ammesso che si riesca a creare un porto moderno:
1 ha senso far viaggiare la merce per mare quando per gomma, e aereo ( lasciamo star la rotaia) tutto va più veloce?
2 ha senso portar merce ( o passeggeri) in porto se poi non ci sono collegamenti rapidi con l'entroterra?
3 ha senso in un'Europa comunitaria distinguere fra trasporti italiani e non ? non sarebbe logico che grazie all'integrazione europea i trasporti dei vari Stati avessero pari diritto di accesso ai porti?
4 passeggeri: come ormai nessuno più va in America o in Australia per nave, ma ci va in aereo, rimangono solo le crociere, quindi più turismo che trasporti: così ha senso illudersi che le merci preferiscano viaggiare per nave anzichè in altro modo?

conclusioni parziali, per ora:
1 senza collegamenti, inutile insistere sul porto
2 sarà mica che i porti in sè incomincino ad essere obsoleti, siamo sicuri che quello che andava bene per i secolo XVIII e XIX vada bene per il secolo XXI ? e che Trieste non possa piuttosto puntare su altro ( la scienza, la tecnologia..) piuttosto che solo il porto?

sono riflessioni così, un po' terra terra, di una che in porto non c i ha mai lavorato, ma che vive a Trieste da sempre .


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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da sono piccolo ma crescero » martedì 18 maggio 2010, 8:25

babatriestina ha scritto:1 ha senso far viaggiare la merce per mare quando per gomma, e aereo ( lasciamo star la rotaia) tutto va più veloce?
Penso che la risposta venga da sola se pensi alle navi piene di ... TIR che arrivano dalla Turchia. Penso che la velocità non sia tutto; ci sono anche i costi. Per non parlare, soprattutto per il trasporto su gomma o aereo, dell'impatto ambientale.
babatriestina ha scritto: 2 ha senso portar merce ( o passeggeri) in porto se poi non ci sono collegamenti rapidi con l'entroterra?
Questo potrebbe aver senso solo se ci fosse a Trieste una grande realtà industriale di trasformazione, cosa che non c'è. Quindi la risposta è evidente.
babatriestina ha scritto: 3 ha senso in un'Europa comunitaria distinguere fra trasporti italiani e non ? non sarebbe logico che grazie all'integrazione europea i trasporti dei vari Stati avessero pari diritto di accesso ai porti?
Non so rispondere, ma penso di no; comunque confesso che, per mia ignoranza, non capisco bene la tua domanda.
babatriestina ha scritto: 4 passeggeri: come ormai nessuno più va in America o in Australia per nave, ma ci va in aereo, rimangono solo le crociere, quindi più turismo che trasporti: così ha senso illudersi che le merci preferiscano viaggiare per nave anzichè in altro modo?
Il discorso potrebbe essere vero se valesse anche per Amburgo, Rotterdam, Marsiglia, Genova, ... In realtà, da profano, penso che molta merce preferisca viaggiare per nave, soprattutto per una questione di capacità di carico e di costi. E come ho scritto anche prima (non ne sono del tutto sicuro però, perché non ho i dati certi alla mano), c'è anche un impatto ambientale da valutare: una nave carica di tir consuma meno di tutti quei tir messi su un'autostrada (probabilmente sì) o su un treno (qua ho dei dubbi). Certo, poi, che andare in America in treno... :wink:
babatriestina ha scritto: conclusioni parziali, per ora:
1 senza collegamenti, inutile insistere sul porto
D'accordo. E penso che il discorso valga soprattutto per la ferrovia.
babatriestina ha scritto: 2 sarà mica che i porti in sè incomincino ad essere obsoleti, siamo sicuri che quello che andava bene per i secolo XVIII e XIX vada bene per il secolo XXI ? e che Trieste non possa piuttosto puntare su altro ( la scienza, la tecnologia..) piuttosto che solo il porto?
Su questo sono parzialmente d'accordo nel senso che gli ambienti iperspecializzati, le monoculture, sono più soggetti a gravi crisi che gli ambienti in cui ci sono più ambiti che producono ricchezza. Lo vediamo anche in un bosco: Un bosco in cui vegeta una sola essenza corre il rischio di andare incontro alla distruzione totale in presenza di un elemento critico nuovo (pensa alla horridella cameraria in un bosco di ippocastani).

Insomma "Mai tutte le uova in un solo paniere"


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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da babatriestina » martedì 18 maggio 2010, 8:59

sono piccolo ma crescero ha scritto:
babatriestina ha scritto: 3 ha senso in un'Europa comunitaria distinguere fra trasporti italiani e non ? non sarebbe logico che grazie all'integrazione europea i trasporti dei vari Stati avessero pari diritto di accesso ai porti?
Non so rispondere, ma penso di no; comunque confesso che, per mia ignoranza, non capisco bene la tua domanda.
sarò più esplicita:
se le Ferrovie italiane, o meglio Trenitalia , non fanno arrivare sufficienti treni a Trieste, quali lacci o lacciuoli ci sono per impedire alle Ferrovie austriache, tedesche, ungheresi, slovene, ceche, slovacche.. di far arrivare i propri treni a Trieste per spostare passeggeri e merci dirette dal porto a loro e viceversa?


tu hai fatto riferimento a scelte ambientali. Io ho la triste sensazione che le scelte non siano per nulla ambientali, anche se lo desidereremmo tutti, ma economiche e pratiche: i TIR turchi arrivano per mare, temo, solo perchè hanno maggiori difficoltà ( costi? strade?) a risalire per via terra lungo la penisola balcanica. E non escluderei che abbiano scelto la via del mare soprattutto dopo le guerre balcaniche della fine del secolo scorso.
Anche le superpetroliere sono state rilanciate dopo la crisi petrolifera degli anni 70.

Per fare un esempio, se io volessi andare in Puglia da Trieste, mi proporrebbero:
1 vacci in aereo, magari con una linea low cost ( Trieste-Bari)
2 vacci in automobile, c'è l'autostrada ( in pullman, se in gruppo)
3 vacci in treno, la farai più lunga ( o no?)
ma se volessi arrivarci via mare, una linea non la trovo. Se questo vale per le persone, perchè dovrebbe essere diverso per le merci?

le mie sono forse domande ingenue.
Tanti anni fa, leggendo dei libri di geografia per alunni di scuola medie, trovai un discorso sulle "autostrade del mare", mi ricordo un simpatico esempio, in cui si suggeriva di imbarcare gli agrumi siciliani , portarli via mare su per l'Adriatico e inviarli al Centroeuropa: nessuno ne ha mai parlato più, forse non smuovono abbastanza interessi..

ancora: un mio bisnonno, nella seconda metà dell'Ottocento, comandava navi mercantili del Lloyd Austriaco che facevano rotta per l'Oriente ( come mi dicevano una trentina di anni fa i rigattieri, Trieste è piena di servizi di tazze e tazzine cinesi e giapponesi portate dallo zio che navigava): adesso, chi userebbe una nave per portar qua tutte le cianfrusaglie made in China che vediamo in vendita? verrebbe da dire che forse il punto franco converrebbe spostarlo all'aeroporto..


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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da Zigolo » martedì 18 maggio 2010, 20:28

babatriestina ha scritto: Per fare un esempio, se io volessi andare in Puglia da Trieste...
se volessi arrivarci via mare, una linea non la trovo
Volendo, c'è:
Rijeka – Split – Stari Grad (Hvar) – Kor?ula – Dubrovnik – Bari

Parti venerdì sera alle 20 da Fiume (ma c'è anche il lunedì) e sabato alle 22 sei a Bari.

Fra un paio di settimane ne faccio un pezzo, ti saprò dire come si viaggia.



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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da babatriestina » martedì 18 maggio 2010, 22:45

Zigolo ha scritto:
babatriestina ha scritto: Per fare un esempio, se io volessi andare in Puglia da Trieste...
se volessi arrivarci via mare, una linea non la trovo
Volendo, c'è:
Rijeka – Split – Stari Grad (Hvar) – Kor?ula – Dubrovnik – Bari

Parti venerdì sera alle 20 da Fiume (ma c'è anche il lunedì) e sabato alle 22 sei a Bari.

Fra un paio di settimane ne faccio un pezzo, ti saprò dire come si viaggia.
esattamente, il grosso delle linee possibili passano per Fiume e si deve andar su e giù per la Dalmazia. Non mi ricordavo che a un certo punto attraversassero l'Adriatico, e credevo che facessero la spola su e giù solo lungo la costa orientale. Avendo visto i monti che ci stanno dietro, capisco anche benissimo perchè la Dalmazia si colleghi via mare.. resta che appunto bisogna andare a Fiume..con la macchina o alla peggio col bus, se c'è ancora ( io ho un vago ricordo di un lontano viaggio notturno in bus per Zara, dove raggiunsi amici che mi aspettavano in barca..). Qualcuno ha mai pensato a un treno per Fiume? perchè invece una linea marittima Trieste-Fiume sarebbe assurda, vista la necessità di circumnavigare l'Istria


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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da Zigolo » domenica 20 giugno 2010, 10:11

Zigolo ha scritto:
babatriestina ha scritto: Rijeka – Split – Stari Grad (Hvar) – Kor?ula – Dubrovnik – Bari
Fra un paio di settimane ne faccio un pezzo, ti saprò dire come si viaggia.
Xe 'ndà ben, sto giro no'l se ga incugnà sule Incoronate :twisted:
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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da Piereto » mercoledì 15 dicembre 2010, 19:45

babatriestina ha scritto: 1 senza collegamenti, inutile insistere sul porto
2 sarà mica che i porti in sè incomincino ad essere obsoleti, siamo sicuri che quello che andava bene per i secolo XVIII e XIX vada bene per il secolo XXI ? e che Trieste non possa piuttosto puntare su altro ( la scienza, la tecnologia..) piuttosto che solo il porto?
sono riflessioni così, un po' terra terra, di una che in porto non c i ha mai lavorato, ma che vive a Trieste da sempre .

No voio far politica,ma senza el porto e la volonta de crearlo, Trieste saria rimasta un paeseto de pescadori,testardi e mai domi come el vilaggio de Asterix.Lori nei confronti de Roma, e noi nei confronti de Venezia. Quando i Romani ga creà praticamente Tergeste i se gà acorto che le navi se podeva scarigar e meter in seca da le parti del campo marcio,zona un fià paludosa soto la colina de sant'andrea ,in quanto soto vento sia de sciroco che de libecio,che xe i venti predominanti de Trieste.I gà fato tre pici moleti e poi i gà colegà el zuco che iera un scoio dove ogi xe la lanterna con sta nova riva coi tre moleti. La via inveze antichissima dell'ambra ,e quindi el commercio del sal, partiva drio del monte Sermin al sboco del Risano vizin de capodistria ,che alora iera un isola.Ma po tuto se ga insabià,e eco che salta fora tergeste.Anche a Trieste se podeva far sal perchè da un lato la riva del mar andava da capodipiaza a l'angolo tra piaza de la stazion e l'inizio de via sant'anastasio.El teren che stava drio el iera pianegiante e carigo de acqua del torente setefontane a cui se univa el torente de via cumano e più avanti rivava l'aqua del torente san giovani .L'aqua dolze per lavar le vasche,la marea più alta del'adriatico ,un colle per difenderse come quel de san giusto e aqua che vien zo anche de via san michele,un bon posto per starghe.Fusimo sempre rimasti un paesoto de pescadori e de comercianti de sal oio e vin. Son partì de lontan perchè la vocazione al commercio xe sai antica. La grosa concentrazion industrial del 1800 se gà creà dove che iera aqua (quela del Reno)e vizin le miniere cioè la zona dove che xe Essen Dusseldorf,e che poi prosegui nel belgio e in Francia settentrionale.Più soto xe anche l'altra zona dela Saar.I porti più vizini iera quei del mar del nord che gaveva el compito de instradar le merci in arivo e in uscita da questo centro produtivo dove che viveva anche milioni de persone. El porto de Trieste nasi per e con l'industrializazion de l'Austria (la Cechia),e grazie a Suez el pol eser conveniente anche per la germania meridionale. El porto de Trieste el xe bon ancora ogi per queste zone,solo che ......esendo sta fermo tra le due guere ,poi la cortina de fero, con la cascada del muro de Berlin nisun ga volesto rimeterlo in funzion. Nisun a Roma , nisun a Udin ,e men che meno a Trieste.
Da sempre chi governa in Italia no fa scelte precise per no scontentar nisun,e con sto sistema qua,no se se svilupa perchè le risorse bone per una zona le va perse in mile rivoli.
Trieste xe un porto che lavora da sempre per l'estero,e tuto per ferovia,anzi el xe nato con la ferovia.Le industrie furlane no lo gà mai utilizà,magari con navi a nolo,e i ga preferì far Portonogaro. El centro delle decisioni de la Regione sta a Udin.Treni Italia gà deciso de abandonarne compreso tuto el nordest. No fazo politica ma vardo i fati. Adeso poi i ne totntona co sto porto regionale de Monfalcon-Unicredit.Le ultime notizie xe mile milioni de euro per far el porto canale ,dragar 9 milioni de metri cubi de fanghi al mercurio portadi da secoli da l'Isonzo per far un molo co le gru portacointainer . 300.000 teu dopo pochi ani,i stesi che fa el molo setimo,forse sarà i stesi nostri che ne vien portà via. E nota ben che el molo setimo nostro el pol far za ,come che el xe, 1.200.000 teu za adeso. In sti mile milioni de euro xe compresi anche lavori de sventramento de monfalcon per far raccordi feroviari,e migliaia de etari sotrati all'agricoltura per far posto ai piazai per i container . Adio pomi e cachi de fiumisel. .No parlemo poi de le zone biologiche che va fin Grado e de la probabilità che vadi ancora più a remengo la spiagia,causa del cambiamento dei fondai a Monfalcon. E el WWF tasi. Ma de qualsiasi scovaza che se movi a Trieste subito el salta su. Go dito che no voio far politica,ma me par che la politica ne vol proprio morti. No se capisi come mai un capitalista dovesi spender un miliardo de euro per Monfalcon ,quando co dozento milioni el fa ripartir Trieste otenendo el steso risultato.
Scienza ,tecnologia,ricerca,turismo xe atività che qualsiasi altra cità pol far ,e che se pol far anche qua a Trieste,sempre che se rivi a difenderse da l'azion de rapina costante nei nostri confronti,ma xe el porto la ragion de l'esistenza de Trieste. E noi che semo de sto forum probabilmente semo tuti rivai a Trieste proprio perchè ghe se stà el porto.



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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da babatriestina » mercoledì 15 dicembre 2010, 20:50

Condivido bona parte del analisi:
in particolar:
1 Trieste xe cressuda per via del porto. Vero. Ma, domanda che ripeto: i porti nel XXI secolo ga la stessa importanza dei porti del XVIII, XIX secolo? una volta se se moveva per via de acqua perchè i collegamenti per via de terra ( per no parlar del ciel, che no esisteva) iera più lenti. Adesso...chi de noi pensa de andar a Venezia per mar invece che per terra? o magari a Padova, per mar e po per canai?
2 le merci in un porto le ga de moverse: o le torna a imbarcarse per mar... e el porto xe come una fiera, un posto de scambi.. o del mar le vien scarigade e le arriva a chi che le vol o viceversa le arriva qua per imbarcarse. e semo sempre là: dove xe i colegamenti per terra? a meno che no creemo un aeroporto sul mar, tipo quel pericolosissimo che iera a Hong Kong.. la merce passa dela nave al aereo.. e se no, xe poco de dir: le merci se movi su gomma o su rotaia. E qua semo nela m**** fin al collo e sempre pezo..
a meno che..... qualche autorità supernazionale (!!) vedi CE... no rivi a incrinar el monopolio pratico de Trenitalia e delle autostrade. In fondo i famosi Corridoi europei doveva esser propio quel... ma vaghe a dir a quei che pensa in picio, in locale, in no TAV...
3 el novo superporto ( ma vedemo se i farà per bon o se xe ciacole..) adesso par che i lo voli a Monfalcon e no più a Trieste,perchè a Trieste no ghe xe colegamenti feroviari: vedi punto 2
4 Xe vero, el porto ga fato cresser Trieste, xe vero, i nostri noni e bisnoni xe vegnui qua per motivi direttamente o indirettamente colegai al porto, ma.. val el "se ga sempre fato cussì"? quel che iera bon un secolo fa, anderà ben el secolo prossimo? queste xe le domande che me ponevo.
Trieste no ga zone agricole tacade , o ssai poco , una volta iera el Istria rural.. no ga più che tanto spazio per industrie, e alora no resta che el terziario: ga de esser solo che el porto? o podemo pensar inveze de deventar una città dela scienza, dela cultura, dela multiculturalità e perchè no de banche e dele assicurazioni?..
Anche perchè el porto una volta dava lavoro a tante persone: scarigadori, fachini, sessolote.. tuta roba che adesso no se fa più in quel modo.
se volemo parlar de "politica" mi me domando come mai i politici locali lassa cascar tuto: chi ghe guadagna lassando dormir tuto?
Dimenticavo una roba: le vere grandi città ga dimensioni alquanto maggiori de Trieste, e pol esser normal per un abitar in un quartier e andar a lavorar inun quartier de l'altra parte dela città a meza ora de metropolitana.. qua per i triestini Monfalcon xe considerado quasi come estero! in un'ottica de grande città Monfalcon, ben collegado, dovessi esser considerado coem un suburbio: ma no, no xe più TLT e i xe bisachi, foresti! 8)


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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da VetRitter » giovedì 16 dicembre 2010, 7:37

babatriestina ha scritto:quel che iera bon un secolo fa, anderà ben el secolo prossimo?
babatriestina ha scritto:chi ghe guadagna lassando dormir tuto?
"bisogna che tutto cambi, perchè tutto resti com'è"..
saluti



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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da Piereto » giovedì 16 dicembre 2010, 9:28

Mi credo che i porti del terzo millenio i xe ancora de più atuali.Primo perchè semo in sei miliardi,secondo perchè nela nostra vita se circondemo de elettrodomestici, seguimo le mode ,semo dei consumadori.Acumulemo sempre più roba che po xe dificile disfarse. I archeologhi del futuro che scaverà le nostre macerie ,i meterà suso centinaia de musei de cianfrusaglia.
Una volta ,ma anche al principio del 1900 in porto de Trieste girava sai trabacoli e i portava tanta merce ala rinfusa ma una decina de tonelate e basta,e l'ultima nave merci del LLoyd austrungarico gaveva una staza de 8500 tonelate,che per ogi xe ridicolo. Certo ogi nisun se movi per lavor co la nave e se va solo per crociere. Trieste resta sempre funzionale per el suo retrotera. Monfalcon porta merci ne la nostra stesa zona,e xe za quel che fa capodistria. Sti porti e altri se ga svilupà e se sviluperà ulteriormente perchè a Trieste i politici gà paura de moverse,e xe proprio adeso che bisognasi farlo perchè se no xe meio zercar casa a Monfalcon o a Capodistria,che in fin dei conti xe drio el canton. Ma Trieste xe speciale per via del tratato de pace del 1947 voludo da l'ONU e sotoscrito da l'Italia e da la Yugoslavia,oltre che da altre 23 nazioni. Al di la del TLT che po NO se gà fato ,perchè 4 nazioni ga deciso de dividerlo tra Italia e Yugo senza referendum e che po con Osimo solo due nazioni gà ancora deliberà su de noi senza referendum, nisun ga mai parlà inveze de una altra decision presa nel 1947. El porto de Trieste xe internazionale,extradoganale,extrateritoriale,e el devi eser aministrà da un triestin la cui femeia risiedeva a trieste za nel 47. Questa norma no xe sta abrogada ,e el porto ancora ogi el xe aministrà secondo la legislazion italiana. E xe per questo che Trieste xe retrocesa,semo un porto come altri in Italia .Quindi gavemo tuti le stese tarife portuali e no esendoghe bariere doganali semo drento la UE. Xe queste aree extradoganali che ga fato decolar l'Irlanda. In più Treni italia no ne vol agevolar ,ne colegar col nostro entrotera natural. Anche l'ANAS vol farne pagar el racordo autostradal ,roba diversa da quel che xe sta dito a Osimo. Xe una altra storia ma xe l'enesima dimostrazion de come la nostra specialità no xe riconosuda più nianche dai triestini.Anche la Regione autonoma la xe sta fata proprio perchè Trieste e Gorizia xe speciali e la xe sta fata da Paladini che iera un triestin. Quindi finora no podemo : meter le tarife che volemo,altrimenti ghe femo concorenza ai porti italiani e sloveni ; no podemo insediar industrie de trasformazion dentro el porto ; no podemo abater magazini ,e in più no xe bori perchè Roma inveze de far frutar la nostra specialità distribuisi in altre parti. Treni italia no investi un boro su Trieste e in più vol smantelar i rami secchi e i scali merci feroviari,tanto per darghe una man ale società autostradali. No voio far politica,ma una man fa una roba,e l'altra fa l'esato contrario,e tuti sai ciacola de trasporto su goma,de l'autostrade del mare,roba che inveze le loby che comanda no vol. L'Austria no solo gaveva pensà ad un colegamento direto con Vilaco Salisburgo che iera la transalpina rodolfiana che pasava per l'isonzo la galeria de Bohini e quela de Jesenice ,ma anche un colegamento direto con divacia via val rosandra e che chi che ne governa ga trasformà in una pista ciclabile. Capodistria cresi perchè le tarife portuali xe base,perchè l'Iva xe basa,e Monfalcon creserà perchè la xe in pianura e perchè Maresca sa dove andar a zercar i bori. A me dimenticavo del meio : adeso se pol anche far abitazioni in porto vecio,e trasformarlo in un porto per barchete soto casa. Una cità de noni e veci. Zercheve casa a Monfalcon!!
.



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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da babatriestina » giovedì 16 dicembre 2010, 11:32

se ghe fussi un colegamento bon e gavessi lavor a Monfalcon, mi continuassi a viver a Trieste dove che stago, andando su e zo.. Xe tipico del triestin de pretender el lavoro soto casa ( per andarghe comunque in machina).
per el discorso sul porto libero, te ga za un post.. e xe anche
No ciolessi l'Irlanda a model... e ovio che se se ciamassimo fora de l'Italia ( ma no Trieste città, che no ghe riguarda, ma solo le zone portuali) e fora de l'Europa, dime ti perchè Italia e Europa dovessi farne i colegamenti feroviari e stradali.. :roll:
Nota ben, propio a proposito de Osimo e del racordo autostradal:
i casi xe do: o no i pol farnelo pagar, e alora Osimo xe valido, o Osimo no xe valido, e alora paga e tasi.
Per el colegamento via val Rosandra, me permetto de ricordar che fra la dismission dela ferovia e la pista ciclabile xe passado quasi mezzo secolo, in cui i ga cavado le sine perchè no passava più treni. E par che za ai tempi del regno de Jugoslavia i boicottava quela linea, che comunque mi no rivassi a imaginar doprabile coi treni e i tempi attuali: ghe passava solo che treni a vapor! per mi, la sola linea che pol esser utilizzabile per grossi trasporti de merci xe attraverso la stazion de Opcina. e secondo mi no sbagliava chi che suggeriva de spostar un punto franco a Fernetti...
no son esperta de diritto internazionale per cui no posso dar giudizi, ma sento dir troppe robe che me par assai strane e no volessi che per corerghe drio a sirene tute de dimostrar no se peggiorassi e parecchio la situazion triestina.


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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da Canada » giovedì 16 dicembre 2010, 11:47

C'è un passaggio nel libro "Trieste e del nessun luogo" di Jan Morris (che consiglio a tutti, specialmente ai triestini adottivi). Si paragona Trieste che perde il suo ruolo di porto d'importanza internazionale ad un uomo che dopo aver lavorato tutto la vita in un settore di alta specializzazione, quando va in pensione non sa cosa fare e si "arrangia" facendo un pò di tutto e niente particolarmente bene. E poi, Trieste non ha un porto, Trieste è un porto.



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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da Canada » giovedì 16 dicembre 2010, 11:55

Altra considerazione: temo che con il casìno (si può dire così nel forum ??) che c'è al governo, ci vorrà un bel pò di tempo prima che venga nominato un nuovo presidente dell'Autorità Portuale di Trieste. Per prendere tempo, temo che potranno nominare Boniciolli commissario ad interim, il che non farà che ritardare ulteriormente qualsiasi progetto o azione utile. Spèta e spera mus che l'erba cressi!



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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da babatriestina » giovedì 16 dicembre 2010, 12:06

Canada ha scritto: temo che potranno nominare Boniciolli commissario ad interim, il che non farà che ritardare ulteriormente qualsiasi progetto o azione utile.
Le alternative sono la Monassi e Camber, mi pare? e vi ricordate Fusaroli? :-D


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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da AdlerTS » giovedì 16 dicembre 2010, 12:30

... e se parla anche de sior Dipiazza !


Mal no far, paura no gaver.

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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da Piereto » giovedì 16 dicembre 2010, 13:35

Nei comerci e nei afari se devi ciapar le occasioni al volo,anche quando che le xe favorevoli per poco tempo, e no tirarse indrio,perchè pegola ciama pegola. Gavemo soto i oci de tuti el caso del mato che ga fato el giulia,i lo gà blocà su la baia de sistiana col bel progeto de Piano,e i lo gà fato falir.30 ani fermi e po se gà cambià i politici. I gà ferma per quindici ani el centro de evergreen per l'europa del sud e no xe ancora fato el palazo novo del LLoyd ,e za el capo cinese no xe più tanto favorevole. Col tempo pasa le oportunità,perchè chi che fa afari trova altre strade quando che i ghe sera la porta in facia. Anche i coreani voleva venir a far la piataforma logistica,cioè el molo otavo,ma quando che i ga inteso i tempi burocratici necesari al parere de tuti,i gà rinuncià al'Italia.Che sia Monasi,che sia Dipiazza,nisun sbasa le tarife e se i lo fa i perdi de balin la carega.Meter a capo Dipiaza vol dir anche eliminar el porto vecio,ridur le aree portuali,far un novo rion de Trieste,cioè la terza o quarta casa de chi che gà bori, e perder una area de 75 ettari bona per impiantar fabrichete extradoganali e extrateritoriali che daria lavor ai triestini.No, se devi far una nova marina,che za quela de SanGiusto e San Rocco xe meze svode. I disi che vien gnochi e austriaci,che saria quei che scampa da le marine croate perchè le xe care.Voio veder i prezi che i meterà a Trieste . I apartamenti xe ormai a 4000 euro al metro e oltre,e el posto barca sarà a livello de Montecarlo,e un che gà la barca al vilagio del pescatore o a sistiana col cavolo che el vien. Perchè se vol far a monfalcon?,perchè se usufruirà de aree agricole che no le costa un boro,dove che se poderà inquinar. A Trieste ghe xe le noghere, la zona industrial ,el canal navigabile ,la feriera, tute zone apetibili per impiantar fabriche ,ma xe tuto blocà perchè i verdi se gà insonià che se devi disinquinar, come se da una fabrica te dovesi pasar a un campo de radicio. Dove che iera una fabrica te ne fa unaltra.Ma questo in Italia no se pol far,o forsi a trieste no se pol far ,e alora daghe a eliminar zone agricole e trasformile in aree industriali. Basta andar in friul ogni paeseto ga la sua area industriale o artigianle.
Ma Monfalcon iera in provincia de Trieste insieme a Grado. Tornando el 54 in Italia, saria ora che i ne torni le nostre robe,o meio cosa se speta a far la regione Giulia? Se se guarda a la storia de Trieste ogni volta i ne elimina dai poteri decisionali ,e tuto pasa sora de le nostre teste,poche volte nel bene , ma sempre più spesso nel male. :( :evil:



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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da 1382-1918 » giovedì 16 dicembre 2010, 17:15

Piereto ha scritto:Ma Monfalcon iera in provincia de Trieste insieme a Grado. Tornando el 54 in Italia, saria ora che i ne torni le nostre robe,o meio cosa se speta a far la regione Giulia?
Ma jera de Trieste solo nel periodo tra el 23 e el 43 (47). La provincia de Trieste xe una roba che nasi pena nel 1923, con tochi dell'ex Friuli austriaco, tochi de Carniola e de Istria. No xe roba veramente nostra. Bastasi far de Trieste quel che gavesi sempre dovuso eser dopo el TLT, cioè una region a sè, e lasar in pase el Friul cole sue tre province.
babatriestina ha scritto:se ghe fussi un colegamento bon e gavessi lavor a Monfalcon, mi continuassi a viver a Trieste dove che stago, andando su e zo.
Nel progetto originale della strada costiera, che risali al 1913, jera prevista una corsia per el tram Trieste-Monfalcon.



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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da Piereto » giovedì 16 dicembre 2010, 18:26

Trieste soto la defonta iera capitale del litorale,per cui el riferimento amministrativo economico e culturale iera Trieste,e bastasi far de Trieste la capitale della Venezia Giulia riunificando le do province de Trieste e de Gorizia. Ma noi ne lasa che se aministremo da soli . Cusì gavemo un Tondo che agisi anche a nome nostro,e el aprova el progeto Unicredit.
I tira fora la storia de la metropolitana legera per colegarne con Capodistria e Monfalcon,solo perchè xe de darghe 3 milioni de euro comunitari ai progetisti. Dopo speta mus che l'erba cresi. Penseghe ben: tre milioni,cioè sie miliardi de lire per progetar una galeria de tre chilometri soto i monti de muia per do ingegneri ,un geologo ,e un per de geometri co teodoliti livelle e paline. Sei miliardi costava costruir ,no pregetar ,tre chilometri de galeria metropolitana a Milan ,e la iera za più cara de quela a Monaco. Bon andemo avanti. Se Maersk che xe el leader del trasporto logistico europeo meti i bori per Monfalcon ,e la xe scampada de Trieste ,vol dir che la valutazion europea de afidabilità de Trieste xe sai basa. No parlemo del Picolo, che no go più el coragio de leger,come che el sposa e incensa Maresca e Unicredit,adiritura basi in boca a Dipiaza.



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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da babatriestina » giovedì 17 febbraio 2011, 12:46

Segnalo sul Piccolo oggi un articolo abbastanza esplicito di Paolo Rumiz


http://ilpiccolo.gelocal.it/dettaglio/e ... re/3466903


In cui direi che si suggerisce che le responsabilità del declino non vengono "da fuori" ma dagli intrallazzi di potere dei politici triestini.
riporto alcuni passi che mi sembrano significativi
TRIESTE. Vent’anni fa ci furono alcune cannonate alle frontiere, la “Jugo” scomparve in un bagno di sangue e con un bello spavento Trieste uscì dallo stato d’assedio di un confine infelice. Da allora, attorno alla città-porto, si sono spalancate una dopo l’altra molte finestre verso il Centro Europa. Eravamo pronti a ridiventare lo scalo dell’Austria, dell’Ungheria e persino della Baviera. Erano bei giorni: il vento soffiava in poppa, l’E uropa era una festa di libertà, il Mediterraneo riacquistava importanza, i turchi scoprivano l’Adriatico quattro secoli dopo Lepanto, a Vienna e Monaco si studiavano treni da spedire a Sud anziché ad Amburgo.

Nel giro di pochi anni la Slovenia entrava nell’Unione Europea e la frontiera del Nordest ridiventava libera, come ai tempi di mia nonna. In questi vent’anni è cambiato tutto. Tutto, tranne Trieste
Fino al 2007, la città più marinara dell’Adriatico non è riuscita e esprimere alla presidenza del porto nient’altro che funzionari romani, avvocati genovesi o professoroni a digiuno di marineria.
Chi rifiuta ostinatamente la fortuna che è piovuta dal cielo su Trieste? Complotti romani? Il localismo del “ meo no far”? La mafia?
Chi blocca il porto? Questa è la domanda chiave, ineludibile per qualsiasi politico. Durante il suo mandato appena concluso, Claudio Boniciolli, unico uomo di mare espresso dalla città al vertice del porto, aveva evocato una “cupola”, termine normalmente abbinato alle cosche, e qualcuno si era inalberato parlando di traveggole senili. Ma ora ci arriva un’autorevole conferma, nientemeno che dal sindaco di Trieste. Parole come pietre. Esiste, ha detto, un potere che “blocca” la città dall’interno del centro-destra e – come appunto le cupole – è invisibile, si sottrae al dibattito sulla cosa pubblica con una serie infinita di “no comment”. Un potere, ha detto ancora Roberto Dipiazza, che va addirittura “azzerato” nel bene di Trieste, e che si incarna nel senatore Giulio Camber.

Mai si era parlato così esplicitamente. Giulio Camber è l’uomo che controlla Porto e Camera di commercio con i suoi fedelissimi Marina Monassi e Antonio Paoletti, e ora – non ancora sazio - vorrebbe anche il terzo pilastro della “civitas”. Il municipio, col suo candidato Piero Tononi. E’ stata questa bulimia di potere ad aver fatto saltare il coperchio su ciò che finora si era solo mormorato e a cui persino l’opposizione sembrava essersi assuefatta per quieto vivere. Ora è la maggioranza di centro-destra a parlare, e questo rende lo “svelamento” ancora più credibile. Solo un anno fa uno scenario del genere sarebbe stato impensabile.
Ma a fine ’ 89, proprio quando grandi spazi di affari si spalancano alle spalle del porto più settentrionale del Mediterraneo, alla presidenza del porto medesimo viene paracadutato l’ex rettore di Trieste Paolo Fusaroli. La sua competenza di mare è nulla. Quella accademica non promette bene per il futuro, perché è specialista in cadaveri da dissezionare.

La nomina è firmata Andreotti, il quale premia con una poltrona di consolazione l’uomo che poco prima ha accettato – perdendo – di candidarsi alle europee in quota Dc. Per un annetto sembra non succedere nulla: alla direzione generale è rimasto Gigi Rovelli, l’u omo di Zanetti. E Fusaroli delega.
Ma arriva il giugno ’92, governo di Giuliano Amato. Craxi nomina l’o n. Camber sottosegretario alla Marina Mercantile, per premiarlo dei voti della Lista per Trieste traghettati in blocco nel parco buoi del Psi. E poiché Craxi è in asse con Andreotti, questo crea un’a lleanza di fatto tra Camber e Fusaroli. Ma non basta, sempre in quell’anno, nei corridoi del ministero, l’onorevole sottosegretario conosce Marina Monassi, figlia dell’ammiraglio Angelo Monassi che indagò sulla strage di Ustica per conto dei servizi segreti. Marina diviene la sua compagna di vita e, di lì a qualche anno, a sua volta presidente del porto. Un binomio che accompagnerà la storia di Trieste per quasi un ventennio. Un tormentone.


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Re: Riflessioni sul porto

Messaggio da Nona Picia » giovedì 17 febbraio 2011, 14:34

Lo go letto stamattina....


Ciao ciao
Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare,
trova un minuto per ridere.
"MADRE TERESA"

"La Mama l’è talmen un tesor de valur che l’ha vorüda anche Noster Signur" .....

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