Il porto e noi

el porto de Trieste deuna volta, de adesso, le navi che vien e va a Trieste, de una volta e de adesso
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babatriestina
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Il porto e noi

Messaggio da babatriestina »

Si dice Trieste è un tutt'uno col porto, con le sue navi...
ecco, mi piacerebbe invitare i forumisti a raccontare se nella propria famiglia ( senza far nomi, ovviamente!) ci sono o ci sono state persone che hanno avuto a che fare col porto di Trieste.
Incomincio io, col dire che attualmente della mia famiglia e parenti nessuno ha a che fare col porto, tranne forse un lontano cugino che non vedo da anni e che aveva intrapreso la carriera di marittimo.
Se risalgo invece all'indietro, trovo il bisnonno capitano del Lloyd nell'Ottocento, un prozio che aveva navigato col Lloyd in Oriente negli anni Trenta ed un secondo cugino capitano di macchina con l'Adriatica negli anni Sessanta.
Nessuno con lavori collegati a porto, commerci portuali, cantieri..
e voi?


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AdlerTS
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Re: Il porto e noi

Messaggio da AdlerTS »

No, da parte mia, no.


Mal no far, paura no gaver.
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sono piccolo ma crescero
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Re: Il porto e noi

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Nemmeno da parte mia


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nonna ivana
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Re: Il porto e noi

Messaggio da nonna ivana »

Naturalmente....nessun marittimo nella mia ascendenza...si dice?
Sempre solo terra sotto i piedi!!!


ivana

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Elisa
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Re: Il porto e noi

Messaggio da Elisa »

Ricordo che, parecchio tempo fa, chi ci ha parlato del suo lavoro in cantiere è stato Coce, triestino emigrato in Australia. Non ricordo con precisione se il suo lavoro concerne la domanda di BabaTS., però sì ricordo con quanto entusiamo aveva esposto la perizia del proprio lavoro a Trieste, prima dell' "avventura" di voler (dover?) andarsene.....


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Nona Picia
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Re: Il porto e noi

Messaggio da Nona Picia »

Nessuno che io sappia nella mia famiglia, se togliamo il marito di una cugina capitano di lungo corso che ha navigato col Lloyd Triestino fino 1995 credo. Per i lavori collegati al porto, mio papà e mio marito hanno lavorato per la ditta di spedizioni Parisi anche col porto.


Ciao ciao
Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare,
trova un minuto per ridere.
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sum culex
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Re: Il porto e noi

Messaggio da sum culex »

Mi go lavorà un per de mesi al magazin 4 in porto vecio, subito dopo per alcuni ani in porto novo al reparto X dela dogana fazendo i moduli de acompagnamento dele partide de caffè che vigniva sdoganade e giravo per diversi magazini a ritirar distinte pesi. I ultimi ani go lavorà al molo VI: un poco coi tragheti turchi e spratuto a controlar tute le fature in arivo per adebitar i importi ai vari reparti. Dovevo corer a controlar i magazini dove che ogni tanto per vari motivi sonava l'alarme antincendio. Fazevo i raportini mensili sula sicureza dela situazion antincedi: controlavo la carica de tuti i estintori, el funzionamento dele porte de sicurezza, ecc, e per finir controlavo anche l'andamento de certi lavori de manutenzion.
ciao
sum culex


bruno
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Re: Il porto e noi

Messaggio da bruno »

mio papà navigava, per cui ogni volta che i 'rivava in porto mi andavo dentro e siccome andavo attraverso el porton dove che iera i finanzieri e no podeva andar tutti, mi che gavevo intorno ai dodici anni me pareva de esser grande. invece de estate attorno ai sedici anni se andava alla "celeritas", in via udine, che iera una ditta che forniva personale, durante le vacanze de scola, per ciaparse un do lire (mille lire all'ora) per carigar e scarigar vagoni sempre in porto


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Coce
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Re: Il porto e noi

Messaggio da Coce »

Elisa hai una buona memoria, infatti io considero il Porto, Trieste, e Trieste, il Porto tanto la citta' e' legata al "WATERFRONT"
Negli anni '45- '50 cioe' nel tempo della ricostruzione del dopoguerra, io feci 3 anni del mio tirocinio da apprendista nei due porti principali, il nuovo ed il vecchio e mi rimane in mente diversi faterelli di quei tempi, la vita penso era diferente in quei giorni di quella di oggi, il cibo era ancora di massima importanza e bisognava arrangiarsi. La ditta per cui lavoravo aveva il cotratto di restaurare tutte le balustrate dei magazzini che erano state danneggiate, e nei magazzini alti che non mi ricordo piu i numeri tutte le saracinesche dei montacarichi su ogni piano erano state sbudellate dalle bombe e dovettero essere rimpiazzate
Nel porto vecchio tutte le gru idrauliche erano state danneggiate e dovettero essere riparate e revisionate e nelle banchine c'era ancora del naviglio affondato che si stava rigalleggiando, infatti la Corazzata Cavour affondata e capovolta nel Cantiere di San Marco fu sollevata e tagliata a pezzi nel '51-'52, ma ci sono anche dei faterelli personali di quei tempi che forse raccontero' in futuro. Ciao a tutti Coce
.


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Zigolo
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Re: Il porto e noi

Messaggio da Zigolo »

Mio nonno materno aveva il mare nel cuore. Fra i vari mestieri che ha fatto, alcuni erano strettamente legati al mare: ha lavorato in cantiere (San Rocco o Felszegy, comunque a Muggia), ha posseduto una piccola barca passeggeri con la quale faceva la spola fra Muggia e Punta Sottile, ha diretto una cooperativa di pescatori. Ha fatto anche il militare in Marina, ma non dalla parte che avrebbe voluto: essendo del 1902, non ha potuto prestare servizio in quella Marina che ormai non c'era più :-)

Mio nonno aveva tre figlie, e la sorte ha voluto che tutte e tre andassero spose a un Capitano, cosa che lo rese decisamente soddisfatto, anche se ogni genero era un discorso a sé. Il primo, mio padre, navigò per neanche due anni, per poi svolgere tutta la sua carriera lavorativa al Lloyd Triestino in terra, come amministrativo. Il secondo solcò davvero tutti i mari del mondo ma... al chiuso: era ufficiale di macchina. Il terzo, dopo qualche anno di viaggetti in Mediterraneo, continuò la carriera frequentando solo... il golfo di Trieste, al comando dei rimorchiatori.

Anche il mio nonno paterno ha avuto rapporti con il mare, lavorando anche lui qualche anno in cantiere.

E io? Con tutti questi parenti marittimi, non ho mai avuto a che fare, professionalmente parlando, con porti e navi. Non so se c'è un nesso, ma quand'ero in terza media mi padre mi disse: alle superiori vai dove vuoi, ma assolutamente non al Nautico!

Così, se mai avessi avuto qualche velleità di andar per mare, queste furono stroncate sul nascere.


Piereto
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Re: Il porto e noi

Messaggio da Piereto »

I miei avi gà sempre avù a che far col legname e i suoi impieghi. Prima a venezia a far barche,e poi a trieste al cantier Panfili . Iera quatro fradei e do xe andadi anche a Fiume a far barche,ma quei fiumani no gà avù discendenza. La barca Civetta ,su la quale Ressel gà montà l'elica iera stada fata dal mio antenato. Mio bisnono e mio nono iera maestri d'ascia in arsenal, e suo fradel iera un ingegner de la fabrica machine de sant'andrea. Finì el periodo de Trieste sul mar,mio papà e anche mi no se gavemo più interesà de barche. Xe finida una epoca. Certo xe rimasto el ricordo de come che andava le robe soto la defonta ,e tuta la amirazion per quela epoca de benesere per i triestini. Sic transeat gloria mundi.


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mandi_
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Re: Il porto e noi

Messaggio da mandi_ »

Neanche chiederti, vero, se hai qualche foto da mostrare?
Mondo affscinante quello delle navi e soprattutto della loro costruzione e della loro storia...
Mandi


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Piereto
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Re: Il porto e noi

Messaggio da Piereto »

Go tirà fora un do foto che forsi gavè za visto .Le xe de 100 ani fa .No solo xe morti chi che le ga fate ,ma anche el modo de costruir le navi xe cambià. Iera la trieste de ieri. Ogi no xe più scali per vari ,ma quasi tuti salda grandiosi tochi fati a parte,magari anche fora del cantier,e i li monta in un bacin de carenaggio. Co la nave xe finida entra l'aqua e cusì la vien su per galegiamento. Niente più scia in mar e rumor de cadene.
Allegati
varo de la viribus unitis al san marco nel 1911.jpg
varo de la viribus unitis al san marco nel 1911.jpg (32.95 KiB) Visto 1034 volte
varo nel 1911 all'arsenal del lloyd del piroscafo Wien.jpg
varo nel 1911 all'arsenal del lloyd del piroscafo Wien.jpg (31.23 KiB) Visto 1034 volte
Un bel modelin de la barca de legno varada al scalo Panfili,e che gaverà l'onor de montar la elica de Ressel.
Un bel modelin de la barca de legno varada al scalo Panfili,e che gaverà l'onor de montar la elica de Ressel.
civetta.jpg (28.03 KiB) Visto 1034 volte


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mandi_
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Re: Il porto e noi

Messaggio da mandi_ »

Ti ringrazio , veramente.
Io credo che voi Triestini dovreste essere orgogliosi dell'ingegno umano che vi ha resi famosi nel mondo anche per la costruzione di navi bellissime, che hanno creato un mito secondo me indipendente dall'essere asburgici o meno. Voi dovreste capire che è la gente della vostra città, Trieste, che ha creato queste navi e le ha costruite bene e le ha rese belle.
Non sono stati i governanti, per me, ma i maestri d'ascia, i progettatori ecc. a fare le navi .
Ora è chiaro che magari il porto non è più così fiorente e le navi sono cambiate nella tecnologia e nel modo di essere costruite. Sono gli effetti del tempo che passa, oltre alle scelte politiche attuali. Speriamo nel futuro.


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1382-1918
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Re: Il porto e noi

Messaggio da 1382-1918 »

mandi_ ha scritto:Io credo che voi Triestini dovreste essere orgogliosi dell'ingegno umano che vi ha resi famosi nel mondo anche per la costruzione di navi bellissime, che hanno creato un mito secondo me indipendente dall'essere asburgici o meno. Voi dovreste capire che è la gente della vostra città, Trieste, che ha creato queste navi e le ha costruite bene e le ha rese belle.
Non sono stati i governanti, per me, ma i maestri d'ascia, i progettatori ecc. a fare le navi.
Vero, è quello che dico sempre anch'io, ma non bisogna dimenticare che servono i mezzi, ed il governo asburgico li forniva senza indugi, con pesanti investimenti, e quelli che poi sono diventati "Triestini" sono arrivati da ogni angolo dell'Impero e dell'Adriatico a costruire navi e a dare il loro apporto al prestigio che Trieste ha avuto e che potrebbe forse avere di nuovo.


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mandi_
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Re: Il porto e noi

Messaggio da mandi_ »

Vedi, caro 1382 - 1918, l'argomento potrebbe essere molto interessante se si avessero a disposizione molti più dati. Non essendo Triestina, ho molti limiti, anche se internet e libri possono aiutare.
Volevo dire che io, pur nipote di uno che era A.U., cerco di essere positiva e di guardare avanti, senza farmi coinvolgere da sentimentalismi che non mi portano a niente. Cioè mi preoccupo delle persone, senza guardare in che "recinto" stavano rinchiuse un tempo o stanno rinchiuse ora. Caso mai, come te , mi inquietano un pò i "pastori" sia della Defonta sia di quelli venuti dopo.

Mi sembra di vedere nella tabella, ma non vorrei sbagliare o dire idiozie, che dal Lloyd divenuto Triestino furono costruite :
1920 : Brenta- California- Cracovia- Lombardia
1921 : Dandolo - Duchessa d'Aosta - Isonzo - Piave
1922 : Adua - Anfora - Calabria -Conte Rosso -Giulio Cesare
1923 : Carnia - Carso- Conte Verde - Duilio
1924 : Caffaro - Edda
1925 : Conte Biancamano - Esquilino - Francesco Crispi -Leonardo da Vinci
1926 : Arabia- Giuseppe Mazzini- India- Perla
1928 : Ausonia- Conte Grande

Mi fermo qui, per non fare altre liste .

Ritorno a dire che chi ha reso grande Trieste sono stati gli uomini che ci lavoravano e si impegnavano con il loro ingegno.
Dopo la Grande guerra ci sono stati il Fascismo, la seconda guerra,ecc. Sono sorti altri problemi enormi.
Bisognerebbe sapere come sono stati investiti e usati i soldi.(sappiamo come sono investiti ora?)
La mia analisi è forse superficiale, ma penso che la nostra generazione attualesia l'unica in cui i nostri figli molto probabilmente, pur avendo potuto studiare, grazie ad un maggiore benessere dei genitori, non avranno un futuro economico in progressione, rispetto ai nonni.
Questo lo vedo nella realtà quotidiana, ma anche da studi importanti nel settore.
Il problema della fuga dei cervelli , quanto viene investito oggi sui giovani, quanto viene investito sullo sviluppo dell'artigianato, della tecnologia, delle industrie, della scuola? Queste sono cose importanti.

Ripensando ai maestri d'ascia del passato, provo un pò d'invidia per il loro lavoro così importante e intelligente.
E' finita un' epoca, è vero, e bisognerebbe cercare di costruirne un'altra, stando attenti a quelli che votiamo oggi.

Xe iori che fa e desfa e decide. No noi gente comun. Auguri a Trieste!


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Re: Il porto e noi

Messaggio da Piereto »

Cara Mandi " Bisognerebbe sapere come sono investiti i soldi e da chi" e zonto mi,per quali scopi. Te devi saver che quando xe vignuda l'Italia i capitalisti ex austrungarici che gaveva investì in imprese operanti a Trieste,e che noi podeva più restar a Trieste o farse italiani, i gà riversà i loro capitali ne le man de capitalisti triestini rimasti,sperando che i ne fazesi un bon uso per lori.Per esempio una bona feta de capitali de le Generali,o de la RAS. Per esempio i Cosulich che iera azionisti de minoranza nela Austroamericana i ga ricevù una bela feta del pacheto azionario de sta compania de navigazion,e che solo sie ani prima de lo scopio de la guera gaveva ciapà un contributo statale de milioni de fiorini. Quindi le navi salvade da la guera le xe pasade ai Cosulich,e i Cosulich gà podesto cusì costruir Saturnia e Vulcania. I soldi de sti azionisti ex asburgici xe stai depositadi, e disemo vegliadi dai corispondenti triestini rimasti,ne la banca comerciale triestina. La prima guera gà porta per l'Italia la vitoria,ma anche un mar de debiti in spese de guera da tornarghe indrio ai aleati.Una disocupazion enorme perchè ghe iera sovraproduzion de beni,e una masa de popolo che no gaveva bori per comprar. Xe la scintilla ideale che fa naser comunismo e fasismo . Chi che gà i bori comanda da sempre e fa le scelte. Quindi l'Italia nazionaliza la banca comerciale triestina che vien inglobada in quela comerciale italiana,e quindi i bori vien gestidi no più a Trieste ma a Genova o Roma. In Austria ghe iera due grose companie de navigazion de interese nazionale e altre minori che le se meteva a nolegio che costituiva la Libera Navigazione Triestina ,e tute con sede a Trieste. Ben l'Italia nazionaliza el LLoyd austrungarico e dopo un per de ani i costituisi la compania Italia con tute le navi dela LNT e quele dei Cosulich e una parte de quele del Lloyd,e con sede operativa no de sicuro a Trieste, e i se inventa anche la compania Adriatica con sede a Venezia,che fa le stese rote mediteranee che iera prima del nostro LLoyd. E questa xe opera del conte Volpi venezian che el fa costruir el porto de Venezia che prima no esisteva,e la zona industrial de marghera. I Agneli da la Fiat ,po i fa serar una fabrica de auti apena nata nel porto de trieste che la Ford gaveva in mente de ingrandir e servir l'europa centro est . Questo xe un picolo bilancio de gestion de quei ani,per chi che no sa. Xe el principio de la spogliazione.No digo poi de le industrie ,perchè Trieste gaveva anche altre attività economiche che ga perso i sbochi naturali esendose viniù a crear i novi confini dentro l'ex impero. E quindi o le ga serà ,o le xe entrade in concorenza con quele italiane,trovandose spiazade.


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Re: Il porto e noi

Messaggio da babatriestina »

Saria interessante nel resoconto de sora, che però va al de là del topic che domanda le esperienze familiari del porto e che saria bel meter nel topic sule navi, distinguer la parte relativa ale costruzioni dele navi nei cantieri nostrani , de quela dele compagnie de navigazion mercantile in sto discorso, perchè molte navi costruide a Trieste po xe passade a compagnie con sede non a Trieste. E po meter le date. Come che se legi, un come mi che legio, pensa che nei primi anni Venti xe stade ste robe. e inveze presempio l'Adriatica de navigazion, con sede a Venezia, che mi ben conosso per gaverghe navigado più volte nei anni '60, xe nata nel 1936, e ga avudo personal spesso triestin ( fra cui direttor de macchina un cugin de mia mama, e anche a un certo punto un direttor triestin, Trauner.
Femo cola calma un bel topic sui armatori ? distinguendo anche i privati dei statali..


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Re: Il porto e noi

Messaggio da mandi_ »

Molto interessante, come sempre, l'argomento.Mi scuso della mia superficialità, ma d' altra parte il mio voleva essere solo un sassolino in acqua per capire. Solo chi vive a Trieste può rendersi conto delle cose che tu hai descritto,Baba,e ragionare con calma sui cambiamenti, senza sol lamentarse.
Mandi


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Re: Il porto e noi

Messaggio da Piereto »

Concordo con Baba che xe meio spostarse in un altro topic. Mi go volesto restar su le generali ,come che anche Mandi gà fato, e risponderghe per quel poco che so.Le date xe certamente importanti,ma comunque data su o data zo,le decisioni su la vita economica de Trieste le vien ciolte senza tinir conto dei dani che se ghe fa a trieste. Le risorse vien deviade altrove. Dal 19 al 36 ,ano de nascita de l'Adriatica,i trafici maritimi xe cambiadi, l'Italia ga le sanzioni, e i inglesi fa concorenza come sempre per mar. Le rote adriatiche con un regno de Yugoslavia ,una Albania e una Turchia conta poco. El piato forte xe el colegamento co l'egito. Comunque i colegamenti co le Americhe i vien fati dal Tireno. E l'austroamericana ga durà tropo poco,ma l'Austria i ultimi ani prima de la prima, la ga potenziada i modo enorme con 4 milioni de corone per costruir le grose navi pasegeri per le americhe ,e nel 13 l'Austroamericana gaveva 32 navi,e el Lloyd cusì iera diventà la seconda compagnia austriaca. I fratelli Cosulich co l'Italia ga eredità po la compania ,che nel fratempo se gaveva ridoto a 10 navi ,e anche lori nel 1931 i xe sta nazionalizai perdendo tuto.


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