parole de portuali

el porto de Trieste deuna volta, de adesso, le navi che vien e va a Trieste, de una volta e de adesso
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babatriestina
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Re: parole de portuali

Messaggio da babatriestina »

Nini Naridola ha scritto:Me par che iero andà un poco fora tema (OT): rimedio subito con un'altra parola che me xè vignuda vardando i mii nipotini vestidi de Banda Bassotti. I portuai usava un beretin come quei de la BB e se ciamava "RASCA"
Rasca no xe un generico baretin col frontin? oviamente co no iera de moda quei de baseball


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Nini Naridola
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Re: parole de portuali

Messaggio da Nini Naridola »

mandi_ ha scritto:Per Nini : SFIDA de traduzion!

Il capopezzo turò il focone nel momento in cui la palla sollevava uno spruzzo sul mare dalle onde brevi circa 400 iarde a sopravvento.Gli uomini agguantarono il paranco posteriore per trattenere il cannone entrobordo .
"Scovolare il cannone"
Il marinaio immerse lo scovolo di pecora nel secchio del compagno addetto a spegnere gli incendi e, ficcando la testa nello spazio limitato tra la bocca e la murata, infilò il manico nel portello e lo scovolo nella canna del cannone, rigirandolo ed estraendolo annerito.
"Caricare"
Il mozzo aveva pronto il sacchetto:lo scovolatore lo calcò con forza nell'anima e il capopezzo gridò: "A posto"
La "Sophie" era venuta al vento per sparare con cannoni de drittae se ne stava lì , beccheggiando, senza abbrivio"


Se no te ghe n'hai bastanza, te zerco qualcosa sul porto e le corde :wink:
Scusa se deludo la tua fadiga: no go trovà, per mi cresudo a Salgari, niente di incomprensibile nel tuo brano. Forsi el "focone" xe un vocabolo poco conossù: nei canoni ad avancarica il focone era il buco nella culatta (scusa il doppio senso!) da cui si dava fuoco alla miccia.
Ah, mi accorgo adesso che tu volevi la traduzion in triestin del brano ... e proprio "focone" no saveria come tradurlo se non come "buso".
El canonier stropò el buso de la culata in tel mentre la bala alzava un spruzo sule onde curte zirca 3-400 metri soravento. I serventi ga guantà el paranco de drio per blocar el canon.
Un mariner ga tocià el scovolo de pigora nel secio del socio che doveva studar el fogo e fracando la glava ( anche se "cicio no xe per barca" el mariner del Sophie era di probabili origini slovene.... anche se la storia non ce lo conferma) ... e via così. Abbandono perche la moglie reclama che devo far la tavola!


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mandi_
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Re: parole de portuali

Messaggio da mandi_ »

Grazie de la fadiga, zercherò un brano più tosto, magari del porto...

Parlando co me amico pescador, me dise ( en talian) che :

Le reti per la pesca marina sono in filo di canapa, di lino, cotone ritorto e colorato rosso-bruno co la tannatura, che viene poi ripetuta 8-10 volte all'anno. I fili sono incrociati e annodati in modo da lasciare degli spazi liberi, de solito a quadrato, detti maglie.
Il Lato è la parte di filo tra nodo e nodo; il Lume è l'ampiezza della maglia.
Formato un panno di rete, lo si arma fissando alle armature, con nodi speciali, i cavi, i sugheri e il piombo per poterlo usare.

Me nono me gaveva insegnà a far i nodi alla bocca di lupo. Me davo un sacco de arie co le amiche. Lu l'rideva e me diseva "Cala trinchetto". Mi credevo che trinchetto fosse un che bevi...


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mandi_
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Re: parole de portuali

Messaggio da mandi_ »

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Qua se vede el lavor del porto de Trieste, lungo la banchina, nel primo novezento.
Vedo en par de farsorin , do vagoni feroviari, un vapor afiancado, muli portuali che fa operazion comerciali, en mulo rampegà su un ponte fuoribordo a piturar la nave, sartie, gomene e tante robe che se dà per scontade ma no xe proprio...


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Re: parole de portuali

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

mandi_ ha scritto: careta= cariola co lama sporgente per tirar su il carico.
Per Nini... la careta saria questa?

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Re: parole de portuali

Messaggio da Nini Naridola »

Sì, questa xe una careta. In particolar questa servi per spostar fusti e barili. Questo xe un tipo ssai vecio che la pesa un ostia


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Re: parole de portuali

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Nini Naridola ha scritto: Sùbio (piria-imbuto) con cui si forava il sacco per far uscir il contenuto generalm. caffè che veniva nascosto nel "mocador" (fazzolettone intorno al collo per proteggerlo dal ruvido della iuta o intorno alla vita per nasonder el "libo" cioè el maltolto
Ho scoperto (magari lo sapevate già) che se chiedete a Barcellona un mocador vi danno ... un fazzoletto o una sciarpa da mettere attorno al collo. (Attenzione Barcellona e non Madrid: il termine dovrebbe essere catalano).


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Re: parole de portuali

Messaggio da Ciancele »

Nel 1948, co' lavoravo in porto coi americani, el nostro moto iera: Sempre libo e mai canon, viva là e po bon.


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Re: parole de portuali

Messaggio da Nini Naridola »

Mi penavo che mocador derivassi da moka, el tipo de cafè più comun e el più preda de libo. Anche mocar in dialeto significa rubar (mocar e po' mocarsela (svignarsela, filarsela)). Sul Zeper-Doria sono escluse queste derivazioni e conferma dal catalano mocador= moccichino. Traggo le mie conclusioni con un'ardita metonimia: mocador vien da mocolo (moccio) che vol dir anche imprecazione, sacramento; ergo mocador vol dir bestemmiatore!


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Re: parole de portuali

Messaggio da mandi_ »

Mi uso "tirar zo do siracche" che credo sia sciracche, per dir parolaze. Deriva da "scirocco"?


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Re: parole de portuali

Messaggio da mandi_ »

Penso però che le siracche pu dure da digerir le ho sentide dai scaricatori de porto de Genova, al tempo del terremoto in Friuli. Tre parole, tre parolaze. No credo che Triestini supera. Deve esser en lavoro che indurisce molto.


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Re: parole de portuali

Messaggio da Nini Naridola »

Penso che "siracca" sia un vocabolo del dialetto lombardo-trentin. Lo gavevo sentì de militar da un tenente che i ghe ga dito ai sui soldai:- E basta siraccar! (I conducenti de muli - i iera ancora - a fine marcia i se ingrumava intorno al fogo a bever sgnapa ... uno diseva:- L'è naja! e zò un coro de bestemmie e de parolazze ... l'è düra! e zò un altro coro!


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Elisa
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Re: parole de portuali

Messaggio da Elisa »

Apporto altresì la versione che mi riferisce un' amica argentina appena rientrata da Barcellona dove emigrò parecchi anni orsono. In quella città le è toccato di imparare che "el mocador" (per niente in uso nello spagnolo d' Argentina) è il fazzoletto per soffiarsi il naso. Anche annunciati nelle vetrine dei negozi con il medesimo termine i fazzoletti di carta usa e getta.

da Nini Naridola: .....conferma dal catalano mocador= moccichino,
è senz'altro questa l' interpretazione più adatta.
Difatti dal Diccionario de la Real Academia Española:
moco= moccolo, moccio
senza voler escludere le restanti spiegazioni probabili...


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Re: parole de portuali

Messaggio da mandi_ »

Sto lezendo un libro de lettere d'amore de Trieste primi anni del 1900. L'inamorado en question xe ingegner de cantiere e el parla de lavorazioni a mano de zerte imbarcazion co segatura dei tronchi, preparazion de tanti busi co la verigola (trivella a mano). Dise che iera la specializzazion del "busador" o "forador", (prima dell'arrivo del trapano elettrico, penso).


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Re: parole de portuali

Messaggio da Nona Picia »

mandi_ ha scritto: Dise che iera la specializzazion del "busador" o "forador", (prima dell'arrivo del trapano elettrico, penso).
Penso che anche se el gavessi avù el trapano eletrico sempre unbusador o forador el saria sta.... :-)


Ciao ciao
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Re: parole de portuali

Messaggio da Nini Naridola »

Legendo un libro ("Una storia europea di liberi commerci e traffici - Il porto franco di Trieste) che me ga imprestà un mio amico -cola racomandazion de tornarghelo!- go trovà parole del gergo portual:
Aria : darghe aria a un logo -rubare la mercanzia da un magazzino
Bìsnis: sta per sottrarre qualcosa dalla zona extradoganale.
Cagnàra: mi, più su, gavevo coreto in cagnaro ma con altro signif, ... tela che si stende sulla stiva per lavorare con la pioggia
Calata : banchina o riva
Canon - prigione (anche nel dialetto non gergale)
Capoganga -responsabile della ganga
Ganga - consorzio o squadra di facchini o lavoratori portuali
Ganga anche mano: la squadra addetta ad una certa operazione
Casotto - luogo di ritrovo dei consorzi (cooperative e/o compagnie, inizialmente era il cassero di un bastimento trasportato a terra ed usato come tettoia.
Cativeria de lavor - intelligenza ed esperienza professionale.
Cinquantini - lavoratori portuali avventizi o apprendisti che godevano del 50 % del trattamento riservato ai lavoratori permanenti.
Cogoi - filo di ferro piegato ad uncino per facilitare l'uso delle braghe nello scarico dei colli (el detto "Caro Cogoi semo cagai" vien de qua?)
Colli scemi -colli già parzialmente alleggeriti del loro contenuto.
Comare - Asse di legno usata per la manipolazione dei rotoli di carta (Nel film i "soliti ignoti" Totò chiama comare la cassaforte)
Fachin de tole - scaricatore di legname
Iaspi - spia, nell'uso del parlare rovescio (o versari) dei portuali


Nini Naridola
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Re: parole de portuali

Messaggio da Nini Naridola »

Cantinuo nela carelada de termini gergali
Latàr - recuperare gli spazi lasciati liberi nelle stive caricando la merce. (mi savevo un altro significato ...)
Libo - furto, ma perpetrato nella zona doganale
Mante - gancio per manipolare i colli da scaricare. Anche general. "GAnzo"
Mokador - Giaccone con tasche speciali per riempirle di merce minuta (caffè, ecc.) da contrabbandare.
Muf - la merce abusivamente portata fuori dalla cinta doganale
Piazza - luogo di raduno per i lavoratori occasionali in attesa di ingaggio.
Pignatòn - cottimo collettivo di una compagnia o squadra, da pignata cioè pentola.
Scalandroni - piani inclinati di legno per lo scarico delle navi,
Schenàda - la merce che si porta abusivamente fuori dal porto, nascondendola sulla schiena ("baffe" di lardo, ecc.)
Sessolotta - operaia portuale, inizialmente a domicilio, per la cernita del caffè, grano, pepe, ecc. che usa la sessola, un cucchiaione di legno per insaccare la merce.
Stiva - pila di sacchi o colli,
Stricar - dal verbo tedesco streichen che significa cancellare, ha il significato di avere il salario garantito.
Stropo - cavetto d'acciaio per facilitare l'imbragaggio
Subio o subioto - arnese di lamierino, dalla forma di cono forato, per sottrarre merce minuta e sfusa, infilandolo nei sacchi;
Tramacco - spostamento della merce da un mezzo all'altrpo o da una zona all'altra.
Uncino - lavoratore portuale anziano, con larga esperienza di lavoro, di fatto caposquadra.
Viaggi, far viaggi - trafugare merce in porto, mentre parte della squadra lavora;
Zaia - cestone per il trasporto della merce
Zalo -l'orologio d'oro
Zievolo - lavoratore portuale occasionale; è il nome dialettale di un tipo di pesce che abbocca facilmente;
Zima - cottimo del lavoratore avventizio, ridotto per la tangente trattenuta dai lavoratori anziani.


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babatriestina
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Re: parole de portuali

Messaggio da babatriestina »

Lingua per me del tutto nuova, scorrendo il solito Trieste Nascosta, la Bibbia degli appassionati, trovo anche qua una pagina dedicata al gergo dei portuali, tutti termini mai sentiti finora, mi sembra che qualcuno non ci fosse, correggetemi se c'erano già:
Amburghese; piattaforma con ruote, con quatro lati di ferro e interamente ( internamente?) vuota per sistemare espostare carichi pesanti
Banda piano di legno di dieci centimetri di spessore largo novamte e lungo due metri usato come piano inclinato. esistevano altre misure

Carri vivi e morti espression e perduta che distingueva i carri al traino di cavalli e quelli a rimorchio

Essere in doc sentirsi mal stanco p acciaccato

ferdi sacco di caffè fatto con foglie di palma

e altri.. vi constano?


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Re: parole de portuali

Messaggio da Nona Picia »

Solo Esser in doc.....


Ciao ciao
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Re: parole de portuali

Messaggio da Ciancele »

Nona Picia ha scritto:Solo Esser in doc.....
Nona Picia, doc in questo caso no vol dir "De Origine Controlata" ;--D


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