Distinzioni tra generi.

a Trieste ghe xe un teatro Comunal che de oltre 200 anni fa opere, balletti, concerti... e altri teatri che fa spettacoli musicali de tipo classico: contene storie vece e resoconti de spettacoli attuali..
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Distinzioni tra generi.

Messaggio da Piereto » mercoledì 19 giugno 2013, 18:32

Spesso mi sono domandato se sia stato davvero necessario oppure saggio creare una distinzione tra musica classica e musica leggera. Credo che la necessità di distinguere la musica in generi sia nata a fine 800 in quanto prima la musica era tutta classica, al massimo si poteva suddividere per periodi storici e non invece come si è fatto poi per contenuti. Dobbiamo mettere tale distinzione in relazione al mutato tipo di committente . Nel 700 il compositore ed il musicista erano legati per il cibo e per il compenso al nobile, dovevano suonare e comporre e predisporre la musica e gli spettacoli per intrattenere il nobile, la sua famiglia e gli ospiti di turno in visita. Anzi i musicisti rientravano tra le "proprietà" del nobile. I primi compositori eccellenti esenti da questa "schiavitù" e a vivere in libertà furono Telleman e Vanhall . Mozart si staccò dal suo principe vescovo, mentre Haydn restò sempre al servizio del suo. Cambiando i committenti con l'inserimento di una borghesia medio alta ,fu necessario scrivere musica per gli organici più disparati e per ogni genere di evento mondano. Ma il modo di comporre era sempre basato su ferree regole armoniche, cioè quelle che reggono il movimento delle singole voci e strumenti lasciando la libertà e la fantasia del comporre alla linea melodica. Ma a fine 800 con il contatto attraverso le colonie, di musiche orientali, entrano in uso nuove tecniche di costruzione musicali. Per esempio le musiche di Debussy e Ravel fanno uso di tali elementi. (Uso dei "modi" diversi dai due "modi" maggiore e minore rimasti in occidente : cioè le note sono in relazione fra loro con intervalli precisi.) Ma ciò non bastava per uscire dalla banalità, cioè dal continuo ascolto di stesse costruzioni. Scrivere nuove linee melodiche era prerogativa di pochi eletti, cioè i geni musicali. Ecco allora una idea geniale quella di Schoenberg di costruire la musica con 12 note di altezza arbitraria e unite a caso. Tale nuovo comportamento ha creato effetti e ripercussioni sino ai nostri giorni. Abbandono delle regole armoniche, abbandono di una linea melodica, straordinaria importanza riservata alla ritmica quale unico momento caratteristico, ma soprattutto creazione continua di rumori e cacofonie.E siamo entrati nel 900. La riproduzione di musica di massa affidata al disco, l'economicità della produzione cinematografica, anche poi musicale a partire dal 1927, a scapito dell'allestimento teatrale operistico o di prosa hanno creato la nascita della distinzione tra classica e leggera. Per me la musica leggera non è altro che la continuazione della scrittura della musica classica, dalla durata breve perchè legata alla canzone e al disco così come per la fantasia armonica. Se l'opera lirica muore con Puccini nel 1924, sono esistiti però decine di ottimi compositori melodici italiani. Certamente le cose cominciano a cambiare con l'arrivo della televisione nel secondo dopoguerra. Si diventa sempre più spettatori e non si è coinvolti dalla musica. Se nell'800 si cantava per strada , nel 900 è già una cosa rara, oggi se lo fai ti arrestano per schiamazzi o ti ricoverano. Per cui oggi invece credo ci sia la necessita di distinzione tra musica leggera e l'altro espresso da monosillabi pop, rock, rap, etc.



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Re: Distinzioni tra generi.

Messaggio da babatriestina » mercoledì 19 giugno 2013, 19:41

Piereto ha scritto: l'opera lirica muore con Puccini nel 1924
mi fa assai piacere che qualcuno condivida la mia stessa idea.

per il resto, possiamo pensarci, per esempio sempre prima dei fatidici anni del primo Novecento si era già formato un filone più popolare, penso alle romanze ( da Leoncavallo e la sua Serenata alle romanze di Tosti che adorava mia nonna) e alla classica canzone napoletana.. un mix fra classico e popolare. Concordo anche che fr a la musica leggera di un tempo e certa musica contemporanea ci sia attualmente differenza, mi chiedo se una non è evoluta dall'altra. Taccio sul jazz di cui sono ignorantissima.


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Re: Distinzioni tra generi.

Messaggio da Piereto » giovedì 20 giugno 2013, 8:58

Ho fatto coincidere la morte di Puccini con quella dell'opera lirica anche se altre opere liriche sono state scritte dopo,penso a Mascagni che muore nel 1945 e che ritengo con la sua vasta produzione aver esplorato e sperimentato tutto il possibile in termini musicali tecnici, esclusa la dodecafonia. Tutti i compositori di opere liriche ,ma anche di operette hanno scritto brani musicali per voce e pianoforte, come arie e romanze. Tosti e Puccini si apprezzavano a vicenda, ma Tosti non ha mai oltrepassato i limiti temporali della romanza, però adoperando nello scrivere le regole armoniche dell'epoca rientra per me tra gli autori classici. La canzonetta di musica leggera ha in se dei limiti dovuti alla brevità del brano e quindi anche l'uso della armonia al suo interno, come anche l'orchestrazione può risultare limitata, ma non per questo deve costituire un genere a se. La musica classica sono solo sinfonie, concerti per strumento solista e quartetti e sonate ? Una definizione di classicità dice che essa è una realizzazione spirituale e culturale degna di studio ed elevata a modello. Se costituisce un modello, aggiungo io, allora è riproducibile e riproponibile. Quindi anche la canzonetta rientra nella classicità. Un altra definizione di musica classica è quella di musica propria dei compositori del passato, e quindi attenendoci a questi termini le canzonette fino agli anni 50 dell'ultimo secolo sono da ritenersi classiche. Bastano 60 anni di antichità a rendere classico una opera umana ? o fanno testo i 70 anni della SIAE ?. La caratteristica del Jazz è la improvvisazione e variazione creata dagli esecutori di un brano precostituito che quindi utilizza una serie di accordi di base con l'impianto di una melodia. Quindi se essa è stata scritta vuol dire che è riproducibile e costituisce un modello . Ha più di 50 anni ? Quindi è classica. Credo che il termine fuorviante stia tutto in quel "leggera".Leggera nel senso che è povera di contenuti. Ma allora possiamo affermare tranquillamente che esiste tanta musica classica del passato povera di contenuti e che forse proprio per questo non viene più eseguita.



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Re: Distinzioni tra generi.

Messaggio da Piereto » venerdì 21 giugno 2013, 8:12

Quindi io propenderei per una diversa classificazione. Da una parte la musica classica tonale, cioè basata sulle regole dell'armonia, e dall'altra la musica atonale. Beethoven contro Webern . Una altra classificazione deve tener conto invece del valore oggettivo dei contenuti. Da un lato la musica leggera cioè nel senso di scarsi contenuti formali e dall'altro la musica pesante, ricca di contenuti. Così Bach è pesante e Verdi leggero.



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Re: Distinzioni tra generi.

Messaggio da babatriestina » venerdì 21 giugno 2013, 8:23

Piereto ha scritto:Una altra classificazione deve tener conto invece del valore oggettivo dei contenuti. Da un lato la musica leggera cioè nel senso di scarsi contenuti formali e dall'altro la musica pesante, ricca di contenuti. Così Bach è pesante e Verdi leggero.
Non so cosa sia il valore "oggettivo" dei contenuti, e non ho le conoscenze tecniche per giudicare. Ma chiedo se in tal caso un compositore al completo possa essere messo in una delle classificazioni suggerite. Leggeri Bellini e Donizetti, perchè la parte orchestrale ( ma la sinfonia della Norma?) è poco più che accompagnamento al canto? Mozart come lo mettiamo? le nozze di Figaro più pesanti del Don Carlos? e Humperdinck più pesante di Puccini?


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Re: Distinzioni tra generi.

Messaggio da Piereto » sabato 22 giugno 2013, 10:39

Nel valore oggettivo entrano in gioco le componenti della costruzione, il loro uso, la quantità, l'elaborazione che se ne può trarre, e aggiungo dobbiamo anche tener conto dell'epoca in cui furono scritte perchè le regole armoniche e costruttive si evolvono durante il tempo. Il valore soggettivo è la somma delle sensazioni che possono destare in noi, e dipendono dalla nostra predisposizione all'assimilazione e dalla nostra educazione. Io definirei Bellini e Donizzetti come leggeri. Wagner che è certamente pesante, detestava il Bellini disadorno, ma amava la sua linea melodica e in special modo il finale della Norma che sembra non voler mai finire. Puccini e Catalani sono compositori completi e senz'altro "pesanti", come lo è anche Humperdink. In rapporto alla sua epoca e alla evoluzione delle regole armoniche Mozart e Haydn sono autori "pesanti" per il contenuto. Alla fin fine tutti questi autori vivono ancora oggi attraverso le loro creazioni, pesanti o leggere che siano, e costituiscono tappe fondamentali per noi che andiamo alla ricerca continua della conoscenza.



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Re: Distinzioni tra generi.

Messaggio da mandi_ » sabato 22 giugno 2013, 11:03

Piereto, no faxo tanti commenti perchè me sento inadeguata, ma volevo ringraziarte tanto per le spiegazion, rare da trovar. Sappi che lezo co attenzion. Adesso xe un periodo che no scolto musica classica, ma te me gai fato venir voia de scoltar de novo. Te domandevo se per caso te poi meter dei esempi musicali , da you tube o altro, ogni tant, per farne capir meio zerti passaggi . Se te va...
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Re: Distinzioni tra generi.

Messaggio da Ciancele » sabato 15 ottobre 2016, 21:40

babatriestina ha scritto: ..... penso alle romanze ( da Leoncavallo e la sua Serenata alle romanze di Tosti che adorava mia nonna) e alla classica canzone napoletana..
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Re: Distinzioni tra generi.

Messaggio da Nona Picia » domenica 16 ottobre 2016, 10:51

babatriestina ha scritto:
Piereto ha scritto: l'opera lirica muore con Puccini nel 1924
mi fa assai piacere che qualcuno condivida la mia stessa idea.

, penso alle romanze ( da Leoncavallo e la sua Serenata alle romanze di Tosti che adorava mia nonna) e alla classica canzone napoletana..
BT anche a mi me piasi le romanze, le canzoni napoletane e le operete...oltre a opere e musica classica, ma no tuta..


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Re: Distinzioni tra generi.

Messaggio da Nona Picia » domenica 16 ottobre 2016, 10:53

Grazie Piereto per le interessanti informazioni...


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