Attraits de Trieste 1883

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Re: Attraits de Trieste 1883

Messaggio da babatriestina »

Dopo un po' di divagazioni:
del resto, già dall'inizio del grande viale di S Andrea la vista presenta un fascino che agì sull'anima così potentemente che Charles Nodier l'ha trovata di una affascinante melanconia, e lord Byron non potendo saziare i suoi occhi nel guardarla, aveva si dice scelto come propria dimora , i giorni passati a Trieste, la piccola casa sopra il luogo dove attualmente va a fare il bagno la gente del popolo, e precisamente a fianco di quel parapetto costruito espressamente per ammirare il panorama comodamente, che da quel punto si offre all'osservatore meravigliato.
Ed è un fatto che dal momento in cui si mette il piede sulla salita che conduce al grande viale, la vista ha attrazioni uniche, ed è giusto, prima di parlarne, di non dimenticare il nome del sig John Borland a cui si deve l'idea di formare questa deliziosa strada.


Byron a Treste? dove?


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Re: Attraits de Trieste 1883

Messaggio da babatriestina »

Goracuchi continua a parlarci di s Andrea...
A quei tempi si andava alla passeggio s Andrea per la via del medesimo nome, che è ripida e troppo stretta per l'incontro di vetture- è quella che esiste dietro l'edificio della Stazione zoologica, lungo villa Murat. Il sig Borland un inglese che faceva bei progetti, e che diceva che Trieste sarebbe diventata un giorno un'altra Liverpool, voleva spianare una collina di sua proprietà, ha ottenuto l'autorizzazione di poter creare una nuova strada dall'alto del mare, più facile e più comoda, trasportandovi tutta la massa dei suoi scavi. E' così che nacque la nuova via, decorata successivamente dal Comune, che l'ha resa come è visibile oggi ( 1883) . Più tardi con altri materiali si è tolta al mare successivamente la vasta spianata che è servita così bene a proposito per l'Esposizione nazionale, la cui scelta e idea sono dovuti a Sua Eccellenza il Barone Sisinio de Pretis- cagnodo, attuale Governatore di Trieste, eli cui aspetto non era che un grido di ammirazione, da parte di tutti i viaggiatori che si affacciavano al mare presso questi edifici.

Il luogo, che occupa il clivo in salita, era un luogo a parte una zona deserta, dove si vede attualmente la stazione zoologica la graziosa villa Pulgher e quella dei fratelli Demetrio, i due ultimi formavano un tempo parte della zona del generale russo conte Voinovich, che, per meglio godere della bella vista e della brezza marina, aveva fatto costruire il piccolo chiosco, allora al bordo di un precipizio, oggi in cima alla salita, la cui finestra cambiata dal sig Cavalier L Anfora duca di Licignano in porta d'ingresso, poco prima di arrivare alla grande via di S Andrea

Poi parla del panorama, indicando Miramare Duino, Aquileia, il golfo di Muggia, le Alpi,

e ci ricorda che presso la Rotonda ci sono i Viburnum tinus, nespolo del Giappone, Pittosporo cinese, rose e allori dai fiori dorati.

E tutto queste piante si vedono fiorire in quantità nel ben mezzo dell'inverno, a sinistra della passeggiata, nel bel giardino che M Giorgio Strudhoff ha chiamato Villa Irene per onorare la memoria della sua amabile sposa, nata Cozzi

Poi lìautore salta a Barcola..


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Re: Attraits de Trieste 1883

Messaggio da babatriestina »

abbiamo un topic che tratta questa zona, vecchio..
com'era la zona nel 1910
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era questa la gloriette? che poi finì a Bracola e poi distrutta
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Re: Attraits de Trieste 1883

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epur me par de ricordarme de Villa Irene de qualche parte in forum..

el topic iera questo
viewtopic.php?f=10&t=281


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Re: Attraits de Trieste 1883

Messaggio da babatriestina »

Oggi è la Madonna della Salute e leggiamo cosa dice della chiesa dei Gesuiti l'amico Goracuchi:
p 109:
La chiesa di santa Maria Maggiore fu eretta dopo l'espulsione dei gesuiti dalia Boemia, quando nel 1619, due di questi religiosi, passando per Trieste per andare a Roma, ottennero dall'imperatore Ferdinando II, con l'appoggio e il soccorso del principe Ulderico Giovanni di Eggerstein, il permesso di stabilirsi a Trieste. Iniziarono a c ostruire la chiesa nel 1627 su progetto del padre Andrea del Pozzo, e la costruzione fu affidata al padre Jacopo briani modenese. Non è ch nel 1817 che la cupola f innalzata a cura del brav'uomo ch e fu il canonico Giuseppe Millanich, parroco di questa chiesa, che venne convertita in parrocchia e sostituita alla cattedrale che doveva venir chiusa nel 1788. e il vescovato allo stesso tempo abolito. ma venne restituita al culto dalla volontà dell'Imperatore Leopoldo II: Due altari grandiosi furono eretti ai tempi dei gesuiti nei due bracci della crociera, uno in onore di s Ignazio di Loyola, a spese della famiglia nobile dei Conti, l'altro dal conte N Petazzi, patrizio triestino, e la sua moglie Beatrice in onore di s Francesco Saverio
I due piccoli altari ai lati dell'altar maggiore, decorato da un magnifico affresco, sono dovuti alla liberalità del vescovo di Trieste Giovanni Liller: su uno di essi c'è un quadro rappresentante la santa Vergine,attribuito al Sassoferrato: sull'altro si ammira un crocifisso di un superbo lavoro in avorio dono dal vescovo Legat. Anche la famiglia Calò ha fatto dono di un piccolo altare, e nel 1853 il barone Pasquale Revoltella ha fatto costruire un sontuoso altare tutto in marmo bianco con la statua della madre del Divino Amore seduta su un trono, opera ammirevole dello s cultore Bearzi.
i gesuiti avevano avevano a fianco presso la chiesa un loro collegio ed un seminario. Alla soppressione dell'ordine questi edifici ebbero un'altra destinazione. Il numero di questi religiosi era di 20 persone che hanno dato alunni assai distintisi. Avevano cattedre di grammatica, filosofia, matematica e nautica, e il padre orlando, che le inaugurò nel 1763, godevano di grande fama


Curiosa la notizia della possibile chiusura della Cattedrale la soppressione del vescovado , che corrisponde al periodo in cui la sede rimase vacante...
ovviamente per le immagini della chiesa https://www.atrieste.eu/Wiki/doku.php?id=gesuiti

e per il crocifisso d'avorio dono del vescovo Legat, è andato rubati un paio di decnni fa, adesso ce n'è un altro di qualità meno fine


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Re: Attraits de Trieste 1883

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Oggi ho fatto un giretto al parco Bazzoni ed ecco come era nel 1882..
All'angolo formato fra via san Vito e via ai Navali di trova l'ingresso della vasta proprietà del defunto sig Gracco bazzoni, uomo che alla cultura dello spirito univa il più nobile cuore. Si potrebbe oggi chiamare questo luogo Casal Bazzoni per il numero d graziose ville contornate da piccoli giardini, che suo figlio il commendator Riccardo, erede dei beni e delle virtù del padre, vi ha fatto costruire. E' lui ch e occupa attualmente e per la seconda volta il posto di sindaco della città e che a una vasta erudizione, a una memoria prodigiosa, alla conoscenza profonda delle letterature italiana, tedesca, francese e delle scienze giuridiche, unisce il miglior ornamento: un carattere integro. Ed ha anche la fortuna di avere come compagna la signora Clementina nata Sartori donna ben degna di lui, e di vedere il loro ritratto sia fisco che morale nelle loro figlie.
Fra i villini della proprietà,molto grazioso èq uello affittato da Madame Teresa de Hagenauer , tanto per la vista che per le decorazioni di cui questa generosa dama l'ha ornato. E la figlia di teresa, l'affascinabte signora Camilla de Buchts, che per spirito e talento è a delizia della società e che ispira ammirazione agli italiani i francesi, i tedeschi, gli inglesi e gli spahnoli, stupefatti di sentir parlare le loro lingue con una tale perfezione come se fosse del paese.
Meravigliosa è la vegetazione degli alberi su tutto il terreno dle dottor Riccardo Bazzoni e ha la soddisfazione di posseder fra e tante bele piante del Meridione, un superbo esemplare di Quercus Suber


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Re: Attraits de Trieste 1883

Messaggio da babatriestina »

Quindi i " parchi bazzoni" allora erano tanti e in effetti anche adesso c'è uno aperto al pubblico e poi tante villette attorno , private, circondate da parchi.
Il famoso Quercus suber , la quercia da sughero, durò molto tempo ma pare si sia schiantata qualche decennio fa. Alla riapertura del parco, ne hanno piantata una giovane che sembra prosperare, eccola in una foto di ieri
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pe ril parco, è interessante ma non assai curato. C'è l'elenco delle specie ma uno deve arrangiarsi a riconoscerle..
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( non ho ritrovato il cippo KK ..) per il resto, vedere viewtopic.php?f=13&t=6288


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Re: Attraits de Trieste 1883

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le vicine ville di san Vito:
A Ovest del forte san Vito. si ammirava molto un tempo la bella e vasta campagna del signor Baraux, negoziante olandese e suocero del barone Schloisnegg di Vienna. Quante deliziose riunioni nella campagna, durante i grandi calori dell'estate! quali trasporti dell'anima la tramonto verso il mare, o al chiaro della luna scintillante nelle onde? Dopo la morte di Baraux la proprietà è stata venduta e ne son risultate le tre ville, Holt. Homero e Vianello, che si apprezzano molto
Villa Holt e il suo parco sono stati demoliti dopo gli anni 60.. abbiamo un topic relatvo alla signora Holt. Delle altre due, non saprei

Scendendo dal forte san Vito verso la città, nella vi a omonima, l'angolo a sinistra ricorda il giardino di E W Brock, vice console inglese, uomo universalmente amato e stimato, che con la sua numerosa e amabile famiglia lo ha abitato per diversi anni e che, dopo un soggiorno di mezzo secolo in questo paese, ci ha lasciati con nostro rimpianto per andare a vivere attorniato dall'amore dei suoi, a Guernesey, il suo paese natale
Giardino e villa Brock ? saranno dove hanno fatto tante villette in via san Vito anni 60..

Dal lato opposto, la famiglia Slataper possiede e cura con amor e la villa del defunto ; George Moore, gentiluomo scozzese, un tempo console degli Stati Uniti d'America. Questa villa era ricca di fiori di serra e di piante mediterranee coltivate in piena terra, e che presentandosi verso il mare sulla collina, ha di che incantare l'occhio dia entro il giardino che verso il panorama lontano. Ed è qui che il sig Moore ha abitato oltre 40 anni fino alla sua morte, che no ha sorpreso nonagenario. La buona società di Trieste si ricorda sempre con riconoscenza le belle feste godute presso questa venerabile famiglia, che d'altronde vedeva molti illustri stranieri, e di conseguenza procurava discussioni interessanti. I più begli esemplari dsi Cupressus horizontalis, Cedrus deodara, Mespilus japonica, Pittosporum tobira del nostro territorio si trovano in questa villa, a cui Moore aveva dato il nome di Borahall perché il Boreasa a volte vi soffia decisamente

la villa esiste tuttora, proprietà provata, in via Bazzoni: dal cancello si riesce a veder la facciata, su cui c'è una lapide che non ricorda tanto il def Moore quanto la presenza degli Slataper e in particolare Scipio


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Re: Attraits de Trieste 1883

Messaggio da babatriestina »

babatriestina ha scritto: gio 26 nov 2020, 14:36
la villa esiste tuttora, proprietà provata, in via Bazzoni: dal cancello si riesce a veder la facciata, su cui c'è una lapide che non ricorda tanto il def Moore quanto la presenza degli Slataper e in particolare Scipio
dala pagina del forum dedicata a Slataper
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Re: Attraits de Trieste 1883

Messaggio da babatriestina »

Siamo sempre a san vito, via navali: una via ora piena di palazzine moderne..
" Da qualche anno si son visti nascere in via dei navali diversi graziosi giardini, e certo quello del sig Teodoro Sirovich si distinguer per il buon gusto nella disposizione delle piante, dei tappeti di fiori, oltre che per la posizione dell'abitazione, che all'interno ha tutti comfort immaginabili, e si presenta all'esterno come una specie di affascinante chalet svizzero, e nell'insieme come una costruzione lombardesca di effetto superbo, e per di più che gode di una romanticissima vista. Sirovich cvi abita tutto l'anno con la sua amabile e cordiale famiglia. Affascinante anche la villa del sig salvatore Segré che l'affianca. La villa del defunto sig Thomas Livesey, che abitava costantemente con la sua numerosa famiglia, è di antica data; ma per rispondere alle richieste delle sue affascinanti figlie, la migliorava continuamente , cosicché suo figlio il sig Henry, vero gentiluomo inglese, è felice di poter offrire alle sue amabili sorelle che ora hanno la loro famiglia, questo delizioso luogo ogni volta che ne vogliono approfittare.
Dal lato sinistro di via dei navale l'antico console generale russo, sig cesare pellegrini, greco di nascita, possedeva a suo tempo un terreno su cui aveva costruito diverse case che più tardi son servite di succursale d'ospedale. C'erano orti e vigne, . ne ho fatto menzione perché era bello vedere questa serie di colonne in pietra bianca, di ordine tuscanico, in file diritte, in diverse direzioni, destinate a sostenere le viti che avrebbero formato dei pergolati, e di cui una parte esiste ancora, e ci si può andare a passeggiare in tutte le ore del giorno. All'estremità di questo terreno, lungo la strada, hanno costruito recentemente una graziosissima casette con giardino intorno abitata dlala figlia di quel coraggioso capitano di vascello Erik af klint, morto nella battaglia di Lissa, e che ha recentemente sposato il sig Edward Weston, gentiluomo inglese. Questa villa è adiacente a quella di John Whysall, ricca di sempreverdi. Un punto che ispira melanconia dolce e che il sig Whysall, uomo di nobili sentimenti, ama chiamare Miramuggia..


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Re: Attraits de Trieste 1883

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temo che di queste affascinanti ville poco sia rimasto...


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Re: Attraits de Trieste 1883

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pag 60...
per andare dalla città a via dei navali, si fa la salita della via san Michele, e si passa davanti alla casa dell'antica famiglia triestina Prandi, che resta a sinistra 8 in salita) a destra c'è la chiesa anglicana. Il terreno che fiancheggia la casa Prandi era per secoli coltivato a vigne, frutti, insalata e cavoli. Durante la minor età del sig Giacompo Porandi, che è conte romano, sua madre la signora Argia nata contessa Alberti ha avuto la fortunata idea di approfittare della posizione favorevole, al riparo dal vento, lungo il muro della vecchia città, per fare un giardino inglese di piante scelte, riuscito a meraviglia. Avendo fatto venire a Trieste l'architetto ingegner Scala, uomo geniale, fr a la tante sorprese che colpiscono il visitatore, ha creato una grotta che imita la natura in tal modo che non s embra artificiale. Meritevole da vedere

la potete vedere qua viewtopic.php?f=13&t=2842&start=24


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Re: Attraits de Trieste 1883

Messaggio da babatriestina »

Villa Necker e vicinato: p 49
Fino alla fine del secolo scorso le campagne di Trieste non erano in parte che vigne intercalate da alberi de frutta mediterranei; le colline dal lato del mare erano coperte di ulivi, e non mancavano i castagni. Gli orti non mancavano, ma quanto alle piante di serra, erano poco coltivate. Appena alla fine del secolo scorso iniziarono a costruire grandi sere. Quella dei conti Cassis era la prima, precisamente dove si trova oggi il palazzo dle barone Giuseppe Morpurgo (palazzo Morpurgo- biblioteca statale ndr) il cui ingresso è decorato da due superbe statue, degne di esser viste, che rappresentavano la pace e l'amicizia,, emblemi del proprietario ( che fine hanno fatto? ndr) e l'arancera si stendeva lungo la via necker, che come quelle di Monfort e di Massimiliano, non esisteva, perché facevano parte della proprietà dei Cassis, il cui palazzo è attualmente occupato dall'Ammiragliato, e davanti al quale c'era un superbo giardino di fiori. Quando il principe Gerolamo Bonaparte, ex re di Westfalia e fratello di Napoleone il grande, sotto il nome di principe di Montfort prese dimora stabile a Trieste, abitava questo palazzo, dove i suoi figli, la principessa Matilde e il principe Gerolamo Napoleone sono nati . La principessa Matilde ebbe come nutrice la signora Giovanna Tedeschi, nata Vicentini, moglie del negoziante di stampe sig Tedeschi.

Anche se il palazzo della villa Murat detto campo Marzio, sia di periodo anteriore, era circondato solo da orti. Non fu che con l'arrivo dei Napoleonidi a Trieste che la principessa Elisa Baciocchi, ex regina d'Etruria e sorella di Napoleone, convertì in giardino di fiori e in un parco delizioso il terreno, dopo la sua morte la principessa Caroline Murat, ex regina di Napoli col nome di contessa Lipona lo abitò per circa 10 anni, avendo per dama di compagnia una signorina triestina dal nome Elisa Braig, dotata di superiori talenti, ricca di spirito e conoscendo parecchie lingue. Fu un periodo brillante per la società di Trieste

vedere la nostra pagina sui napoleonidi a Trieste


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Re: Attraits de Trieste 1883

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babatriestina ha scritto: mar 1 dic 2020, 13:19 Quella dei conti Cassis era la prima, precisamente dove si trova oggi il palazzo dle barone Giuseppe Morpurgo[/i] (palazzo Morpurgo- biblioteca statale ndr) il cui ingresso è decorato da due superbe statue, degne di esser viste, che rappresentavano la pace e l'amicizia,, emblemi del proprietario ( che fine hanno fatto? ndr)

dalla pagina dei beni culturali di Trieste
Descrizione storica:L'immobile sorge sull'area occupata in origine dai terreni di proprietà "dei Santi Martiri". Tra Sette e Ottocento la zona è interessata dagli investimenti fondiari dei ricchi commercianti stranieri e non attivi a Trieste, tra cui emergono i nomi del barone Francesco Saverio de Königsbrunn primo proprietario della tenuta di Villa Necker e la famiglia Corti committente del vicino Palazzo Vivante. L'area che discende dal colle di San Vito è protagonista di uno sviluppo edilizio suburbano agli inizi dell'Ottocento, periodo in cui si assiste alla realizzazione di numerose villette e giardini immersi nella tranquillità del pendio.
L'edificio viene costruito sul sito utilizzato fino al 1838 dalla Cereria di Paolo Tribuzzi; tale struttura viene demolita per lasciare posto al nuovo palazzo con annesso magazzino nel fondo segnato con il N. Tav. 1018. Il palazzo viene realizzato nel 1843 su progetto dell'architetto Francesco Bruyn (1792-1859).
L'immobile viene commissionato dal banchiere e agente marittimo milanese Giuseppe Brambilla (1795-1869), trasferito in città verso il 1830; a nome del ricco uomo d'affari si registra anche la proprietà di altri stabili tra cui quelli in Via Bonaparte n. 6 e Via Monfort n. 3. Nel 1861, in seguito al rientro nella città milanese dell'agente Brambilla, parte della struttura passa in affitto al cavaliere Elio de Morpurgo /1804-1876), che acquista tutta la proprietà compreso il magazzino il 28 giugno 1864. Nel 1875 l'edificio viene interessato da lavori di ristrutturazione su progetto dell'ingegnere Eugenio Geiringer. Con la morte del barone Elio avvenuta nel 1876, il palazzo passa agli eredi Marco, Enrico e Guido, rimanendo di proprietà della famiglia fino al 1924. Durante questo lungo periodo la struttura viene arricchita e abbellita da sontuose decorazioni ad opera di artigiani locali ma anche stranieri come gli scultori decoratori Hubert Frères di Parigi. L'immobile, infatti, presenta al suo interno scaloni, stanze, saloni e studi con ricche decorazioni a partire dalle boiseries, dai caminetti fino agli interessanti affreschi, stucchi e tele collocati sulle pareti e sui soffitti. Nel palazzo è presente anche un salottino cinese con pitture raffiguranti personaggi, uccelli esotici, pappagalli e cigni. Dell'architettura originale del periodo rimane la stanzetta "Pompeiana", dove si possono ammirare decorazioni parietali ispirate ai ritrovamenti degli scavi di Pompei.
Ai baroni Elio e Giuseppe de Morpurgo spetta la creazione di una pinacoteca formata da bel 128 opere, all'interno della quale si possono segnalare cinque quadri attribuiti a Palma il Giovane. Tra gli eredi si ricorda Marco de Morpurgo (1838-1896), marito di Nona Weil Weis di Lainate, presidente del Lloyd Austriaco dal 1877 al 1891. In occasione della visita di Leopoldo III il 30 settembre 1882 nel palazzo vien organizzata una "festa senza precedenti" di cui viene elogiata "la grazia e magnificenza delle sale, le melodie celesti nel fondo del giardino, i rami illuminati a guisa di grandi fiori dai colori vivaci...in un luogo fatato", come testimoniano le fonti contemporanee (Goracuchi, de, 1977).
In seguito a molteplici passaggi di proprietà il palazzo è registrato a nome della CFLI-Confederazione Fascista dei Lavoratori dell'Industria di Roma nel 1935, per passare nel 1949 al Demanio dello Stato e infine nel 1954 al GMA. Nel 1983 la proprietà viene divisa tra la CGIL, la CISL, la UIL e la società Sviluppo Trieste S.r.l.. Dieci anni dopo il palazzo viene acquistato dallo Stato Italiano.
Dal 1998, dopo un restauro realizzato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, il palazzo ospita la sede della Biblioteca Statale di Trieste, fondata nel 1956 con il nome di Biblioteca del Popolo prima collocata in Via del Teatro Romano 17.
Descrizione morfo - tipologica:La struttura, a pianta rettangolare con cortile centrale, è costituita da tre piani fuori terra. Affaccio principale su Largo Papa Giovanni XXIII, secondario su Via don Edoardo Marzari.
La facciata principale presenta un basamento a bugnato liscio su cui si aprono dieci fori finestra rettangolari e un portale d'ingresso ad arco a tutto centro, incorniciato da una struttura in pietra d'Aurisina, caratterizzata da una coppia di volute a sostegno di un balcone balaustrato. I piani superiori sono trattati ad intonaco di colore giallo e presentano undici aperture per piano arricchite da semplice cimasa lineare in pietra. I piani sono divisi da cornici marcapiano.
Gli interni del palazzo sono decorati da affreschi, stucchi e particolari in pietra, tra cui le articolate sopraporte; le raffigurazioni che si trovano a decorazione delle varie stanze rappresentano scene di guerra, scene di caccia e molteplici scene mitologiche. I soffitti del primo piano presentano diverse figure femmili e ritratti.
Elementi decorativi:Elementi ornamentali esterni
Desc. el. decorativi:PORTALE (esterno):
Portone ad arco a tutto sesto inquadrato da una struttura in pietra d'Aurisina nella parte centrale del pianoterra della facciata principale.
BALCONE (esterno):
Balcone con parapetto a balaustra sostenuto da una coppia di mensole a voluta in pietra nella parte centrale del secondo livello fuori terra della facciata principale.
però delle sue statue citate da Goracuchi nulla. nb la data 1977 attribuita al Goracuchi si riferisce alla traduzione italiana


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