Biggins e Prohaska

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babatriestina
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Biggins e Prohaska

Messaggio da babatriestina »

I libri di John Biggins (che narra le vicende dell'Impero Austro-Ungarico in chiave semi-comiche ma ricca di dettagli storici) sono altrettanto interessanti (però li ho trovati solo in inglese).
Dopo aver letto anni fa il primo, A sailor of Austria, mi son interessata al resto della serie, ed ho trovato il terzo e il quarto, il secondo non era disponibile.
Dopo la lettura del terzo: The Two-headed Eagle
In Which Otto Prohaska Takes a Break as the Habsburg Empire's Leading U-boat Ace and Does Something ...

devo dire che mi è piaciuto parecchio.
L'ambientazione è alquanto fedele, i nomi quasi esatti, a volte non so se distorti volutamente o per errore : la sede del suo campo è Caprovizza, che fa pensare a Gabrovizza.. le descrizioni realistiche, dagli aerei alle trincee, alla burocrazia, i personaggi ispirati alla realtà. le avventure sono ovviamente un po' rocambolesche, perchè il povero Prohaska, pur insignito della Croce di Maria Teresa, si trova sempre qualche complicazione, da cui esce brillantemente: atterra nel no man's land fra le trincee del Carso del 1916, vien preso in un ammutinamento dei Cechi su una nave, sopravvive ai gas asfissianti... alcuni personaggi reali sono visti ironicamente: Conrad von Hoetzendorf lo incarica di una missione segretissima, tanto segreta che non se ne può far cenno per iscritto.. ed è per far arrivar prima le sue lettere alla l'erede al trono Carlo si rivolge in ungherese al pilota che alla fine dirà "Mi s embrava che tentasse di parlare ungherese", gli aviatori sono cavallereschi e ogni tanto si risparmiano, gli italiani lucani prigionieri sul fronte dicono "prendere Trieste? e chi se ne frega? quasi quasi meglio New York che almeno là c'è mio cugino". La burocrazia è presa in giro manco fosse l'attuale italiana... l'aviatore Caracciolo sembra una parodia di D'Annunzio, ma i tedeschi ( fra cui un ceco Potocnik che si sente più tedesco dei tedeschi ) preludono già al nazismo.. alla fine la morte di Francesco Giusepe chiude un'epoca e c'è il racconto del funerale con la solite storie: 34 monarchi in fila dietro, la domanda alla cripta dei Cappuccini.. e il commento di Prohaska: mi ha detto quello che era di servizio che era là: la domanda non l'hanno per nulla fatta era un cerimoniale del Settecento ma non lo fanno più, i 34 monarchi non c'erano perchè c'è la guerra, nemmeno il Kaiser si è scomodato, il solo re era quello di Bulgaria e poi principi tedeschi nella speranza di sbafare un pranzo... però è bello il giudizio sull'imperatore Carlo ( era il Primo, ma già lo chiamavano L'Ultimo): "se l'imperatore avesse fatto una cosa conveniente morendo diciamo nel 1906, se Francesco Ferdinando fosse stato già morto di tubercolosi come stava per succedere nel 1893, allora con l'onesto Carlo re e imperatore a cui sarebbe successo attorno al 1950 l'imperatore Otto, lo stato Austroungarico sarebbe ancora qua, trasformato da un traballante, bilioso , cadente stato autocratico in una monarchia costituzionale altrettanto traballante, biliosa , cadente"


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Re: Biggins e Prohaska

Messaggio da AdlerTS »

babatriestina ha scritto: però è bello il giudizio sull'imperatore Carlo ( era il Primo, ma già lo chiamavano L'Ultimo): "se l'imperatore avesse fatto una cosa conveniente morendo diciamo nel 1906, se Francesco Ferdinando fosse stato già morto di tubercolosi come stava per succedere nel 1893, allora con l'onesto Carlo re e imperatore a cui sarebbe successo attorno al 1950 l'imperatore Otto, lo stato Austroungarico sarebbe ancora qua, trasformato da un traballante, bilioso , cadente stato autocratico in una monarchia costituzionale altrettanto traballante, biliosa , cadente"
Te guro che faria volentieri cambio con quel che gavemo ;-D


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Re: Biggins e Prohaska

Messaggio da babatriestina »

Sono all'ultimo volume, che in realtà storicamente si svolge prima: il giro attorno al mondo in un veliero nel 1902. Rinuncio allo sforzo di capire tutta la terminologia velica inglese... ma ci sono tanti episodi divertenti: l'incontro con Giovanni Orth che spiega il segreto di Mayerling e il commento sui popoli dell'Europa Centrale: sono felici di sentire tutte le spiegazioni complottistiche complicate e rifiutano di credere a quelle lineari e facili. C'è del vero..


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Re: Biggins e Prohaska

Messaggio da babatriestina »

Li sto rileggendo... divertendomi moltissimo anche se la parte relativa alla guerra non è per nulla comica...
vi riassumo perché mi sembra emblematico il capitol sul nome del luogo di nascita ( inventato) del protagonista:
sarebbe Hirschendorf, ma la storia viene raccontata così:
nel medioevo nella Boemia c'era un paesino dal nome ceco di nome Krnava, che i tedeschi insediatisi pronunciavano Kronau. la Guerra dei trent'anni particamente eliminò la cittadina e il principe von Regnitz la rifondò col nome di Hirschendorf. portandovi operai da Lipsia e Dresda, solo i contadini locali usavano il nome Krnava, ma lo sapevano solo loro. A metà ottocento con l'industrializzazione il nome di Krnava venne rilanciato dai cechi, ormai emersi dall'anonimato. Ma la comunità polacca decise che il nome era in realtà Sadybsko, con motivazioni di vassallagi medievali al re di Polonia. All'arrivo della ferrovia, come chiamare la stazione?Krnava Hirschendorf o Hirschendorf Krnava? e proteste dei Polacchi per l'assenza di Sadybsko! nel romanzo tedeschi e cechi si affrontano sanguinosamente pe r il nome, la truppa ( Bosniaci musulmani) tira- uccidendo un passante, un cameriere italiano... e la stazione rimane senza nome.
La storia è ambientata più di un secolo fa, eppure, tranne fortunatamente gli spari dell'esercito bosniaco, nelle nostre zone la battaglia dei nomi non sembra finita...


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