Carlo I d'Austria

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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

McFriend ha scritto: 2. Durante una visita sul fronte friulano egli deve attraversare un ponte ma ha delle grosse difficoltà essendo ostruito da soldati morti e feriti. Questa scena terrificante rimane impresa nella sua mente.
se era il fronte dell'Isonzo, non so se era proprio friulano, beh..

dev'essere la strofetta aggiunta alla Bora:

E anche sior Carletto
( var: E anche Carletto Piria)
xe nato disgrazià
andando per l'Isonzo
in acqua el xe cascado
Bona de Dio
che iera su cugnà
( uno dei principi di Borbone Parma, Sisto o Saverio, immagino)
Se no el finiva a Sdobba
In bocca al bacalà


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Rawa Ruska
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Messaggio da Rawa Ruska »

Nein. Sono due episodi diversi. Carlo I fu veramente a rischio di essere travolto dalle acque di un fiume (credo Tagliamento) e in una chiesa da quelle parti c'è ancora una lapide per lo scampato pericolo. Sulla sua impressionabilità invece ci sono diverse opinioni: in una sua bella biografia scritta in Austria una quindicina di anni orsono lo si vede traversare un ponte accanto ad un caduto senza batter ciglio, cosa che il biografo commenta.

Ciao Rawa Ruska


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AdlerTS
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Messaggio da AdlerTS »

McFriend ha scritto:La settimana scorso è stata inaugurata nel cimitero di Ora/Auer in provincia di Bolzano una campana della pace per Carlo.
Grazie per la foto, Mc ! Magari un giorno la porteranno a quale cerimonia di novembre anche qua da noi :wink:
Rawa Ruska ha scritto:Sulla sua impressionabilità invece ci sono diverse opinioni: in una sua bella biografia scritta in Austria una quindicina di anni orsono lo si vede traversare un ponte accanto ad un caduto senza batter ciglio, cosa che il biografo commenta.
Non conosco il caso specifico della biografia citata, ma le testimonianze nel senso di quella citata da McFriend si sprecano ! Ricordi il nome di quel libro, o l'autore ?


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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

credo che la reazione dell'imperatore Carlo al vedere la triste realtà della guerra sia simile a quella di altri sovrani, e penso ad esempio a Napoleone III dopo Solferino, ma anche Luigi XV, che alla vista di un campo di battaglia al termine della medesima si rendevano conto della loro enorme responsabilità e che quello che poteva sembrare sulla carta un "gioco" ( e ancor oggi la "teoria dei giochi" in realtà viene applicata nel senso di lotta per la supremazia) comportava una enorme perdita di vite umane, e per un po' di sensibilità che avessero, si chiedevano A che pro? ma è giusto? Ne sono io almeno in parte responsabile?


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Messaggio da McFriend »

Da come ho capito io sembra che Carlo abbia detto queste cose nel ambito famigliare.


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Messaggio da Rawa Ruska »

Pubblicato in Austria una dozzina di anni orsono. Appena posso rispondo.

Rawa Ruska


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Messaggio da babatriestina »

Ho da poco letto la biografia dell'imperatore Carlo di Jean Sévillia in francese, è l'autore di una biografia dell'imperatrice Zita, ma dice che con questa corregge anche qualche dato della precedente, perchè ha avuto ulteriori informazioni. L'autore, francese, è interessato soprattutto al lato cristiano del personaggio, ma ne presenta una biografia dettagliata.
Immagine
Una curiosità: in esilio sul lago di Ginevra , a Prangins, ne approfittò per portare la famiglia in visita a Habichtsburg, il castello di origine della famiglia.
Altra curiosità, l'autore sostiene che uno dei suoi detrattori sia la storica Brigitte Hamann, l'autrice di una delle più note biografie dell'imperatrice Elisabetta


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Messaggio da AdlerTS »

Sto leggendo invece la bella biografia dell'Imperatrice Zita di Tamara Griesser-Pečar. Vi racconterò.


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Messaggio da Rawa Ruska »

Il titolo che non ricordavo:

Erich Feigl, Kaiser Karl, ein Leben für den Frieden seiner Völker

Rawa Ruska


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Messaggio da AdlerTS »

Mac Friend mi ha segnalato un bel sito triestino per l'Imperatore

http://www.beatocarloatrieste.it/


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Messaggio da AdlerTS »

AdlerTS ha scritto:Sto leggendo invece la bella biografia dell'Imperatrice Zita di Tamara Griesser-Pečar. Vi racconterò.
Vi racconto qualcosa del bel libro della Griesser – Pečar. Scopro, per esempio, che per quanto molto spesso si senta ancora oggi sottolineare che a corte Zita venisse chiamata, anche con disprezzo, “l’italiana”, in realtà l’Imperatrice si considerasse “francese” per cultura e formazione. Generalmente in famiglia parlavano francese, per quanto alle volte il padre parlasse ai figli anche in italiano e la madre in tedesco. Non conoscevo molto i dettagli della sua giovinezza, e non ricordavo che dal primo matrimonio di suo padre fossero nati ben 6 figli handicappati mentali (a causa della consanguineità con la prima moglie). Pare che l’attenzione verso i fratelli più deboli abbia lasciato un’impronta decisiva nel carattere di Zita.
Tra le curiosità, mentre solitamente si dice anche che l’Imperatrice abbia portato con sé all’altro mondo il segreto di Mayerling, il testo ricorda che nella biografia dell’imperatore Carlo di Erich Feigl del 1984, l’autore riporta come Zita avesse raccontato di un complotto ai danni di Rodolfo del futuro capo del governo francese Clemenceau.
Tra l’altro, è riportato anche il caso di un incidente a Carlo d’Asburgo, qualche anno prima della guerra. Una notte, con l’auto finì contro un carro. Perse i sensi e si temevano lesioni interne. In realtà il tutto si risolse con qualche giorno di riposo.

Al momento di dover governare, pare che lo Stato non fosse pronto per una coppia imperiale dinamica ed innovativa, che desiderava introdurre diverse novità nel Paese. La Sovrana, per esempio, incontrò resistenze per la creazione del Ministero della Salute Pubblica: la burocrazia fece sì che passasse più di un anno prima che il disegno di legge superasse ogni ostacolo, per far sì che il Ministero fosse istituito appena il 1 giugno 1917.

A proposito della guerra, il libro riporta anche che a Trieste l’Imperatrice Zita trattò con molta asprezza l’asso dell’aviazione Banfield perché, contro l’ordine imperiale, si era ripreso a bombardare le città; al che Banfield replicò con molta durezza facendo presenti le azioni degli italiani contro Pola e Trieste. L’Imperatrice desiderava essere informata personalmente di ogni attacco sull’Italia.

La parte più interessante del libro è comunque quella che si riferisce ai fatti avvenuti subito dopo la guerra: le pressioni per ottenere l’abdicazione, la paura di finire come lo Zar in Russia a causa delle “guardie rosse” che provocavano sommosse all’interno del paese, i dettagli dei tentativi di restaurazione in Ungheria, con a fianco la fedele divisione del colonnello Anton Lehar, fratello del più celebre compositore . Interessante come il governo britannico avesse inviato l’ufficiale Edward Lisle Strutt a sorvegliare sull’incolumità della coppia imperiale durante la permanenza a Eckartsau, per una sorta di rimorso di coscienza inglese per non aver salvato i parenti dei casa Romanov.

Per concludere, mi fa sorridere un titolo, citato nel libro, dell’Arbeitzeitung del 24 novembre 1918 che scriveva che l’Austria era una “repubblica senza repubblicani”.


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ernesto93
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confidenze

Messaggio da ernesto93 »

me taco quà, per via che te disi che Zita no la gaveva in simpatìa Banfield.

Xe una storia poco conossuda, che girava nela mia famiglia e che no go ancora avudo modo de controlàr. Sembra che uno dei miei parenti de Grado, che el iera de Marina e che no so coss' che el fazeva a Trieste perchè i altri i iera a Cattaro, se la sia mocada de Trieste co una barca per tornàr a casa, insieme co qualchidùn altro.

Sembreria che Banfield sia andà a mitragliarli e che li gabbi mazadi tuti passando e ripassando sora la barca ribaltada diverse volte.

Quei che gà tramandà la storia, sembra che i vardava de tera, perchè i mati i iera zà quasi rivài, doveria esser successo nel tratto dal Fossalòn a Grado.

Go anche pensà come che fazzeva sti testimoni a conosser l'oroplàn de Banfield, forsi che i saveva i numeri forsi che no; che el mato me risulta che el cambiàva i oroplani come noi le mudande.

Mi penso che la storia sia vera, solo sull'identità del pilota no son sicuro. Fato sta che Banfield, a Grado no gaveva una granda reputaziòn, no so se iera solo per sto fatto o per altro, che el iera là de sòra quasi ogni giorno. Iera stati bombardamenti, me sembra senza vittime; tra i posti più famosi iera "La Croma", che se a qualchidùn ghe interessa go trovà anche 1 foto.

Altro fatto che se pol in qualche modo collegàr: von Trapp, quel de "tutti insieme appasionatamente", dopo che el gaveva afondà una nave, no el se iera fermà a raccoglier superstiti. In seguito el gaveva giustificà el suo comportamento col affondamento del Zenta, ad opera dei francesi, che no i se gaveva fermà a ingrumàr i naufraghi, giustificandose che no i se iera capidi tra francesi e inglesi. Giustificaziòn assurda, perchè iera due squadre contro una nave sola e noi iera minacciadi de niente.

Un tanto per dir che nianche i nostri iera angioleti, che qualche fanatico iera anche de la nostra parte. Entrambi i episodi no xe in linea co' altre storie dela defonta che mi conosso, che no se se accaniva contro le persone senza motivo.

A proposito, ne la squadra de idrovolanti de Trieste iera anche un certo Vio, che el xe morto in combatimento. Me interessa perchè iera del grupetto con nomi italiani su la K.u.K. Seeflugwesen. Questo se trova su http://www.kuk-kriegsmarine.at/ ma no rivo a trovàr de dove che iera 'sto mato:

Seekadett
Ferruccio Maria Vio

wurde im Sommer 1915 aus der Marineakademie Fiume ausgemustert und gleich darauf als Seeaspirant auf S. M. S. "Saida" eingeschifft. Nach einer achtmonatlichen Tätigkeit an Bord wurde er über sein Ansuchen in die Seeflugschule in Pola aufgenommen und zum selbstständigen Piloten ausgebildet. Im Juli 1916 zum Seekadett befördert, zeichnet sich Ferruccio Maria Vio wiederholt als besonders tapferer und schneidiger Flieger in einer großen Anzahl Aktionen gegen den Feind und im Feindeslande aus. In Anerkennung seiner wiederholten erfolgreichen Dienstleistungen wurde er mit der kleinen Silbernen und zweimal mit der großen Silbernen Tapferkeitsmedaille ausgezeichnet.Der tapfere Pilot fand am 20. September 1917 den Heldentod und wurde nachträglich noch mit der Goldenen Tapferkeitsmedaille ausgezeichnet. Sein Leichnam wurde durch ein Torpedoboot in seine Heimat befördert und mit allen militärischen Ehren beigesetzt.
Allegati
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Anche Facebook in aiuto alla memoria :-D


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sum culex
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Re: Carlo I d'Austria

Messaggio da sum culex »

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Re: Carlo I d'Austria

Messaggio da serlilian »

I N V I T O
invito 1.JPG
invito 1.JPG (72.28 KiB) Visto 3126 volte

Vi invitiamo alla Santa Messa solenne per il beato Imperatore Carlo I d’Austria,
a Trieste, sabato 17 aprile 2010, alle ore 18.00
presso la chiesa dei Frati Cappuccini di S. Apollinare, a Montuzza.

Celebreranno la Santa Messa solenne i rappresentanti dell’Unione di preghiera Imperatore Carlo per la Pace tra i Popoli.

Sarà presente l’Arciduca Giorgio d’Asburgo Lorena.

Tra gli altri ospiti interverranno amici e gruppi tradizionali e culturali dall’Austria, dall’Italia e dalla Slovenia.

La “Cappella corale e l’Orchestra della Società Filarmonica dei Frati Cappuccini di Montuzza” di Trieste, eseguiranno il programma musicale (a partire dalle ore 17.30).


[i]Liliana[/i]
- . - . -
[size=75][i]"Quando comincia una guerra, la prima vittima è la Verità.
Quando la guerra finisce, le bugie dei vinti sono smascherate,
quelle dei vincitori, diventano Storia."
(A. Petacco - La nostra guerra)[/size][/i]
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Re: Carlo I d'Austria

Messaggio da AdlerTS »

Oggi penso almeno 300 persone ! Cesa pienissima !
Son contento ! :-)


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Re: Carlo I d'Austria

Messaggio da serlilian »

Orpo, me dispiasi che no te go visto.
Mi iero in piedi, in fondo dela ciesa.
I ne gaveva fato sentar in seconda fila, ma dopo xe rivada una delegazion de Brescia de Cavalieri (de no me ricordo cossa) e gavemo dovudo lassarghe posto. Le signore iera veramente bele, con mantiglioni neri e el velo nero in testa.


[i]Liliana[/i]
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Quando la guerra finisce, le bugie dei vinti sono smascherate,
quelle dei vincitori, diventano Storia."
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Re: Carlo I d'Austria

Messaggio da AdlerTS »

Non me ga piasso el Piccolo che scrivi "messa in costume" : primo i me ga insegnado che Messa se scrivi con la M grande (anche se non te son cattolico, per rispetto); "in costume" po' me ga de sfilata de carneval. Casomai molti partecipanti jera "in divisa".


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Re: Carlo I d'Austria

Messaggio da babatriestina »

Ben, per cominciar la Messa xe un preciso rito cristian e chi che la celebra no xe in costume.. per la minuscola, devo dir che col tempo anche in ambiente ecclesiastico vedo aumentar l'uso delle minuscole, a differenza de come che ne insegnava a noi a scola.
Che el evento sia deventado un poco anche folkloristico, però, devo ammetter anche mi, o meio ve dirò, mi son andada za a una delle prime volte, sarà stado 4 anni fa e trattandose appunto de un evento religioso, no gavevo portado gnanche la macchina fotografica: son restada assai perplessa davanti de alcune signore evidentemente no parrocchiane, quele che gavevo definido, perchè le iera cussì, col capel cole piume de gallo, che durante la Messa inveze de seguirla devotamente le andava su e zo per la navata central scattando fotografie col flash!
la volta dopo che iero l'anno scorso, go portado anche mi, memore, la macchina fotografica, ma no go mai doprado el flash, con tutte le limitazioni per le foto, se no al termine, co i iera tutti fora, per fotografar el ritratto del Beato in question.
Xe anche de dir che , se iera le signore in costume servolan o carsolin, divisa no se ghe pol dir, e gnanche le signore con mantiglia che ne descrivi Serlilian .
e xe appunto la deriva a livello de evento folkloristico che secondo mi ghe sta fazendo un poco dimenticar che se tratta dela comemorazion religiosa de un Beato.


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Re: Carlo I d'Austria

Messaggio da VetRitter »

e quando poi la cronaca di un avvenimento passa attraverso giornali o giornalisti, non è più Cronaca, ma notizia, e la notizia deve far vendere copie...
saluti


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