Nostalgie per l'Impero Austro-ungarico

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belvedere
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Nostalgie per l'Impero Austro-ungarico

Messaggio da belvedere »

Dalla lettura dei vari argomenti del forum traspare sempre un sentimento nostalgico del tempo asburgico, mi piacerebbe sapere quali sono i sentimenti dei triestini di oggi a questo proposito. Come ho detto sono di origine triestina, ma non avendo mai vissuto a Trieste (e purtroppo non conoscendola ancora) e neanche con mio padre (e nonni e bisnonni, ecc.) non conosco questa realtà; sono rimasta alle guerre di indipendenza studiate a scuola!
Posso capire il rimpianto per una organizzazione ineccepibile, ma questo da parte di chi l'ha vissuta personalmente, ma i "giovani" (e fra questi metto anche la mia generazione!) cosa ne sanno? Forse per tradizione familiare? Certo Trieste sotto l'Austria aveva una grande importanza....
Grazie !

Ciao a tutti
Bruna



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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

Io sono troppo vecchia per poter rispondere alla tua domanda sul rimpianto asburgico da parte dei giovani, ho vissuto con un padre e dei nonni che l'impero austroungarico lo hanno conosciuto di persona ( classi 1871, 1880 , 1898, 1907) e da parte loro di rimpianto ne ho sentito solo per l'onestà dei funzionari delle imposte.
Ho la personale impressione che il mito ed il rilancio dell'impero austroungarico siano nati abbastanza dopo, forse ai tempi del Mito asburgico nella letteratura di Magris, consolidati da film quali la trilogia di Sissi, i concerti di Capodanno in TV, il Complesso dell'imperatore di Cergoly , La Cripta dei Cappuccini di Roth, dalla critica al risorgimento da parte delle sinistre nel 68, e dalla delusione dell'Italia, soprattutto quella degli anni di piombo e degli intrallazzi dei partiti politici.
Insomma, negli anni Cinquanta e Sessanta poco si parlava di mitteleuropa e di impero asburgico, il mito è risorto dagli anni 70 in poi, almeno così è sembrato a me.



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AdlerTS
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Messaggio da AdlerTS »

Io ho 34 anni. Quando sono nato io l'impero non c'era più da 54 anni e nel frattempo tanti avvenimenti sono accaduti. Nemmeno i miei genitori hanno conosciuto quell'epoca, ne tanto meno i miei nonni materni. Quelli paterni sì, anche se per poco, essendo classe 1906 e 1908. Sono morti nel 92, quando avevo 20 anni.

Non ho mai approfondito con loro un discorso in merito all'Austria -Ungheria, perché nell'adolescenza si pensa ad altro. Mi rimane di loro però quell'intrinseco stile "austriaco" che si respirava in loro compagnia. Non c'erano aquile a due teste nel soggiorno della loro casa e sebbene non abbiano mai fato nessun tipo di indottrinamento nei miei confronti, ogni tanto scappavano le mezze parole che dimostravano il rimpianto per la passata rettitudine e stile di vita.

Se domando agli altri nonni di riportarmi qualche ricordo dei loro genitori, anch'essi mi parlano soprattutto di ordine ed onestà. Da considerare che questi nonni materni sono nati nel ventennio e quindi senz'altro cresciuti ed istruiti in ambiente non favorevole all'Austria.

Da tutto ciò si capisce che non sono stato cresciuto nella nostalgia, però sommando queste "sensazioni" di famiglia a ciò che posso apprendere studiando storia (la Trieste austriaca era qualcosa che l'Italia si sogna !) sono diventato "asburgico" quasi senza volerlo !

C'e' poi chi si dice nostalgico, ma in realtà ha solo una rosea visione dei bei vestiti della "belle epoque" ed ha visto troppi film con Romy Schneider: può essere, ma si vede subito la differenza.



belvedere
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Messaggio da belvedere »

Sì, capisco, è un po' quello che pensavo.
Certo, vedendo l'Italia di oggi, così abbandonata a se stessa o solo alla buona volontà del singolo, ci si rattrista parecchio, poi almeno al nord (non dappertutto ovviamente) c'è ancora una parvenza di ordine, ma nel resto d'Italia (a parte qualche isola felice) c'è veramente di che soffrire.
Quando sono a Roma (la città dove ho sempre vissuto) e la vedo sempre più sporca e caotica, dove sia l'amministrazione -di destra o di sinistra non cambia molto- che la maggioranza della gente pensa solo al proprio benessere senza "allargare" i suoi orizzoni al bene comune che è poi quello nel quale bisognerebbe identificarsi....... Sì, è decisamente una sofferenza anche se conosco tante persone che continuano ostinatamente a comportarsi onestamente e a cercare di mantenere una regola ed un ordine anche nelle piccole cose.
Vivo a Vienna da alcuni anni per lavoro e naturalmente noto la grossa differenza con l'Italia, più che altro per l'organizzazione dei servizi che hanno l'impronta asburgica e FUNZIONANO anche se, lo dico per convinzione comune, la Vienna di oggi non è più quella di una volta e
anche qui c'è disonestà e pressapochismo, e viennesi doc non se ne vedono più tanti in giro.
Non credo comunque che la nostalgia possa essere venuta vedendo la triologia di Romy Schneider! Credo senz'altro che per i giovani si tratti di "sensazioni" tramandate.



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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

Forse i nostri nonni e bisnonni, che ricordavano con rimpianto l'amministrazione ordinata, l'internazionalità di Trieste ( non dico la mancanza di intrallazzi. che se non sbaglio Ghega finì male per uno scandalo e nemmeno la concordia fra popoli visto che dal 1866 italiani e sloveni a Trieste si scazzottavano...) credevano che questo fosse un po' la norma dappertutto e che l'Italia sarebbe stata altrettanto seria ed onesta.
Poverini :( ( come disse intorno al 1905 a Spilimbergo una signora italiana a mia nonna, che diceva Noi a Trieste aspettiamo l'Italia e la signora rispose: Aspettano l'Italia? :shock: Poverini!!- nonna me lo raccontava sempre, e di come rimase perplessa. Non disse mai se le signore avevano ragione o no :wink: )



ffdt
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Messaggio da ffdt »

Io da bambino avevo ancora in buona salute molti parenti che l'impero lo avevano vissuto da giovani ... persone dei primo del '900. Non ne parlavano e non ne parlava nemmeno la generazione dei parenti di classe 1910-1915.

L'unica frase che ricordo bene e` stata "quando c'era l'Austria eravamo sudditi ma ci trattavano da cittadini, ora siamo cittadini e veniamo trattati da sudditi". E` una frase che ho udito una volta sola e mi aveva lasciato perplesso ... era detta da una parente veramente molto anziana ma recepita da tutti gli adulti (in eta` avanzata) presenti.

Me ne sono ricordato unicamente molti decenni dopo quando ho udito esprimere un concetto analogo da una parente anziana della famiglia di mia moglie ... l'evento mi ha lasciato il dubbio che l'arrivo dell'italia non sia stato poi quella festa che sogliono farci intendere. Da li` ho provato ad osservare criticamente la storia moderna ed ho scoperto che non ci sono misteri ... tutta la desolazione della situazione attuale e` ampiamente descritta nei libri ... l'unico elemento che la contrasta e` la propaganda con cui molti usano nascondere lo sfacelo attuale ma non occorre essere critici per osservare un tanto ... basta andare a vivere fuori dall'italia per qualche breve periodo.

Vivendo in italia mi pare naturale il ricordare con rimpianto qualsiasi altro periodo storico ... foss'anche quello delle invasioni barbariche.

Va anche detto che l'organizzazione statale teresiana e` stata tra le migliori in assoluto ma la desolazione che si repira nel bel paese e` gia` di per se` piu` che sufficente per far vivere il ricordo di dempi andati che erano migliori degli attuali piu` per demerito dell'oggi che non per merito dello ieri.


Almeno a Trieste abbiamo ancora dei bei ricordi


Ciao


Franco



belvedere
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Messaggio da belvedere »

Oddio, Franco, qualsiasi altro periodo storico no, non credo...diciamo che almeno oggi abbiamo la libertà che, anche se viene utilizzata male, è sempre un bene primario e ci consente almeno di poterci lamentare!
Penso comunque che l'uomo è sempre stato lo stesso e non è cambiato nel corso dei secoli, ci sarà sempre l'onesto e il disonesto, speriamo nella nostra buona stella e che presto ci sia il turno dell'onesto!
Ciao e buona giornata

Bruna



ffdt
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Messaggio da ffdt »

belvedere ha scritto:Oddio, Franco, qualsiasi altro periodo storico no,[...]
;-) ok ... magari ho un po' esagerato ;-D ... ma non di molto ;-D ;-D ;-D
belvedere ha scritto:[...]la libertà [...] ci consente almeno di poterci lamentare![...]
E` la liberta` piu` diffusa ;-) ... ma non sono certo che ve ne siano tante altre. Io, personalmente, distinguo tra le liberta` conclamate e le convenienze commerciali ... la liberta di circolazione, ad esempio, temo che sia piu` una convenienza commerciale che non una liberta` fondamentale ... saro` pessimista ...
belvedere ha scritto:[...]speriamo nella nostra buona stella e che presto ci sia il turno dell'onesto![...]
E` una bella speranza e mi ci associo volentieri :-)


Ciao

Franco



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Nona Picia
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Messaggio da Nona Picia »

Siccome gavevo qualche parente austriaco Adler me ga invità a inserirme anche mi qua.
Per el momento no me vien in mente niente de perticolar de contarve, salvo che mentre a mia mama e mia nona no ghe mancava per niente l'Austria, a mi me ga sempre piasso assai andarghe e adesso che xe tanto tempo che no ghe vado più, me manca un pocheto.
Per quel che riguarda l'Alto Adige, no so cosa dir, forsi che l'autonomia ne stasi ben anche a noi, ma a ste robe zerco de no pensar per no far rabiar qualchedun o rabiarme mi.
Purtropo el mio tedesco no xe più bon come una volta, percui no me poso ofrir come tradutrice.

CIAO CIAO :-) :-) :-) :-) :-)



Tu1

Messaggio da Tu1 »

Provemo a ribaltar la domanda. Cossa e perchè ai vari Timeus, Battisti, Oberdan ecc. ghe piaxeva de l'Italia che no gaveva l'Austria (e no ste dirme la libertà perchè xè una caxxada). Mi me domando se, per "incantamento" i fussi strassinai de novo in Tera e i ghe mostrassi cossa che xè ogi Trieste, l'Italia e i 'taliani e cossa che xè successo i fussi ancora convinti de quel che i ga fato e perchè i ghe la ga dada.

Me ricordo solo el senso dele parole de Biagio Marin, in una dele sue ultime interviste:

"Un militare austroungarico aveva dignità da poter sedere da pari al tavolo dell'Imperatore. Appena arrivai nelle file del Regio Esercito (eh sì, anche lui in quel tempo la gaveva vista giusta) la prima frase dettami fu "Ragà, voi non siete che pezze da piedi...."



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Messaggio da ffdt »

Me par che cuei pochi de muloni iredentisti che i xe restadi vivi dopo de la guera i xe stadi un pel deluxi de la sielta che i gaveva fato.

Me vien in a mente Carpinteri e Faraguna in "Serbidiola" ... la conose`, xe vero? Piu` sobriamente ma anche Giani Stuparich el ga espreso una certa deluxion.

Cuei che i xe morti penso che i gavesi gavudo la stesa reazion, poveri muli ... i iera idealisti, miga mone.

Ciau

Franco



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AdlerTS
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Messaggio da AdlerTS »

"Trieste è come un uomo che si ubriaca per sognare un futuro più roseo e poi si sveglia il giorno dopo ed i sogni non si sono realizzati. Sfumata l'ebbrezza della vittoria italiana, la Trieste diventata grande per ragioni economiche è stata frustrata dalla politica."

Goffredo de Banfield



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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

Tuco ha scritto: "Un militare austroungarico aveva dignità da poter sedere da pari al tavolo dell'Imperatore. Appena arrivai nelle file del Regio Esercito (eh sì, anche lui in quel tempo la gaveva vista giusta) la prima frase dettami fu "Ragà, voi non siete che pezze da piedi...."
go letto qualcossa de simile , forsi in De Castro:
Sotto l'Austria, eravamo sudditi ma venivamo trattati da cittadini, sotto l'Italia siamo diventati cittadini ma siamo stati trattati da sudditi.
ps la cita anche Franco

Mi ve confesso che go sempre un sogno: che l'Italia deventi una signora come che iera l'Austria Ungheria. E che noi triestini ghe dessimo l'esempio ( e anca i milanesi- quei veri- podessi zontarse).
Ultima modifica di babatriestina il gio 9 feb 2006, 14:58, modificato 1 volta in totale.



Tu1

Messaggio da Tu1 »

Mi ve confesso che go sempre un sogno: che l'Italia deventi una signora come che iera l'Austria Ungheria. E che noi triestini ghe dessimo l'esempio ( e anca i milanesi- quei veri- podessi zontarse).



..podessi zontarse anche i modenesi, i parmigiani, i emiliani...ma se no xè suceso fina adesso (anzi, sta sucedendo esatamente el contrario in termini de civiltà, rispeto, cultura, educazion) me sa che no xè speranza....d'altronde, se per 80 anni te fa de tuto per scancelar la memoria, ala lunga te ghe la fa a scancelarla...sia le robe brute che le robe che funzionava e jera bele, anzi, sopratuto quele.....ed ecco che parti la nostalgia, ed eco perchè quei che no xè de Trieste no i capisi come nassi questo "mito" de l'Austria (500 anni contro 90 ben o mal i se senti....)

Perciò: questo xè quel che gavemo, cussì gavemo (i gà) scelto, e a noi che restemo no resta che tirarse su le manighe e lavorar per migliorar le robe...senza nostalgia e senza pianzer....



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Messaggio da belvedere »

Tuco ha scritto:Provemo a ribaltar la domanda. Cossa e perchè ai vari Timeus, Battisti, Oberdan ecc. ghe piaxeva de l'Italia che no gaveva l'Austria ...."
Forse perchè -come dicono gli inglesi- "right or wrong that's my country"!

Ciao ciao

Bruna



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Messaggio da babatriestina »

belvedere ha scritto:
Tuco ha scritto:Provemo a ribaltar la domanda. Cossa e perchè ai vari Timeus, Battisti, Oberdan ecc. ghe piaxeva de l'Italia che no gaveva l'Austria ...."
Forse perchè -come dicono gli inglesi- "right or wrong that's my country"!
Bruna
O forsi perchè come che adesso ghe xe el mito asburgico, lori gaveva un mito dell'Italia, el Risorgimento, Mazzini, Garibaldi...

come che me ga dito una volta papà de vecio, soto l'Austria gavevimo tuto, meno che l'università italiana, ma noi volevimo l'Italia... e i credeva che saria stado ancora meo.



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Messaggio da AdlerTS »

Ogi sul Piccolo iera una letera de un signor che ga vissudo anni a Vienna e xe tornado adesso a Trieste: nel testo el se lamenta che la città non ga dirito a definirse "austriaca" o "mitteleuropea", perché dopo aver visto un per de robe, tipo la guida "d'assalto", el non fermarse per far passar la gente sulle righe pedonali, el butar le scovaze per terra, o le cicche...... ghe par che tutto questo sia molto "talian".

Saria de dirghe un par de robe a sto signor: purtroppo xe novanta anni che semo in Italia e purtroppo con tutti quei "regnicoli" che xe stadi portadi qua, xe logico che le abitudini se gabbi missiado. De nostalgici tra 50 anni resterò forse solo mi e i miei 25 lettori....(se el Signor me da la grazia de viverli)

In più che el provi a farse un giro per "lo stivale", dove el posteggio in terza fila xe normale, dove te ga paura de non trovar le riode co te posteggi o dove el semaforo xe più un consiglio che un ordine.
Dove i scovazoni a cielo aperto xe più comuni delle cartazze che gavemo noi per terra.

El vederà che forse non semo prorpio austriaci, ma semo probabilmente i meno italiani che ghe sia in Italia (cavando el suedtirol :wink: ). Entschuldigung, ma a distanza de 90 anni, col ventennio in mezzo e la pulizia etnica che xe stada fatta, de meio non se pol.



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Tirabaralla
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Messaggio da Tirabaralla »

In quanto italiana me sento un poco ofesa...scuseme :roll:


[color=crimson][b][i]...it's not easy to be me...[/b][/i][/color]

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Messaggio da babatriestina »

Per informazion, riporto el testo dela segnalazion , per una volta fazo el copiaincolla anca mi:
IL CASO
Dopo tanti anni, durante i quali ho vissuto a Vienna e in vari posti dell'Austria,
sono venuto a Trieste, convinto di respirare ancora quell'atmosfera
austriaca che, tradizionalmente la città ricorda. Di questo retaggio molto
spesso si è parlato a Vienna con gli austriaci che, ancora adesso,
considerano un po' Trieste la città più meridionale dell'Austria. Purtroppo
di quell'ordine, di quell'intraprendenza, di quell'educazione e delle belle
maniere di quel sistema c'è rimasta solo la sbandierata nostalgia di alcuni
triestini, all'insegna del «metemo Sissi in Piaza Unità». Nessuno, però,
neanche i nostalgici sembrano avere una chiara idea di cosa significhi
mentalità austriaca, o comunque sempre meno. La stessa impressione ce l'hanno
i viennesi che mi raccontano essere stati a Trieste.
Dunque, elencando in maniera approssimativa: quasi in tutti i negozi si è
accolti con un consolante sorriso iniziale che fa ben sperare, ma che
presto, dopo un paio di «normali» richieste, esso viene sostituito da un
modo di fare abbastanza sgarbato che dà la sensazione che stai rompendo la
quiete del negozio e che prima te ne vai e prima fai un piacere al
venditore. Macchine e moto tagliano costantemente la strada e mandano anche
a quel paese, molti non danno la precedenza ai pedoni sulle strisce, se devi
entrare in una coda di auto, pochi ti danno spazio. Nel cortile di una casa
dove ho soggiornato, entravano motorini col motore acceso fino sotto alla
finestra, dando ancora un paio di accelerate prima di spegnere, fumo e
rumore entravano dalla finestra, ma per tutti era normale.
Quando poi si discuteva con tanti triestini di investire, di impegnarsi in
attività come in altre città di maggiore sviluppo economico ho ricevuto
risposte tipo «cosstevol, no vado in zerca, piutosto me li magno»,
ammiccando con l'occhio come a dire «hai capito che furbo sono?». Cioè, qui
c'è il «nosevol» perché costa fatica e rischo e non il «nosepol». Questo
vorrebbe dire: la cosa è impossibile, non ha senso impegnarsi. È una bella
scusa per cercare di nascondere l'inerzia e l'indole godereccia, senza
troppi pensieri e impegno. Invece, tante volte «se pol», qualche volta
molto, altre poco, ma sempre meglio di niente e soprattutto di deridere chi
ci prova coraggiosamente, perché impegnandosi, mette ancora più in evidenza
l'inerzia dell'altro: «ciò, vara quel m..., cossa el zerca, nol farà un
boro», praticamente una sorta di mentalità distruttiva e disfattista che
spiega perché spesso Trieste, a detta anche dei triestini con cui ho
parlato, invece di fare fatica aspetta sempre di essere assistita.
Questa inerzia si ritrova anche nei discorsi: con parecchie persone, è
difficile rimanere oggettivi, discutere cioè della cosa in se stessa più di
tanto: si ha l'impressione che sia una fatica approfondire un dicorso e
quindi, dopo un paio di argomentazioni, il dialogo finisce spesso con un
«bon, bon dei, xe cussì, inutile ciacolar». Altre volte, invece di
affrontare temi più in profondo, si tende a generalizzare o a risposte
qualunquiste che vengono citate come se fossero perle di saggezza atavica:
ma si dei, i politici i pensa tuti a magnar, i ufici publici xe tuti
menefreghisti... e cose del genere che, ho il sospetto, sono solo scuse per
non pensare, non impegnarsi nel distinguere chi mangia di più e chi di meno,
chi è più menefreghista e chi è meno, cose direi essenziali per operare
scelte consapevoli e non lasciarsi trasportare pedestremente dalla corrente,
certo meno faticoso intellettualmente. Da aggiungere che c'è una forte
tendenza allo spettegolare, più che al piacere del fare le cose insieme, che
ha sorpreso e indispettito più di qualche persona «di fuori».
Il problema, ovviamente, non si limita alla scomparsa di osannate
caratteristiche austriache, ma anche a direi soprattutto di impostazione
mentale, sociale ed economica di Trieste: a me dispiace che Trieste, pur con
i suoi lati positivi, la filosofia del viva la e po bon, il saper godere la
vita che viene invidiato da tanti, esageri forse questa impostazione di vita
con conseguenze di regressione della città; dispiace che ci si chiuda nella
cerchia del proprio piccolo modo pesonale, del proprio utile, invece di
cercare la collaborazione per lo sviluppo comune, dispiace anche che tanta
gente che qui è venuta, se ne vada con l'amaro in bocca raccontando dei modi
sgarbati e bruschi che ha trovato.
Questa è l'impressione che ho avuto io e tanti viennesi che sono venuti qui
in visita, confermata da diversi triestini che, nelle discussioni, ci hanno
aiutato a capire la realtà attuale di questa attraente e complessa città.
Forza Trieste, riprendi in mano il tuo destino.
Franco Mayer


Questo per precisar che l'articolo no fa alcuna allusione a "mentalità italiana", ma lamenta inveze el menefreghismo, la mentalità del "viva là e po bon", la tendenza al spetarse de i altri ( e questo lo gavemo anche un poco ciapado za de quando che se spetavimo tuto de Vienna) , el no tirarse su le manighe, e el darghe la colpa ai altri dele proprie carenze.
Insomma, quel che el lamenta xe che xe sparida la mentalità imprenditorial e el spirito de iniziativa, oltreche l'ordine austroungarico.
( per el traffico: una nota personal: nei Anni 60, co son stada la prima volta a Roma, son restada sorpresa che tute le machine me lassava passar come pedon , anca fora dele stricche, dove che a Trieste i me gavessi butada sotto subito!)



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Messaggio da AdlerTS »

Tirabaralla ha scritto:In quanto italiana me sento un poco ofesa...scuseme :roll:
Perdonime Tira, ma non iera un discorso contro delle persone, ma contro le loro abitudini. Certe brutte abitudini xe stade portade a Trieste dopo el 1918.
Resto comunque convinto che te pol trovar el più ignorante del mondo a Vienna e el più retto in Italia. Dovendo però metter sulla bilancia tutti e fazendo una media ....



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