El ferár (maniscalco)

chi se ricorda più che a Trieste ghe iera....
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El ferár (maniscalco)

Messaggioda Elisa » venerdì 24 marzo 2017, 20:32

Mi compiace un ricordo, non scritto ma tramandato: Il bisnonno di professione ferár ed al medesimo tempo sensár (mediatore?), si occupava della ferratura di cavalli e mucche, professione poi ereditata dal nonno e poi abbandonata. Mi è stato segnalato il posto che fungeva da officina dove, appunto, ferravano gli animali. Ed in più un' altra rievocazione: Questa professione era la causale del soprannome caratteristico e... comprovato, dato ai miei avi materni: I ferári e i feraróti i piccoli.... :-) :-D
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Re: El ferár (maniscalco)

Messaggioda mandi_ » domenica 26 marzo 2017, 6:41

Io pronuncerei la parola come "el ferèr", ma come al solito il parlare dialettale dipende dalla zona da cui si proviene.
Anche per "sensar" direi piuttosto o sensèr o " sensal".

Non so dove ho sentito questa filastrocca:

Pè, pè ferèr
che 'l ferèr nol ghè
quando 'l ferèr el vegnirà
'l pè 'l sarà ferà, ferà.
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Re: El ferár (maniscalco)

Messaggioda mandi_ » domenica 26 marzo 2017, 6:58

Vedo che in triestino la parola (credo) che si avvicina come significato è :

Clànfa s.f. 1 Ferro di cavallo; grappa, ferro ripiegato
alle estremità ad angolo retto e dallo stesso lato, come i
punti della cucitrice.

Clànfer s.m. Bandaio

Però per me "bandaio" spiega poco il significato della parola dialettale.
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Re: El ferár (maniscalco)

Messaggioda Elisa » lunedì 27 marzo 2017, 2:52

mandi_ ha scritto:Io pronuncerei la parola come "el ferèr", ma come al solito il parlare dialettale dipende dalla zona da cui si proviene.
Anche per "sensar" direi piuttosto o sensèr o " sensal".

Non so dove ho sentito questa filastrocca:

Pè, pè ferèr
che 'l ferèr nol ghè
quando 'l ferèr el vegnirà
'l pè 'l sarà ferà, ferà.


Ecco, Mandi, la mia versione della filastrocca ben nostrana:
Pè pè fèra pè
che el feràr no ‘l ghè
Ma stesera el vegnirà
el peòt sará ferá.
Eh sì, la usavamo da canzone per sedare i bimbi, come pure quest' altra per farli giocare: Itotò cavallo, anderemo al ballo, anderemo a Schio, torneren en drío. Nonostante il dialetto trentino cambi sul territorio ogni pochi chilometri, ci capiamo Mandi, è quello di bello che di fondamentale abbiamo in comune.
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Re: El ferár (maniscalco)

Messaggioda mandi_ » lunedì 27 marzo 2017, 6:03

Certo, ci si capisce. Ormai qui vedere un uomo a cavallo è diventato quasi un fatto folkloristico. Caratteristico il rumore cadenzato degli zoccoli che percorrono...le strade asfaltate. I cavalli son rari, usati penso soprattutto per ippodromi. Però vedo spesso casolari con dei bellissimi cavalli che pascolano e tengono il prato pulito.
Quanto al lavoro del maniscalco vedo che è in uso anche il "cavallo scalzo"

https://it.wikipedia.org/wiki/Maniscalco

Nel 1902 scrissero un libro intitolato: Manuale pratico del fabbro ferraio: opera necessaria ed indispensabile ai fabbri fucinatori agli aggiustatori meccanici, armajuoli, carrozzieri carradori, calderai, coltellinai, fumisti costruttori di strumenti metrici di serrature, di arnesi rurali, di ferramenti in genere ed a tutti quelli che si dilettano nei lavori in ferro ed in acciaio

Mi ha sempre colpito la poesia "la cavallina storna" che descrive un mondo rurale che ormai è profondamente cambiato...
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Re: El ferár (maniscalco)

Messaggioda babatriestina » lunedì 27 marzo 2017, 11:28

ma il bandaio (o bandèr) qua era lo stagnino... e spesso traslato anche l'idraulico ( ciamo el bandaio che la spina perdi).
nb le clanfe ( tirar una clanfa) erano, una generazione prima della mia, le insufficienze a scuola, che per noi erano picòn o bidòn.
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Re: El ferár (maniscalco)

Messaggioda Elisa » mercoledì 29 marzo 2017, 2:52

Trovo molto simpatico il dialetto triestino, ma mi piace il trentino -mio- e ci sono affezionata; ci tengo a difenderlo per amore e per averlo ereditato e perchè mi concede identità. Il dialetto, -si sa- merita di essere salvaguardato… :doh_143:
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