cità vecia - Via San Sebastiano

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babatriestina
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Cità vecia- via san Sebastiano

Messaggio da babatriestina »

una delle laterali d e Cavana, comoda perchè la consenti de taiar un canton arrivando de via del teatro romano, e che per anni iera serado el accesso perchè pericolante. No la xe stada molto toccada dei recenti restauri:
la cassetta a destra xe le cassette comunali per el ricovero dei gatti randagi
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questo xe el accesso, vizin del novo Hotel Urban
questa xe la stradina

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sul stipite de una porta l'espression latina augurale Il Signore benedica il tuo entrare ed uscire ( Salmo 120 o 121 secondo la numerazion), che ve go postado de qualche altra parte
La cesetta de san Sebastiano paressi sia la stessa de san Rocco, di fronte, quela sconsacrada e in attesa de restauro


"mi credo che i scrivi sta roba per insempiar la gente" ( La Cittadella)
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sum culex
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cità vecia - Via San Sebastiano

Messaggio da sum culex »

Come che xè ogi la Trieste de ieri

Quel che resta dela cesa dei SS. Sebastiano e Rocco sconsacrada tanto tempo fa e adibida a negozio de casalinghi (Cesca) oramai serado de parecchio tempo: tuto xè rimasto abandonà e chissà fin quando.

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sum culex
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Messaggio da sum culex »

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ciao
sum culex


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Messaggio da babatriestina »

in effetti, devo far un mea culpa, pareva che gavessimo fotografado la stessa strada, ma correttamente quela de sum culex xe Via san Sebastiano, mentre la strettoia, che go messo mi, xe propriamente Androna san Sebastiano, che però sbocca in via san Sebastiano.


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Re: cità vecia - Via San Sebastiano

Messaggio da babatriestina »

Androna san Sebastiano, adesso: col passaggio ancora romanticamente in rovina

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con la scritta di un salmo che invita alla benedizione divina quando si entra e si esce
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( ai lati, ci son due baretti)


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Re: cità vecia - Via San Sebastiano

Messaggio da Ciancele »

babatriestina ha scritto: Androna san Sebastiano, adesso: col passaggio ancora romanticamente in rovina

La mia putela ga dito una volta de 'ndar a dormir a l'Urban che no xe lontan de l'aperitivo. del cafè, del molo dela Pescheria col gelato e de Pepi s'ciavo. El problema iera dove lasar la gripiza.

con la scritta di un salmo che invita alla benedizione divina quando si entra e si esce
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( ai lati, ci son due baretti)
... si esce: de un dei do bareti? Quela volta i dava la benedizion a chi che 'ndava a farse l'otavo. ;--D Un dei sete preceti: Dar da bere ali asetati. ;--D


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Re: cità vecia - Via San Sebastiano

Messaggio da babatriestina »

ma me par che sia adesso la finestra propio de un dei do bar... chi che bevi tropo va fora per la finestra? :-D


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Re: cità vecia - Via San Sebastiano

Messaggio da babatriestina »

comunque, ecoli qua

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un e una parte, un de l'altra

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Re: cità vecia - Via San Sebastiano

Messaggio da babatriestina »

Foto Opiglia dai Musei civic, com'era
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Re: cità vecia - Via San Sebastiano

Messaggio da babatriestina »

Cratey
C O N TRA D A D I S A N SE B A S T I A N O.
Sulla Piazza chiamata di Cavana, vicino all'edifizio della fu scuola grande della Comunità , e nel sito, ove propriamente, trovasi innalzata la casa segnata col N. 205, vi esisteva un antica Chiesa consacrata a San Sebastiano Martire. Questa Chiesa è stata bensì traslocata nel 1447 nella Contrada, che viene perciò denominata di San Sebastiano ma nell'anno 1784 soppressa, ~ nel dì II _Agosto 1785 poi con le due piccole case attinenti alla medesima venduta per Fiorini 8080 alla pubblica asta, ed in memoria gli restò il nome.

Tribel a fine ottocento
Via s. Sebastiano.
Quel tratto di via, che in 13rosecuzione a quella di Cavana, va dalla piazzetta omonima all' imboccatura del largo di Pozzo del mare, verso la Piazza Grande, conserva il nome di una piccola chiesetta che era dedicata a s. Sebastiano.
Il vescovo Nicolò Aldegardis, triestino, lasciando con suo testamento ·d. d. 3 Febbraio 1447 (del quale il Capitolo cattedrale conserva una copia autentica) un considerevole legato al Capitolo predetto ordinava che venisse eretta chiesa a s. Sebastiano, al quale santo egli era in vita molto devoto, sì da inciderne l' immagit1e nel proprio sigillo vescovile. Morì l' Aldegardis addì 4 Aprile 1447, ma la sua volontà non potè si tosto esser posta in esecuzione, per la peste che vi regnava.
Questa notizia storica, basata sù documento indiscutibile, dimostra chiaramente che fino a quel tempo non esisteva una chiesa dedicata a s. Sebastiano, e che una tal chiesa venne costruita solamente in base ,al testamento del vescovo Aldegardis, quindi dopo il 1447·
Gò premesso, non è supponibile che la chiesetta, fabbricata nell'anno I 365 dalla Confraternita di s. Paolo, in contrada Ca vana, sul fondo danuato e vacu.; dei Ranfi (come abbiamo accennato a pag. 278) fosse stata dedicata a s. Sebastiano, e dopo 85 anni andata in rovina, rifabbricata col legato del vescovo Aldegardis sullo stesso sito. Veramente, non essendovi mappa di situazione di quei tempi, non è possibile stabilire ove sorgesse la prima chiesa dedicata dal vescovo Aldegardis a s. Sebastiano, ed è perciò opinione di qualcuno dei raccoglitori dii notizie storiche antiche, che quella prima chiesa sorgesse sull'area ora occupata dallo stabile N. 207, all'angolo delle Yie Cavazzeni e Cavana.
Nelle opere pubblicate in Trieste nel r862 in onore e memoria dei tre vescovi: Piccolomini, Rapiccio e Scarlicchio, troviamo alcuni documenti che si riferiscono a questa chiesa; l' indulgenza concessa da Papa Pio II alla piu detta cappella di s. Sebastiano, e la bolla di patronato concessa al Comune di Trieste e ad Antonio de Leo della cappellania suddetta; ambedue documenti sono dell'anno I459· La casa dei Leo era contigua a questa chiesa, la quale conserva ancor sempre, abbenchè ridotta a casa d' abitazione, la forma antica, tolto il campanile.
Succeduta la rivolta dei cittadini nel 1463, e tutte le posteriori catastrofi politiche del I469 e I470, e dei morbi pestilenziali che durarono fino al 1505, è .lecito supporre che, mancato a' vivi Antonio de Leo, anche la nomina rappresentativa fosse cessata. Troviamo però dal I 510 al I 519 l'Antonio Dr. de Leo, rettore ed amministratore della · stessa cappella di s. Sebastiano, morto li I7 Marzo 1554, in età di oltre 70 anni, nella sua propria casa (ora N. 507) in s. Sebastiano.
È, ad: onta di ciò,_ verosimile, che durante i successivi morbi, che infierivano dal I 5 I I al I 543, quella cappella fosse stata ammorbata, sconsacrata, chiusa, fors'anche atterrata, dacchè è detto che nell' estate dell' anno I 543 si intraprese la costruzione di una nuova cappella dedicata a s. Rocco, quale protettore contro la peste. E sembra anzi, che questa nuova cappella ·sorgesse sull'area stessa della prima eli s. Sebastiano, ed unisse la dedica d' ambidue i protettori: s. Sebastiano e s. Rocco. Alla fabbrica di questa nuova cappella, Giovanni di Servola, con suo testamento I6 Luglio r 543, lasciava ducati due.
Dalle memorie rimaste ci è noto, che nel l' or detta chiesetta esistevano tre altari, quello maggiore dedicato a s. Sebastiano e Rocco, dei laterali l'uno a s. Rocco e l'altro a s.ta Barbara, al quale ultimo era aggregata la Confraternita dei civici Bombardieri, la quale, li 4 Dicembre - giorno di s.ta Barbara, sosteneva la spesa di messa solenne con sparo di mortaretti sulle attigue mura, somministrando il Comune la polvere, la Confraternita un ' orna di vino, pane, formaggio e polenta ai bombardieri.
Questa chiesa veniva in prima officiata da un canonico con titolo di cappellano, ed era dipendente dal Capitolo cattedrale; più tardi, verso il 1700, aveva apposito cappellano ed un sagrestano, e fino a quell'anno fu mantenuta dalla confraternita di s. Sebastiano e Rocco, che aveva apposito statuto.
Troviamo che nel 1694 si conservavano in questa chiesa ·i sacramenti pei moribondi, alla somministrazione dei quali, il vescovo Miller, delegava il sacerdote Don Stefamo Chenes, divenuto poscia canonico. Si seppellivano anche dei morti, in tombe speciali .. ed è ricordo di Francesca de Calò, nata Cergna, qui vi sepolta il dì 3 r Gennaio 1733.
Costruita nell'anno 1602 altra cappella in Piazza Grande, attigua a quella già esistente dli s. Pietro, ed alla quale si diede pure il nome di s. Rocco, l' antica chiesetta perdette la sua influenza, il concorso andò di anno in anno scemando, la sua posizione intralciava il libero. passaggio della via; perciò venne dichiarata superflua, e . come tale compresa nel decreto 24 Giugno 1782 dell'imperatore Giuseppe II, e posta all'incanto.
Li 17 Agosto 1785, nella cancelleria governiate, venne tenuta la pubblica licitazione, stimando l' edifizio della chiesa, unitamente all' abitazione . del sagrestano, fior . 2075.24, e la contigua casa fior . 2755.48 - assieme fior. 483 l.I2 ; - deliberata da Francesco Br. de Zanchi, che la convertì in casa d'abitazione, quale ancor oggi si conserva.
Essa ha l'ingresso nell' Androna Coppa, ed è distinta col N. 5 I 1.
Questo vecchio fabbricato presenta due corpi differenti ; l' uno, dell'antica cappella di s. Sebastiano, che guarda con cinque finestre sulla stretta via s. Rocco, e tre finestre sulla fronte della via principale, ove un dì aveva ingresso il sacro luogo; l'altro, la casa annessa, di due piani con solajo, dei quali due finestre prospettanti la via· s. Sebastiano, e cinque finestre sull' androna di Coppa. L' edifizio della fu cappella di s. St!bastimw misura dalla parte laterale metri 20, e di fronte metri 8; occupa quindi un' area di metri 160. Conserva ancora l'antico tipo, con un quadro di pietra sormontato da cornicione smozzato, fregiato dalla storica· conchiglia di s. Rocco. 1 )
Nei quadro stava dipinto ·un afft:esco raffigurante i due titolari, san Sebastiano e san Rocco.

Sul portone dell' attiguo s tabile~ che ha l' ·ingresso ne1l' Amb·oua
di Coppa, e serviva certamente per abitazione del cappellano è ·de.!
sagrestano, vedesi uno scudo portante due cuori e la data de[· 1737.
Sembrerebbe che appena in quell'anno fosse stato fabbricato ·a r·idosso
della vecchia cappella; ma dai diversi ossa mi ritrovati in qi1el sito,
quando costruivasi l'attuale scala, è lecito suppore, che anche nei
tempi posteriori un qualche sacello ivi esistesse. Il raffaz zonamento
prat icato dopo l'anno 1785, b en poco lascia a distinguere dell'antica
dispòsizione di quei luoghi; ai pianerottoli del primo piano si
vedono due piccole pile dell'acqua lustrale, ed uil dip into a fresco,
raffigurante s. Sebastiano. È supponibile che in quella stanza ris iedesse
la Confraterna di s. Sebastiano e R occo, e che un andito
metesse quel locale in comunicazione colla chiesa. Diffatti, sopra la
scaletta a destra, praticata nel muro divisorio, si osserva un'arco di
porta, e sopra questo, un foro pel quale passava la corda della
campana. In una stanza del secondo pia no, una nicchia, praticata
nd muro maestro, coperta con tavolato, nasco nde cinque gra dini di
kgno, che certamente conducevano nella soffitta della chiesa, forse
;1n che nel campanile. L'edifizio appartiene ora a Regina V ed. co ntessa
Nugent, nata contessa Abriani, e rede di Geremia Br. de Zanchi,
morto li 30 Luglio 1871. Sopra l'architrave del magazzino vedesi
incisa l'iscri zione:
QVID · RETRIBVAM · DOMINO.
l
Gli altri stabili che prospettano la Via S. Sebastiano porta.no i
NrL tav. 18-l, 185, 186, 187, 528 e 507. Quello a destra, che è se-·
gnato coi dùe Nri. 184 e 185; componevasi fino a], 1857 di due·
casolari, dei quali l'uno con ingresso in V!a · Cavazzeni; ed era' nell'
anno 1775 proprietà di Do!l Giovanili, Gregorio, Giuseppe e Gia-'
coino fi·at èlli Chersig qm . . Antonio, ceduto poscia a Don Domenico
dell'Argento e Angela Lòvisoni ved. Barachetti, gia proprietari dell'
attiguo N. 185 . Questi due casolari vennero acquistati nell' Agosto
1857 dalla i. r. priv. Assicurazioni Generali p el complessivo importo
di fior. 90,000; abbattute e costru itovi l' attuale edifizio.
Più in giù, lo stabile N. r86 apparteneva nel 1784 a Giuseppe
Porta, aquistato nell' Ottobre r88 I per fior·. 4looo·(?) da Giacomo Ziffer ; ·
il N. r87 -- olim 200 e 201 - apparteneva dal 5 Febbraio 185 I a
Danielè Caroli, morto li 12 Maggio 1877, e continua nei suoi eredi, '
ora Edoardo Klein; il N. 528 venne anch' esso formato dai due·
casolad 527 e 528, dei quali l'uno aveva ingresso in Via dd/' Angolo, '
ricostruito nell'anno 1836 con permuta di terreno: di strada publica,··
da Andrea Dr. Gobbi, .ed appartiene· a' suoi· ered'i ~oggi Angiolina de•
Ritter Zahony nata S.artorio . .
Lo stabile N. 507, ·che chiùde la linea degli · stabili di Via
s. Sebastiano verso l'imboccatura di Piazza Grande, p.ortava il vecchio
N. 534; ed apparteneva all'antica illustre famiglia patrizia de Leo
(della . quale tratteremo colle altre delle tredici antiche casate triestine).
Però nel Marzo 1781 vi venne Francesco Vito Br. Zanchi ·ad acquistare
il secoildo e terzo piano con sopraposte soffitte ·e sottoposti
magazzini, e da quell'epoca in poi, la proprietà rimase divisa, essendo
attualmente, per la parte spettante agli eredi de Le0, proprietaria
Maria Sirk per donazione 15 · Marzo ·1855, 'e per la :parte spettante
agli eredi Zanchi, la predetta contessa Veci. Nugent.
Questo stabi)e si conserva tuttora perfettamente, essendo di
solida costruzione, scale di pietra, spaziosi locali, bene illuminati ed.
arieggiati e bellamente tenuti. Ha tre piani con cinque finestre sulla
facciata principale; al primo piano un antico poggiuolo di pietra con
lavoi·o di qualche merito. Al dissopra del cornicione stava lo stemma
dei nostri patrii1 de Lto.
1)


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Re: cità vecia - Via San Sebastiano

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cMSa_F_020016sm.jpg (107.12 KiB) Visto 139 volte
Ario tribelli ( il tribel di sopra?) foto della via

Noil Tribel della passeggiata è Antonio,il cui figlio Arturo doveva essere alpinista e amici di mio nonno


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