Una lezione di storia a scuola

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babatriestina
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Una lezione di storia a scuola

Messaggio da babatriestina »

A scuola, al liceo, avevamo un insegnante di storia e filosofia che ci interrogava non tanto sul libro ma sulle sue lezioni, per cui raccoglievamo appunto e studiavamo da quelli. I miei appunti erano ritenuti validi e ricercati dai compagni di classe ( ci fu una presa in giro di Paolo Rumiz sul giornalino scolastico in cui ironizzava sul fatto). Anno 1967, arriva un ordine ministeriale. tutti gli studenti dovranno fare un tema sulla Resistenza italiana. Per prepararci al tema, il professore vi dedicò una lezione di cui conservo la trascrizione. purtroppo al liceo non si insegnava la stenografia, per cui ciascuno di noi raccoglieva a modo suo, ma penso di aver trascritto quasi tutta la lezione, che in realtà tratta la resistenza in generale, oltre a quella italiana. Non scende a dettagli sulla storia locale. Penso che possa interessare a tanti anni di distanza come la presentavano allora ( credo che fosse stato pure impegnato in politica per un periodo). Chissà se trovo qualche compagno di scuola che ne conserva la sua versione..


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Re: Una lezione di storia a scuola

Messaggio da babatriestina »

La Resistenza

(prof Iginio Moncalvo, 1967, raccolta da Elisabetta Marcovich)


Il concetto di resistenza in sede dottrinale è vecchio ( brano di Aristotele)
per Resistenza in senso di storia contemporanea si intende quel complesso di fatti politici e militari che si verificarono in Europa durante la seconda guerra mondiale contro la dominazione nazista.
Per una delle tante ironie della storia, la parole “ resistenza” fu usata per la prima volta dai microfoni della radio britannica il 22 giugno 1940 dal generale Charles De Gaulle incitava i Francesi a raccogliersi e a resistere all’occupazione tedesca della Francia.
1 settembre 1939 la Germania nazista dava inizio alla seconda guerra mondiale entrando in Polonia, occupava Polonia, Danimarca, Norvegia, Olanda Belgio, gran parte della Francia. L’Italia fascista che era entrata come alleata e aveva dichiarato la guerra il 10 giugno occupava con la Germania Jugoslavia, Grecia e si estendeva in Ungheria, Romania e Bulgaria. Austria e Cecoslovacchia erano state occupate nel 1938.
Nei paesi si verificò una spaccatura: tedeschi occupatori o dominatori e governi collaborazionisti da essi installati in tutta Europa; governi di Quisling ( capo della Norvegia) si appoggiavano a gruppi di concittadini che vi avevano aderito o per motivi ideali, o opportunità o per vigliaccheria. Dall’altra parte quanti si ribellavano a questa pretesa per 1000 anni il futuro Reich germanico in nome della dottrina razzista (razze superiori e inferiori: siccome i tedeschi sono il non plus ultra della razza superiore, hanno il diritto di subordinare le razze inferiori(slave), di eliminarle ( ebraica) e le razze degenerate : inglese, francese… e italiana).
La Resistenza fu un moto spontaneo dei popoli contro questo stato di fatti. La resistenza dell’Unione Sovietica ebbe caratteri diversi: fu organizzata e diretta dallo stesso governo sovietico: i comandanti lasciavano armati per organizzare la guerriglia. Se i Tedeschi trovarono un’accoglienza benevola ( Ucraina) le popolazioni si ribellarono ai tedeschi- preferivano il regime di Stalin.


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Re: Una lezione di storia a scuola

Messaggio da babatriestina »

La Resistenza italiana ebbe caratteri suoi propri.
In tutta Europa la resistenza al nazismo fu chiamata resistenza al fascismo; mancò al fascismo la componente razziale, anche se nel 1938 furono emanate le leggi razziali ( atto di servilismo) non componente ideale. Si parlò di fascismo perché il nazismo copiava modi fascisti- che andarono prima al potere.
L’Italia fascista dal 1922 ( con un regime totalitario fascista) era entrata in guerra in alleanza con la Germania e aveva spartito le conquiste (Jugoslavia, Grecia).
Si può parlare dal 9 settembre 1943 di resistenza militare
Durante il regime fascista, dal 1922 al 25 luglio 1943 caduta del fascismo ci fu una resistenza al regime fascista ma fu una resistenza che che presentò valori ideali e morali ( Gobetti a Torino pubblica La rivoluzione liberale, in esilio- morto in esilio, Calamandrei, Vinciguerra, Gramsci, Croce pubblica La critica, De Ruggiero). Culturale e ideale l’opposizione al fascismo presentò valori altissimi. Dal 1925, quando furono sciolti i partiti e le associazioni non fasciste, l’opposizione fu opera di piccoli gruppi clandestini. L’unico partito che restò clandestinamente è il partito comunista, perché la sua organizzazione per cellule lo consentiva.

Regime totalitario, dittatura non di una persona ma di un gruppo di persone, di un partito che si impose ed eliminò ogni voce discorde. 1919 fondazione dei fasci ( movimento) 1922 marcia su Roma- 3 gennaio 1925 dittatura scioglie i partiti , antidemocratico, antiliberale. Durò fino al 25 luglio 1943 quando le sorti della guerra erano per l'Italia disastrose ( in Francia, penisola balcanica, Jugoslavia, Grecia 1 gennaio 1943 erano tornati i resti dalla Russia) e in Italia c’erano poche forze. Africa e colonie erano ormai perdute, Sicilia perduta e iniziavano sbarchi in Calabria.


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Re: Una lezione di storia a scuola

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Non si possono mettere fra i resistenti coloro che fecero cadere il regime. I fascisti che chiesero la convocazione del Gran Consiglio del Fascismo in cui non si erano mai proceduto a votazioni e Mussolini fu messo in minoranza ( Grandi, Ciano) che pensavano di salvarsi oppure erano idealisti salvare il salvabile del fascismo ( opportunisti). Non il re che approfitta dell’occasione per licenziare Mussolini e mettere il generale Badoglio. Non resistente fu il generale Badoglio che durante il regime fascista si era abbastanza compromesso, da cui aveva ricavato cariche, onori.

La Resistenza italiana comincia il 9 settembre 1943 dopo la dichiarazione dell’armistizio intervenuto tra regno d’Italia e potenze alleate, che portò al crollo completo delle forze armate italiane e gli Italiani si trovarono a operare la scelta: la Sicilia e l’estremo dell’Italia meridionale erano agli angloamericani, il re era a Brindisi e come capo dello Stato rappresentava lo stato italiano, i Tedeschi avevano occupato secondo piani prestabiliti dal 1943 e liberato Mussolini, istituito un governo fascista insediato da loro, repubblica di salò. Scegliere dove buttarsi: quel era il governo legittimo? Per i veri fascisti poteva essere quello del Nord.
Dal 9 settembre 1943 si parla di Resistenza italiana come fatto militare atti di resistenza contro i tedeschi che pretendevano la consegna di armi e uomini 15.000 militari italiani deportati. Siccome la repubblica di Salò era appoggiata dai tedeschi occupanti, la resistenza fu resistenza contro l’occupazione dei dominatori e quanti collaboravano con essa.
Vi furono fra settembre e novembre atti di resistenza disorganizzata dall'Italia meridionale all'Italia settentrionale.


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Re: Una lezione di storia a scuola

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Dal settembre 1943 organizzazione: squadre, brigate. Gruppi politici facenti capo ai partiti politici che si erano ricostituiti dopo il 25 luglio 1943; alcuni ritornavano. Socialista, comunista ( nato in Italia nel 1921 come scissione) la democrazia cristiana dal partito popolare, partito liberale. Partito nuovo: Partito d’Azione che risultava dal movimento Giustizia e Libertà del 1934 Carlo e Nello Rosselli. Comunisti. Brigate Garibaldi. Socialisti Brigate Matteotti, Partito d’Azione: GL Giustizia e Libertà. Formazioni autonome Mauri in Piemonte , Liguria; Franchi; Fiamme verdi ( che a seconda delle zone dipendevano dai liberali o dai democratici)
Primavera 1944 si calcola, da 30-40.000 estate 80-90.000 GAP ( città) SAP ( campagna, cercavano di salvare i raccolti dalle requisizioni). Impegno militare perché impegnarono 8 divisioni tedesche e formazioni della repubblica di Salò che ammontavano a quasi un milione di uomini che evidentemente non si chiedevano perché ( novembre 1944 proclama di Alexander tornate a casa). Per i partigiani si parla di 200.000 i morti furono 75.000 mutilati o invalidi 90.000. Ci furono anche scontri fra loro- verbali, non armati in genere (tranne Osoppo).

Valori che possiamo trovare comuni a tutti:
1 difesa e affermazione dell’indipendenza nazionale ( sì contro i Tedeschi m ma anche nei confronti degli Alleati)
2 Instaurazione della democrazia e libertà
3 Rinnovamento delle strutture della società italiana.


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Re: Una lezione di storia a scuola

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Naturalmente anche qua c’erano delle varianti: nel terzo punto i comunisti volevano un’organizzazione sociale di tipo sovietico; i liberali concordavano che non si poteva tornale ala situazione dle 1922, i liberali erano d’accordo per l'autonomia delle regioni, decentramento amministrativo, i liberali di sinistra contro i liberali conservatori agrari dell'Italia meridionale.
Federico Chabod termina “ ma quello che resta come patrimonio comune della resistenza è la lotta popolare per la libertà. E’ un fatto che resterà nella storia d’Italia”.

Confronto col Risorgimento italiano ( secondo Risorgimento) Difficile. Il primo risorgimento era stato promosso da un'élite culturale e cittadina dal 1815 1870 l'Italia era un paese agricolo, operai non c’erano, ma il Risorgimento italiano si verificò nell'indifferenza dei contadini, o ostilità eccitati dai parroci contrari. Invece in questo secondo risorgimento fu una partecipazione viva sia da parte dei contadini che dei ceti operai, episodio dell’operaio comunista a Torino che assediato si difese e poi si gettò dalla finestra urlando Viva l’Italia
Arturo Carlo Jemolo, scrittore cattolico, indipendente, liberale, sociale; “ si parla della Resistenza, la si celebra, ma non se ne mettono in pratica i valori”

Conclusione finale: la Resistenza alla fine della guerra sul piano internazionale ebbe un peso minimo, se non nullo- i rapporti tra le Grandi Potenze furono stabiliti come rapporti di forza. E allora la resistenza fu inutile? No, costituì una ricca esperienza per tutti i popoli dove si ebbe questo fenomeno, difatti presso quei popoli dove di verificò il fenomeno della resistenza durante la guerra si sente più vivo lo spirito europeistico- documento durante la guerra redatti da rappresentanti della Resistenza di vari paesi che prevedevano la costituzione di una federazione europea.


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Re: Una lezione di storia a scuola

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Tutto qua, e "relata refero". non c'è nulla di mio se non la trascrizione e adattamento. penso che possa interessare leggere come nella nostra scuola facevano queste lezioni di storia. immagino che altri insegnanti avranno presentato in modo diverso..


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