Documenti che non esistono più

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sono piccolo ma crescero
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Documenti che non esistono più

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

"Mio nono me contava che ...."

Beh ormai sono nonno e posso raccontare anche se molti di noi hanno di queste cose un ricordo diretto, per i giovani possono sembrare retaggi di un passato lontano, un poco come mio nonno quando mi raccontava della prima guerra mondiale...

E allora voglio raccontare a qualche giovane che, per caso, passasse per queste pagine, come stavano le cose 40 anni fa facendomi guidare da qualche pezzo di carta che, rassettando la casa, mia moglie ha trovato per caso.

Naturalmente invito gli altri "nonni" a fare altrettanto.


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Il libretto sanitario

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Oggi abbiamo tutti l'assistenza sanitaria, protestiamo che funziona male, ci lamentiamo per i ticket, però tutti l'abbiamo.

Eppure tra il luglio 1972 ed il novembre 1974 io rimasi senza assistenza sanitaria. Ricordo che ero un poco preoccupato, ma ero giovane ed in definitiva accettavo la cosa come normale. Però ero senza assistenza. Se avevo bisogno di un medico, dovevo pagarlo.

Nel 1974 andai ad insegnare e diventai fortunato di nuovo. E questo era un libretto sanitario, che attestava il mio diritto all'assistenza e dove i medici comunicavano tra di loro diagnosi e terapie.

Era naturalmente di carta con la copertina in cartoncino manila verde

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Dentro le istruzioni ed i dati

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Una volta la prima pagina veniva compilata a mano, ma quando fu il mio turno c'erano già i computer, con le stampanti a catena che compilavano i moduli; la stampa, però, era tutta rigorosamente in stampatello maiuscolo. E a riprova che l'assistenza sanitaria si poteva perdere, c'era una pagina dedicata ai rinnovi

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Il libretto sanitario

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

C'erano poi due pagine dedicate a raccogliere alcune informazioni sanitarie, che però non vennero mai compilate, almeno in base alla mia esperienza. Faccio notare che il medico non si chiamava "medico di famiglia", ma "medico di fiducia".

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E poi le pagine dove i medici mettevano le diagnosi ed annotavano le terapie. Così quando uno passava dallo specialista al generico e viceversa, c'era tutta la storia sanitaria di una persona. In definitiva la privacy era salva, visto che il libretto lo custodiva il titolare e lo mostrava lui a chi voleva.

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E poi la privacy, all'epoca, non era di moda. Lo è diventata adesso, quando in pratica non esiste più. E proprio per la privacy, anche se la calligrafia dei medici era illeggibile o quasi, perdonatemi se ho anonimizzato quello che i medici hanno scritto su di me.


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Il lasciapassare o propusniza

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Oggi ci accorgiamo che siamo passati dall'Italia alla Slovenia perché cambia la forma e la lingua dei segnali stradali. Non occorre nemmeno passare dalla quarta alla terza e rallentare. Al posto di confine, che una volta si chiamava, sintomaticamente, posto di blocco, non c'è nessuno.

Una volta, però, non era così ed il confine si sentiva, pesante. Per andare in Yugoslavia occorreva il passaporto.

Per favorire, però, il passaggio del confine alle popolazioni locali era stato predisposto, a seguito di accordi siglati ad Udine nel 1949, un documento speciale, il lasciapassare, noto, per la passione che i triestini hanno per i forestierismi, anche col suo nome croato: propusniza, che si scrive propusnica. Si poteva passare il confine per i valichi principali ed anche per alcuni valichi secondari, appositamente aperti, dove il passaggio era consentito solo ai titolari di lasciapassare e non a quelli con il passaporto.

Anche il lasciapassare aveva la sua copertina di manila verde ed era scritto in tre lingue: italiano, sloveno e croato.

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Sull'interno della copertina, sempre in tre lingue, le avvertenze e poi i dati del titolare.

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Durava tre anni, se ricordo bene, e poi andava rinnovato. Ecco la pagina con i rinnovi. Nella pagina ci sono anche le avvertenze: si poteva restare oltreconfine 3 giorni più quello di arrivo e quello di partenza. Inizialmente c'era anche, se ricordo bene, un limite al numero di volte che, in un mese, si poteva passare il confine. Poi questo limite, credo, venne meno.

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Il lasciapassare o propusniza

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

C'erano poi delle categorie di persone che avevano diritti particolari di passaggio: medici e levatrici

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ed altre categorie (proprietari di terreni oltreconfine, che potevano passare ogni giorno, però solo per un particolare valico e dall'alba al tramonto).

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Il lasciapassare o propusniza

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Al passaggio del confine, sul lasciapassare veniva messo un timbro

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Con gli anni i controlli ai valichi si allentarono e si passava senza ricevere il timbro, con un semplice cenno della mano, ma il consiglio era sempre di farselo mettere per evitare che, davanti a qualche problema, ci fosse il sospetto di un ingresso clandestino.

Era fondamentale avere il lasciapassare, perché in Yugoslavia (non c'era la Slovenia allora) la carne e la benzina costavano molto meno. Si entrava in Yugoslavia con la spia della riserva accesa e si usciva, dopo dieci minuti, col serbatoio pieno: nessuno aveva da eccepire. La carne e gli altri beni che si comperavano potevano venir controllati e c'erano dei limiti alle quantità che si potevano portare oltreconfine: credo che inizialmente ci fossero dei limiti mensili alle quantità ed il lasciapassare prevedeva delle pagine per i controlli doganali

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Non so come funzionassero, perché quando ho cominciato ad usarlo io, questo controllo mensile non c'era più: c'era un limite sulle quantità e sui generi importati: come già detto carne, benzina e generi alimentari lasciavano la Yugoslavia per arrivare a a Trieste. Jeans ed abbigliamento da Trieste andavano in Yugoslavia. E anche l'oro, ma quello non credo che fosse legale portarlo. Ed anche gli elettrodomestici, ed anche in questo caso proprio non so come fosse possibile nascondere una lavatrice in un'utilitaria.

Confesso che quando passo il confine, adesso, senza controlli, liberamente, mi commuovo e sono felice.


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Re: Documenti che non esistono più

Messaggio da babatriestina »

Non illuderti : due settimane fa sono andata a Vienna, in bus ( i nuovo Flixbus), sono 6 ore di viaggio diretto, via Slovenia: all'andata, al confine con al Slovenia, quello di Pesek, sosta , è salito un militare e ci ha controllato passaporti e carte di identità. Lo stesso è accaduto passando dalla Slovenia all'Austria. Nulla al ritorno.

Vista la situazione a rischio terrorismo, su alcuni confini in alcuni versi di passaggio i controlli sono stati ripristinati, Schengen o meno.


Per la propusnica ( e le canzoncine da Finanziere finanziere ad Alza la gamba Mariza! Mostrighe la propusniza!) vorrei raccontare una mia.. disavventura a lieto fine. I valichi erano di due livelli: quelli in cui si poteva passare con passaporto o propusnica, e quelli secondari solo con la seconda. Erano i meno affollati, però con il lasciapassare si poteva andare solo entro 10 km dal confine. era un giorno estivo, e volevo andate un paio d'ore a Pinguente ( Buzet, adesso già Croazia: allora si capiva che si passava da Slovenia a Croazia quando la Gostilna diventava Gostiona) : con la mia 500 di allora prendo entrambi i documenti e vista la fila lunghissima al confine principale, esco da quello secondario col lasciapassare, tanto avevo con me il passaporto. Sono in vista di Pinguente e la Milizia mi ferma-- perchè mancava la I di Italia sulla 500. Documenti! mostro il passaporto: Dove c'è il timbro? Sul lasciapassare! Non va bene Lei doveva timbrare sul passaporto. ma il passaporto è qua.. Multa, per fortuna non ha attaccato col classico Più ti parli più ti paghi... e per di più non avevo dinari.. così finì che me la cavai senza pagare la multa ( non accettavano lire) ma stufa dell'assurdità della burocrazia...


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Re: Documenti che non esistono più

Messaggio da Piereto »

Ogni tanto anche a mi me vien in mente dei controli ai valichi e de come quei de seconda categoria gavesi el loro orario de apertura e chiusura, per cui dopo una certa ora te dovevi far un giro longo per pasar su quei principali de prima cat. per rimpatriar. E qualche volta ai miei familiari, memore de quei tempi, ghe digo : Gavè ciolto la papuza? (Propusnica triestinizada).


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Re: Documenti che non esistono più

Messaggio da Piereto »

Circa l'assistenza sanitaria essa veniva erogata da delle casse mutue di malattia alle quali andavano versati i contributi o da parte del lavoratore autonomo o da parte del datore di lavoro. Quindi a seconda di quanto versato e del tipo di professione, c'erano casse che potevano garantire una assistenza miliore rispetto altre. Molti medici di fiducia agivano sotto diverse casse per cui dovevano alla fine utilizzare modulari differenti e i pazienti dovevano sperare che i consigli medici non fossero calibrati a seconda delle casse. Anche i contributi previdenziali del lavoratore venivano girati a differenti enti previdenziali e il sistema era contributivo e non retributivo come adesso (Tanto percepisci giornalmente, tanto viene versato e accumulato). Allora contavano per coprire un anno di lavoro, i contributi di lavoro ,che potevano essere in alcune professioni del tipo figurato, cioè contributi che andavano a coprire anche dei periodi non lavorativi, oppure esisteva un tetto minimo di contributi per formare un anno contributivo. ( Da ciò è derivato il termine di giungla contributiva). Il sistema previdenziale varato prima della seconda guerra mondiale si reggeva dal punto di vista dell' amministrazione contabile di quanto versato sull'assunto che per ogni uscita di pensione ci fossero almeno due nuove entrate di contribuenti assunti. Tale sistema ha retto fino ad una quindicina di anni fa, quando cioè il numero di nuovi contribuenti è diventato inferiore a quello dei pensionati, e altro fattore determinante è stato il prelievo forzoso da parte dello Stato teso ad erogare una assistenza alla popolazione non lavorante, attingendo però dalle casse della previdenza di chi invece lavora o ha lavorato.


Ciancele
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Re: Documenti che non esistono più

Messaggio da Ciancele »

Cari amici, anca voio contarve la mia aventura, o disanventura, in Jugo. Qualche aneto fa la mia putelina la ga fato 18 ani. Ierimo a Trieste e sicome che la ‘ndava a caval (no quel de San Francesco, quel vero, dele bisteche) ghe go dito che ‘ndemo a Lipiza. A Sesana, al confin, la volevo far pasar col mio pasaporto, gnoco, ma la baba ga dito: drugariza ga 18 ani, drugariza vol pasaporto. Insoma i ghe ga fato un permeso per un giorno. Gavevo lire e qualche marco con mi, ma pochi. I taliani podeva pagar tuto in lire, mi gnoco no. Solo in marchi. Gavemo ingrumà un poco de soldi, fato rastrelamento de tute le scarsele, per poder magnar un toco de pan in quatro. El mulo anca lu no iera più in età de botilieta. Go crompà un caval de porcelana per la muleta e po iero suto (al verde). Solo lire. Go dito: Tornemo a Trieste, parchè qua morimo de fame e de sede. Al confin de Basoviza el mato ne ferma. Mi gavevo machina targada Doicelan. El mato varda el mio pasaporto. Forsi el saveva leger (nome talian, luogo di nascita Trst) parchè el me domanda: Kai imamo (cosa gavemo)? Mi volevo dirghe: Noi, gnente. Mi go. Ma el suo sguardo iera cusì benevolo che go lasà e ghe go risposto par gnoco che no capiso. El me domandà se go qualcosa nel bagagliaio e mi ghe digo de sì, che go un caval. El mato: Mi fazi veder. Ghe go mostrà el caval. Fioi, go pensà, qualis artifex ecc. Qua el mato scariga tuto el Kalashnikov. El me varda e mi lo vardo, coi mii oceti inocenti. Po el me fa: Ide, ide (va, va). Mi son andà. Ala prima posibilità go girà canton e go pensà: Se el me sbara, forsi le bale (i proiettili) no pol girar. Tanti ani dopo son sta a Piran/Portorose e devo dir che i iera più simpatici.


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Re: Documenti che non esistono più

Messaggio da Ciancele »

Caro Piereto, son contento de gaver leto el tuo post. Mal comune mezo gaudio. Le case mutue le xe più o meno tute compagne. Che saria una pezo de l’altra. Con la mia son rabià de diese mesi a questa parte. Te sa che mi son vecio e i mii osi i xe suti. El dotor ga dito che mi dovaria ciapar nove anche e novi zinoci. Sicome che son vecio, el disi che l’operazion va sensa altro ben, ma che no’l sa se anca mi starò ben dopo. Cusì gnente operazion e el me ga dado una riceta per ginastica, 50 sedute o aplicazioni. No voio scriver romanzi e cusì digo che ogi speto ‘ncora de poder cominciar a far ‘sta ginastica. Par no morir vado in un centro a pagamento. Ma par cosa go una casa mutua se devo pagar mi par no morir. Se te son privato, in zinque minuti te ga un apuntamento. El dotor dela mutua ga l’ambulatorio pien e el te disi de tornar tra tre o quatro mesi. Mi me poso permeter de spetar, ma no tuti. Chi che no pol spetar va in ospedal che ga una specie de pronto socorso. Noi paghemo qua circa el 18 percento de contributi. Per ogni zento euro che te guadagni, diaciaoto te devi dargheli al mutua. Anca qua i parla del contrato dele generazioni per le pensioni. Noi gavemo mantignù la pension de quei che iera prima de noi e adeso i giovini devi lavorar par darne a noi veci la pension. Una baba ga scrito qualche giorno fa che ela no vol i contributi dei giovini. La ga dito che ela ga pagà 45 ani de contributi e la vol i sui soldi, quei che ela ga pagà in ‘sti 45 ani. I ga dito che no la capisi gnente. Verso la fine dei ani 70 i ga svodà le casse. Coi contributi dela pension i paga anca la pension de quei che no ga pagà contributi, tipo Germania est, impiegati publici ecc. Logico che no resta soldi pai pensionai veri. E po i se lamenta che i pensionai diventa sempre più povari. Mi grazie a tre riforme dela pension go perso circa el 30 percento. Piereto: Mal comune, mezo gaudio. Ma qua se vedi un mucio de gente che va de scovazon in scovazon e i zerca botilie par ciapar el deposito del vuoto. Zento botilie le dà tra 8 e 15 euro. Ma te sa quanto che ghe vol par trovar zento botilie? ‘sti povareti camina ore e ore e le zento botilie bisogna anca strasinarsele drio. De diversi giorni semo soto zero. Tuti disi che la Germania xe rica e ga lavor, ma no i vivi qua e no i vedi che tanti va a cior la boba, tanti va in una spaceto che dà roba scaduda o che i buta via, e tanti va a comprar dei filialisti sensa personal, tipo Aldi, Lidl. In do parole: Non è tutto oro quel che luce. No stemo a rovinarse la domenica. Steme ben.


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Re: Documenti che non esistono più

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Ho scritto da un'altra parte che mi scadeva la patente. Mi è arrivata, per posta in tre giorni lavorativi (se le poste vogliono sanno essere veloci) la nuova, di plastica, formato carta di credito con una foto piccola piccola.

E adesso addio vecchia patente fatta di quel materiale indefinibile che probabilmente sarà stato una tela impregnata di carta

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Addio cara. Tu mi hai insegnato che in francese patente non si dice "Patant", ma "Permis de conduire". Eri piena di bolli per i rinnovi annuali (che soddisfazione quando abolirono questo balzello) e la mia foto, da te custodita, mi ha conservato immutato com'ero 25 anni fa ;-) e mi ha consentito di restare perennemente giovane.

Addio! Devo distruggerti, ordini dall'alto, sulla lettera di accompagnamento della tua sorellina. Ma prima di farlo ho voluto conservarti in vita con questo ricordo, un poco modificato a onor del vero per garantire la privacy. La foto? No no, nella foto sono proprio io com'ero allora! ;-) :D


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Re: Documenti che non esistono più

Messaggio da babatriestina »

Ho da anni l a nuova di plastica. l a mia vecchia, presa a 18 anni, era stata smarrita in un furto di portafoglio. Però poi me l'hanno restituita, con l'obbligo di distruzione. però...
vedrò di mettervi una più vecchia, di papà..


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Re: Documenti che non esistono più

Messaggio da Ciancele »

sono piccolo ma crescero ha scritto: mer 6 giu 2018, 21:42 Ho scritto da un'altra parte che mi scadeva la patente. Mi è arrivata, per posta in tre giorni lavorativi (se le poste vogliono sanno essere veloci) la nuova, di plastica, formato carta di credito con una foto piccola piccola.
.....
Addio cara. Tu mi hai insegnato che in francese patente non si dice "Patant", ma "Permis de conduire". Eri piena di bolli per i rinnovi annuali (che soddisfazione quando abolirono questo balzello) e la mia foto, da te custodita, mi ha conservato immutato com'ero 25 anni fa ;-) e mi ha consentito di restare perennemente giovane.
Addio! Devo distruggerti, ordini dall'alto, sulla lettera di accompagnamento della tua sorellina. Ma prima di farlo ho voluto conservarti in vita con questo ricordo, un poco modificato a onor del vero per garantire la privacy. La foto? No no, nella foto sono proprio io com'ero allora! ;-) :D
la mia patente è del 1956 con una foto del 1953. Allora eravamo giovani e spensierati. Ci guardavamo nello specchio e dicevamo: Mamma, perchè mi hai fatto così bello?

OT, per modo di dire: Negli anni sessanta mio cugino diceva che andava in Jugo a far benzina e comprare carne. Con la differenza tra il costo in Slovenia e Trieste finanziava il fine settimana fuori.


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Re: Documenti che non esistono più

Messaggio da babatriestina »

Ma ghe iera anche la patente internazionale, el che voleva dir che le patenti locali andava ben solo che in Italia, paressi:
eco de papà, anni 50 el Permis de conduire iera deventado Permesso (internazionale) di condurre
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Italia e AMG FTT

e za che iero, questo xe el passaporto de mio nono, subito dopo la prima guerra
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( provincia Venezia Giulia)


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Re: Documenti che non esistono più

Messaggio da babatriestina »

E se vedi che el xe andado in Austria via Postumia: el ga dovudo far una caterva de visti, el passaporto iera bon solo per Austria Germania e Jugoslavia
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