I Santi triestini fra storia e leggenda

dela Tergeste medieval fin ala proclamazion del portofranco nel Settecento
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Messaggio da ffdt »

emigrata ha scritto:[...] no so se son noiosa!
flag_ts no, no, no, no :-) anzi, tuto 'l contrario :-)
flag_fr no, no, no, no :-) au contraire il est très intéressant :-)
flag_uk no, no, no, no :-) on the contrary it's very interesting :-)

Franco


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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

Sante Eufemia e Tecla
Tradizion ghe attribuissi el martirio nel 256 , persecuzion de Valeriano, doveva esser do sorelle e co un pagan ga proposto de sposarghene una, la ga dito de no, che ela voleva restar vergine perchè la gaveva fatto voto de verginità per restar fedele a Cristo ( sta celebrazion dela verginità iera una dele novità del cristianesimo, che i pagani no rivava a capir).. Ciapada e torturada e mazada insieme alla sorella.
La leggenda, a causa de una scritta trovada molto dopo, dà tradizionalmente la casa de ste do sorelle dove che xe la cesa de san Silvestro.
Immagine
come vedè de sta targa. Anche la cesa de Grignan xe dedicada a ste do sorelle che xe rapresentade nel abside, mosaico de Sbisà, anni '60 del Novecento.
però.....
continua Emigrante?
mi ve zonto solo sta foto
Immagine
e xe un'icona del convento de Maaloula in Siria, e rappresenta santa Tecla.. che combinazion , no? za che là i venera san Sergio...
e sant'Eufemia? a Rovigno, a Grado... la più famosa iera sant'Eufemia de Calcedonia, logo de un concilio ecumenico dei primi tempi dela cesa... e che dovessi esser quela de Rovigno.
Ultima modifica di babatriestina il dom 9 dic 2007, 8:50, modificato 1 volta in totale.


emigrata
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Messaggio da emigrata »

Il 17 novembre si venerano la sorelle Tecla ed Eufemia vergini e martiri, che furono decapitate sotto Valeriano e Gallieno nell’anno 256 per difendere la fede alla quale la madre Epifania le aveva educate.
Il Breviario Triestino del trecento ci dice che le Sante erano venerate come martiri proprie e con ufficio liturgico speciale.
La loro Passio, oltre che nei tre codici triestini ormai noti dell’Archivio Capitolare e dell’Archivio Diplomatico, è presente nel Passionario del secolo XIII conservato anch’esso all’Archivio Capitolare , e nel codice della Biblioteca Ambrosiana .
La Passio che pare redatta sicuramente dopo il IX secolo non sembra attendibile ed è molto probabile che esse siano le stesse Tecla ed Eufemia venerate quali martiri aquileiesi.
Da una più approfondita analisi è verosimile che le stesse martiri “aquileiesi” siano, a loro volta, un adattamento delle omonime martiri orientali Eufemia di Calcedonia e Tecla di Iconio, il cui culto si sarebbe diffuso in occidente in seguito al Concilio di Calcedonia del 451-452
Sappiamo inoltre che le reliquie di Santa Tecla sono venerate in altre città italiane quali Milano, Nola, Ravenna, Piacenza, Pavia, Como, Tortona, Brescia, Verona, Bologna, Grado; e istriane come a Parenzo e Rovigno.
Il Martirologio Geronimiano della seconda metà del V secolo riporta che l’ingressio reliquiarium avvenne ad Aquileia il 3 di settembre, qui Sant’Eufemia divenne martire locale e il suo culto si diffuse in seguito allo scisma dei tre Capitoli, poiché essa, martire calcedonese, rappresentava il simbolo dell’adesione al Concilio di Calcedonia contro quello di Costantinopoli del 553. .
Il Chronicon Patriarcharum Aquileiensium , d’epoca medievale, nomina Tecla ed Eufemia, accanto a Dorotea ed Erasma.
Esse sarebbero state le prime martiri a morire per Cristo e sarebbero state sepolte da Sant’Ermacora, primo vescovo di Aquileia.
Dorotea è in realtà martirizzata a Cesarea, in Cappadocia; mentre Erasma era, come Eufemia, di Iconio.
Non si sa come ebbe origine questo gruppo fittizio di martiri, di fatto però esse non furono aquileiesi ma da Aquileia furono “adottate”, probabilmente per il desiderio di avere tra i propri martiri le prime cristiane morte per Cristo.
Da Aquileia il culto pervenne a Trieste, dove sono venerate solo Tecla ed Eufemia, non prima del VIII secolo giacché lo scisma dei tre Capitoli cessò alla fine del VII.
Attorno alle figure di queste due Sante si è sviluppata una tradizione, non avvallata da riscontri archeologici né epigrafici, che vedrebbe i primi cristiani tergestini riunirsi nella loro casa.
Questa casa si sarebbe trasformata in oratorio dopo la loro morte e convertita in basilica dedicata a S. Silvestro dopo il 313 .
Ma se è vero che le due Sante convissero nè furono martirizzate a Trieste non si può credere ad una loro ipotetica casa.
Quest’ipotesi si basa sull’appurata consuetudine dei primi cristiani di riunirsi a pregare in luoghi fuori le mura, in genere sul posto del supplizio o della sepoltura di un martire; usanza che fece sorgere su questi luoghi, solitamente nei pressi di aree cimiteriali, le prime chiese.
Questa sarebbe l’origine della chiesa di San Silvestro nonché della chiesa dei SS.Martiri, vicine alle necropoli pagane, che sarebbero i due nuclei più antichi della Tergeste cristiana. Secondo Mirabella Roberti , sul posto di San Silvestro, si sarebbe potuta sviluppare una prima aula liturgica salita poi sul Campidoglio.
Contrariamente a quanto sosteneva il Buttignoni nel suo testo del 1936,nel quale dichiarava che la chiesa di San Silvestro era stata costruita nel 313, in una sua indagine in situ il Mirabella non riscontrò una fase più antica della basilica romanica, bensì costatò la presenza di un intricato reticolo di mura appartenenti a casa romane nel quale ha voluto riconoscere, in funzione del dato tradizionale, una probabile sede di culto domestico in un luogo appartato presso le mura com’ è documentato in altre realtà quali a Pola, Parenzo, Aquileia, Verona.
Si tratta però solo di ipotesi in funzione del dato tradizionale.
Va detto inoltre che questa tesi è stata confutata dal Forlati e dalla Scrinari i quali sostengono che il sito della chiesa di San Silvestro venga a trovarsi entro, e non fuori, il perimetro delle mura romane facendo cadere quindi il presupposto sul quale si basava la ricostruzione del Mirabella.
Non come attestazione epigrafica antica, ma come volontà di tramandare una tradizione consolidata, va letta la lapide che fu murata nella parete nord della chiesa di San Silvestro nel 1672, allorché i Gesuiti sovrintesero al restauro della stessa.
In questa lapide si legge appunto che San Silvestro sarebbe stata la casa delle Sante prima di divenire la prima chiesa cristiana di Trieste e sua cattedrale,antecedentemente all’edificazione del duomo.

Il testo dell’iscrizione è il seguente:

TERGESTUM
SS.EVPHEMIA ET TECLAE
NOBIL.VV.ET MM. TERGESTIN.
DOMICILIVM
PRIMVM TEMPLVM ET CATHEDRALE
IMMACVLATAE VIRG. ORATORIVM
RESTAVRATVM
M.D.C.LXXII

Alcuni cronisti parlano di un’altra lapide che si sarebbe rinvenuta in una cantina nei pressi della chiesa, recante in caratteri gotici o lombardi il nome di Evphemia et Tecla.
Tale lapide, a detta dei cronisti, sarebbe il coperchio del sarcofago che avrebbe custodito il corpo delle due martiri e che sarebbe stato posto in una cripta sulla quale sarebbe poi stata costruita la chiesa.
Forse fu questa lapide a dare origine alla tradizione, tuttavia di essa non abbiamo alcun riscontro, poiché non fu trovata durante i vari interventi di restauro.


emigrata
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Messaggio da emigrata »

... ve digo ancora scusa se posto roba in italian... no xe che me piasi sai... ma xe più facile far un copia-incolla con robe che go scrito per la tesi....e forse xe anche più ciaro... visto che mi a scriver in dialeto fazo un mucio de erori...


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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

per el italian no xe problemi, lo conossemo tuti e anzi, i post li capissi meo anche i non triestini.
Semai xe che per chi che no se ga ocupado de sta roba, saria de far un sacco de precisazioni. Ti te dà per scontado che chi che legi sapi presempio cossa che sia el scisma dei Tre capitoli, che mi ghe go messo un saco de tempo prima per scoprirlo e po per zercar de farme un'idea.
El testo a san Silvestro che ta ga copiado xe appunto quel che go messo in foto.

Provo a riassumer , ala bona:
Una certa Eufemia de Calcedonia ( Asia minor, se no me sbaglio no assai lontan de Costantinopoli) e una Tecla di Iconio ( sempre Asia minor, ma più in mezzo, xe l'atual Konya) xe stade martirizzade : quando???
A Calcedonia ghe xe stado un Concilio ecumenico (451) che ga preso delle decisioni, senza andar nei particolari. Xe importante perchè sta roba gaveva quela volta risvolti politici. Nel 553 un Concilio a Costantinopoli ga fato dele modifiche ( i famosi Tre capitoli, cioè tre argomenti) che i ga contestado no tanto, se go ben capido, per la materia in sè che no so gnanca cossa che iera, ma perchè ga voludo missiarse el imperator, che altro no iera che el famoso Giustiniano. Sto imperator che se missia nele robe de cesa ga dado fastidio e un pochi de vescovi soprattutto occidentali ga rifiutado ste modifiche e ga dado origine al cosiddetto Scisma dei tre capitoli. Fra questi me par el vescovo de Aquileia, che se ga trasferido a Grado.. o stago missiando con qualcosa de dopo?
el vescovo de Trieste, cossa ga fato? se sa? quela volta Trieste iera bizantina?

per questo, quei che iera fedeli al precedente concilio, quel de Calcedonia contro le decisioni de Costantinopoli, ga tributado grandi onori a s Eufemia, la santa de Calcedonia. e le s Eufemie xe comparse un poco dapertutto. (ma le reliquie de s Eufemia a Rovigno xe arivade appena nel 800, me par...).
Cussì i ga inventado 4 martiri aquileiesi: Tecla, Eufemia, Dorotea e Erasma. Per vederle, ecovele qua, in un bassorilievo dela basilica de Aquileia: a destra, s Ermacora, imagino:

Immagine
e de queste 4 , due pol esser deventade le nostre Eufemia e Tecla triestine.

probabile invece che no nela loro casa, che no esisteva, ma in quela zona ghe fossi un posto de riunion de cristiani, e le robe torna un poco.


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Messaggio da emigrata »

otimo riasunto del scisma dei tre capitoli...provo a far alcune specifiche, e me permeto perchè ormai go capido che la baba no se la ciapa!!! :lol:

alora: L'imperator Giustiniano el voleva riunir l'impero romano e per far questo el pensava de doverse ingraziar l'imeratrice Teodora de Costantinopoli. Questa la gaveva una certa simpatia per la dotrina Monofisita che la iera stada duramente combatuda durante el Concilio de Calcedonia dela metà del 400.
Cussi l'imperator, no podendo dir che el concilio de calcedonia gaveva dito un mucio de monade ga solamente podesto dichiarar eretici alcuni pensatori che iera stai el pilasto de quel concilio. Eco quindi che Giustiniano dichiara eretici Iba di Edessa, Teodoro di Mopsuestia e Teodoreto di Tiro. po' el gaveva bisogno della firma del Papa per ciò che questa dichiarazion de eresia sia valida...alora el ga fato rapir el papa, che iera un certo Virgilio, lo ga portà a Costantinopoli e lo ga obligà a firmar. Po' lo ga fato tornar a Roma e lo ga costreto a indire un'altro concilio per informar tuti dele nuove decisioni.
A quel punto un pochi de Vescovi se ga ribelà (ala magior parte no ghe ne podeva fregar de meno!) e i se ga riunido ad Aquileia in una sinodo dove che i se ga dichiarado scismatici. Aquileia se ga dichiarà patriarcato autonomo e cussì anche Milano.
A sua volta anche al'interno dela cesa de Aquileia no tuti iera dacordo co sto scisma, alora la cesa xe sta divisa in due: una parte, scismatica resta a Aquileia e continua ad esercitar giurisdizion sui teritori longobardi, l'atra parte se sposta a Grado, ga giurisdizion sui teritori bizantini, e rientra in comunion cola cesa de Roma.
Trieste in tuto sto remitur la sta un poco de qua e un poco de la...i documenti dove che se vedi le presioni de Roma sul vescovo de Trieste perciò che el torni in comunion col Papa xe nel Codice Diplomatico Istriano.

Se ve servi specifiche no esitè a chieder.... e scuseme se qualche volta dago per scontade certe robe....no xe per presunzion, xe solo per no far brodi tropo longhi... che magari xe "indigesti" :lol:


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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

emigrata ha scritto: la baba no se la ciapa!!! :lol:
i se riferiva al numero de post :-D
emigrata ha scritto: alora: L'imperator Giustiniano el voleva riunir l'impero romano e per far questo el pensava de doverse ingraziar l'imperatrice Teodora de Costantinopoli.
che iera sua moglie: el gaveva bisogno de ingraziarse la moglie? la lo tegniva tanto soto zavata? o iera i monofisiti drio de Teodora che el voleva tegnirse in bone? ( per chi che no se ricorda, Teodora xe quela dei mosaici de san Vitale a Ravenna). Giustinian ga per bon riunido per l'ultima volta el impero roman riconquistando l'Italia, ma no i ghe xe stai tanto grati in Italia perchè la guerra xe stada longa, sanguinosa, ga portado miseria e po tasse, anche se i iera "Romani" e no "Barbari". Oviamente, in sta Italia iera compresa Tergeste.

.
emigrata ha scritto: Eco quindi che Giustiniano dichiara eretici Iba di Edessa, Teodoro di Mopsuestia e Teodoreto di Tiro. po' el gaveva bisogno della firma del Papa per ciò che questa dichiarazion de eresia sia valida...alora el ga fato rapir el papa, che iera un certo Virgilio, lo ga portà a Costantinopoli e lo ga obligà a firmar.
Giustinan li ga dichiaradi eretici lu o li ga fati dichiarar de qualche riunion ecclesiastica o un concilio che el ga pilotado come che el voleva?

emigrata ha scritto: Po' lo ga fato tornar a Roma e lo ga costreto a indire un'altro concilio per informar tuti dele nuove decisioni.
xe el concilio de Costantinopoli o un a Roma? per chi che no se ricorda, quela volta i cristiani de oriente e occidente iera ancora unidi e el papa de Roma iera solo che uno dei più importanti vescovi.

emigrata ha scritto: A quel punto un pochi de Vescovi se ga ribelà (ala magior parte no ghe ne podeva fregar de meno!) e i se ga riunido ad Aquileia in una sinodo dove che i se ga dichiarado scismatici. Aquileia se ga dichiarà patriarcato autonomo e cussì anche Milano.
e me par che qualchedun li remenava che i se ga autodefinidi patriarchi.. che po el titolo pian pianin xe finido al vescovo de Venezia, che ancora adesso se ciama patriarca.. ma xe successo secoli dopo.

emigrata ha scritto: A sua volta anche al'interno dela cesa de Aquileia no tuti iera dacordo co sto scisma, alora la cesa xe sta divisa in due: una parte, scismatica resta a Aquileia e continua ad esercitar giurisdizion sui teritori longobardi, l'atra parte se sposta a Grado, ga giurisdizion sui teritori bizantini, e rientra in comunion cola cesa de Roma.
e questo spiega perchè a Grado e Aquileia ghe sia do cese piuttosto grandi per do paesetti come che xe, soprattutto Grado, che gaveva za una cesa, ma che se ga fatto, ara ti, apunto s Eufemia ( in onor dela santa de Calcedonia- ma no i era alora per el scisma?) . E anche in quel brazzo de mar che separa Grado de Aquileia e che quela volta no iera el ponte , passava oltre che una linea religiosa, una distinzion che se conserverà per secoli: in terraferma fedeltà ai Longobardi, al mondo nordico, e po sarà al sacro roman impero, sul mar fedeltà a Bisanzio, a oriente, a mondo meridional e che deventerà col tempo venezian: del patriarca de Grado dipendeva la cesa de Venezia, fin che un giorno i se ga deciso e i ga trasportado la sede a Venezia.
ve ricordè co se diseva che le lagune no xe furlane? anche questo ga contribuido..

per quel che me ricordo, po dopo un pochi de anni de sto scisma i ga fato la pase e i xe rientrai tuti in bona armonia.. i ga continuado a darghe de eretici ai tre o i li ga riabilitai?
me par che prima o dopo i vescovi de Trieste se ga allineado ala linea ufficial ortodossa.


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Messaggio da emigrata »

iera sua moglie: el gaveva bisogno de ingraziarse la moglie? la lo tegniva tanto soto zavata? o iera i monofisiti drio de Teodora che el voleva tegnirse in bone?
...se parlava de Giustiniano e Teodora....e come sempra vinzi le Babe...e per fala contenta el ga fato tuto sto remitur... ma in realtà penso che drio de ela ghe fussi dei rapresentanti politicamente più validi che simpatizava per la dotrina monofisita
Giustinan li ga dichiaradi eretici lu o li ga fati dichiarar de qualche riunion ecclesiastica o un concilio che el ga pilotado come che el voleva?
Nol podeva farlo lui, lu ga podesto solamente far un edito imperial nel 545 dove che el diseva che i monofisiti iera nemici del'impero ma per la condana religiosa el gaveva bisogno dela firma del Papa, Xe per questo che el caro Giustiniano el ga costreto a son de s'ciafoni el papa Virgilio a indir el concilio secondo costantinopolitano del 5 maggio 553 dove che ghe se sta dito al mondo che i tre teologi iera condanai come eretici


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Messaggio da emigrata »

po dopo un pochi de anni de sto scisma i ga fato la pase e i xe rientrai tuti in bona armonia
la cesa de aquileia xe rientrada in comunion cola cesa de Roma nel 607


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Messaggio da emigrata »

L’ufficiale Zenone e la vergine Giustina sono martiri sotto Diocleziano e Massimiano, il 13 luglio 289.
Da un’iscrizione sappiamo che in epoca imprecisata furono tolte de altari sum(m)o ecc(lesiae) s(an)ctor(um) mar(tyrum) ex(tra) menia civitat(is) e traslate in cattedrale le reliquie dei Santi Zenone e Giustina, cives tergestini
L’iscrizione su lamina di piombo , di epoca tardo medievale è stata scoperta nel 1859 sotto quello che era l’altare dell’Immacolata, ora del Santissimo, in cattedrale.
Kandler proponeva un’inaccettabile datazione all’anno 568, richiamandosi all’antica tradizione che vede Geminiano, supposto vescovo cittadino, costretto a spostare a Grado le reliquie di ottantadue Santi in vista dell’arrivo dei longobardi.
Egli credette di potersi appoggiare all’antica cronachistica veneziana che ci dice che Paolo, patriarca di Aquileia, riparò a Grado in quell’occasione e inviò Geminiano a prelevare i corpi dalla chiesa dei SS.Martiri.
Nella lamina tuttavia non solo non è menzionato in alcun modo il nome di Geminiano, ma non ci sono neppure riferimenti cronologici di sorta che permettano una datazione di questo documento.
Sappiamo che Kandler teneva in grande considerazione i ritrovamenti della zona cimiteriale adiacente la chiesa dei SS.Martiri e che riconosceva in questa necropoli il luogo di sepoltura più nobile della città, dove a suo dire giacevano un gran numero di martiri.
Secondo la leggenda, accolta da Kandler, i triestini, prima dell’arrivo di Geminiano, avrebbero occultato dalla chiesa dei SS.Martiri i corpi di tre martiri, Zenone Giustina e un terzo Santo innominato, allo scopo di impedire che fossero portati lontano dalla città.
Queste reliquie sarebbero state nascoste sotto l’arca di San Lazzaro in duomo, mentre le reliquie dei patroni della città erano state traslate in cattedrale già tempo prima.
Su queste basi Kandler datava la lamina plumbea al 568 .
Ad una cronologia così alta si oppongono valutazioni di tipo paleografico, oltre che motivazioni linguistiche, cioè sembra che l'analisi del modo in cui è incisa la scritta sulla lamina non sia compatibile con quelsta datazione.
Anche la supposta traslazione delle reliquie a Grado non ha riscontri di alcun genere.
L’iscrizione sulla lamina plumbea in esame ci informa anche che Zenone e Giustina sono cives tergestini. Questa affermazione pare tutt’altro che attendibile e solleva problemi di carattere agiografico notevoli.
La Passio dei martiri è edita per la prima volta in traduzione italiana nel 1611 dal Manzuoli che la derivava da documenti tergestini.
Troviamo infatti la Passio di Zenone e Giustina nel Breviario dell’Archivio Capitolare , e nel Breviario della Biblioteca Civica di Trieste .
Un’altra fonte coeva e quelle triestine è il Breviario dell’Archivio Capitolare di Udine . La Passio è infine presente nel già citato codice L.22.Suss della Biblioteca Ambrosiana .
Alcuni agiografi ritengono che si tratti di una composizione tardo medievale. Il Lanzoni pone l’accento sulla somiglianza della Passio con la leggenda greca dei martiri Dorotea e Teofilo.
Tutti gli studiosi sono concordi nel riconoscere nei Santi in questione i due omonimi di Verona, il cui culto sarebbe stato importato e diffuso sulla costa istriana.
Il rapporto tra la chiesa veronese e quella tergestina è altresì comprovato dalla presenza della passio di San Giusto in un Passionarium seu uitae sanctorum conservato alla Biblioteca Capitolare di Verona, e senza dubbio composto nella stessa città nei primissimi anni del IX secolo, e che attesta non solo la probabile circolazione di reliquie tra i due centri ma anche la diffusione delle leggende martiriali che le accompagnano.
Non è inoltre da escutere che Giustina sia stata considerata triestina per l’omonimia con Santo patrono.
La Passio non ci informa circa il luogo di sepoltura dei due martiri, così viene meno una delle due principali coordinate agiografiche atte a stabilire l’attendibilità del culto.
Sappiamo solo che viri religiosi… cum omni reverentia sepelierunt eam (Giustina) foris civitatem , e neppure l’esplorazione archeologica o il riscontro epigrafico ci forniscono informazioni a tale proposito.
Nel 1986 fu effettuata l’analisi delle ossa ad opera del Corrain : nelle due cassette in esame lo studioso ha riconosciuto le ossa di quattro individui nei quali si dovrebbero riconoscere i tre indicati dalla lamina plumbea, più Lazzaro, poiché è sotto l’altare a questi dedicato fin dal trecento che le reliquie erano custodite.
Vi è inoltre la presenza di un quinto, ignoto scheletro.
Corrain ha riconosciuto i resti di due maschi e tre femmine, tutti di età adulta.
Non vi sarebbero resti di una giovane quale dovrebbe essere la puella Giustina.
Un’incognita rilevante è costituita dal terzo Santo di cui ci parla la lamina plumbea, quello innominato.
E’ allettante ipotizzare che il corpo di Giusto sia stato tumulato nel cimitero dei SS.Martiri e che sia stato traslato assieme a quello dei Santi Giustina e Lazzaro in cattedrale.
Tuttavia, seppur allettanti sono solo ipotesi che per il momento non hanno alcun riscontro rilevante se non quello della probabilità.
Uno studio del Lettich , che mirava ad identificare con maggior precisione i generici Santi Martiri cui era titolata la chiesa extra murana, ha creduto di poter fare riferimento alla nostra lamina per una costatazione che la valorizza e le attribuisce imporanza nonostante la datazione quasi sicuramente tarda.

Se anche la lamina è tardo medievale sappiamo quindi che in quegli anni la gente venerava una pluralità di martiri, in parte ignoti, il cui culto, e probabilmente la sepoltura, avevano sede nella chiesa a loro dedicata; e che queste reliquie furono traslate in cattedrale, o in una delle due chiese preesistenti, sul colle.
Infine il fatto che le reliquie siano custodite sotto l’altare di San Lazzaro rappresenta un termine per datare la lamina, ma si può mettere in dubbio che questa sia anche la data della traslazione delle reliquie dalla chiesa extramurana dei SS.Martiri alla collocazione attuale.
Se è vero che la cappella di San Lazzaro, detta poi della Pietà, occupò il posto di un’absidiola settentrionale nella basilica della Vergine nel 1364 ( ma ho trovato anche la data del 1312) e che la traslazione potrebbe essere collocata tra il 1368-69 allorché la città fu messa sotto assedio dai veneziani; è altrettanto vero che il testo della lamina non fa alcun cenno a questi fatti.
Allegati
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Messaggio da babatriestina »

Qua te ne ga messo tuta la critica, ma per far conosser la leggenda, xe de zontar che a santa Giustina ghe xe attribuida la solita verginità votada a Cristo e el martirio, e sto Zenone, che iera pagan e assisteva al processo, la ga remenada: Portime un pochi de frutti del Paradiso e ela, poco prima de morir, ghe ga fatto aver dei frutti arivai miracolosamente. alora el se ga convertido e el xe morto martire anca lu. Storia che vien contada, con varianti, anche de altre coppie de martiri.
probabilmente se tratta de una identificazion, magari basada su qualche reliquia, con santa Giustina de Padova e san Zenone de Verona, che saria quel dela famosa cesa romanica de san Zeno e che ve mostro qua, de una vecia foto che go fato nei anni 60:
Immagine
insomma, in quel periodo i santi veneti iera un poco.. in comun! :-D


Altra roba xe san Sergio: qua l'identificazion xe ciara con un militar morto in Siria nel 303 e venerado dela cesa soprattutto oriental : i santi Sergio e Bacco xe venerai a Maaloula in Siria dove che ve mostro la loro icona
Immagine
ma anche a Costantinopoli, la cesa dei Santi Sergio e Bacco esisti ancora: la xe stada costruida de Giustiniano, un poco simile a san Vitale de Ravenna, e adesso la xe trasformada in moschea e i turchi la ciama la Kuciuk Ayia Sofia, cioè la Piccola Santa Sofia.
De san Sergio la leggenda disi che prima de andar in Siria el iera de servizio qua, se no sbaglio cola legion Apollinare e che el se gaveva cussì afezionado ai Tregestini che el ga dito che se el mori in oriente el farà arivar un segno del ciel.. e cussì la legenda disi che xe cascada l'alabarda de san Sergio, che in realtà xe de epoca molto più tarda.
A Emigrante confermar la leggenda del passaggio real de san Sergio qua, cussì gavemo un pochi de santi orientai e un pochi de occidentai "importai" nela nostra città.
resta san Servolo e san Giusto, che xe i due che xe più probabili veramente santi locali.


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Messaggio da emigrata »

come sempre devo dir: Grande Baba!!!... te sa che la legenda de Zenone e Giustina no la gavevo mai sentida...purtropo quando che se studia per cussì dir "scientificamente"... spesso se se perdi el più bel... cioè la legenda, le tradizioni pololari...insoma GRAZIE!!!!

Quanto a SAN SERGIO xe proprio come che te disi ti, el gaveva promesso che se el morirà lontan de trieste ( el iera tribuno dela XV legione militare) el manderà un segno dal cielo, e xe cascada l'alabarda...che po' no xe proprio un alabarda ma una picca e la se medieval e no romana (gli Statuti comunali del 1350 i la ciama più appropriatamente “lancia di S. Sergio”).
....e se disi che no la ciapa la ruzine e che no la se ossida...tuto questo xe suceso quando Sergio mori martire, decapitato a Rosapha in Siria durante el regno de Massimiano Daia , il 7 ottobre del 303.
L’alabarda xè pei triestini segno di fede religiosa e di impegno civico: questo misiot de carateri laici e sacri me par eser distintivo dela religiosità dei triestini.

comunque par un paradoso ma un santo cussi importante per trieste, al punto che l'alabarda xe el suo simbolo, no xe tanto studiado e ghe xe abastanza poche notizie che posso darve oltre ala legenda che ga za contado la Baba. Par certo che sia el staso sergio dela copia Sergio e Bacco tanto venerati in oriente e ancora una volta saria un esempio de "adozione a distanza" dei nostri santi. Inoltre el culto non xe menzionado nel ormai famoso e antico breviario conservato in città.

El suo culto iera difuso a Ravena ma la sua Passio, drio quel che disi un dei magiori agiografi,Gregoire , ga scarso valor storico.
Buttignoni disi che una cesa a lui dedicada iera vizin al duomo, sul clivio, e che el culto che ghe iera tributado xe sta costante nei ani.
Ttavia no so ben su cossa che se basa sta informazion e ve saria grata a tuti se savessi darme qualche notizia su sta cesa che no la xe più.


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Messaggio da rofizal »

babatriestina ha scritto:S Apollinare:
Infierendo la persecuzione ordinata da Antonino Pio
[....]
morto el 6 dicembre del 151
emigrata ha scritto:Sant’Apollinare suddiacono, subì il martirio durante il regno di Antonino Caracalla ( 211-217 )


Mama mia che confusion de date! :wink:

Sicome Apollinare xe una dele voci che go za meso nel progeto, poso dir la mia, perché go za fato dele ricerche.

In rede (e nei libri) se trova de tuto, ma mi tenio per bon quanto dixi la Diocesi.

Quindi, a parte le fato che probabilmente no xe mai esistido, che i sui resti no xe mai stadi trovadi e che, come gavè za dito, podesi eser una interpretazion nostrana de quel de Ravenna, el punto fermo sembra comunque eser che la data del presunto martirio xe 5 dicembre 142 (anche se poi el vien festegiado el 6 dicembre, ma adeso i cerca de festegiarlo insieme ai altri triestini, proprio per el dubio sula sua esistenza).

Quindi:

1) ga ragion Betta quando la metti el martirio sotto Antonino Pio (imperator dal 138 al 161)

2) xe completamente priva de fondamento la notizia (reperibile purtropo su internet) che el fato sia suceso suto Caracalla (!) che, coma ga dito giustamente la stesa Emigrata, xe stado imperator dal 211 al 217 ! Probabilmente chi ga scrito su quei siti, poco scrupoloso, ga ciapado el nome de l'imperator "Antonino" per quel de Caracalla (che se ciamava in efeti Marco Aurelio Antonino) e no per quel de Antonino Pio. Ma bastava controlar le date...


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rofizal
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Messaggio da rofizal »

Tuti, purtopo, podemo sbaiar. El problema no xe questo. Me spaventa el fato che se un sbaia nisun lo coregi. Cusì resta notizie sbaiade che pol inganar altre persone. Inveze de opera de informazion se fa el contrario.

Una preghiera. Anche se no son né aministrator né moderator, ma volesi utilizar le informazioni qua racolte per sto benedeto progeto (co rivo). Per favor, metè le fonti da cui racogliè le notizie (e le foto, che dovesi gaver anche la data in cui le xe stade fate, oltre all'autor), altrimenti no le ga alcun valor e le xe inutilizabili.


emigrata
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Messaggio da emigrata »

gentile Rofizal, intanto lassite dir grazie per eser intervenudo in sto dibatito che altrimenti risc'iava de eser limitato a mi e ala babatriestina. più semo più me par interesante.

riguardo ala datazione de Apolinare, me dispiasi che ti te pensi che la mia fonte principal sia internet, perchè, grazie a dio, go podesto aprofondir i miei studi su fonti un pochetin più documentade e atendibili.
senza nula toglier alla potenza e utilità del mezo informatico!!!!

quindi tornemo a noi: la datazione con Antonino Caracalla la xe presente sia nel BHL (Bibliotheca Agiographica Latina) sia nel CDI (Codice Diplomatico Istriano) dove che vien riportada la Passio per mano del Kandler: per quanto riguarda questa ultima fonte vien espressamente dito: Tratta da copia fatta nel 1740 di propria mano da Mons. Aldrago dei Piccardi mentre era Canonico di Trieste (poi Vescovo di Pedena) dotto di diplomatica, che la trasse = a quodam pervetusto Codice Gothicis caracteribus per Presb. L. de Cunigliano exarrato. - Confrontata con breviarî del secolo XIII)......quindi sicome de sto testo del presbitero no xe traccia xe sai facile dir che poderia eser un falso.
Però solamente un per de ani fa xe sta ritrovado l'original de sto testo del presbitero e se ga visto che xe un scrito antico (XIII) e che kandler e Aldrago iera stai 'sai fedeli nela copia.
quindi pareria eser una fonte atendibile.

po va dito che xe sempre una fonte medieval e che pol eser sogeta a corruzioni nele trascrizioni, che come ben savè xe sai facili, specie per i numeri romani che identifica i ani de regno dei vari Imperatori...quindi, dito questo, saria ben eser un poco più prudenti (e me lo digo a mi per prima!!!) prima de dar per certo el martirio soto Antonino Pio o Caracalla!!!!!

quanto ala storia dele persecuzioni nè l'uno nè l'altro imperatore furono convinti persecutori, anzi sembra che dimostrarono entrambi una certa clemenza e tolleranza....ma anche su questo xe tesi e idee anche diametralmente oposte...

quanto ala bibliografia... te ga ragion... anche se ormai xe un poco tardi... se te vol te la mando per privato, se te me disi cosa che te interesa nel specifico...

grazie ancora


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Messaggio da rofizal »

emigrata ha scritto:gentile Rofizal, intanto lassite dir grazie per eser intervenudo in sto dibatito che altrimenti risc'iava de eser limitato a mi e ala babatriestina. più semo più me par interesante.
Purtropo la magior parte dei discorsi un poco più aprofonditi no ga molti partecipanti. :( Se sperabile che almeno i altri legi, se no altro per la fadiga che se fa a zercar le notizie e a scriverle. :wink:
emigrata ha scritto:me dispiasi che ti te pensi che la mia fonte principal sia internet, perchè, grazie a dio, go podesto aprofondir i miei studi su fonti un pochetin più documentade e atendibili. senza nula toglier alla potenza e utilità del mezo informatico!!!!
Qua no condivido el pensiero comune. Mi credo che internet sia molto più utile e potente dela carta stampata, per varie ragioni che adeso no stago a dir. Solo che bisogna distinguer tra le fonti atendibili e quele no, e la magior parte dele informazion no xe scrite in italian. Però proprio per noi italiani, che gavemo una publicazion libraria piutosto limitada, internet xe de una utilità enorme perché ne permeti de atinger a fonti impensabili.
emigrata ha scritto: la datazione con Antonino Caracalla la xe presente sia nel BHL (Bibliotheca Agiographica Latina) sia nel CDI (Codice Diplomatico Istriano)
Forsi te lo sa za, ma su internet ghe xe el CDI completo (progeto serio con partecipazion anche de l'Università de Trieste) con ricerca su database:
http://140.105.55.157/cgi-bin/sa/baseweb_main
Cusì me xe stado facile controlar, e xe vero, xe scrito "6 decembre, Anno 200 e qualche". Premesso che sembra se trati proprio de una legenda (e quindi i anni val quel che val) e che l'indicazion dela data xe alquanto vaga, la Diocesi triestina dixi testualmente "Secondo la passio egli subì il martirio al tempo dell’imperatore Antonino, il 5 dicembre 142." (vedi http://www.webdiocesi.chiesacattolica.i ... gina=20372 ). Pur tratandose de legenda (i dixi anche "non potendosi con certezza individuare i resti del martire triestino, si decise di non inserirlo con una memoria propria nel calendario diocesano"), esendo stado riconosudo dala stesa ciesa per tanto tempo, mi ghe dago più credito a lori, anche se poso sbaiar.

Riguardo al Kandler, penso che el suo sia stado un lavoro fantastico e utilissimo, ma purtropo molto impreciso, non per colpa sua. Come che te disi ti stesa, i documenti antichi vien speso ricopiadi o leti mal o mal interpretadi. Molte date e fati xe stadi poi smentidi, ma indubiamente xe una valida fonte de informazioni per ulteriori ricerche.

Quel che su sto discorso purtropo manca xe la fonte de informazion che ga utilizado la Diocesi triestina. Grave lacuna!

Conclusion. Sto Apollinare par sia pura legenda, no se sa esatamente quando la sia nata, quel che me da fastidio xe che se posi meterla adiritura soto due imperatori diversi, a distanza de quasi 100 anni !! (o poco meno) Saria come a dir tra, che ne so, el 1915 e el 2007.... me par che no sia proprio la stesa roba.


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Messaggio da rofizal »

rofizal ha scritto:Quel che su sto discorso purtropo manca xe la fonte de informazion che ga utilizado la Diocesi triestina. Grave lacuna!
Me coregio da solo. I dixi :
"Secondo la passio"
No son però un esperto de ciesa, e no so cos' che sia sta "passio". Forsi Betta me pol iluminar.


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Messaggio da rofizal »

Rivo sempre prima mi! :wink:
Me sembra de aver capido che con el termine "passio" se intendi genericamente tuti i documenti (più o meno atendibili) relativi ala pasion dei vari martiri (oltre a quela famosa de Cristo, oviamente). Niente de specifico quindi.


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Messaggio da emigrata »

caro Rofizal, permetime de restar sule mie e de creder alla datazion con Caracala... del resto il mondo e bello perchè è vario... e xe posto per tuti.

Quanto ala Passio... atenzion a sotovalutar sto tipo de documento... se trata dela narazion dela vita e del martirio dei santi e xe un genere leterario antichisimo ( cioè fin da subito dopo el martirio) e anche se spessisimo ne riva atraverso redazioni un poco più tarde, pei nostri santi le xe quasi tute carolingie, tutavia se pol riconoser al'interno dei passi che xe ciaro che i xe stadi copiadi da documenti più antichi... cusì se crea una specie de continuità tra el raconto che ne riva a noi e quel fato in origine dai primi fedeli.... quindi dal testo dela Passio se pol dedure numerosisime informazioni sula vita dele comunità religiose, sulle pratiche forensi, sulla difusione dei culti e sulle credenze, sula ferocia dele persecuzioni,ecc ecc....
quindi xe una fonte importantisima!!!

Quanto al CDI so benissimo che el xe in rete... e come che te pol veder Kandler disi proprio Caracalla!!!! :lol: ( so ben, come che te go za dito che K. no sia el vangelo.... ma te prego de crederme.... nianche el sito dela diocesi xe el vangelo!!)

PS. se te interesa la bibliografia son a disposizion.


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Messaggio da emigrata »

Sto Apollinare par sia pura legenda, no se sa esatamente quando la sia nata
dimenticavo....no xe che sia legenda... xe semplicemente che se trata del'Apolinare de Ravena...e lo gavemo "adotà" come che sucedi per quasi tuti i nostri santi principali... niente de più e niente de meno!!


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