El teritorio de Trieste tra el XIV secolo e el XVIII secolo

dela Tergeste medieval fin ala proclamazion del portofranco nel Settecento
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El teritorio de Trieste tra el XIV secolo e el XVIII secolo

Messaggio da granzo » martedì 3 gennaio 2006, 0:30

Nel XIV sec. la cita` iera divisa in quatro quartieri :Castello, Riborgo, Mercato e Cavana.
E ghe iera anche 12 borgate: Barcola, Gretta, Rojano, Scorcola, Cologna, Guardiella, Chiadino, Rozzol, Santa Maria Superiore e Inferiore, Chiarbola superiore e inferiore.
El teritorio circostante gaveva 12 "ville": Santa Croce, Prosecco, Contovello, Opcina, Banne, Trebiciano, Padriciano, Gropada, Basovizza, Lipizza, Longera e Servola.
Nel 1700 le "ville" iera ciamade decanati (dei distreti controladi dala publica sicureza).
Ogni decanato iera sorvegliado da un decano.
Le "ville" e le borgate gaveva un capo-villa ciamado suppano (zupan in sloven) che doveva far rispetar le legi e i regolamenti.



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Messaggio da AdlerTS » giovedì 5 gennaio 2006, 23:00

Posso solo aggiunger che la figura del Suppano ga cessado de esister per disposizion magistratuale nel 1842.



Tu1

Messaggio da Tu1 » lunedì 27 febbraio 2006, 15:59

La vision dela zità nel XIV sec. andarà probabilmente rivista, con la zonta de un novo "rion" (S.Martino) viste le recenti scoperte..come andarà rivisto el numero totale de abitanti del tempo (più dei 4-5000 che se saveva)..

De più non so....



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Re: El teritorio de Trieste tra el XIV secolo e el XVIII sec

Messaggio da AdlerTS » domenica 18 giugno 2006, 22:46

granzo ha scritto:Le "ville" e le borgate gaveva un capo-villa ciamado suppano (zupan in sloven) che doveva far rispetar le legi e i regolamenti.
Gavè mai fato caso a come se disi sindaco in sloven ? Župan :-D



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Messaggio da AdlerTS » lunedì 30 ottobre 2006, 21:31

L'ennesimo regalo dell'amico Mario, che non so più con che termini ringraziar:
Allegati
mappa 1300.jpg



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Messaggio da babatriestina » lunedì 30 ottobre 2006, 22:50

Pe ringrazia anche Caprin :-D , che tute ste piante xe rifacimenti o copie dela sua nel libro Il trecento a Trieste. No penserè miga che xe restade le mappe catastali del 300! xe una ricostruzion ottocentesca, che però tuti ciol per bona

e za che gavemo la piantina, ve riposto un passo che gavevo copiado dela storia de Trieste de Jacopo Cavalli del 1875 , che descriveva le torri e le mura:

Partendo dal punto dov'è presentemente il baluardo della città ( Castel?) , le mura scendevano diritte nell'androna del Macello Vecchio ( che no esisti più, credo), in Riborgo, imboccavano la contrada delle Beccherie, ne seguivano la curva, e pochi passi prima di arrivare in Malcantone, prendevano in linea obliqua la direzione di via del Teatro, e riuscivano all'estremità della Piazza Grande. Di qui costeggiavano il porto o mandracchio , ch'era nel sito del Giardino ( i lumini blu di Piazza grande); indi percorrevano le vie della Pescheria e dei Fornelli sino a toccare quella del Fortino. Qui piegavano ad angolo retto, entravano nella via delle Mura, e attraversata la piazza del Barbacane, infilavano l'androna degli Orti, giravano a sinistra del duomo (San Giusto??) , dopo del quale, incurvate alcun poco, andavano a ricongiungersi sulla sommità del colle nel punto di dove prendemmo le mosse. Da Barbacane si staccava un'altra cinta, che andava su per la via San Michele e si riuniva alle mura principali sotto il coro della cattedrale ( dovessi esser ancora visibili). Questa era la contrada di san Lorenzo Nota: i forestieri che intendevano domiciliarsi in Trieste dovevano fabbricare in questa contrada; il comune dava loro il fondo gratuitamente e li esentava per cinque aani da ogni gravezza vedi Statuti di Trieste libr 1 rubrica 95.

Nelle mura si aprivano cinque porte principali, cui sovrastavano alti e larghi torrioni da contenere parecchi armati, ed erano munite da fosse esterne, da barbacani, da ponti levatoi e da altre opere di difesa, come portava il costume di quel tempo. le porte principali erano queste: Donota, Riborgo, del Porto, Cavana e San Michele. Le due prime sono ricordate ancora da lapidi poste agli sbocchi delle vie che ne conservano i nomi ( esisti ancora?). Porta del Porto dava sul mandracchio; porta Cavana era fra le vie del Fortino e delle Mura; san Michele sulla piazzetta del Barbacane. C'erano quattro porte secondarie: delle Saline, Portizza, san Lorenzo e Pusterla. Questa i documenti dicono ch'era nella contrada del Castello -nota Vicedomini Vol OOO 132 manoscritto Archivio Diplomatico- ma il sito non lo precisano.. Porta san Lorenzo era sulla via della Cattedrale, su quel ripiano che sovrasta il giardino di casa Prandi . Portizza non occorre indicare; dura ancora,. Porta delle Saline stava fra quella e porta a Riborgo.
Afforzavano le mura alcune torri che s'innalzavano fra porta e porta, e se ne vedeva alcuna qua e là per la città, accanto alle case dei nobili; altre, come sentinelle avanzate, stavano fuori dalla cinta
Nomi delle torri, tratti da ms dell'Archivio: Sant'Apollinare, san Sergio, Pozzacchera, Sam Giacomo, Rampana, Baseggio, delel Beccheire, Fradaia o Fradella, de pescatori, Zenovese, Tiepolo, della Bianca, Galsegna, Cinisa, Cucherna,Caboro, Cella o delle Monache, Calcara o Chaiucara, San Servolo, Nontemer, Giolanda, dei Corvi, San Pietro, Carbonara, Cavriolo, santi Martiri, Valesio

Il palazzo del comune era sulla Piazza Grande, a pochi passi dal porto, e avea la facciata volta al palazzo municipale odierno- nota .. due statue di bronzo mobili, dette dal volgo i Mori di piazza, battevano le ore il primo orologio pubblico è del 1356- , allora casa del comune di forma modesta. Fra questi due edifizi stava, come adesso sta adesso , la piazza in forma quadrangolare; ma senza la fontana e la colonna che si vedono al presente....
il palazzo del podestà sorgeva tra lo sbocco della via Malcantone e la demolita chiesa di San Pietro, e chiudeva quella via che oggi da Piazza Grande mette nel Corso....



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Messaggio da AdlerTS » martedì 31 ottobre 2006, 12:41

babatriestina ha scritto:Pe ringrazia anche Caprin :-D , che tute ste piante xe rifacimenti o copie dela sua nel libro Il trecento a Trieste. No penserè miga che xe restade le mappe catastali del 300! xe una ricostruzion ottocentesca, che però tuti ciol per bona e za che gavemo la piantina, ve riposto un passo che gavevo copiado dela storia de Trieste de Jacopo Cavalli del 1875 , che descriveva le torri e le mura
La replica de Mario:
la piantina la gò calcada da una del sior Giulio de Franceschi su indicazion del Cavalli



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Messaggio da babatriestina » domenica 19 novembre 2006, 16:14

za che semo qua, meto un per de immagini dela Tor Cucherna:
per cominciar una riportada nel libro de Benco su Trieste, che mostra la torre come che la iera nel 800 prima dei restauri:
Immagine
e come che la xe oggi, cole foie de edera e vite vergine rosse
Immagine
Immagine
Una curiosità: Nel opera de Illesberg Trittico el secondo atto rappresenta una putela, piantada del fidanzato ( atto 1- carneval) che la notte de Nadal la metti al mondo un fio nela Tor Cucherna, un poco come un presepio.



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Messaggio da AdlerTS » domenica 19 novembre 2006, 20:56

L'impagabile Mario ne manda questa piantina de Giulio de Franceschi (su indicazion del Cavalli) con la posizion delle saline.

Immagine



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Messaggio da AdlerTS » venerdì 23 febbraio 2007, 21:56

Go trovado el tempo de far sto disegneto che riassumi de novo el discorso delle mura, nonché del Forte Amarina e el Castel de S. Vito.

In realtà xe un po' forzado perché mostra elementi de epoche diverse, però credo funzioni.
Allegati
mura.jpg



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Messaggio da babatriestina » sabato 24 febbraio 2007, 9:43

La più parte de ste cartine dela Trieste del Trecento xe ispirade del affresco de san Giusto, quel che xe adesso in Battistero, che rappresenta el santo con la città in man. De quela, che xe abastanza realistica, anche se molto consumada, xe stade tirade (nel ottocento) ste cartine. Po xe anche un sacco de stampe romantiche che zerca de dar un'idea dela ricostruzion dela città nele epoche varie: ecove una dele tante, la gavevo becada sul Piccolo anni fa:
Immagine
esisti una simile, che vol rappresentar la Trieste romana. El autor, dovesi esser Rieger che gaveva fatto dei acquarelli, credo.

tante de ste cartine le xe sul catalogo dela mostra Marie Teresa, Trieste e il porto, ma no credo che se le possi postar per el copyright



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Messaggio da babatriestina » venerdì 2 marzo 2007, 14:11

La version col panorama "roman" de fantasia e cola ricostruzion dela città fata del affresco de san Giusto, le podè veder qua
http://www.itccarli.it/italiano/cmtsstor.htm
xe una breve storia de Trieste del sito del Carli cole do immagini.
Sempre per versioni più o meno fantasiose, xe chi che credi de riconosser el porto de Trieste nei bassorilievi della Colonna Traiana. Inveze me par più plausibile un panorama de un quadro de Giovanni Bellini che podessi esser ispirado a Trieste ( interpretazion dela esperta de quadri Marisa Fiorin). V e la fazzo veder, se vedi in alto una roba che pol parer el castel, a destra dela Madonna , che qua no go messo, xe una collina che par san Vito, e davanti podessi esser i muri che sera el porto. el quadro xe del Quatrocento e xe al Accademia a Venezia
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Messaggio da AdlerTS » lunedì 5 gennaio 2009, 18:44

Me riallaccio qua per meter una piccola descrizion ottocentesca del territorio triestin:

Il cosiddetto corpo civico aveva come confini verso Duino il porto di Sestiana, verso il Montano la strada che cosiddetta Carraria, cioè quella che venendo da Duino andava ad Opchiena, a Trebich, poi a S. Odorico della Valle (detto anche Dollina); ripiegando poi per Stramar. Comprendeva anche la cosiddetta Vena, le sommità dei Monti che fanno corona a Trieste: andava escluso quanto stava fra la strada d'Istria ed il mare ; Servola, le Calvole appartenevano al distretto, e propriamente stavano sotto giurisdizione signoriale del clero, del Vescovato cioè (Servola) e del Capitolo (le Calvole), come riportato anche dal sigillo trecentesco "Sistilianum, pubblica, Castilier, Mare, certo dot mihi fines."

Di maggior ampiezza era il territorio, i confini del quale erano S. Canciano del Timavo superiore, S. Primo di Materia, le sorgenti del Risano, tutto ciò che poi formò le Signorie di Schwarzenegg, di S. Servolo e di Ramfenberg o Materia.

Questo territorio costituiva l'Episcopato di Trieste, inteso come dominio laico dei Vescovi. Erano di giurisdizione vescovile Servola, Opchiena, Lipizza, Basovizza, Dollina, Crogle, Bolunz, Log, Borst, Sabrese, Grozhana, Verchpole, Draga, Micheli, Nassirz, Klaniz Presniza, Ocisla, Becca, Cernotig, Petrinie, Cernicall, S. Servolo, Prebeneg, Lonche.

Quando nel secolo XIII i Vescovi rinunciarono al Comune, al Vescovo rimase il dominio fondale per la percezione dei Cannoni terrenari.

La guerra del 1463, fece perdere a Trieste il più del territorio, alla cessione del quale l'Imperatore Federico "interdisse ai Triestini di ricominciare la guerra."

Nella guerra del 1509 il Duca di Brunswick, comandante delle armi imperiali, tolse ai Veneziani Castelnuovo, Moccò e S. Servolo riponendo i Veneti ai confini che avevano anteriormente al 1463, ma le tre castelle non tornarono ai Triestini, che reclamarono anche a Ferdinando I per la riunione di queste terre, ma inutilmente. La contrattazione coi Veneziani si fececol Congresso di Trento dell'anno 1533, da non confondersi col Concilio di Trento.

Alla città di Trieste rimasero le ville di Opchiena e di Basovizza, con le frazioni di Trebiciano e Padriciano; S. Croce e Prosecco erano di altra giurisdizione fondiale, erano dell' Imperatore, S. Croce delle Monache di Trieste, Prosecco di nobili famiglie, ultimi dei quali i Cobenzl.

Col Catastico del 1819 uscì una repartizione che fu origine delle 24 Comuni in cui si credeva ripartito tutto intero il territorio di Trieste: tutta la Riviera di Ponente fu data alle ville del Carso : S. Croce, Prosecco, e Contovelo ; di Servola e Longera si fecero ville, e tutto fu riportato in Mappa.

Con Duino restavano atti di antichi confini, fino dal 1135,e le diatribe furono decise dapprima dai Vescovi Conti; poi dagli Arciduchi d'Austria. Schwarzenegg, in antico Nigriniano, fu certamente per qualche tempo in mano dei Triestini, fino a che Ferdinando II lo vendette a quello stesso Petazzi Benvenuto che già era Padrone di S. Servolo e di Castelnovo.


Me ga fato sorrider el S. Odorico della Valle che andava ben per la discussion su San Dorligo fatta precedentemente.


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Messaggio da 1382-1918 » giovedì 8 gennaio 2009, 15:39

Solo per pura curiosità. te sa forse dove appari questa descrizion che te ga riportado?



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Messaggio da AdlerTS » giovedì 8 gennaio 2009, 21:43

Te rispondo in privato :-)


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Messaggio da AdlerTS » martedì 13 gennaio 2009, 22:40

babatriestina ha scritto:za che semo qua, meto un per de immagini dela Tor Cucherna:
èper cominciar una riportada nel libro de Benco su Trieste, che mostra la torre come che la iera nel 800 prima dei restauri
Questa foto doveria esser dei primi del 900

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Messaggio da babatriestina » martedì 13 gennaio 2009, 22:44

AdlerTS ha scritto:
Questa foto doveria esser dei primi del 900
coi merli 'pena novi


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Re: El teritorio de Trieste tra el XIV secolo e el XVIII sec

Messaggio da babatriestina » mercoledì 28 novembre 2012, 8:28

Me taco qua, che xe un posto bastanza adatto, per metter le foto de un per de immagini de " carte geografiche" rinascimentali del vaticano.
I ga una gran galleria, la Galleria dele carte geografiche, dove che i ga fatto i affreschi del mondo de allora. Le dovessi esser del 1581..
Go fotografado ( come che se podeva cola luce) quele che riguardava Trieste, ovviamente:
Italia Nova: ( perchè ghe xe di fronta una Italia vecia..)
Immagine
Immagine
Podè veder Trieste, Capodistria, Lubiana, Duin, M. Falcone...Idria, Vipacco.. le api del stemma xe dei Barberini


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Re: El teritorio de Trieste tra el XIV secolo e el XVIII sec

Messaggio da babatriestina » mercoledì 28 novembre 2012, 8:34

Una seconda dedicata ala Region Forum Iulii ( ossia Friul)
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el dettaglio
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questa gaverà meio i colori, ma xe più imprecisa. Gaveo tergestum sul mar e un Tergestum vetus ( Trieste vecia) drio, come se fussi dsan Servolo, gavemo S Maria di Orignan ( che ovviamente xe la famosa cesetta antica de Grignan) e un misterioso Tabor in riva al mar più o meno in corispondenza de Cedas.. Duin e san Giovanni ( in Tuba) e va ben, ma c hissà cossa che xe Dorimbergo e Raldinoerg a est de Gorizia.. sona come nomi longobardi..
Capodistria xe Iustinopoli..


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Re: El teritorio de Trieste tra el XIV secolo e el XVIII sec

Messaggio da Nini Naridola » mercoledì 28 novembre 2012, 9:00

Dorimbergo, go zercà, xe Montespin (dornberk slo, Dornberg ted.).
Ma xe tanti altri nomi che no capisso.
Tergestum Vetus, mi legio "Vertus" (Monte Spacà? Xe una batuda!)



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