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Ciancele
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Re: REDEWENDUNGEN

Messaggio da Ciancele » mercoledì 23 ottobre 2019, 11:57

Nach der Edda, einer Sammlung von Dichtungen unbekannter Autoren, sind die Nornen in der nordischen Mythologie Schicksalsgöttinnen, Töchter der Nacht und Götter, Zwerge und Elfen. Ihre Namen sind Urd, Verdandi und Skuld.
In der griechischen Mythologie sind sie die Moiren, Töchter der Mnemosine und Zeus, und in der römischen die Parzen, Klotho, Lachesis und Atropos, Töchter der Temi und Jupiter.
In allen drei Mythologien wird das Leben der Menschen von ihnen verwaltet.
Damals, vor zigtausend Jahren, war die Weltbevölkerung überschaubar. So hatten sie Zeit für ihre Arbeit. Die Menschen wurden nicht alt. Heute sind sie immer noch nur zu dritt und bei deutlich über siebeneinhalb Milliarden Leute ist das Amt unterbesetzt. Sie können ihrer Pflicht nicht mehr nachkommen und deshalb haben wir so viele alte Leute.
Aus diesem Grunde wissen wir nicht, wann wir dran sind.
Vielleicht kommt Hilfe von oben, in Form eines Meteoriten oder einer Sintflut. Heute regnet es schon. Es muss aber nicht sein. Hier pflegt man zu sagen: Es eilt nicht. Bitte nicht schubsen. Bis dahin: Carpe diem.

Traduzione:
Secondo l’Edda, una raccolta di poemi di ignoti autori, nella mitologia norrena le Norne sono dee del destino, figlie della notte e di dei, nani ed elfi. I loro nomi sono Urd, Verdandi e Skuld.
Nella mitologia greca abbiamo le moire, figlie di Mnemosine e di Zeus, e in quella romana le Parche, Cloto, Lachesi ed Atropo, figlie di Temi e di Giove.
In tutte e tre mitologie sono esse a gestire la vita degli uomini. (*)
Allora, migliaia di anni fa, la popolazione mondiale era di modeste dimensioni, per cui esse avevano il tempo necessario per il loro lavoro. Gli uomini non diventavano vecchi. Oggi esse sono sempre ancora solo in tre e con una popolazione mondiale di ben oltre i sette miliardi e mezzo il loro dicastero ha un organico insufficiente. Esse non sono più in grado di adempiere il loro dovere e per tale ragione abbiamo tanta gente anziana. Quindi noi non sappiamo quando ci toccherà.
Forse verrà un aiuto dall’alto sotto forma di meteorite o di diluvio universale. Oggi piove già. Ma non occorre che ciò si avveri. Qui si suol dire: Non c’è fretta. Per favore non spingere. E intanto: carpe diem.

(*) Forse il detto in dialetto triestino: Daghe un taio, deriva dal compito di Atropo. :cheezy_298:



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