se questo non è maltrattamento....

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Elisa
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se questo non è maltrattamento....

Messaggio da Elisa »

ma come si può agire in modo così selvaggio? Hanno afflitto a quella donna un castigo che segnerà la sua vita per sempre, tenendo in conto che la sofferenza è anche aumentata dallo stato d' animo infinitamente sensibile della donna che si appresta a partorire... Ed è questa una notizia che, dall`Italia, farà il giro al mondo? Personalmente mi fa rabbrividire!

Napoli | 1 aprile 2009
Va in ospedale a partorire e viene denunciata come clandestina
PoliziaHa partorito all'ospedale Fatebenefratelli di Napoli lo scorso 5 marzo, ma quel giorno per un'ivoriana di 25 anni e' iniziato un calvario, perche' i medici hanno fatto partire un fax alla polizia denunciando la clandestinita' della donna, come previsto dalla norma del pacchetto sicurezza che ha sollevato forti polemiche e non e' ancora stata approvata dal Parlamento.

La protagonista della storia, raccontata oggi da Repubblica, si chiama Kante ed e' in Italia da due anni, da quando un commando di uomini delle "milizie governative" della Costa d'Avorio hanno ucciso suo marito. Al suo arrivo ha chiesto lo status di rifugiata politico che non ha ancora ottenuto.

"Il giorno del parto - racconta la donna - in ospedale mi hanno chiesto i documenti ma non e' bastata la fotocopia del passaporto e la richiesta di soggiorno ormai scaduta e cosi' per oltre dieci giorni mi hanno tenuta separata dal mio bambino".


Il piccolo Abou non e' stato quindi allattato dalla madre ed e' stato dimesso con lei solo quando all'undicesimo giorno la questura di Napoli ha confermato l'identita' della donna che vive nel quartiere napoletano di Pianura.


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AdlerTS
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Messaggio da AdlerTS »

Immagino che nessuno abbia risposto perché è uno di quegli argomenti delicati che possono scaldare gli animi, ma cercando pacatamente di discuterne si potrebbe intanto dire che per un medico l’omissione della denuncia diverrebbe un reato perseguibile d’ufficio, punito con una multa da 30 a 516 euro.
Il famoso giuramento di Ippocrarte rimane soddisfatto, perché non è stato rifiutato l'aiuto ad un bisognoso.
Fossi medico, farei uguale: presterei le cure, ma segnalerei la persona alle autorità, che non vuol dire mandarla in prigione, vuol dire far identificare la persona dalla polizia.


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Elisa
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Messaggio da Elisa »

ti intendo Adler, ma rimangono comunque in sospeso più di un "ciò non toglie che"... in quanto a umanità.


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Messaggio da AdlerTS »

Della stessa serie, Elisa, non so se questa notizia è giunta fino da voi: una studentessa stva per dare l'esamedi maturità e si scopre che è immigrata clandestina, anche se frequentava da due o tre anni. Adesso tutti a dire "povera ragazza, non discriminatela, lasciatele il diploma".
Non vorrei entrare nel merito del suo attuale esame, ma mi domando perché tutti i giornali e le tv vogliano guardare a ciò che succede oggi e nessuno si pone il problema di come sia stato possibile iscriverla 3 anni fa ! Lasciatele il diploma, ma voglio il nome di quello che l'ha ammessa precedentemente !


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sono piccolo ma crescero
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Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Forse la cosa è un poco più complessa; se ricordo bene uno studente straniero non si può iscrivere se non ha il permesso di soggiorno; ma non può avere il permesso di soggiorno se non è iscritto... :-D :wink:

E quanto tempo gli occorre per avere il permesso di soggiorno?


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serlilian
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Messaggio da serlilian »

Ne parlavano poco fa alla radio, nel programma della Falcetti. Secondo un preside i clandestini possono frequentare la scuola. E, sempre secondo lui, per fare sostenere l'esame alla ragazza, se non aveva un documento valido, bastava che uno dei professori interni dichiarasse di conoscerla. E qui siamo alla follia! Se non aveva un documento valido per sostenere l'esame, non lo aveva nemmeno per iscriversi a scuola. Come poteva uno dei professori dichiarare CHI è quella ragazza, se non ha mai presentato un documento di riconoscimento? Può benissimo aver dato generalità false.
Siamo messi male!


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Messaggio da Nona Picia »

"interpretazione delle leggi all'italiana"!


Ciao ciao
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Messaggio da babatriestina »

secondo voi, è un bene o un male che gli studenti figli di stranieri frequentino la scuola italiana? e tale pratica va incoraggiata o scoraggiata?


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serlilian
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Messaggio da serlilian »

Da un lato penso che sia un male, se non hanno già una buona conoscenza della lingua italiana. C'è il rischio che facciano ritardare lo svolgimento del programma, senza riuscire a capire quello che dovrebbero imparare, venendo così emarginati e magari considerati dei mezzi deficienti dai compagni.
Dall'altro: ovvio che devono frequentare la scuola, ma ci vorrebbero dei corsi preparatori, per metterli alla pari con gli altri.
Ovviamente sto parlando di figli di immigrati regolari. I clandestini dovrebbero essere espulsi.


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Messaggio da Nona Picia »

Io penso come serlilian cche è giusto che frequentino le sccuole, ma solo dopo essersi portati al livello della classe che devono frequentare e naturalmente avendo imparato almeno discretamente la lingua italiana.


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Elisa
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Messaggio da Elisa »

posso parlare della mia esperienza: visto l' inesistenza di "clandestini", (o se c'erano rimanevano tali e nascosti) tutti gli studenti stranieri sono ammessi all' istruzione immediatamente dall' arrivo, però sono iscritti come ripetenti dell' anno giá frequentato in Italia. Mi sembra una misura criteriosa, si osserva buona tolleranza dei compagni ed intanto imparano la lingua fin da raggiungere il livello degli alunni locali.
Logicamente l' iscrizione è eseguita soltanto con il proprio documento in mano! Il documento lo rilascia l' autorità che agisce da 'filtro'.

Ogni civile provvedimento cautelare verso gli stranieri, eseguito 'umanamente' ma con rettitudine, lo considero obbligatorio e torna in beneficio di tutti!


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sono piccolo ma crescero
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Messaggio da sono piccolo ma crescero »

babatriestina ha scritto:secondo voi, è un bene o un male che gli studenti figli di stranieri frequentino la scuola italiana? e tale pratica va incoraggiata o scoraggiata?
Un ragazzo, giovane, inserito in un ambiente che lo accetti ed aiutato appena appena, impara a comunicare molto facilmente.

Quando mio figlio era alle medie, 29 anni fa, inserirono nella sua classe una ragazza ceca (ceca eh, non cieca). La misero in quella classe perché c'era un ragazzo che conosceva la lingua e, pensavano, l'avrebbe aiutata. Questo, invece, si vergognò e si rifiutò di collaborare. Era però una bellissima ragazza e quindi non ebbe problemi di inserimento :-D ! Dopo un anno fu promossa all'esame di terza con l'ottimo.

Io la ebbi come alunna l'anno successivo; le uniche relazioni di fisica scritte in un italiano corretto, con le frasi che avevano un soggetto, un predicato e un complemento, nonché una semantica corretta erano le sue.

Ho avuto anche altri alunni stranieri: serbi, albanesi, cinesi, croati. Nessuno ha avuto problemi di comunicazione. Hanno senza dubbio avuto qualche problema in più nella composizione di un tema di italiano, dove le frasi sono complesse ed i concetti da esporre più articolati. Ma nella comunicazione quotidiana, nessuno ebbe problemi. Qualcuno era diventato anche bilingue (dialetto ed italiano).

Quindi io penso che l'aspetto su cui si deve insistere di più è l'inserimento in classe ... ma si sa che questo a Trieste, città mitteleuropea, multiculturale per vocazione, non è un problema. :evil:


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serlilian
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Messaggio da serlilian »

Mah, alcune mie colleghe si lamentavano perchè, secondo loro, l'inserimento di ragazzi, appena arrivati da Paesi diversi, che non sapevano una parola di italiano, rallentava tutta la classe. Come si fa a spiegare a un ragazzo che non ti capisce? Come può fare i compiti e rispondere alle interrogazioni?


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