I Carlisti a Trieste

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babatriestina
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I Carlisti a Trieste

Messaggio da babatriestina »

Ghe ne gavevimo parlado za a proposito della tomba de ..
nella prima metà dell'Ottocento nel regno di Spagna si creò un problema di successione: alla morte del re Ferdinando VII 1833 l'erede al trono era una figlia femmina, la futura regina Isabella. Valeva o non valeva la legge salica francese che impediva alle donne di salire al trono? i re di Spagna erano Borboni ed avevano importato la legge salica dalla Francia, mentre il trono spagnolo ( in particolare la Castiglia) era trasmissibile e accettava regine.. in realtà le leggi di successione venivano fatte e modificate a seconda delle circostanze.. i Borboni lo ricevettero per via femminile ( la moglie di Luigi XIV) ma temevano che gli Asburgo d'Austria rivendicassero il trono anch'essi per via femminile, riunendo di nuovo i troni d'Austria e Spagna come ai tempi di Carlo V, poi ripresero la possibilità di eredi femmine, un po' come la Prammatica sanzione a favore di Maria Teresa. Per cui c'erano motivi validi sia per accettare sia per contestare l'ascesa al trono della regina Isabella, in realtà c'erano sotto diverse concezioni del trono e della società.
http://it.wikipedia.org/wiki/Carlismo
e il fratello del defunto si proclamò Carlo V di Spagna.
http://en.wikipedia.org/wiki/Infante_Ca ... _of_Molina
senza riuscire a salire effettivamente sul trono. dopo alcuni anni di lotte, si ritirò con la famiglia a Trieste, col titolo di Conte di Montemolina.
Furono ospiti in una casa di via Lazzaretto vecchio, di proprietà della sorella della nuora, al duchessa di Berry. Ora è al n 24, qualcuno parla d n 11.
La casa è in ristrutturazione, per cui non si può vedere ad esempio il vecchio portone istoriato di legno, eccola quest'estate
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Negli ultimi anni, non potendo far le scale, sembra che usasse la porta del lato posteriore della casa
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In quell'edificio una volta era ospitata una succursale del Galvani,e ci ho fatto lezione per mesi senza notare particolar decorazioni interiori.


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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

Il pretendente al trono e la sua famiglia e discendenti vissero così diversi anni a Trieste, col nome di Montemolin, con un piccolo seguito che è ora sepolto in una tomba al Cimitero di S Anna.
I principi di Borbone invece sono sepolti a san Giusto, nella cappella di san Carlo Borromeo, non tragga in inganno la grande lapide marmorea sul muro di un conte Strassoldo, le loro tombe hanno lapidi nera a pavimento, e la cappella è chiamata anche il Piccol Escurial
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Volete la traduzione del testo latino della lapide?
L'ultimo è stato tumulato non molti anni fa.
Se vi interessa, c'è l'elenco di tutti i Carlisti sepolti a san Giusto.
( ecco, una targhetta sulla casa in via Lazzaretto Vecchio mi sembra che potrebbero metterla, no?)


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rofizal
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Messaggio da rofizal »

A proposito dei Borboni a Trieste e del carlismo, nel libro di Giacomo Martina "Pio IX" troviamo:
Al cordiale rapporto di Pio IX con Isabella si contrappone il crescente distacco del papa nei confronti di don Carlos (1788-1855), il fratello di Ferdinando VII, capo a lungo riconosciuto del partito legittimista, avversario di Isabella, sconfitto nella prima guerra carlista (1833-1839). Egli aveva praticamente rinunziato alle sue pretese, e, dopo un soggiorno a Londra, si era ritirato a Trieste (che, come Gorizia, era divenuto l'asilo dei vecchi principi in pensione).
Segue una descrizione della corrispondenza intercorsa tra don Carlos e Pio IX, iniziata il 25 dicembre 1851.
Di don Carlos l'autore dice ancora:
Carlos, sincero credente, ma vittima della sua mancanza di sensibilità politica, che ne ha fatto uno dei tanti sconfitti della storia
e poi accenna al
nipote di don Carlos, figlio del suo secondogenito Juan, che portava lo stesso nome del nonno (1848-1909). Solo tardi, nel 1868, egli rivendicò i suoi diritti sul trono di Spagna e ancora una volta compì l'ultimo disperato tentativo per affermarli, nella terza guerra carlista (1872-1875)
e al fratello, Alfonso di Borbone d'Este (residenti pure loro a Trieste?)

Ricorda poi come
Il carlismo aveva radici profonde in terra di Spagna, e, tra molti e sostanziali errori, conteneva principi validi, rivalutati da alcuni storici moderni, come il rispetto delle antiche tradizioni. Nel complesso esso però era destinato a fallire. I responsabili del movimento - a parte l'ingenuo Alfonso di Borbone d'Este - dovettero avvertire la neutralità, il distacco, la diffidenza di Pio IX nei loro confronti, e i loro rapporti con il papa rimasero saltuari, a parte qualche appello nei momenti di emergenza. Assai più che nel papa, essi contavano nell'appoggio di una larga corrente diffusa nell'episcopato e tra i religiosi, e, in parte, nelle masse popolari. A differenza di Gregorio XVI, Pio IX tentò in genere di mantenersi lontano dal legittimismo, cui si avvicinò, in linea di principio assai più che con iniziative pratiche, solo in Italia negli anni caldi della questione romana.
e poi
nel frattempo dalla pacifica Trieste si accavallavano due lettere della madre di Sebastiano, la principessa Maria Teresa (13 marzo e 13 giugno 1859). La madre chiedeva di sconsigliare al figlio il ritorno in Spagna. Sebastiano stesso il 7 marzo descriveva obiettivamente la psicologia della madre fissa nella idea che la legittimità della causa carlista trovasi così unita colla religione cattolica, che l'una dall'altra dividersi non possano


[i]Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera[/i]
[S. Quasimodo]
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Messaggio da babatriestina »

Grazie a un libretto "Il Palazzo dei reali di Spagna in esilio a Trieste" del centro Studi fermi Trieste 1989 posso aggiungere diverse notizie. Cominciamo con l'edificio, costruito al posto di un preesistente edificio del 1790 , dall'architeto Giovanni Degasperi, ticinese, per conto del signor Francesco Gossleth, primo proprietario, progetto 1836. Il palazzo è di un semplice stile neoclassico. Il sig Gossleth rimase padrone dello stabile per poco, per venderlo nel 1840 al Conte don Ettore Lucchesi Palli Pignatelli de' principi di Campofranco, che nel 1852 lo vendette ad Ambrogio Ralli.
Gossleth rimase come inquilino ; diverrà pure barone di Werkstaetten, mantenendo al sua fabbrica di mobili, da cui uscirono pure i mobili per Miramare, Palazzo Revoltella, e pure alcuni arredi per l'appartamento dei Carlisti, in particolare il grande letto dove morì Carlo V di Borbone.
E qua, col duca Luchesi Palli si incomincia a trovare il filo che legherà re, aspiranti re, nobiltà Borbone e Asburgo e Trieste.
Torniamo indietro ai re di Francia: alla restaurazione, morto oscuramente il figlio ed erede di Luigi XVI e Maria Antonietta, il trono venne occupato successivamente dai suoi fratelli ex conte di Provenza e Conte d'Artois, ossia Luigi XVIII e Carlo X. I due avevano sposato due sorelle, della famiglia dei Savoia, morte prima della restaurazione , per cui non sono diventate regine di Francia: il primo non ebbe figli, ma Carlo X ebbe due figli maschi: Il duca d'Angouleme e il duca di Berry. Il primo sposò la figlia di Maria Antonietta, Madame Royale, l'orfana del tempio, in un matrimonio dinastico rimasto senza figli, e forse anche bianco. Personaggio abbastanza anonimo sto duca d'Angouleme, se anche nell'eredità venne saltato a favore del fratello. Il quale aveva sposato Carolina di Borbone Sicilia nota appunto nella storia come duchessa di Berry:
eccola nell'immagine di wiki
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Era pure nipote ( figlia di un figlio) di Maria Carolina d'Asburgo, sorella di Maria Antonietta e pertanto bisnipote di Maria Teresa!
ebbe una figlia, Maria Luisa, che sposerà il duca Carlo III di Borbone Parma, e pertanto sarà la nonna dell'imperatrice Zita :-D ; nel 1820 il duca di Berry venne assassinato da un rivoluzionario davanti a un teatro: sette mesi dopo, la contessa metteva al mondo il "figlio del miracolo", ossia un erede maschio, che continuava così la linea dei Borboni diretti: sarà il Conte di Chambord, che non avrà invece eredi.
Ma nel 1830 la rivoluzione a Parigi spazzò via Carlo X, i suoi eredi par dare il trono a Luigi Filippo di Orléans "re dei francesi" e non più re di Francia.
L'intraprendente duchessa di Berry, per i suoi figli, tentò uno sbarco ed una sollevazione legittimista in Vandea, ma venne scoperta ( se ben ricordo, nel camino di una stufa o simile) e imprigionata. Durante la prigionia, la duchessa vedova.. mise al mondo una figlia! :shock: Risultò poi un matrimonio segreto, morganatico, precedente (??) col duca Lucchesi Palli. Con questo, la sollevazione legittimista perse credibilità e la duchessa col suo nuovo marito si trasferì dopo un po' di peregrinazioni in Europa, a Trieste col nuovo marito, mentre i figli venivano allevati dagli zii Angouleme. Una volta cresciuti i figli, lasciò Trieste e col marito e altre figlie si trasferì a Venezia, comprando il palazzo Vendramin Calergi, dove il figlio conte di Chambord ospitò Wagner e dove il musicista morì.
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Il Marchese Luchesi Palli da Wiki tedesco
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Furono loro ad ospitare i Carlisti.. sì un re in esilio non era proprietario , ma ospite e poi inquilino..
( continua)


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Messaggio da babatriestina »

Arriviamo ai Reali di Spagna la guerra fra carlisti e isabellisti iniziò nel 1830, e i carlisti erano di tentenza "ultrarealista ed ultracattolica". Carlo V ( 1788-1855) tentò un paio di volte di assumere il potere ( tre guerre carliste in Spagna) ma a un certo punto passò i tittoli ( abdicando nel 1845) e le rivendicazioni al primogenito Carlo (VI) ( 1818-1861) e prendendo il titolo di Conte di Molina , dopo un periodo di esiliin Francia, in Piemonte, a Venezia, decise di stabilirsi a Trieste. Arrivò il giorno 23 marzo 1848, in cui la città era sottosopra per le notizie da Vienna e Giovanni Orlandini tantava un proclamazione di repubblica di san Giusto. Per cui l'arrivo del pretendente al trono di Spagna passò del tutto inosservato, e l'Osservatore triestino segnava che il Conte di Milina (Sic) , possidente, arrivava da Treviso.
Carlo V da wiki
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Carlo V era con la seconda moglie, che era poi la sorella della prima, Maria Francesca e Maria Teresa di Braganza, la seconda e a sua volta vedova di un cugino Braganza di Portogallo con un figlio don Fernando
la seconda moglie
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la prima
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Carlo V conte di Molina con la prima moglie aveva tre figli:
Carlo VI, Giovanni III e don Fernando:
il primo prese il nome di Conte di Montemolin, il secondo di Montizon.

Il conte di Montemolin aveva sposato una sorella minore della duchessa di Berry, Maria Carolina di Borbone Sicilia, figlia di una seconda moglie di Francesco I, mentre il conte di Montizon aveva sposato nel 1847 Maria Beatrice di Asburgo Este, , che era figlio de duca di Modena Francesco e di Maria Beatrice di Savoia, che era poi la sorella dell'imperatrice Maria Anna, moglie di Ferdinando I.

I conti di Molina ( Carlo V e seconda moglie) erano ormai stabili a Trieste, i figli vagarono un po' per tutta Europa alla ricerca di sostegno, ma poi i conti di Montemolin raggiunsero i genitori nella casa di via Lazzaretto vecchio.
La famiglia reale di Spagna aveva richcezze limitate, visto il blocco dei loro beni sia in Spagna che in portogallo, ma conservarono una piccola Corte e una certa etichetta spagnola. Il re religiosissimo, si era fatto adattare una stanza a cappella nel palazzo.
Nel marzo 1855 il re si aggravò e morì, assistito dal vescovo Bartolomeo Legat.
Una leggenda, probabilmente falsa, ma se non è vera è ben trovata, racconta la morte nel cuor della notte, il maggiordomo che si affaccia sul balcone del secondo piano , riprendo l'immagine,

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e , preceduto da squilli di tromba, annuncia per tre volte: Pueblo, el Rey ha muerto! Viva el Rey!
e un castagner, il solo presente in strada, commenta: Sior, e a mi la me la conta? :-D :-D :-D :-D
( continua)


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Messaggio da babatriestina »

Funerali grandiosi e sepoltura a san Giusto, grazie a un decreto di Giuseppe II che nel 1788, pur proibendo la sepoltura in chiesa, faceva eccezione per i soli principi di sangue reale.
Vi risparmio i dettagli sulla camera ardente, l'imbalsamazione, le diverse casse da morto una dentro nell'altra, alla sepoltura era presente pure il Kandler, i funerali furono degni di un re:
" il corteo era aperto da due gendarmi a cavallo, seguivano gli orfani e i bambini dell'istituto dei Poveri, la banda del reggimento Wimpffen e della Marina, il vescovo con tutto il clero con ceri accesi.
Il sontuoso carro funebre , adorno di quattro stemmi di Spagna , era trainato da tre pariglie delle scuderie dell'arciduca Massimiliano, con palafrenieri della Corte di Vienna in costume settecentesco. Sotto un alto baldacchino di velluto, sormontato dalla corona reale e da quattro pennacchiere e sorretto da colonnine con scudi spagnoli, era posta la cassa, sulla quale poggiavano la corona reale, la spada, le insegne cavalleresche, la sciarpa e il bastone di maresciallo. Di lato facevano spalliera servitori in livrea con torce accese e soldati. dietro il feretro veniva Enrico V, ( conte di Chambord) capo della Casa di Borbone; seguivano il duca di Levis, il conte Lucchesi Palli, il generale Cabrera, i vario personaggi giunti appositamente a Trieste, la Corte spagnola. esclusi, secondo il cerimoniale, i componenti della famiglia reale- le autorità civili e militari, il corpo consolare, altre personalità cittadine.
Alle 11, dopo aver attraversato Via del lazzaretto vecchio, la Piazza Giuseppina, la Piazza Lipsia, Cavana, piazza Grande, il Corso, Barriera e via della Madonnina, il corteo giunse a san Giusto, dove era stato allestito un grandioso catafalco. venne eseguita la messa composta da Luigi Ricci il 2 marzo 1853 per il ventesimo anniversario della morte dell'imperatore Francesco I"

ho riportato il passo relativo al funerale dal libro citato sopra e aggiungo un'immagine di una stampa relativa, riportata dal libro e che si trova ai Musei Civici:
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Al termine della cerimonia, la bara venne depositata provvisoriamente nella cappella del Battistero, mentre la deposizione nella tomba avvenne appena il 31 marzo, alla presenza del parroco di san Giusto mons Giorgio Dobrila, il futuro vescovo Juraj Dobrila 1875-1882 che fu parroco a san Giusto dal 1854 al 1857.
Per l'occasione, la tomba venne rifatta, vennero spostate le tombe dei due vescovi triestini presenti, Pace da vedano ( 1330-1341) e Orsino de Bertis ( 1598-1620). La lapide dettata dal solito Kandler presenta lo stemma di Spagna che vi riporto dal libro, a che è visibile a san Giusto:
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per gli appassionati di araldica, questo è lo stemma grande di Spagna: Arma sormontata dala corona reale di Spagna circondato dal Toson d'oro. Interzato in fascia:Aragona, Sicilia, Austria, Borgogna moderna, Parma (Farnese), Toscana ( Medici), Borgogna antica, Fiandre, tirolo, Brabante. sul tutto uno scudetto: Castiglia, Leon, Granada- In cuore: Borbone.
( continua)


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Messaggio da babatriestina »

Dopo la morte di Carlo V( conte di Molina), a Trieste risiedevano il figlio Carlo VI e la moglie Maria Carolina, conti di Montemolin. Don Juan conte di Montizon, invece, si era separato dalla moglie, che, religiosissima, alla fine si era stabilita dalle Carmelitane di Graz: morì a Gorizia nel 1906; don Juan visse principalmente in Inghilterra, mentre i figli venivano educato alla Corte di Modena.
Nel 1861 il conte di Montemolin, la moglie e il fratello minore don Fernando erano ospiti a Brunnsee dalla Duchessa di Berry: don Fernando si ammalò e morì, i Montemolin rientrarono a Trieste con la salma, e in pochi giorni morirono anch'essi nel gennaio 1861 a Trieste. Il certificato dimorte, dei dottori Cardona, Moulon, Lorenzutti, Ferrari e Goracuchi ( l'autore del libro Attraits de Trieste) non trovarono una diagnosi specifica, si parlò di febbri, presumibilmente tifo o colera. Ne sorse una leggenda di un possibile avvelenamento con veleno a lunga azione propinato in Spagna.
I Conti di Montemolin non avevano figli, per cui l'eredità carlista passò ai figli di don Juan: Carlo VII duca di Madrid e Alfonso Carlo duca di s Jaime ( L'Alfonso Carlo d'Este del post di Rofizal), che non vissero a Trieste. A Trieste era rimasta la vecchia regina di Spagna (così la chiamavano) Maria Teresa di Braganza, che visse fino al 1874. Pur nelle sue ristrettezze finanziarie, aveva fatto beneficenza, soprattutto religiosa, contribuendo al restauro dela chiesa di s Antonio Vecchio nel 1864 e alla costruzione dellaChiesa di Montuzza
Alla sua morte si sciolse la piccola Corte spagnola di via Lazzaretto vecchio, e si diffuse la frase nel popolino "poveri noi, che xe morti i spagnoi" per le loro ripetute beneficenze.

Una curiorità, la vecchia regina Maria Teresa era anche la zia di quella principessa Maria Amalia di Braganza, morta di tisi a 21 anni, e che Massimiliano d'Asburgo, prima di sposare Carlotta, aveva sperato di sposare.
La sua immagine su wiki:
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I figli di Juan III conte di Montizon, a cui il padre cedette i diritti, non vivevano a Trieste, ma piuttosto a Venezia, e al massimo venivano a trovare la nonna a Trieste. Della seconda moglie del primo duca di Madrid, si conservano comunque a san Giusto dei paramenti ricamati da lei e un pannello ovviamente per l'altare della cappella di famiglia.
Nel 1883 morì il Conte di Chambord, per i legittimisti Enrico V, ( il figlio del miracolo della Duchessa di Berry) chiudendo la linea diretta dei Borboni. Al di là che in Francia c'era la repubblica ( e lui aveva perso l'occasione di una restaurazione monarchica impuntandosi sui gigli di Francia sulla bandiera), i legittimisti deliberarono chi fosse il successore pretendente ufficiale al trono di Francia: a Gorizia una riunione di legittimisti accettò come erede il Conte di Parigi, nipote di Luigi Filippo d'Orléans, che è poi la Casa dell'attuale pretendente al trono di Francia. ma un gruppo di ultralegittimisti, riunitosi a Trieste, in Villa Sartorio a Montebello (quella della Gloriette) , decisero che gli Orléans fossero indegni della successione ed offrirono il titolo di pretendente al titolo di re di Francia al Conte di Montizon Juan III, che passò il titolo al suo primogenito duca di Madrid, Carlo VII, che quindi si trovò ad essere aspirante sia alla corona di Spagna che a quella di Francia: per un certo tempo ebbe pure successo in Spagna nella terza guerra carlista.
Morì a Varese nel 1909 e venne sepolto nella tomba di famiglia a san Giusto.
I suoi funerali furono l'ultima grande manifestazione carlista a Trieste anche se aveva chiesto funerali semplicissimi.
Il corteo passò dalla Stazione Meridionale alla Galleria di Montuzza appena aperta fino a san Giusto, la berlina di gala di Zimolo sembra fosse quella che poi servità ai funerali di Francesco ferdinando. Fu suonato di nuovo il Requiem del Ricci come per suo nonno.
Il fratello Alfonso Carlo fece alcuni viaggi a Trieste e incontrò Carlo de Incontrera, che è l'autore dei principali studi sui carlisti e in genere sui francesi a Trieste. Alfonso Carlo non volle essere sepolto a Trieste, ma nella cappella del suo castello sul Traunsee.
Solo un nipote di Carlo VII, morto nel 1975, volle essere sepolto nella cappella di famiglia a san Giusto.

Per la corte spagnola, i reali avevano comprato a s Anna, nel Campo III, una tomba che esiste tuttora ed è s tata restaurata negli anni 70, con tutti gli stemmi dei nobili spagnoli ed i gigli di Francia nella cancellata che la chiude.


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sono piccolo ma crescero
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Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Mia moglie ha trovato, tra le sue carte, un foglio A4 piegato in due e fotocopiato fronte e retro che, secondo lei, era in distribuzione gratuita nella cappella carlista. Riporto la copia delle quattro pagine; facendo clic su ognuna di esse dovrebbe aprirsi un'immagine grande e leggibile della pagina stessa; riporto anche il testo delle due pagine centrali letto con un OCR e corretto con un correttore ortografico (dico questo perché alcuni errori di ortografia che ci sono nel testo e che derivano da una traduzione dallo spagnolo, sono stati corretti, ma potrebbero essercene altri dovuti all'OCR). Nella prima pagina è riportato lo stemma della famiglia., nell'ultima le informazioni sull'autore.

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Pagina 2 ha scritto:CAPPELLA REALE CARLISTA
Nel 1833 in Spagna dopo la morte di Fernando VII, che regnò successivamente alla cacciata delle truppe napoleoniche scoppiò un conflitto dinastico tra Carlo Maria Isidro di Borbone, fratello di Fernando VII, e sua nipote, Isabella di Borbone. Questo conflitto mise a confronto due diverse correnti di pensiero: il movimento tradizionale, fondato su un'idea di libertà legata alla tradizione e al sentimento religioso ed un movimento più estremo, che basava i suoi principi sull'idea della libertà assoluta. Le conseguenze e i danni di questo conflitto sono tuttora vive, infatti ancora oggi esistono correnti politiche che si considerano eredi di quel partito, che viene identificato con il nome di Carlismo in memoria del suo primo Re, Carlo Maria Isidro di Borbone.
Mentre in Spagna, nel monasterio dell'Escorial riposano quasi tutti i membri della famiglia reale regnante, la cappella di San Carlo a Trieste è conosciuta come l'Escorial Carlista perché vi sono le tombe di nove membri della famiglia Reale Carlista. Il motivo per cui Carlo V stabilì la sua Corte a Trieste nasce dal fatto che la Duchessa di Berry, sorella della moglie di Carlo VI, acquistò un palazzetto al n° 9 di Via Lazzaretto Vecchio a Trieste, riservandosi per lei il primo piano nobile e lasciando a Carlo VI ed alla sua consorte tutto il secondo piano.
Nell'anno 1855, alla morte di Carlo Maria Isidro di Borbone, Trieste si trasformò nella seconda Escorial, infatti i re carlisti e le loro consorti furono tutti seppelliti nella cappella di San Carlo: Carlo V, Carlo VI, Giovanni III e Carlo VII; l'Infante Fernando, figlio di Carlo V; le due spose di Carlo V, Donna Maria Francesca e Donna Maria Teresa di Braganza; e la sposa di Carlo VI, Donna Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie. Dal 1975 vi riposano anche i resti di Don Francesco José di Asburgo, nipote di Carlo VII.
La Corte carlista di Trieste si estinse qualche decennio dopo la morte della Principessa di Beira, nell'anno 1874. Nel cimitero di Santa Anna a Trieste sono ben visibili le tombe di ventiquattro membri del seguito reale. Sulla tomba di famiglia (detta il "panteon") vi è inciso: Seguito dell'Augusta Signora Maria Teresa di Borbone, contessa di Molina. Il terreno fu acquistato nel 1868 dalla Principessa di Beira.
Trieste ospita nella cappella di San Carlo e nel Cimitero di Santa Anna la maggior parte dei membri della famiglia Reale Carlista, mentre Don Giacomo di Borbone e di Borbone-Parma, Jaime III, Donna Bianca di Borbone e di Borbone-Parma, figlia di Carlo VII; Donna Margherita di Borbone-Parma, moglie di Carlo VII riposano a Viareggio (Italia); Don Alfonso Carlo di Borbone e Austria-Este, Alfonso Carlo I e sua moglie Donna Maria de las Nieves di Braganza riposano nel Castello di Puccheim (Austria); Don Carlo di Asburgo e di Borbone, Carlo Vili riposano nel Monastero di Poblet (Spagna).
César Alcalá
Pagina 3 ha scritto:Carlo Maria Isidro di Borbone e di Borbone, Carlo V
* Madrid, 28 marzo 1788 - + Trieste, 10 marzo 1855
Femando di Borbone e di Braganza, Infante di Spagna
* Madrid, 18 febbraio 1824 - + Brunsée, 1 gennaio 1861
Carlo Luigi di Borbone e di Braganza, Carlo VI
* Madrid. 31 gennaio 1818 - + Brunsée, 13 gennaio 1861
Maria Carolina di Borbone delle due Sicilie e di Borbone, sposa di Carlo VI
* Napoli, 20 febbraio 1820 - + Brunsée, 13 gennaio 1861
Maria Teresa di Braganza e di Borbone, Principessa di Beira, moglie di Carlo V
* Lisbona, 29 aprile 1793 - + Trieste, 17 gennaio 1874
Giovanni di Borbone e di Braganza, Giovanni III
* Aranjuez, 15 maggio 1822 - + Brighton, 18 novembre 1887
Maria Francesca Asis di Braganza e di Borbone, moglie di Carlo V
* Lisbona, 22 aprile 1800 - + Portsmouth, 22 marzo 1816
Carlo Maria dei Dolori di Borbone e Austria-Este, Carlo VII
* Laybach, 30 marzo 1848 - + Varese, 18 luglio 1907
Francesco Giuseppe Carlo di Asburgo e di Borbone, nipote di Carlo VII
* Vienna, 4 febbraio 1905 - + Vienna, 9 maggio 1975


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Messaggio da babatriestina »

confermo di aver trovato anch'io il pieghevole nella Cappella


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Messaggio da AdlerTS »

babatriestina ha scritto: Il certificato dimorte, dei dottori Cardona, Moulon, Lorenzutti, Ferrari e Goracuchi ( l'autore del libro Attraits de Trieste) non trovarono una diagnosi specifica, si parlò di febbri, presumibilmente tifo o colera. Ne sorse una leggenda di un possibile avvelenamento con veleno a lunga azione propinato in Spagna.
I Conti di Montemolin non avevano figli, per cui l'eredità carlista passò ai figli di don Juan:
Ci ha scritto una persona interessata a scambiare informazioni su Francesco de Cardona e don Carlos Count of Montemolinos (la persona ci ha scritto in inglese).
Se qualcuno lo desidera gli passo i riferimenti per il contatto.


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Messaggio da AdlerTS »

babatriestina ha scritto: La famiglia reale di Spagna aveva richcezze limitate, visto il blocco dei loro beni sia in Spagna che in portogallo, ma conservarono una piccola Corte e una certa etichetta spagnola. Il re religiosissimo, si era fatto adattare una stanza a cappella nel palazzo.
Nel marzo 1855 il re si aggravò e morì, assistito dal vescovo Bartolomeo Legat.
La stampa del funeral
Allegati
molina.jpeg


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Messaggio da babatriestina »

dalle tombe, ancora lo stemma
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e la corona reale sull'altra lapide
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Re:

Messaggio da AdlerTS »

babatriestina ha scritto:Morì a Varese nel 1909 e venne sepolto nella tomba di famiglia a san Giusto.
I suoi funerali furono l'ultima grande manifestazione carlista a Trieste anche se aveva chiesto funerali semplicissimi.
Il corteo passò dalla Stazione Meridionale alla Galleria di Montuzza appena aperta fino a san Giusto, la berlina di gala di Zimolo sembra fosse quella che poi servità ai funerali di Francesco ferdinando. Fu suonato di nuovo il Requiem del Ricci come per suo nonno.
ancora una dall'archivio del NY Times, 21 luglio 1909: "i funerali di Don Carlos di Borbone, pretendente alla Corona di Spagna, sono stati posticipati perché non è ancora giunto il nulla osta dell'Imperatore Francesco Giuseppe per la sepoltura a Trieste." Il giorno dopo il giornale pubblicò che il permesso imperiale era stato concesso.


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Re: I Carlisti a Trieste

Messaggio da spritz_bianco »

...anche questo un splendido lavor!!!...chi ga mai sentido el requiem de Luigi Ricci?...jera el requiem delle grande occasioni a S. Giusto!


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Francesco Tolloi
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Re: I Carlisti a Trieste

Messaggio da babatriestina »

per le questioni musicali, el esperto xe Piereto!


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Re: I Carlisti a Trieste

Messaggio da spritz_bianco »

Grazie :-)! Mi go la partitura e lo go sentido cantar dal coro de Grado: xe indubiamente un'opera fia del suo tempo...


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Re: I Carlisti a Trieste

Messaggio da babatriestina »

spritz_bianco ha scritto:Grazie :-)! Mi go la partitura e lo go sentido cantar dal coro de Grado: xe indubiamente un'opera fia del suo tempo...
alora el xe ancora in repertorio?


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Re: I Carlisti a Trieste

Messaggio da spritz_bianco »

Che mi sappia sì: de solito i lo fa el 2 novembre e qualche volta i lo fa d'estate come concerto!


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Re: I Carlisti a Trieste

Messaggio da babatriestina »

Al Museo di storia patria c'è una medaglia di don Carlos di Borbone, 1874


Immagine
C 7 : Carlo VII


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Re: I Carlisti a Trieste

Messaggio da Piereto »

Pardon me xe sfugì de leger sto post , ma ghe confermo a Spritz bianco che el Requiem de Ricci xe un lavor de bona fattura ottocentesca , che magari meritasi una rispolverada. Lo gò sona anche mi a Grado in Santa Eufemia un per de ani fa con solisti e coro.


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