Ruggero Timeus

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Ruggero Timeus

Messaggioda cenerentola82 » giovedì 18 dicembre 2008, 8:19

Ruggero Timeus (Trieste, 16 febbraio 1892 – Pal Piccolo, 14 settembre 1915)

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Note biografiche
Nacque a Trieste da famiglia appartenente alla piccola borghesia locale. Dopo gli studi ginnasiali nella propria città natale, si iscrisse presso l'Università di Graz, senza però laurearsi. Non ancora ventenne si trasferì in Italia, prima a Firenze, poi a Roma. Collaborò saltuariamente a La voce e, con una certa continuità, a L'idea nazionale, facendosi conoscere per il proprio acceso nazionalismo, che lo allontanò dagli irredentisti più moderati, come Scipio Slataper e Giani Stuparich, suo ex-compagno di classe a Trieste. Alla vigilia della prima guerra mondiale, pubblicò a Roma il saggio Trieste (1914) che ebbe ampia diffusione e che può essere considerato il suo testamento spirituale.

Lo scoppio della Grande guerra lo colse nella capitale italiana. Arruolatosi volontario fra gli Alpini, fu inquadrato con il grado di tenente nel battaglione "Tolmezzo", appartenente all'8° Reggimento Alpini della settanduesima divisione. Perse la vita in battaglia, ventitreenne, sul fronte carnico (1915). Gli fu conferita una medaglia d'argento alla memoria. Il Comune di Trieste gli ha dedicato una strada e un monumento commemorativo nei giardini pubblici di via Giulia.

Pensiero
Sviluppò una forma di irredentismo radicale ed esasperato, fondato sulla contrapposizione frontale non tanto fra il mondo latino e quello germanico quanto nei confronti della componente slava, con la quale la comunità italiana conviveva da secoli in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia. Convinto assertore della superiorità della civiltà latina, e in particolare italiana, su quella germanica e slava, propugnò un'espansione politica dell'Italia sull'intero bacino adriatico e una lotta senza quartiere contro gli Sloveni e i Croati presenti nelle regioni orientali irredente d'Italia.
«Nell'Istria», scriveva Timeus nel 1914, «la lotta è una fatalità che non può avere il suo compimento se non nella sparizione completa di una delle due razze che si combattono» e ancora «Da noi lo slavo e il tedesco vive talvolta nella nostra stessa casa...anche quello lì è un nemico che si deve odiare e combattere senza quartiere» (Ruggero Timeus, Trieste, Roma, Gaetano Garzoni Provenzali, 1914, pag. 9).
Il suo era pertanto un tipo di irredentismo imperialista lontano sia dagli ideali risorgimentali, rispettosi del sentimento di nazionalità dei popoli, sia da quelli che animavano i suoi concittadini Stuparich e Slataper, fautori del dialogo fra latini e slavi e di proficui scambi culturali interetnici (sempre però all'insegna dell'«italianità» delle terre giuliano-dalmate e nella prospettiva di una futura assimilazione delle popolazioni croate e slovene nel gruppo etnico italiano).

Influenza successiva
Gran parte dei postulati su cui si basava il pensiero di Timeus vennero adottati dal fascismo che, dopo alcune esitazioni iniziali, e dopo che la vecchia classe monarchico-liberale giuliana venne liquidata o blandita dal regime (si pensi a Francesco Salata) intraprese una politica tesa a conculcare i diritti delle minoranze slovene e croate presenti sul territorio e a perseguitarle apertamente con ogni sorta di angherie. Molti giuliani di origine slava furono costretti a emigrare e coloro che si opposero al regime pagarono spesso con la vita le proprie convinzioni antifasciste. Gli effetti devastanti di tale tipo di politica, che, per ritorsione, finì con il coinvolgere drammaticamente anche il gruppo etnico italiano, furono chiaramente percepibili prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale.

Va infine menzionato che la delusione e l'amarezza per la perdita della massima parte della Venezia Giulia e per la tragedia umana che ne seguì, spinsero alcuni ex-irredentisti "illuminati", e in primo luogo Giani Stuparich, a rivalutare la figura di Timeus. Scrisse Stuparich all'inizio degli anni sessanta del Novecento: «Per otto anni studiammo insieme...fu il più diritto e puro, il più conseguente e intemerato fra i nazionalisti italiani» (Giani Stuparich, Ricordi istriani, Trieste, Ed. Zibaldone, 1961).

(da wikipedia)
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Messaggioda babatriestina » giovedì 18 dicembre 2008, 9:09

El libro Trieste de Timeus xe difficilmente reperibile, go avudo problemi a trovarlo in prestito in una biblioteca scolastica ( lo gavevo trovado in quela del Petrarca, per la precision). Lo go letto per intiero parecchi anni fa e ve riporto la mia impression global:
1 el xe scritto con un stile retorico e pesante, molto corrispondente all'epoca, ma che al lettor de adesso dà fastidio. Xe de notar che altri scrittori sui contemporanei come Stuparich usava un linguaggio molto più piano.
2 una volta superado el fastidio del stile, se pol riconosser la tesi de fondo, che se pol condivider o meno, soprattutto conossendo come noi quel che xe nato dopo, ma che Timeus no ga podudo saver perchè el xe morto poco dopo in guerra, e che xe che Trieste unida al Italia sarà un ben per tutte e due, visto che sarà de Trieste che l'Italia esporterà verso oriente la cultura italiana. Ricordemo che iera l'epoca ancora del colonialismo, che anche l'Austria Ungheria se stava espandendo nei Balcani, che i Balcani iera tormentai de ripetute guerre ( prima e seconda guerra balcanica) a danni del impero ottoman e anche fra i novi Stati balcanici.
3 el xe indubbiamente el manifesto de un irredentismo aggressivo e nazionalista. D'altronde l'autor gaveva 22 anni co el lo ga scritto e el xe morto un anno dopo.

Adesso mi vedo che de sto libro tutti disi de conosserlo, ma in realtà se limita a riferir sempre le stesse due tre frasi tirade fora e che rimbalza de un sito al altro, almeno co le legio su internet. E credo che andando nei libri de l'epoca, se podessi tirar fora altrettante frasi del stesso stile , magari nel verso opposto.
El testo de wikipedia xe praticamente un copiaincolla del testo de Marina Cattaruzza su l'Italia e il confine orientale.. Ottimo libro, che ve suggerisso de leger completamente per farse un'idea dela storia local.
Del stesso passo del libro del Cattaruzza, sempre Timeus : "sono gli stessi uomini conosciuti uno per uno che ieri hanno assalito con le falci e la settimana scorsa hanno bombardato a sassate la scuola nazionale".
Mi ala violenza solo de una parte e ai candidi agnellini de l'altra no ghe credo più, de tanti ani.
Sarò lieta de discuter sul libro de Timeus con chi che lo ga letto tutto, disposta a rileggerlo, al caso ; molto de meno a chi che lo giudica solo per tre frasi riportade e basta.
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Messaggioda cenerentola82 » giovedì 18 dicembre 2008, 9:14

Me piasessi legerlo.
Te ga idea de dove se lo pol trovar?

Nel fratempo me piasessi sentir le opinioni de chi lo ga za leto.
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Messaggioda babatriestina » giovedì 18 dicembre 2008, 9:20

Fra l'altro, basta una picia ricerca sulle biblioteche italiane per far veder un poca de confusion: mi el libro Trieste , che ripeto, lo go avudo in man, me pareva strano sia de gaver letto ste frasi sia che el fossi de quella casa editrice: difatti, vedo che el libro citado dovessi esser inveze:
Fauro, Ruggero
Titolo : Trieste : italiani e slavi, il governo austriaco, l'irredentismo / Ruggero Fauro
Pubblicazione Roma : G. Garzoni Provenzani, stampa 1914
libro che no go letto, e che invece dovessi esser disponibile in Civica.

Non trovo l'editor originario del libro Trieste, ma solo una sua ristampa , presumibilmente del 1965
Fauro, Ruggero
Titolo Trieste / Ruggero Fauro
Pubblicazione Trieste : La editoriale libraria, [1965?]
Descrizione fisica 243 p. ; 20 cm.

e adesso me domando: ma cossa xe nato al original Trieste de Timeus-Fauro che no se lo trova in nissuna delle biblioteche italiane? tutti lo cita, ma nissun lo ga ....
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Messaggioda babatriestina » giovedì 18 dicembre 2008, 9:23

cenerentola82 ha scritto:Me piasessi legerlo.
Te ga idea de dove se lo pol trovar?

.
per la ristampa del 1965:
Biblioteca civica Attilio Hortis - Trieste - TS
Biblioteca dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia - Trieste - TS
Biblioteca del Dipartimento di scienze economiche e statistiche dell'Universita' degli studi di Trieste - Trieste - TS
Biblioteca di storia e storia dell'arte dell'Universita' degli studi di Trieste - Trieste - TS
Biblioteca di scienze della formazione, sede Monfort, dell'Universita' degli studi di Trieste - Trieste- TS
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Messaggioda cenerentola82 » giovedì 18 dicembre 2008, 9:36

Grazie.
Go za da disposizion per farmelo recuperar. :-D
Speremo ben.
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Messaggioda babatriestina » giovedì 18 dicembre 2008, 9:39

La Cattaruzza in una nota del suo libro suggerisce anche:
sul percorso politico ed esistenzaile di Ruggero Timeus cfr D Redivo, Ruggero Timeus. La via imperialista dell'irredentismo triestino, Trieste edizioni Italo Svevo 1995
( nota a pag 62 del suo libro)
reperibile nelle biblioteche pubbliche triestine:
Biblioteca civica Attilio Hortis - Trieste - TS
Biblioteca statale di Trieste - Trieste - TS
Biblioteca dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia - Trieste - TS
Biblioteca generale dell'Universita' degli studi di Trieste - Trieste - TS
Biblioteca del Dipartimento socio-politico dell'Universita' degli studi di Trieste - Trieste - TS
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Re: Ruggero Timeus

Messaggioda jacum » giovedì 18 dicembre 2008, 10:05

cenerentola82 ha scritto:Ruggero Timeus (Trieste, 16 febbraio 1892 – Pal Piccolo, 14 settembre 1915)

..........

Serviva proprio dedicarghe una via a sto qua?


me piaxesi veder una cartina dela nostra citá con tute le vie italianizade dopo el conflito.

a cenerentola otantadó ghe digo che no, no coreva.
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Re: Ruggero Timeus

Messaggioda babatriestina » giovedì 18 dicembre 2008, 10:08

jacum ha scritto:
me piaxesi veder una cartina dela nostra citá con tute le vie italianizade dopo el conflito.

.
gavemo cominciado in sezion Toponomastica sto lavor
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Messaggioda babatriestina » giovedì 18 dicembre 2008, 18:43

babatriestina ha scritto:La Cattaruzza in una nota del suo libro suggerisce anche:
sul percorso politico ed esistenzaile di Ruggero Timeus cfr D Redivo, Ruggero Timeus. La via imperialista dell'irredentismo triestino, Trieste edizioni Italo Svevo 1995
lo go trovado in Civica, e lo go cominciado. La prima parte riguarda giudizi storiografici su Timeus, riportando i principali storici che ghe ne ga parlado.
Alla fin de questa prima parte xe una critica che a chi che ghe ne fa "uso politico e strumentale che ancora si continua a fare del Timeus [..], consistente unicamente in una raccolta di affermazioni staccate da ogni contesto e accuratamente scelte tra le più dure e fanatiche espresse da Timeus, deve ritenersi frutto , peraltro apertamente dichiarato, di motivazioni di tipo meramente ideologico e politico. [..]. Sarebbe auspicabile che un uso strumentale di tale basso livello rappresenti l'ultimo stadio di impossibili attualizzazioni politiche di un personaggio da considerare, ormai, unicamente nella realtà del suo tempo e da interpretare in termini esclusivamente storiografici rispettosi del quadro storico nel quale va inserita criticamente un figura della statura politica, ideologica e morale ( oltrechè di storico che fa meditare assai) come Ruggero Timeus."
El ricorda anche Ara e Magris: Trieste pag 28: ( qua copio mi del testo original:
Ruggero Timeus, con la sua intransigenza nazionale, scriveva che il sogno vociano di una Trieste mediatrice tra nazioni e civilità diverse portava all'assimilazione, all'assorbimento e alla scomparsa dell'italianità triestina. Per lui italianità e irredentismo erano sinonimi; la questione nazionale costituiva una lotta per l'esistenza che non poteva concludersi con un compromesso, con una conciliazione, ma soltanto con la vittoria o con il tramonto dell'elemento italiano"
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Messaggioda babatriestina » giovedì 18 dicembre 2008, 18:47

babatriestina ha scritto:e adesso me domando: ma cossa xe nato al original Trieste de Timeus-Fauro che no se lo trova in nissuna delle biblioteche italiane? tutti lo cita, ma nissun lo ga ....
comincio a capir che sia quel col sottotitolo, che nelle edizioni successive xe stado taiado... ma Timeus ga scritto anche altri articoli, anche sul Istria
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Re: Ruggero Timeus

Messaggioda babatriestina » giovedì 18 dicembre 2008, 19:32

Giusto me domandavo, ma come xe tornado fora de moda parlar de Timeus?
cenerentola82 ha scritto:--------------------------------------------------
Serviva proprio dedicarghe una via a sto qua?
me sa ( mia personal opinion, se intendi!) che el xe stado ripescado no tanto de un novo interesse verso el irredentismo de prima della prima guerra, ma della fregola che ghe sta ciapando al Comun ( recenti mandati) de intitolar nove vie e soprattutto far proposte de nove intitolazioni, tanto per no far nomi, al molto discusso Mario Granbassi nono dela bella Margherita. Quindi no un interesse storiografico o letterario, ma una question politica de attualità. Legittima, se intendi !
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Messaggioda babatriestina » lunedì 29 dicembre 2008, 17:24

In attesa che Cenerentola ne conti la sua impression sul libro de Timeus, me go letto el più conossudo studio su de lui Dario Redivo Ruggero Timeus la via imperialista dell'irredentismo triestino ed Italo Svevo 1995. Riassumer in poche righe un libro no xe facile, riassumo un poco i titolo dei capitoli che dà un'idea;
Ritratto di un uomo scomodo
Ruggero Timeus nella storiografia nazionale e locale ( narionale, irredentista, democratica)
Il periodo repubblicano
Un'effimera collaborazione Timeus e La Voce
Glia nni dell'attivismo politico studentesco
Da Trieste a Roma
L'incontro con il nazionalismo
La denuncia del "pericolo slavo" in istria
La polemica con il socialismo triestino
La svolta balcanica
il definitivo concretizzarsi dell'irredentismo imperialista
l'azione interventista
Riflessioni conclusive.

In sintesi effetivamente un omo scomodo, per la durezza a volte del linguaggio , l'autor mostra la parabola del suo pensiero, de un repubblicanesimo mazzinian originario , a una sorta de "scontro de civiltà" con i slavi in istria ( la famiglia materna iera istriana) che lui interpretava in termini de vita o morte per un dei due ( e se ricordemo le conferenze della soc Maria Theresia sulla Trieste ai primi del Novecento, i scontri iera effettivamente duri...) e po el suo abbandono de Trieste e el trasferirse a Roma. a sto punto l'autor no lo vedi gnanca più come triestin ma come aderente al nazionalismo. Noi savemo come che xe finida sta storia e come che xe finido el nazionalismo, Timeus però no podeva saver, visto che el xe morto nel 1915.
Scomodo, perchè el se ga sbaruffado anche coi altri intellettuali trriestini: el ga sfidado a duel Slataper che ghe ga risposto picche e el se ga sbaruffado con Stuparich a proposito de Vivante. El suo libro me par che volessi esser una risposta al affermazion de Vivante che diseva che Trieste gaveva bisogno de l'Austria per prosperar, e inveze Timeus suggeriva una soluzion che secondo lu saria stado un ben sia per Trieste che per l'Italia.. a posteriori, diria che gavemo visto che el gaveva torto.. però al epoca l'espansion nei Balcani la sognava un poco tutti... l'Austria annettendo la Bosnia e dichiarando guerra alla Serbia, la Russia difendendo la Serbia e continuando el proprio sogno de conquistar Costantinopoli, l'Italia che ghe fazeva un pensier al Albania... tuta gente che no gaveva alle spalle i imperi coloniali de Inghilterra, Francia, Spagna, Portogallo e Germania e credeva che no saria stada una grande potenza senza gaverlo. Tutte illusioni che la storia e soprattutto el secondo dopoguerra ga cavado.
Bisogna renderghe atto a Timeus de gaver avudo coraggio, col se ga arruolado volontario el ga scritto una lettera aperta de risposta alla lettera del console austriaco che lo richiamava alle armi, lettera che me piaseria trovar nella version integral e che xe solo in parte citada, in cui el disi ironicamente che nol ga dubbi che per la diserzion el meriteria la fucilazion nela schena e che no escludi che el lasserà forsi "in qualche fossato della Carniola el [suo] spregevole ossame proditorio".
Ma nol ghe la mandava a dir a nissun, e mi diria che se no altro dovemo darghe atto della sua battuta ai parlamentari italiani con cui el iera in polemica, definidi On Palla-Bianca del collegio di Sbafate sul Serio.:-D
Resta la domanda: a un cussì se ghe dedica una via? mi diria forsi adesso no, almeno per i sui scritti che xe decisamente datai e in parte sfruttai de nazionalismo e fascismo ( o per polemiche contemporanee) e per quel superai. Però ben o mal el ga dado la sua vita per quel ideal che se ciamava Patria o se preferì anche semplicemente Italia, e per quel no xe de meravigliarse che subito dopo la guerra i ghe gabi dedicado, a lu come a tanti altri volontari, strade o scole. Ruvido o no, el suo libro iera a modo suo un atto de amor per Trieste e per la civiltà italiana.
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Re: Ruggero Timeus

Messaggioda babatriestina » venerdì 2 gennaio 2009, 14:16

cenerentola82 ha scritto:Dopo gli studi ginnasiali nella propria città natale, si iscrisse presso l'Università di Graz, senza però laurearsi.
una piccola integrazion: el ga molado subito l'università a Graz, perchè nol se trovava a suo agio col tedesco, ma el se ga laureado a Roma, con una tesi sul poeta latin Marziale.
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Messaggioda AdlerTS » mercoledì 3 febbraio 2010, 21:46

Lettera di risposta di Ruggero Timeus Fauro da Roma alla chiamata alle armi del 15.10.1914 (da “scritti politici")

Illustrissimo signor Console,
stamane la posta m’ha portato una lettera che invitava l’egregio signor dott. Ruggero Timeus a presentarsi all’IR Consolato per regolare i suoi conti militari con la Duplice Monarchia. Le confesso che quella intimazione di arruolarmi in un esercito , in tempo di guerra, m’ha ispirato pensieri e ragionamenti nuovi : pensieri e ragionamenti sui rapporti morali fra me e lo Stato di cui sono suddito. Che vuole, illustrissimo signor Console, non ci avevo mai pensato nella vita, di aver qualcosa a che fare con l’Austria. […] Ma, stamane ricevuta la sua intimazione, mi parve di vedere Francesco Giuseppe coi favoriti baffi bianchi e col bastone nocciuolo nella mano tremante. E mi pareva che mi rimproverasse di abbandonarlo così mentre il suo impero crolla. Dietro a lui, in enormi scaffali, si addensavano i bollettini delle leggi dell’Impero. Questi mi hanno commosso più che la visione del vecchio ottantenne. […] Certo è che dinanzi ad ogni raccolta di leggi ed ordinanze, io sento il bisogno istintivo di levarmi il cappello […] e viceversa ho disobbedito sempre alle leggi dello Stato del quale sono suddito, e sto per compiere il più grande dei crimini, quello della diserzione, perché come Lei, signor Console, deve aver già capito, io sono deciso a non obbedire alla sua intimazione. E mi rendo degno della fucilazione alla schiena. […] io le devo dire che ho la coscienza perfettamente tranquilla. […] Ma crede Lei, illustrissimo signor console, che noi italiani dell’Austria, ci troviamo proprio nelle condizioni storiche e mentali dei croati del ’48, mangiatori di patate e di sego ? Crede Lei proprio che quella dell’Austria sia la sola cultura […]? Non pensa Lei che se fossi nato a 30 chilometri – a volo d’uccello, come dicono i comunicati austriaci – più a occidente, io sarei cittadino italiano con tutti i diritti e doveri annessi e connessi. E vuole che per 30 chilometri la mia coscienza e la mia vita abbiano un altro indirizzo e un altro destino ? […] e fu un mio diretto ascendente a provocare quei moti del 1868 nei quali a Trieste fu sparso il primo sangue italiano. Io per questo mi rendo reo di alto tradimento verso l’Austria. Non perché, come dicono molti miei connazionali, voi ci avete trattato male. Anche se voi ci aveste trattato bene, io farei lo stesso. Vi dirò di più, voi meritate la vostra sorte, anche perché non siete stati capaci di sopprimerci. […] Le dico ancora che sono seccatissimo di essere irredento e più ancora irredentista. Perché io sono un tranquillo cittadino, che non ha mai visto una bomba […] Io però non rinuncio a fare il soldato, né a tornare in Austria. Terminerà la vigile neutralità e Li mi vedrà marciare umile fantaccino dell’esercito … alleato […] e considero la eventualità di lasciare in qualche fossato della Carniola il mio spregevole ossame proditorio.
E con questo mi dichiaro disertore e mi segno della SV servitore umilissimo.

Ruggero Fauro.
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Messaggioda Elisa » giovedì 4 febbraio 2010, 3:33

All' inizio della mia partecipazione al forum, avevo accennato d' aver avuto, in tempo di scuola, nozioni di biografie di scrittori-pensatori triestini.
Il presente scritto sopracitato:
Dalla "Lettera al Console Austriaco" -Dagli Scritti politici- autore Ruggero Timeus Fauro, mi aveva particolarmente colpito.


"Ruggero Timeus Fauro, triestino, volontario in guerra, medaglia d' argento al valore, cadde il 14 settembre 1915 sul Pal Piccolo a soli 23 anni d' età. Giovanissimo, s' era affermato nel giornalismo, nella politica e negli studi. Egli era di buona razza. Suo nonno Francesco Timeus, suo padre Giovanni, avevano lottato per lunghi decenni in difesa della italianità della scuola triestina...."
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Messaggioda babatriestina » giovedì 4 febbraio 2010, 8:14

Elisa ha scritto: cadde il 14 settembre 1915 sul Pal Piccolo
un'immagine digitalizzata di una foto di una quindicina di anni fa sul Pal Piccolo, zona che conserva ancora tracce delle tante battaglie svoltesi
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Re: Ruggero Timeus

Messaggioda babatriestina » martedì 3 agosto 2010, 14:36

oggi sulle bancarelle di Cittavecchia ho visto un'edizione degli Scritti politici di Timeus, 1929, tipografia del Lloyd, in vendita alla bellezza di
60 € !! :shock:
o son salite le sue quotazioni o come ritengo più probabile, i suoi scritti sono alquanto rari. Mi son guardata bene dal comprarlo, visto che dovrebbe essere consultabile "a gratis " nelle biblioteche pubbliche: si trova in 6 biblioteche pubbliche triestine..
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Re: Ruggero Timeus

Messaggioda babatriestina » giovedì 30 dicembre 2010, 11:50

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Re: Ruggero Timeus

Messaggioda babatriestina » venerdì 17 novembre 2017, 7:26

Ho finalmente comprato, tramite Amazon ed una libreria antiquaria, il libro di Timeus Fauro su Trieste e me lo son riletto. Curioso, era finito in una libreria di Roma ma era una copia della libreria Universitas di Trieste...
le frasi virulente, che vengono riportate da chi non lo ha letto ma riporta solo i commenti di qualche pagina che sospetto sia la Nuova Alabarda e di mano di Claudia Cernigoi, non ci sono nel libro e dovrebbero far parte degli scritti politici ( e polemici). Il libro uscì nel 14 e venne ristampato nel 66 e secondo me nel centenario avrebbe meritato una ristampa. L'ho trovato meno ampolloso che nella prima lettura e adesso che conosco molto meglio il clima e la storia dell'epoca lo trovo molto più comprensibile. La sua è una lettura del clima triestino nel primo decennio del secolo scorso, e mi riservo di riportare passi commentandoli; ci sono parecchi dati e su alcuni aspetti mi sembra profetico, fra la guerra che l'Austria si prepara a fare per rinsaldarsi internamente, la futura Jugo-slavia che potrebbe formarsi all'interno delle province imperiali ( una sorta di nuovo stato nel trialismo) o attratta dalla Serbia con capitale Belgrado - e in tal caso ipotizza che avrebbe più vantaggi ad avere come porto Spalato!- invece non sembra minimamente immaginare la possibilità del collasso dell'Impero! per cui quando immagina la nuova Trieste italiana la vede sempre come porto della vecchia Mitteleuropa... e non dimentichiamo che morì a metà della guerra senza vederne nemmeno la conclusione.
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