Trincea delle Frasche e vicinanze

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babatriestina
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Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da babatriestina »

Eravamo a fotografare foglie rosse, e una zona che ne è ricca è la zona fra Doberdò e san Martino del Carso, ad un certo punto ci simao imbattuti nel percorso delle Trincea delle Frasche, citata da Mandi in una delle lettere riportate. E' una zona dove vi sono stati aspri combattimenti all'inizio della guerra,e poi col tempo è quasi sparita:
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una tabella della distribuzione delle trincee allora
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ed una che indica la posizione
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il sentiero passa proprio a fianco


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babatriestina
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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da babatriestina »

le trincee sono però appena visibili, ricoperte di vegetazione e foglie gialle e rosse
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ben visibile, invece, è il "cippo" Corridoni,c he più che un cippo è un monumento alquanto vistoso, ottimo per orientarsi..
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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da babatriestina »

ispira a fotografarlo in bianconero
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le foglie rosse attorno ricordano il tanto sangue sparso da quelle parti

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mandi_
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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da mandi_ »

Trincea delle Frasche,1915

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Aurelio Nordio, studente, 18 anni


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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da babatriestina »

mandi_ ha scritto: "


Aurelio Nordio, studente, 18 anni
se non è un omonimo, ma non credo, si tratta dei due gemelli Fabio e Aurelio Nordio andati volontari e morti in guerra. Il fratello Augusto è quello citato
questa foto
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che in questi giorni è pure esposta alla mostra del Petrarca, trattandosi di una VI Ginnasio del 1914 staccata dal Dante per formare il II Ginnasio ( vedere la storia delle fusione delle due scuole l'anno dopo), è la classe di mio papà ed uno dei componenti è il gemello Fabio Nordio. L'ho trovato sull'annuario ma non lo so identificare nella foto.


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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da mandi_ »

Me par de ricordarme che sul libro sui volontari Triestini che avevo letto c'erano parecchie foto. E me par de ricordarme proprio due gemelli. Sarebbe interessante confrontare le foto...Posso procurarmi il libro...Ma sicuramente si trova anche a Trieste, in biblioteca...
Quanto all'unione delle scuole, se mi dici che uno degli studenti era irredento volontario di guerra e un altro studente era tuo padre che a sua volta andò in guerra .. Degli altri studenti non sappiamo ma si può immaginare benissimo che molti siano partiti...penso proprio che le scuole scarseggiassero di studenti...


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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da babatriestina »

mio padre però venne chiamato in guerra finito il Ginnasio, quando era già iscritto all'Università, anche se non aveva ancora vent'anni.


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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da mandi_ »

Ricordo di aver letto qualcosa recentemente sulle modalità di arruolamento di chi studiava medicina...Ma non è questo magari il topic giusto...
Comunque intanto ...Aurelio e Fabio Nordio, nati a Trieste nel 1897.
La Targa si trova in via Crispi 31
nordio.jpg
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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da mandi_ »

Ho trovato la foto di Fabio Nordio.
fabio nordio.jpg
fabio nordio.jpg (53.71 KiB) Visto 2114 volte
Rispetto alla foto di gruppo messa da Baba, mi sembra il primo seduto,da sinistra.
Era tenente del 7° Battaglione Alpini e cadde sulla Bainsizza nell'agosto 1917. Nella foto porta sul braccio la fascia nera dovuta alla morte del fratello Aurelio.

Aurelio Nordio, gemello di Fabio, nato a Trieste il 15 giugno 1897, cadde invece nell' autunno del 1915 nella trincea delle Frasche.
I due gemelli si erano arruolati volontari nell'esercito italiano nel maggio 1915.
Aurelio e Fabio partirono per il fronte con entusiasmo, inconsapevoli forse a causa delle giovane età della dura realtà della guerra.

Aurelio però dopo i primi combattimenti nelle sue lettere esortava Fabio : "Non dire niente a casa, noi combattemmo diverse volte, ma è impossibile che ti descriva, perchè è superiore alle mie forze. !"

Il suo nome di battaglia era " Marco Giacomini"


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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da Nini Naridola »

Un episodio della terza battaglia dell'Isonzo. - Filippo Corridoni
… Forti perdite (circa 1500 uomini) ebbe la Brig. Siena nei combattimenti per le trincee delle Frasche e dei Razzi; ma il 32° reggimento fanteria riuscì a mettere pied, per poco, nella prima dove in combattimento cadde la Medaglia d'oro Filippo Corridoni, il famoso sindacalista italiano alla cui memoria fu eretto dopo la guerra un monumento sul posto del sacrificio: “Qui – eroico combattente – cadde – FILIPPO CORRIDONI – fecondando - col sacrificio della vita – la gloria della Patria – e l'avvenire del lavoro – 23 ottobre 1915.
… Della sua tomba, ch'era rimasta entro le linee austriache, nulla si seppe allora e anche le ricerche fatte dopo la sesta battaglia dell'Isonzo e più tardi, a guerra finita, non diedero nessun risultato certo.
Si interessarono di queste ricerche il comitato parmense per il monumento al Corridoni nel 1923 e l'anno seguente il pubblicista Uberto Coruzzi. Questi segnalava al Sindaco di Sagrado alcuni indizi di camerati del Corridoni che il giorno in cui cadde erano nel suo stesso reparto e più tardi s'erano recati sul posto del combattimento per trovare il luogo esatto dov'era sepolto. Uno di questi affermava di aver visto in una dolina non lontano dalla trincea delle Frasche un piccolo tumulo, in cemento, «accanto ad uno più grande; sul piccolo tumulo era inciso semplicemente Filippo Corridoni e lì trovavasi la salma». Un altro diceva che nel 1916 «vicino alla Villa di Castelnuovo dalla parte della scuderia vi erano sepolti 7 od 8 soldati, tra i quali F. C. e vi era questa dedica: Qui giace Filippo Corridoni del 3..., Volontario di guerra, morto da eroe nel combattimento della tincea delle Frasche». Tutti questi si appellavano al sindaco di Sagrado, perchè facesse le debite ricerche allo scopo di individuare la tomba e trasferire i resti mortali del Caduto a Parma a disposizione dell'apposito Comitato.
Passarono gli anni, ma la tomba del Corridoni non si trovò.
Ogni tanto sui giornali compariva la notizia del ritrovamento; erano voci che non avevano una convincente conferma, anche se non potevano essere categoricamente smentite. Ma la ricerca delle spoglie mortali del Corridoni in effetti non cessò mai, prova ne sia la serie di articoli che il giornale di Bologna “Resto del Carlino”, dal 27 aprile al 16 maggio di quest'anno, cinquantenario della Vittoria (quindi siamo nel 1968), pubblicò sulle ricerche e sul supposto ritrovamento della tomba in un tratto di terreno che durante la guerra era chiamato dai soldati italiani la Trincea delle Frasche. Riassiumiamo qui molto in breve i sei articoli del predetto giornale su questo ancora appassionante argomento.
La tomba scoperta recentemente da un ferroviere di Crevalcore, Guido Mattioli, che ogni anno risale il Carso in cerca di qualche testimonianza delle battaglie di cinquanta anni fa, si trova a circa 200 metri a sud-ovest dell'attuale cippo dedicato al corridoni tra la trincea delle Frasche e la trincea dei Razzi. In essa, scavando – ma era stata già manomessa dai cercatori di ferro di San Martino – si sono trovati recentemente dei frammenti di ossa d'un soldato presumibilmente italiano, posto che nei pressi c'erano un cucchiaio marcato R.E. (in uso nell'esercito italiano allora) e una scarpa. “Si può pensare -scrive Marino Mercuri del Resto – che lì giacesse la salma di Corridoni? Una ipotesi azzardata che per ora non può essere suffragata da altre prove, ma non è del tutto irrazionale. Perciò il mistero della tomba della M.O. Parmense rimane un'incognita che crediamo non sarà mai risolta – conclude il giornale – almeno con gli scarsi mezzi ora a nostra disposizione.”
Altri vollero sollevare il velo di codesto misterioso interramento di un soldato italiano entro le linee austriache nell'ottobre del 1915 e hanno portato testimonianze e formulano ipotesi che dovrebbero confermare essere quella della dolina presso la Trincea delle Frasche la vera tomba del Corridoni. E per questo motivo si potrebbe forse accettare l'ipotesi da altri combattenti del Carso affermata “che la tomba scoperta il 20 settembre 1966 dal ferroviere Guido Mattioli sia veramente quella del Corridoni e che pertanto i resti racchiusi nella particolare cassetta riposta sotto la stessa data nel Sacrario di Redipuglia siano le spoglie mortali del sindacalista di Parma.


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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da Nini Naridola »

Scusate: ho messo un brano dal libro di Carlo Luigi Bozzi "Sagrado e la sua storia"


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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da mandi_ »

Trincea delle Frasche. Per me è bellissimo il nome apposto a questo luogo. Cammino spesso tra le frasche, ricavandone frescura e pace. Eppure leggo che qui ci furono 1500 morti.
Spero che questo soldato morto in questo luogo dal nome così bello riposi in pace, ora.
Degno di ammirazione colui, coloro che ne hanno ricercato il luogo di morte, come segno di rispetto.


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Re: Trincea delle Frasche e vicinanze

Messaggio da babatriestina »

mandi_ ha scritto: dom 7 apr 2013, 19:20
Rispetto alla foto di gruppo messa da Baba, mi sembra il primo seduto,da sinistra.
Era tenente del 7° Battaglione Alpini e cadde sulla Bainsizza nell'agosto 1917. Nella foto porta sul braccio la fascia nera dovuta alla morte del fratello Aurelio.
papà raccontava che in quei primi anni di guerra a scuola non si doveva parlarne, ma ogni tanto spariva un professore ( Guido Corsi suo prof) o un compagno ( i gemelli Nordio).. ci fece un pensiero anch e lui ma il nonno lo stroncò sul nascere


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