triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da Commander FLOWER » lunedì 28 ottobre 2013, 23:17

Buonasera, spero con queste mie domande di non offendere la sensibilità di nessuno (sono dovute essenzialmente a "ignoranza" storica).
Gradirei sapere:
- se la Missione italiana per i prigionieri in Russia partita dall'Italia ed inviata a Pietrogrado (comandata dal Col. di Stato maggiore Achille BASSIGNANO) potrebbe considerarsi quale "continuazione" della Missione italiana in Russia curata dall'Ambasciata italiana in Russia che già stava operando per ricercare e rimpatriare gli "irredenti" italiani (abitanti del Tirolo, Gorizia, Trento, Trieste, Istria e Dalmazia);
- a quanti ammontavano tali ex prigionieri dei russi (25.000; 40.000)?;
- quanti di questi furono rimpatriati a fine missione (dal 1916 al 1920)?;
- quando furono pronunciati i vari giuramenti della "legione redenta", del "battaglione irregolare Savoia" dei "battaglioni neri" di Kirsanov? (prima o dopo la loro partecipazione al Corpo di spedizione italiano in estremo oriente (C.S.I.E.O.) (FOCUS della mia discussione sul "giuramento militare" che terrò in data 5 nov. p.v.)
. la partecipazione al C.S.I.E.O. fu voluto dall'Italia visto che furono inviate unità di alpine? Se si in quale contesto? In quale conflitto bellico in considerazione che era terminata la Grande guerra?
- la legione redenta nasce con l'arrivo nel marzo del 1918 del Magg. RR. CC. Cosma MANERA?
- il "battaglione irregolare Savoia" prese parte al Corpo di spedizione in estremo oriente?
- quando fu costituito il protettorato italiano (o altro) nel Tientsin in Cina?
Scusatemi per questa valanga di domande che sicuramente dimostreranno la non conoscenza dell'evento in questione....
Grazie in anticipo
Enzo
P.S. ma esiste una "sintesi" che raccolga tutti questi miei quesiti???



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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da Commander FLOWER » martedì 29 ottobre 2013, 21:40

Gentilissimi esperti della vicenda degli "irredenti" italiani. Avrei bisogno di un sunto di tutta la storia o quanto mai che venisse data risposta al mio precedente messaggio pieno di quesiti a me poco chiari. Avrei bisogno del sunto della vicenda perché il "focus" è il giuramento che fecero questi "irredenti"....
Spero in un Vostro autorevole aiuto.
Grazie
Enzo

Ecco cosa ho elaborato io, ma è davvero troppo lungo (spero almeno che sia giusto)

Nel corso della prima guerra mondiale i numerosi soldati dell’esercito austro ungarico di origine italiana, poiché nati nel Tirolo, a Gorizia, Trento, Trieste, Istria e Dalmazia (terre “irredente”) furono catturati dall’esercito russo ed internati.
Per cercare di raccogliere quanti più prigionieri possibile fu creata e inviata a Pietrogrado nell’agosto 1916 una speciale Commissione, denominata “Missione militare italiana in Russia” che proseguendo l’attività dell’Ambasciata italiana (Missione militare in Russia) aveva lo scopo di organizzare capillarmente la ricerca di questi militari anche attraverso un’accurata azione di ricerca nei confronti degli “irredenti” che vagavano nelle sterminate campagne della Russia. Intanto, mentre l’attività di ricerca e di propaganda si svolgeva con la massima intensità si ebbero, nei mesi di settembre e novembre del 1916 i primi rimpatri degli elementi già selezionati ed inquadrati nel campo di Kirsanov.Infatti, i primi due scaglioni partirono da Kirsanov per essere imbarcati ad Arcangelo su piroscafi rispettivamente di nazionalità inglese (partenza di settembre) e francese (partenza di novembre), per un totale di 99 ufficiali e 3949 uomini di truppa. Nel gennaio del 1917 la missione si fece carico anche dell’accompagnamento in patria di 600 irredenti profughi provenienti dalla Rumenia. Ma l’arrivo del freddo e poiché quasi tutti gli ufficiali della missione erano rientrati in patria in accompagnamento degli scaglioni, anche l’organizzazione dei prigionieri di nazionalità italiana raccolti a Kirsanov subì una necessaria sosta. Ma ciò nonostante l’attività di ricerca ed accoglimento delle domande di rimpatrio continuavano a giungere alla missione. L’8 marzo 1917 giunsero a Pietrogrado, per coadiuvare il capo missione, Col. BASSIGNANO, altri ufficiali tra cui il Magg. RR. CC Cosma MANERA. L’attività di ricerca si intensificò tanto che nel primo semestre del 1917 circa 3000 ex prigionieri chiesero la cittadinanza italiana ed il rimpatrio. Il campo di Kirsanov in breve si ripopolò di altri 57 ufficiali e circa 2500 uomini di truppa.
Fu pianificata un’altra partenza che doveva avvenire con partenza da Kiev e Kirsanov per poi raggiungere Arcangelo per l’imbarco, ma purtroppo a causa della scarsità di tonnellaggio, si dovette abbandonare l’idea di fare un unico trasporto che sarebbe dovuto avvenire ad agosto e quindi si decise di scaglionare le partenze. Senonché non si riuscì nell’intento. Rimasero tra Volodga e Kirsanov circa 2350 irredenti, i quali attesero con altro spirito di sacrificio il giorno del rimpatrio, mentre già le condizioni interne del paese ogni giorno davano di più la esatta sensazione dell’immane sconvolgimento sociale e politico che stava per gettare la Russia in preda alla rivoluzione.
Nel novembre 1917 l’ascesa al potere di LENIN rese il rimpatrio degli irredenti molto più difficile. Man mano che il tempo passava e le possibili soluzioni svanivano la Missione italiana si trovò nell’incalzante necessità di agire per non lasciarsi cogliere passivamente dagli avvenimenti, e dai ghiacci, che di lì a poco avrebbero chiuso il porto di Arcangelo. Si decise allora di dirigersi verso Vladivostok, alla spicciolata e in piccoli gruppi con ogni treno in partenza per la Siberia nella speranza che in quel porto vi fosse qualche probabilità di imbarco e di rimpatrio. Altre partenze vennero organizzate alla spicciolata
Le partenze da Kirsanov avvennero a cominciare dal 28 dicembre 1917.
I primi gruppi giunsero a Vladivostok dopo un viaggio di circa due mesi. Colà non solo non vi erano mezzi per l’imbarco, ma neanche mezzi per accasermare gli uomini e perciò si scaglionavano gli uomini tra le località di Nikolsk-Ussuiski, Harbin e Laosciaogao.
Anche dopo la partenza degli irredenti la Missione militare italiana per i prigionieri in Russia continuò ad operare a Pietrogrado ma non poté più collegarsi col gruppo che sostava in Manciuria per cui l’insieme degli uomini distaccato in quel sito divenne di fatto indipendente dalla Missione Militare Italiana.
Intanto in Russia il 1918 si apriva con avvenimenti di portata storica.
Il 3 marzo 1918 la Russia sovietica firmava il trattato di Brest-Litowski con il quale si definivano gli accordi sulla base dei quali ebbe termine la guerra tra gli Imperi centrali e la Russia.
La Russia è pervasa dalla guerra civile. Vaste estensioni di territori si dichiarano indipendenti e autonomi (Principato di Estonia, Livonia e Curlandia; Governo della Russia del Nord; Repubblica di Kazan; Governo di Samara; Repubblica Tartaro-Baschira; Cosacchi del Don) e a Est degli Urali importanti forze antibolscheviche, che si auto definiscono bianchi, proclamano la repubblica di Kolciak in Siberia.
Da questo momento in poi, sia per contrastare l’influenza tedesca verso la Russia, per diffidenza e l’avversione verso il governo instaurato dai Soviet in Russia, l’Italia e altri governi occidentali, quali la Francia, l’Inghilterra, la Cecoslovacchia, il Giappone, l’USA, appoggiano più o meno scopertamente il Governo siberiano dell’ammiraglio Koltchak e le altre forze bianche.
Vengono trasferiti a Vladivostok sia la Regia Legazione italiana, sia la Missione militare italiana per i prigionieri di guerra in Russia. Infine viene decisa la costituzione e l’invio in estremo oriente, nella Russia siberiana, di un Corpo di Spedizione che prende il nome di Corpo di spedizione italiano in estremo oriente.
Intanto in Russia nel settembre 1918, nella città di Samara, per iniziativa del ragioniereAndrea COMPATANGELO, autoproclamatosi capitano, viene costituito un piccolo contingente italiano, composto di circa 300 uomini, i quali operarono in cooperazione delle truppe ceche, in appoggio ai russi bianchi.
Questi uomini erano ex prigionieri austriaci provenienti dal Trentino e Venezia Giulia, i quali dettero vita a quel reparto irregolare italiano che assunse la denominazione di “battaglione irregolare Savoia”.
Questo reparto seguì le vicende delle truppe Ceche e in ultimo pose la sua sede a Krasnojarsk ove rimase fino a quando, in seguito all’arrivo del Corpo di Spedizione italiano, fu avviato a Vladivostok fondendosi con la “legione redenta” che aveva giurato fedeltà al re.
Di quel gruppo di prigionieri ex austriaci partito da Kirsanov, circa 850 vennero arruolati tra gli effettivi del Corpo di Spedizione italiano. I rimanenti uomini che non chiesero l’arruolamento furono avviati al centro di raccolta dei prigionieri di guerra di Vladivostok e successivamente trasferiti in Cina, a Tientsin, per l’imbarco.
La lunga attesa fece sì che molti decisero l’arruolamento nel Corpo di spedizione italiano in estremo oriente che verrà costituito con truppe provenienti dall’Italia (alpini) e ex prigionieri austriaci che chiesero la cittadinanza italiana e giurarono fedeltà al re ed all’Italia.
Con la costituzione del C.S.I.E.O. (luglio 1918) l’Italia ritira la propria Missione militare italiana in Russia, che aveva avuto sede a Pietrogrado.
La Missione militare italiana per i prigionieri di guerra continuò la sua opera a Wladivostok. La ricerca dei prigionieri di guerra di lingua italiana proseguì per tutto l’anno 1919 raccogliendo circa 2.500 uomini alla fine dell’anno.
Questi uomini, man mano che affluivano a Vladivostok venivano inquadrati in una unità speciale detta “legione redenta” che venne utilizzata, per scarsità di altre truppe, anche per servizi armati.
Gli altri ex prigionieri venivano smistati tra Wladivostok e Tientsin a seconda della disponibilità del naviglio che li doveva portare in Italia.



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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da Commander FLOWER » martedì 29 ottobre 2013, 21:56

Foto del giuramento a Vladivostock - Gornostai della "legione redenta" nel 1919
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7780 Siberia, VladivostokCerimonia del giuramento della Legione Redenta a Gornostai. 1919 (3).jpg
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7814 Gornostai, giuramento dei soldati della Legione Redenta di Siberia (2).jpg
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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da mandi_ » martedì 29 ottobre 2013, 23:07

Caro Commander

Stasera sono davvero troppo stanca (...lavoro) per rispondere con correttezza. Direi che la tua esposizione può andare bene, dal punto di vista militare italiano.Questa è la versione che è stata data.
Ci sono alcuni punti da correggere.
Tieni conto, ma penso sia quel che ti interessi, che l'Esercito italiano ha scritto dei libri molto specifici sull'argomento, dal punto di vista bellico e questi libri e relazioni ricalcano il tuo pensiero.
Io ho voluto raccontare di uomini che hanno sofferto per 6 lunghi anni. Ti prego, non lo dimenticare.Rispondo ad alcuni punti, intanto.
- Vorrei sapere se la Missione italiana per i prigionieri in Russia partita dall'Italia ed inviata a Pietrogrado (comandata dal Col. di Stato maggiore Achille BASSIGNANO) potrebbe considerarsi quale "continuazione" della Missione italiana in Russia curata dall'Ambasciata italiana in Russia che già stava operando per ricercare e rimpatriare gli "irredenti" italiani (abitanti del Tirolo, Gorizia, Trento, Trieste, Istria e Dalmazia);

- quando furono pronunciati i vari giuramenti della "legione redenta", del "battaglione irregolare Savoia" dei "battaglioni neri" di Kirsanov? (prima o dopo la loro partecipazione al Corpo di spedizione italiano in estremo oriente (C.S.I.E.O.) (FOCUS della mia discussione sul "giuramento militare" che terrò in data 5 nov. p.v.)
Il giuramento dei Battaglioni neri avvenne il 15 agosto 1918 a Tientsin, e fu retrodatato al 1 agosto 1918.La nave che portò Fassini Camossi e il contingente dall'Italia arrivò a Tientsin poco dopo il giuramento, il 5 settembre 1918.
Il battaglione Savoia proveniente da Samara giunse a Krasnojarsk prima dei Battaglioni neri, non fu accettato dal C.S.I.E.O e fu inviato a Wladivostok.
La Legione Redenta si formò a Wladivostok dopo la partenza per la Siberia dei B.N. Sui fogli matricolari degli arruolati sono riportate varie date di arruolamento, ma i libri dell'Esercito parlano di un arruolamento. Questo mi fa pensare che ci sia stato un arruolamento collettivo successivo, che è quello che tu mostri nelle due foto.La data l'ho scritta sul forum e ora non la rammento, ma fu nel 1919.Nei libri dell'Esercito non si fa distinzione tra giuramento della Legione Redenta e quello del Battaglione Savoia.Si parla genericamente di "un giuramento"
la partecipazione al C.S.I.E.O. fu voluto dall'Italia visto che furono inviate unità di alpine? Se si in quale contesto? In quale conflitto bellico in considerazione che era terminata la Grande guerra?
Sì, la partecipazione al C.S.I.E.O. fu voluta dall'Italia. E al quesito che poni forse potresti rispondere tu. Purtroppo la stragrande maggioranza dei prigionieri avrebbe voluto tornare a casa sua, ma si volle trattenerli in quelle terre lontane perchè all'Italia interessava mandarli di nuovo a combattere a fianco dei Cechi. Purtroppo (e ti parlo da nipote)Legione Redenta e redenti non arruolati dovettero attendere fino alla fine del 1919 - inizio 1920 per tornare a fare i contadini o altro nei paesi e città in cui erano nati.
Ho letto lettere e diari pieni di dolore...e c'è anche molta documentazione in merito.
Rileggi la "Canzone di Gornostai"...
E pensa che molti di quei ragazzi morirono poco dopo o pochi anni dopo il ritorno, a causa degli strapazzi.


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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da Commander FLOWER » mercoledì 30 ottobre 2013, 11:23

Grazie Mandi_,
la Tua spiegazione ai vari quesiti da me posti è abbastanza esaustiva... soprattutto toccante. Tra le altre cose non mi vergogno di dire che alla veneranda età di 48 anni sono venuto a conoscenza di questa pagina di storia dimenticata nei programmi di storia delle scuole medie e superiori.... Ciò è VERGOGNOSO (vds. fatti di Cefalonia del 1943).
Purtroppo nella mia conferenza sul giuramento militare potrò fare soltanto un cenno sui fatti avvenuti in Russia degli "irredenti" italiani... spero servirà a muovere le coscienze dell'uditorio e far nascere la "voglia" di approfondire questi eventi.
E' per tale motivo che avrei voluto una sintesi molto stringata (ma veritiera) dei fatti capace di suscitare quanto precedentemente detto e per questo motivo mi sono affidato a Voi tutti.
Tu con il Tuo "contributo" hai messo a posto delle tessere vacillanti del mosaico...
Grazie ancora
Enzo (Commander FLOWER)



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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da mandi_ » mercoledì 30 ottobre 2013, 14:30

Ti ringrazio.
- quando fu costituito il protettorato italiano (o altro) nel Tientsin in Cina?
Qui e in altre parti ho parlato di Tientsin e delle concessioni italiane ottenute dopo l'appoggio della guerra nei boxer:

http://www.atrieste.eu/Forum3/viewtopic ... &start=100
data 12 /09/ 2010
Riporto questo:
I "privilegi" italiani in Cina ottenuti dal 1902 consistevano :

1. nel riconoscimento della proprietà della Legazione Italiana nel quartiere delle Legazioni di Pechino con un contingente di truppe a presidio;
2. nella Concessione di Tientsin, che occupava un'area di circa mezzo chilometro quadrato, e che costituiva la principale acquisizione italiana in Cina.
3. nel riconoscimento della proprietà italiana del forte di Shan Hai-Kwan, opera terminale a mare della Grande Muraglia, ed al suo presidio militare;
4. nel riconoscimento della proprietà italiana dell'ancoraggio di Ta-Ku nell'estuario del fiume Pei-Ho con conseguenti impegni di presidio e difesa;
5. nell'autorizzazione a servirsi dei quartieri internazionali di Shanghai ;
6. nell'autorizzazione a costruire e presidiare le caserme "Italia" ad Hang-Zhou, "Savoia" a Tientsin e quella della "Regia Guardia" alla Legazione Italiana di Pechino;
7. nell'autorizzazione all'impiego di militari a difesa di luoghi di pertinenza come chiese, missioni, ferrovie, miniere, ecc....

- la legione redenta nasce con l'arrivo nel marzo del 1918 del Magg. RR. CC. Cosma MANERA?
No. Il maggiore Manera provvide a far arruolare i Battaglioni neri il 15 agosto 1918. Poi fu incaricato di recarsi a Wladivostok per organizzare la Caserma e i depositi per le truppe che lo seguirono. Fu Fassini Camossi a comandare i Battaglioni neri a Krasnojarsk. Il Maggiore Manera da Wladivostok intraprese la ricerca degli ex prigionieri già nel settembre 1918 , dopo la partenza dei Battaglioni neri verso Krasnojarsk.Quando gli ex prigionieri raggiunsero un numero consistente diede loro nome :Legione Redenta. La ricerca fu intensificata a partire da febbraio marzo del 1919.

La data del giuramento a Gornostai, ho controllato sul libro del Tenente Bazzani, corrisponde al 17 luglio 1919.E' bello poter datare delle foto e degli eventi.(una delle tue foto era già in mio possesso, ricavata da un album ritrovato)
- a quanti ammontavano tali ex prigionieri dei russi (25.000; 40.000)?;
- quanti di questi furono rimpatriati a fine missione (dal 1916 al 1920)?;
I numeri per me corrispondono a nomi e cognomi, paternità e luogo di nascita. Li sto completando.

Secondo una relazione i rimpatriati di Manera furono:
1916 - 1917: 4400
1917-1918 : 760
1918 : 1090
1919 -1920 : 3600

Li sto verificando...I prigionieri in Siberia erano molto più numerosi.


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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da macondo » venerdì 1 novembre 2013, 16:44

Un sito che dovrebbe essere stato aggiornato recentemente:

http://www.cadutigrandeguerra.it/



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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da mandi_ » venerdì 1 novembre 2013, 17:55

Veramente interessante questo sito, che non conoscevo.
E' simile a quello trentino già messo on line.
Io ho provato a inserire questo nome: Agolanti Antonio per vedere se era presente.
Si tratta del primo nome sulla targa dei Caduti affissa sulle mura del Castello di Trieste. Ne avevamo parlato nel topic delle targhe e lapidi.

Trascrivo in breve quello che trovo nel sito: Agolanti Antonio di Vittorio, Caporale 1 Reggimento Bersaglieri,nato 12 aprile 1895 a Trieste, morto il 6 febbraio 1919 in Estremo Oriente per malattia.
In questo Topic ne avevo parlato: morì a Krasnojarsk, era uno degli appartenenti ai Battaglioni neri.

http://www.atrieste.eu/Forum3/viewtopic ... nio#p67988

Non capisco però perchè nel sito definiscano "veneto" un Triestino. Inoltre noto che la pagina è intestata come "militari caduti nella guerra 1915 -1918"

Stessa cosa per Pietro Nobile: non viene indicato come triestino.

Inoltre digitando a caso "Battisti" potete vedere un esempio di tutti i Battisti deceduti nella Grande Guerra in Trentino. Se osservate molti nomi sono incompleti di data di nascita. Questo può generare inesattezze e omonimie, come ho verificato più volte.

Tempo fa mi ero presa la briga di mettere in excell i nominativi dei deceduti delle due lapidi di Trieste...Se può interessare...


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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da Commander FLOWER » venerdì 1 novembre 2013, 18:25

Carissima Mandi_, (a tutti gli utenti del forum chiedo scusa ma non sono stato capace di inviare un messaggio in forma "privata") ancora mille grazie per avermi illuminato con le Tue risposte e con le Tue precedenti discussioni postate nel forum afferenti alla Spedizione militare in estremo oriente, alle concessioni del Tientsin, ai battaglioni neri di Kirsanov, ecc..
Ho letto con attenzione e molta commozione le pagine di quel volontario arruolatosi tra le fila dei "battaglioni neri" in merito alla cerimonia del suo giuramento a Kirsanov... Ne riporto le parole (copiate dal Tuo precedente intervento)
15 agosto1918
"E’ fra i giorni più belli e memorabili. La mattina vestiamo una divisa nuova con le stellette. Con in testa la banda, partiamo e attraversiamo la concessione francese e ci portiamo in concessione italiana. Entriamo in un cortile di una villa italiana. Qui tutto è imbandierato e festoso. Il R. Console prende la parola e ci rammenta che l’Italia ora ci prende sotto di sé non come figli, ma come prediletti, ci invita ad essere forti e che la patria ci sarà riconoscente. Comandato l’attenti, il signor Maggiore Manera con calde parole ci ringrazia e rammenta le sofferenze passate ,le famiglie e l’atto che stiamo per compiere.
Letta la formula, alle parole : “lo giurate voi?” da tutti i petti come un sol uomo esce un forte grido: “Lo giuro”. Poi il signor Maggiore ci consegnò le mostrine nere. Vengono così formati i Battaglioni neri. Io faccio parte del 1° battaglione, II Compagnia. Quindi la banda intonò la marcia Reale e cominciò la sfilata. Al termine abbiamo dono da signori italiani birra e sigarette."
Vorrei chiederti ma è possibile che il Magg. CC. MANERA abbia partecipato il 13 agosto dello stesso anno ad un'altra cerimonia di giuramento avvenuta a Tientsin (l'ho intuito dal suo discorso riportato a fine giuramento)?
Poi, in considerazione, che sto realizzando un briefing sul giuramento militare che dovrò tenere il 5 novembre p.v. alla presenza di alte cariche del nostro Esercito, vorrei riportare le parole di quel volontario di Kirsanov sul giuramento ma vorrei, di certo, "colpire" l'uditorio.... Ti chiedo se fosse possibile far leggere a un giovane delle Tue parti (con bell'accento le parole di quell'ex irredento (mi pare di capire che fosse "giuliano") ... certamente renderebbero di più che la mia voce con accento "terroneo".... Se fosse possibile potresti inviarmi il files della registrazione via email al mio indirizzo di posta elettronica. Un'unica preghiera: ho necessità di chiudere la mia presentazione in power point entro la mattinata di domenica p.v.. Sarebbe davvero di un bell'effetto....
Spero di non aver detto "eresie".
Ti ringrazio anticipatamente
Enzo



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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da mandi_ » venerdì 1 novembre 2013, 19:49

Attento a non far confusione...

Gli ex prigionieri che non avevano potuto effettuare la partenza da Archangelsk partirono da Kirsanow in Russia, attraversarono la transiberiana e arrivarono a Tientsin in Cina verso febbraio - marzo 1918.
Anche il maggiore Manera intraprese il viaggio da Kirsanow a Tientsin, dove provvide a arruolare i Battaglioni neri.
La cerimonia del giuramento che tu citi non è stata effettuata a Kirsanow ma a Tientsin il 15 agosto 1918. Il diario che riporta questo discorso che t'interessa parla del giuramento dei Battaglioni neri a Tientsin. La definizione di "Battaglioni neri" fu coniata a Tientsin, non a Kirsanow.

Purtroppo lì per lì non ricordo se il diarista fu friulano, giuliano, trentino istriano...In questo caso non me lo sono appuntata e dovrei rileggere tanti diari.Più di uno ne parla, proveniente delle varie zone.

No, mi spiace, non mi sento di coinvolgere nessuno in esposizioni registrate.

RIEPILOGO DELLE DATE E DEI FATTI:


febbraio – marzo 1918 : arrivarono 2500 ex prigionieri a Tientsin ed altri continuavano ad arrivare.

(25 aprile 1918- 27 giugno 1918) (23 giugno 1918 -5 settembre 1918):da Tientsin riuscirono a partire circa 470 ex prigionieri di con le due navi americane Logan e Sheridan.
19 luglio 1918. Partenza da Napoli del CORPO DI SPEDIZIONE ITALIANO IN ESTREMO ORIENTE (C.S.I.E.O.) sulla nave Roma Terza. A bordo si trovava il nuovo Capo del Corpo di Spedizione inviato dall’Italia , il colonnello Fassini Camossi.

15 agosto 1918 : giuramento dei Battaglioni neri.

30 agosto 1918: attracco a Chin –Kwan- Tao della Nave Roma Terza.

2 settembre 1918 : arrivo del C.S.I.E.O a Tientsin.

15 settembre: nuovo giuramento davanti a Fassini –Camossi. Gli uomini dei Battaglioni neri vennero uniti in un unico esercito con i 700 soldati provenuti dall’Italia.

27 settembre 1918 :
Il piroscafo Roma Terzo a Chin –kuan –tao dopo aver sbarcato il contingente arrivato dall’Italia, ripartì il 10 settembre 1918 , portando a bordo 727 redenti ,scelti tra i più anziani ed ammalati ormai inservibili dal punto di vista militare. Fecero tappa a Singapore .Il 22 ottobre 1918 gli ex prigionieri giunsero a Napoli .


Nello stesso periodo(ottobre1918) Il Maggiore Manera partì per Wladivostok per dedicarsi all'organizzazione della ricerca dei prigionieri.


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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da zonta72 » lunedì 2 aprile 2018, 21:52

sono un trentino che ha trovato molto interessante il vostro forum. Sto facendo una ricerca storica su GELPI G. nato nel 1893 a Storo (ora provincia di Trento ma al tempo era Austria) , che era un Kaiserjager nel 2° Reggimento, fatto prigioniero e che risulta deceduto il 20/10/1919 a Pechino nel suo passaggio dalla Siberia in Italia e ciò per attestazione di un suo compagno di sventura B. Pomarolli di Verla (Trento).
Queste informazioni fanno pensare che la vicenda sia compatibile con i fatti riportati in questa discussione. Chiedo se tra i documenti in vostro possesso ci siano dei riscontri, magari in qualche elenco di nominativi o delle tra le persone arrivate per nave. Grazie



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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da mandi_ » martedì 3 aprile 2018, 0:10

Caro Zonta72 con piacere ritorno a questo argomento che mi ha coinvolta emotivamente tantissimo. Ti posso dire intanto che Beniamino Pomarolli, nato a Verla nel 1890, ritornò da Vladivostok con il piroscafo Texas Maru, giungendo a Trieste il 12 aprile 1920. Poi in treno raggiunse Trento e quindi il suo paese.
Per ora non ho trovato il cognome Gelpi nella lista dei deceduti. In effetti la Missione Militare Italiana pubblicò un piccola lista di deceduti in quelle terre, lista che ho sempre trovata esigua rispetto al numero considerevole di persone "nostre" che si trovavano lì e anche alle migliaia di prigionieri morte in Siberia. Domani ti saprò dire se trovo altro.
Un saluto da Mandi


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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da babatriestina » venerdì 12 ottobre 2018, 13:13

In questi giorni- ha aperto ieri- c'è, fino a dicembre, una mostra a Palazzo Gopcevich dedicata alla fine della prima guerra: fra manifesti di spettacoli teatrali di quei giorni, foto classiche più o meno note, commentate dai testi di Stuparich in Ritorneranno,
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ci sono anche alcuni diari dell'epoca, fra di essi alcuni internati, due Pellis ( sembra non parenti) di Fiumicello, con l'immagine dell'itinerario del loro rientro, un'immagine molto eloquente, direi

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sono piccolo ma crescero
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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da sono piccolo ma crescero » venerdì 12 ottobre 2018, 16:17

Naturalmente sul nostro forum questa cartina c'era già: https://www.atrieste.eu/Forum3/viewtopi ... 7&start=90

Maggiori informazioni su quel viaggio e su uno dei due Pellis si trovano su un libro pubblicato dall'editore Osiride: "L'anima è triste, palpita il core" che parla di questo e di altri rientri.

E c'era anche mio nonno, ma il libro non ne parla.


Non sono abbastanza giovane da sapere tutto. (J.M. Barrie - The admirable Crichton)

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babatriestina
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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da babatriestina » venerdì 12 ottobre 2018, 17:02

I documenti su Siro e Giovanni Pellis esposti sono presi da un fondo del Museo del Risorgimento di Trieste


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Re: triestini e trentini - rimpatrio dopo la guerra

Messaggio da mandi_ » domenica 14 ottobre 2018, 19:28

Mi piacerebbe molto leggere i diari dei due Pellis, chissà se son stati pubblicati. Una visita a Trieste al Museo del Risorgimento e a Palazzo Gopcevich mi piacerebbe molto, anche perché è da tanto che non rivedo Trieste.
Saluti dalla vostra Mandi.


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