la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

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ernesto93
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apunto

Messaggio da ernesto93 »

difati, l'ultima offensiva dei AU, che tutti disi che Carlo iera coffe, la iera de' disperaziòn, visto che nissun lo ca.... (calcolava) per far la pase.

L'ultima chanche iera quela de speràr de ciapàr Venezia, che forsi alora i 'taliani fussi andadi a Canossa per fàr pase. Sveto (Boroevich) iera contrario, che el diseva che iera suicidio; el voleva portarse i fedelissimi (bosniachi, austriaci e tanti ceki, diversi sloveni) a Viena per difendèr la Coròna.

Ma a Carlo no ghe interessava, el gaveva le sue idee de 'sta specie de "federalismo" o niente. Tanto xe vèro che dopo, el gà lassà Sveto a Klagenfurt, che el se gaveva ancòra ofèrto, che no el voleva spargimenti de sangue a Viena.

I AU gaveva sachegià el sachegiabile in veneto, i ghe cioleva ala gente anche le camise (letterale, senza scherzi) perchè no i gaveva più niente, i se gaveva magnà i cavài e iera + possibilità de trovàr de magnar + a ovest piuttosto che a est; che fin a Budapest iera nisba de cibàr.



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AdlerTS
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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da AdlerTS »

babatriestina ha scritto:Inveze legendo Slataper ( le sue notre de inviato per el resto del Carlino) e el libro su Svevo, par che la fame xe vegnuda subito, ancora prima de l'ingresso in guera de l'Italia;el libro su Svevo conta che el 20 aprile 1915 xe stada una manifestazion per strada con fazzoletti bianchi, domandando pan e pase, la polizia xe intervegnuda per bloccar la protesta.
go letto che secondo le cronache, el giorno 19 un centinaio de donne de San Giacomo se ga calado verso la città, ma se ga disperso senza grossi clamori. El giorno dopo pareria che, insieme a quele de cità vecia, le donne in protesta fussi un migliaio. Dirette verso la Luogotenenza (oggi Prefettura), quele de lore che jera rivade in piazza Grande xe stade allontanade dalle Guardie e ingrumade sotto el palazzo del Comun. Alcune de lore xe stade arrestade. Verso sera, altre inveze ga assaltado un forno in via Sanità (anche se come capita in queste circostanze, nel fratempo se gaveva zontado disocupadi, socialisti e persone che cioleva l'occasion per protestar contro el Governo).Subito la vicin, probabilmente solo la parte maschile della folla, ga assaltado anche el Palace Hotel, ogi Savoia , per esser poi carigada alcune volte dalle Guardie fino ad esser dispersa.
El giorno dopo, el Luogotenente Fries-Skene ga promesso publicamente farina e pan. Dopo el 25 aprile, diventa quindi operativo un provedimento per acentrar la produzion de pan in due o tre forni, in maniera da vigilar che i panettieri non usassi la farina per altri scopi all'infuori della produzion de pan.


Mal no far, paura no gaver.

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Messaggio da ernesto93 »

Lettera a casa de un mio parente, prigioniero dei 'taliani.

24 dicembre 1918 Santulussurgiu


“...Mi dispiace che per il momento non vi posso aiutare perchè denari non possiedo siccome fin'ora vivevo col sussidio che ricevo cioè 27 v al giorno e con questo devo pensare a tutto compreso l'affitto, la biancheria me la lavo da solo come facevo da militare, così faccio più economia. Se il tempo sarà favorevole in seguito potrò guadagnare qualche cosa zappando la terra, così vi potrò spedire qualche cosa.
Mi meraviglio però che è già due mesi che l'Italia ha occupato Trieste e che la popolazione si trova ancora in queste critiche circostanze”.



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Messaggio da Rawa Ruska »

Non dimentichiamo che a Triste - Campo San Giacomo, la Sassari ha sparto sulla folla, anche a Schrapnell, nelprimo dopo guerra....

Fame se fame ma el resto se triste.

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Messaggio da babatriestina »

Rawa Ruska ha scritto:Non dimentichiamo che a Triste - Campo San Giacomo, la Sassari ha sparto sulla folla, anche a Schrapnell, nelprimo dopo guerra....
chiedo scusa se intervengo, ma i fatti di san Giacomo, del settembre 1920, assai gravi, non hanno più a che fare con la fame della prima guerra mondiale, richiederebbero tutta la descrizione di ciò che avvenne in quegli anni, a Trieste e altrove, la lotta di quegli anni fra socialisti , filobolscevichi e ascesa dei fascisti, e abbiamo deciso che il trattare nel forum quel periodo può accendere troppo gli animi.

Quindi da MOD dico :offtopic:


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Messaggio da Rawa Ruska »

Anche se ho lanciato il sasso nello stagno, concordo. Lasciamo perdere...

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Messaggio da VetRitter »

Silvestri racconta che i soldati italiani, soprattutto milanesi, vedendo tornare indietro i prigionieri, scambiati tramite la Croce Rossa, dai "Kriegsgefangenenlager", (scusate la grafia, non so il tedesco), li avevano ribattezzati "Crist-che-fam-de-lader"..
saluti



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Messaggio da babatriestina »

Rawa Ruska ha scritto:Anche se ho lanciato il sasso nello stagno, concordo. Lasciamo perdere...

Rawa Ruska
Grazie :-D :-D :-D :-D :-D :-D


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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da babatriestina »

Questo thread deve aver avudo molto successo, se legio su facebook
Scampoli di storia
Titolo:
Trieste: – la fame durante la prima guerra mondiale

La città di Trieste durante la prima guerra mondiale era praticamente retrovia del fronte che correva sul Carso isontino a pochi chilometri di distanza. Nei ricordi dei nostri vecchi c’è quella della fame patita nei tre anni di guerra. Molti affermano che l’ Impero Austro-Ungarico perse la guerra per fame ….. Invece leggendo Slataper (le sue note da inviato per “Il Resto del Carlino”) e il libro su Svevo), parrebbe che la fame sopravvenne subito, ancora prima dell' ingresso in guerra dell' Italia. Il libro su Svevo racconta che il 20 aprile 1915 vi fu una manifestazione dove si agitavano fazzoletti bianchi, domandando “pane e pace”: la polizia intervenne per bloccare la protesta. Ancora Svevo racconta che alla manifestazione del 23 maggio (quella dell' incendio a “Il Piccolo”) una donna gli disse " Noi semo tutti italiani, Ma i' ne la ga fata tropo sporca. Farne la guera dopo che sofrimo tanto de diese mesi". (“Noi siamo tutti italiani. Ma ce l’ hanno fatta troppo sporca. Farci la guerra dopo che soffriamo tanto da dieci mesi ….”). Pare che durante l’ offensiva austriaca di Caporetto avessero detto ai soldati: “Andate, nelle postazioni degli italiani troverete da mangiare... “
Si narra che nel 1916 dopo il bombardamento dell' acquedotto, in piazza delle Legna (piazza Goldoni) avessero messo tante botti delle fabbrica Dreher piene di acqua potabile per dissetare la popolazione. Esisteva il blocco navale e Trieste poteva essere approvvigionata solo per via di terra. Era l’ Ungheria che sfamava tutto l' Impero ma già nel 1916 la situazione era diventata drammatica: ci sono testimonianze di bambini morti di fame e di stenti a Vienna. Nel 1918 un militare austro ungarico pesava in media 55 chili.
ricopio il nostro testo:
Inveze legendo Slataper ( le sue notre de inviato per el resto del Carlino) e el libro su Svevo, par che la fame xe vegnuda subito, ancora prima de l'ingresso in guera de l'Italia;el libro su Svevo conta che el 20 aprile 1915 xe stada una manifestazion per strada con fazzoletti bianchi, domandando pan e pase, la polizia xe intervegnuda per bloccar la protesta.
Ancora Svevo conta che ala manifestazion del 23 maggio ( quela de l'incendio al Piccolo) una baba ghe ga dito " Noi semo tutti italiani, Ma i' ne la ga fata tropo sporca. Farne la guera dopo che sofrimo tanto de diese mesi".
Go letto che sicome i gaveva bombardado l'acquedotto, in piazza delle Legna (Goldoni) i gaveva messo tante botti delle fabrica Dreher piene de acqua potabile per darghe de bever alla gente.
A Viena iera muleti che moriva de fame, zà nel 1916.
Nel 1918 periodo de "Vittorio Veneto", el peso medio del militàr A.U. iera de 55 chili.
me diseva che i comandi austroungarici nel 18 ala ultima offensiva del Piave i ghe ga dito attacchè, che nele linee italiane troverè de magnar!
Naturalmente, non un riga sull'origine .. :-D :-D :-D



posso affermar senza temer smentite che el primo post che go fatto mi lo go scritto dopo la lettura de due libri, senza copiar se no dei libri stessi le parole riportade.

beh, podemo sentirse lusingai de esser fonte a cui ispirarse
però el nsotro regolamento disi anche:

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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da babatriestina »

se gavemo acordado per linkarse reciprocamente. Un tanto per riconosser el lavor fato de ognidun.. :-D :-D :-D


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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da babatriestina »

La mostra di questi giorni a Palazzo Costanzi
Immagine
curata da Lucio Fabi, oltre alle manifestazioni del maggio del 15, parla anche dei moti per il pane della primavera dal 1915 , con dati e perfino il percorso dei dimostranti, se ben ricordo. Lui lo motiva con l'invio al fronte della maggior parte dei maschi lavoratri triestini e la conseguente mancanza di manodopera.
Ma il pane non lo facevano soprattutto le pancogole di Servola? donne, quindi?
quindi i moti di maggio sarebbero dovuti anche all'esasperazione già presente ed al timore che la situazione peggiorasse ulteriormente.


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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

babatriestina ha scritto:Lui lo motiva con l'invio al fronte della maggior parte dei maschi lavoratri triestini e la conseguente mancanza di manodopera.
Penso che la manodopera mancasse, soprattutto nelle campagne...


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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da babatriestina »

mi sembra di aver letto che semmai il problema in generale stava nella distribuzione cattiva, e che si stesse peggio in città che in campagna, all'epoca.


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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Il contadino, soprattutto il piccolo proprietario, difficilmente muore di fame. Non avrà scarpe, non avrà vestiti, ma difficilmente muore di fame. Come spiegavano i miei nonni a mio papà bambino "un ovo ga la sostanza de diese deca de carne de vedel; sete mandole ga la sostanza de un ovo". Avevano nell'orto due mandorli; mettevano le mandorle ad asciugare in una soffitta e mio papà, vecchio, mi commentava sorridendo "Ara ti quanta carne de vedel che go magnà in vita mia".

Detto questo, se partiamo dall'ipotesi realistica che il lavoro in campagna era fatto, per lo più a braccia, se gli uomini validi, dai 18 ai 50, vanno al fronte, la forza lavoro quantomeno si dimezza. Nasce poi, di fronte ad una diminuita capacità produttiva, una naturale tendenza all'accaparramento: supponiamo che, in tempi normali, produco 100 e vendo 50; per la ridotta forza lavoro, produco 70, scatta, anche per la presenza di prezzi calmierati e di inflazione di guerra, la propensione ad accantonare ciò che si può agevolmente conservare.

Resta poi da capire dove ci fosse più fame, a Trieste o a Venezia.


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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da babatriestina »

sono piccolo ma crescero ha scritto:
Resta poi da capire dove ci fosse più fame, a Trieste o a Venezia.
qua direi che poco ci sia da capire:
1 a Trieste la fame inizia con la guerra nel 1914 , non credo che Venezia prima della guerra fosse davvero affamata. Certo, le campagne venete erano depresse fino a non molto tempo fa..
2 ricordiamo che all'offensiva del Piave ( primavera del 18) le truppe austroungariche furono incoraggiate all'assalto con la promessa "troverete da mangiare nelle trincee italiane". Che poi sappiamo che le trincee italiane erano tutto meno che un bengodi..
ho comunque dei dati, di uno storico francese (Bérenger) sull'Austria asburgica, la produzione cerealicola in Autria Ungheria, in milioni di quintali:
1913: Austria 91 Ungheria 146 ( totale237
1916: Austria 49 Ungheria 78 totale 127
1917 : Austria 28,1 Ungheria 98 totale 126,1

e come è ben noto dall'Ungheria non arrivava nulla alla Cisleithania..

comunque quel che continua a colpirmi è non che alla fine della guerra ci sia stata penuria e che abbia assai contribuito al crollo- almeno per l'Austria, non so quanto per la Germania di cui al riguardo so meno, ma che la fame sia iniziata a Trieste già nel primo anno di guerra , prima ancora dell'intervento italiano. Mi chiedo se fosse stato lo stesso anche a Vienna, dico, subito..


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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da babatriestina »

dalla pubblicità della conferenza che farà domani la prof Verginella:
la posizion dei sloveni in guerra:
Auditorium del Museo Revoltella, venerdì 15 aprile, alle 18.00

“Chi è il nostro nemico? Diari e memorie di triestini e triestine sloveni” è il tema dell’incontro con Marta Verginella, che avrà luogo (all’Auditorium del Museo Revoltella, venerdì 15 aprile, alle ore 18.00) dedicato agli approfondimenti tematici inerenti la mostra “Due fronti, una città”, organizzati dal Comune di Trieste insieme a La Cappella Underground.

Il lealismo agli Asburgo era diffuso tra la popolazione contadina slovena, meno tra il ceto medio sloveno residente a Trieste e più in generale nel Litorale austriaco. Nelle sue fila sentimenti lealisti convivevano e a volte si combattevano con gli ideali panslavi e jugoslavi. Dai diari di ufficiali e sottoufficiali sloveni provenienti dal Litorale emerge, ad esempio, una forte difficoltà a individuare il nemico nell’esercito russo. Combattere contro l’esercito italiano invece, soprattutto sul fronte dell’Isonzo, significa difendere i confini dell’Austria e della propria patria slovena.

Le memorie delle intellettuali attive nelle organizzazioni slovene a Trieste – anticipa Marta Verginella – ci raccontano gli anni della guerra vissuta in città e testimoniano il sentimento di solidarietà espresso, spesso soltanto nella sfera privata, a favore del popolo serbo e di quello russo. Nella loro vita quotidiana l’atteggiamento antiasburgico si trasformava non soltanto in simpatia con le forze d’intesa ma anche in forme di solidarietà con la popolazione italiana di Trieste, soprattutto donne. Sono le stesse fonti d’archivio a segnalare che tra le fila femminili sono in molte ad abbandonare gli schemi politici e nazionali prebellici. In condizioni di penuria di cibo e di miseria individuano nelle autorità austriache il loro principale nemico.


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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da Falisca »

Fame iera tanta. Austria e Germania pensava de vinzer subito e noi gaveva previsto el bloco naval. Le requisizioni dele bestie ga fato in modo che no se podessi lavorar la tera. Babe e veci tirava l'aratro, podè imaginarve con che risultato. nel 1916 la produziòn de gran e patate ga calà del 75% e xe stada carestia.
Chi che se la scapolava un poco, come sempre in guera, iera i contadini, ma i vendeva anche sai roba ala borsa nera, perchè tutto el resto iera razionà del ministero, ma anche quel poco a volte no rivava.
I ga tacà a far el pan de patate e de surrogai e xe stai scioperi anche per via del pan che no se podeva gnanca magnar.
Ala fine del '18 co xe rivai i prigionieri taliani molai dei campi de prigionia xe morti quasi 1500 de spagnola e de de fame. Xe le carte che i ga assaltà in porto vecio i magazini dove che iera le riserve del Margraviato d'Istria e i se ga magnado tuto come le cavalete, tanti xe crepai de indigestion e i ghe ga bevù tuto l'alcool alla fabbrica che fazeva liquori, oltre che brusar tuti i legni per scaldarse. Le dite e le amistrazioni ghe chiedeva conti per migliaia de corone che i ghe chiedeva a Governariato.
Prima che i se organizi fazendo rivar navi de roba de magnar ghe ne xe morti un futìo, ai primi de novembre iera za 25.000 de lori in dicembre iera 150.000 e li tegniva segregai perchè i doveva interogarli su Caporeto, intanto i cascava come foie e i civili come lori.



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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da babatriestina »

sì se la spagnola ga fatto tanti morti anche finida la guerra xe stado per la scarsa nutrizion... anche un cugin de papà xe sopravvissudo ala guerra ma xe morto de spagnola qua subito dopo


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Ciancele
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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da Ciancele »

Arbiter historiae: el signor Gugle, che sa sempre tuto. Me go sacrificà par voi e son ‘ndà a leger Gugle. El ga savù tuto meno che quel. Google Francia parla poco della fame in Francia, ma si dilunga su Germania ed Austria. Google Inghilterra dice che i viveri sarebbero stati razionati appena nel 1918 e si dilunga ... In generale tutti danno la colpa meno alla cattiva distribuzione dei viveri quanto soprattutto al pessimo raccolto dell’inverno 1916/17. Uno scrive che in particolare i territori vicini al fronte erano deserti. Si trattava per lo più di pianure con forte agricoltura. Il sud della Germania è montuoso, per cui pascoli ma non frumento. Al nord, la famosa pianura della Pomerania, era fronte. L’Ungheria aveva agricoltura, ma poteva mantenere tanta gente? Nessuna importazione di generi alimentari dalla Francia, Russia, Italia. Determinante sarebbe stato il blocco navale degli inglesi. Anche gli inglesi avevano difficoltà a causa del blocco navale tedesco, ma l’Inghilterra è una grande isola per cui è più facile trovare una rada. Per andare in Germania od Austria bisognava passare davanti agli inglesi. I russi hanno avuto problemi a causa dei Dardanelli turchi. Certamente l’entrata in guerra dell’America ha portato notevoli vantaggi alle potenze dell’ovest. Come del resto anche nella seconda guerra. L’Italia ha avuto anch’essa problemi di vettovagliamento. Ho letto che il nord ha imparato a mangiare spaghetti, piatto allora sembra tipicamente del meridione.



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Nona Picia
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Re: la fame a Trieste nella 1 guerra mondial

Messaggio da Nona Picia »

Mi me ricordo solo del poco che gavevimo nela seconda guera mondial...quando che a pranzo gavevimo cafè, se fa per dir, con poco late e un toco de pan


Ciao ciao
Trova un minuto per pensare, trova un minuto per pregare,
trova un minuto per ridere.
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"La Mama l’è talmen un tesor de valur che l’ha vorüda anche Noster Signur" .....

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