Stili nell'architettura triestina

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babatriestina
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Stili nell'architettura triestina

Messaggio da babatriestina »

Vorrei far un cenno agli stili più rappresentati nell'architettura triestina, almeno relativamente agli edifici più noti, ma per alcuni stili particolarmente caratteristici di Trieste, quali il neoclassico e l'eclettico, che hanno dominato l'architettura dell'Ottocento, devo far riferimento a stili anteriori, non sempre presenti a Trieste, ma che hanno influenzato gli architetti che hanno operato qui.
Domande, commenti, discussioni, integrazioni e aggiunte saranno graditissimi.
Ovviamente, sono cose probabilmente più che risapute, ma un riassuntino non fa male.
Per cominciare, con buona pace di chi esprime dubbi sull'eurocentrismo al riguardo, buona parte dello stile decorativo neoclassico ed eclettico si rifà o direttamente o indirettamente, tramite il rinascimento italiano, all'arte classica greco-romana.
Pertanto è da qua che si può partire. certo, l'arte grecoromana deve anche all'arte egiziana, ma di stile egizio qui a Trieste non mi sembra di vedere molto. Altre civiltà come la cinese e l'indiana hanno avuto meravigliose architetture e stili, ma i loro influssi qua sono marginali, per non parlare di stili africani o indoamericani.
Anche la grande arte islamica qui ha assai pochi riferimenti..
gli edifici greci ( e romani) che sono maggiormente conservati sono i templi, per loro non luogo di riunione come le chiese cristiane, ma luogo di dimora del dio, o meglio della sua statua. Il tempio, forse in origine di legno, verranno ricostruiti in pietra e almeno nella facciata i tronchi d'albero presumibilmente hanno dato luogo alle colone. e di colonne ( e lesene o paraste, cioè rilievi sulle facciate simili a colonne) ne troviamo a Trieste in quantità . I Greci non conoscevano l'uso di arco, volta e cupola, ma avevano le colonne che sosteneva un architrave: la parte che univa colonna con architrave era ed è tuttora il capitello, precisiamo che il capitello a sua volta sosteneva un altra piera l'abaco, e dallo stile dei capitelli si passa a generalizzare lo stile della decorazione.
Qualcosa di più preciso e di più tecnico qua:
http://it.wikipedia.org/wiki/Capitello
http://en.wikipedia.org/wiki/Capital_%28architecture%29

Le colonne greche erano quasi sempre scanalate per dare una sensazione di maggior slancio ( come le signore che mettono i vestiti a righe verticali per dimagrire) ed erano costituite da diversi pezzi sovrapposti. i romani , e prima di loro gli etruschi, costruirono templi abbastanza simili, solo che preferirono colonne lisce, spesso monolitiche , e aggiunsero archi e cupole.
Le classificazioni degli stili architettonici son antiche , e risalgono già all'architetto e scrittore romano Vitruvio. altro autore di architettura clasica è L B Alberti, rinascimentale.
http://www.hs-augsburg.de/~harsch/Chron ... _ar00.html
Poichè non c'erano archi e cupole, il tetto dei templi greci era a spiovente ,a due falde, e la parte triangolare sulla facciata era il frontone, dove si trovavano spesso decorazioni importanti. Fra architrave e tetto, passava una striscia spesso decorata a bassorilievi.
o stile più antico era lo stile detto dorico:
eccovi un esempio di foto di tempi dorico greco, è il tempio di Apollo a Corinto
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le colonne poggiano direttamente sulla base di pietra, il capitello dorico è un tronco di cono rovesciato rigonfio ( più rigonfio è e più arcaico) come se si piegasse sotto so sforzo di sostenere il tetto. l'abaco è un parallelepipedo.
Simile, più completo e più tardo il tesoro degli Ateniesi a Delfi
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e simile sarà il Partenone...
i Romani riprenderanno lo stile, ma con colonne lisce e sarà detto ( già da Vitruvio) tuscanico.
E per confronto, guardatevi la Chiesa anglicana di via san Michele

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la decorazione dorica della trabeazione prevede dei bassorilievi ( metope) alternati a tre righe verticali, i triglifi
guardare questa decorazione dietro il Municipio

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le immagini, fra i tre listelli, fanno riferimento ad una decorazione romana, ossa di teste di animali, dette perciò bucrani ( crani di bove). ovviamente la nostra decorazione è neoclassica.
Anche il vecchio ricreatorio Giglio Padovan in via settefontane fa riferimento al tuscanico:
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e4 sempre del medesimo stile, i vecchi ingressi del cimitero
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e la vecchia cappella del cimitero
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( da un libro sul neoclassico a Trieste)
Lo stile ionico greco cambia il capitello, che avrà le sue volute attorcigliate, e le colonne hanno una scanalatura diversa ( vedere Atena Nike ad Atene, sull'Acropoli
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Per colonne ioniche, a Trieste non ne mancano, anche se in genere il neoclassico si rifarà alla versione liscia e non scanalata:
i capitelli di S Antonio nuovo
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Palazzo Carciotti
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e anche le colonne del tribunale
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lo stile ionico sarà amatissimo nel neoclassico triestino:
ancora un particolare del tempio ionico di Atena Nike sull'Acropoli
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notare il fregio continuo, a differenza delle metope e triglifi del dorico

e troveremo varianti tarde sul capitello ionico, come questo, sul palazzo del Monte di pietà, siamo già nel Novecento, con l'inserimento dell'alabarda!
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o addirittura di questa rielaborazione del capitello ionico nel palazzo Secession della banca cecoslovacca
:-D :-D :-D
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Templi greci particolari, sull'Acropoli, sono il Partenone e l'Eretteo, costruiti entrambi dopo le guerre persiane, ai tempi del periodo del massimo splendore ateniese:
il Partenone
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è principalmente di stile dorico, ma inserisce all'interno un fregio continuo di stile ionico ( che si trova soprattutto nei musei europei)
mentre l'Eretteo, con un porticato ionico
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a sinistra nella foto, inserisce a destra la famosa loggetta delle Cariatidi, fanciulle di Caria, usate come colonne
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dalle Cariatidi verà l'uso di chiamare cariatidi le statue femminili che sostengono un portico o una trabeazione come quelle del'ex Armonia
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( ognuno ha le cariatidi che può, a casa sua..),
mentre gli uomini che sostengono la trabeazione sono detti Atlanti ( dal mitico gigante che sosteneva il mondo o Telamoni ( immagino da Aiace Telamonio, ma non so perchè)
ce ne sono di bellissimi al Teatro Verdi, telamoni al piepiano e cariatidi al prim'ordine
eccoli qua a Palazzo Modello ( ma ce ne sono anche di belli in alto del Viale)

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il terzo stile greco è quello corinzio, il più tardo ed il più amato dai Romani, nonchè dal rinascimento italiano:
il capitello rappresenta foglie di acanto, se l'acanthus mollis o quello spinosus non sono certa, eccovi l'acanto in Giardin Pubblico
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ed un tempio corinzio ad Atene, il mai finito tempio di Zeus
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abbiamo anche noi dei capitelli corinzi originali romani, e sono quelli inseriti nel Campanile di san Giusto
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il capitello corinzio si conclude spesso con una piccola voluta simile a quella dello ionico


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capitelli corinzi riciclati se ne trovano nella basilica di Aquileia
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i capitelli a bassorilievo dell'arco di Riccardo?
il capitello dell'arco di Riccardo, romano, è un capitello già misto romano , che oltre alle foglie d'acanto inserisce un festoncino.

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Lo stile romano sarà più o meno simile, con un maggior senso plastico e maggiori chiaroscuri dati da maggiori sporgenze.
Inoltre, la possibilità di usare archi e cupole darà loro una capacità e una varietà architettonica molto più varia di quella greca. E gli imitatori neoclassici ne terranno conto
Certo che s Antonio Nuovo deve molto la sua facciata al ricordo del Pantheon di Roma
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I templi greci, alle estremità del tetto, avevano delle decorazioni dette acroteri, e ne vediamo di simili alla Stazione ferroviaria ( la palmetta in cima al frontoncino laterale)

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e non dimentichiamo il frontone, o timpano, che, attraverso i palazzi rinascimentali, verrà messo sopra le finestre, e che troviamo nella maggior parte delle finestre ottocentesche triestine. :-D


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Una regola già romana e forse anche ellenistica, era di costruire edifici con i capitelli delle colonne in ordine di leggerezza: al primo piano dorico, al secondo ionico, al terzo corinzio. ( lo si trova mi sembra pure in Vitruvio)

Qualcosa di simile abbiamo nella nostra Basilica romana a san Giusto, dove sembra che i capitelli del primo piano fossero ionici, e corinzi al secondo piano: nella prima ricostruzione misero un capitello corinzio, poi sostituito con quello ionico ( Spagnoli)
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Esempio classico, il Colosseo a Roma.
( foto da Wiki: http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:C ... l_2007.jpg)
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La sovrapposizione degli ordini si ritroverà pure nei palazzo rinascimentali fiorentini ( Palazzo Rucellai)
non sono colonne, ma lesene appena accennate, ma troviamo le tuscaniche al pianoterra, e ionico o corinzie ( o composite, un mix delle due) nei piani superiori


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Il capitello bizantino si differenzierà da quello romano per una maggior geometricità, un maggior traforo come un merletto e soprattutto per un tronco di piramide rovesciata, il pulvino, spesso con una croce
Non verrà ripreso in genere dagli stili rinascimentali e neoclassici, solo in qualche edificio eclettico si ritroverà qualcosa di simile
senza andare ai capitelli di santa Sofia a Costantinopoli o san Vitale a Ravenna, un bel capitello bizantino l'ho trovato a s Sofia a Padova.

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ad Aquileia, ma anche a san Giusto

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Il Rinascimento italiano riprenderà lo stile romano, rilanciando colonne, lesene, paraste.. e inserendo decorazioni a trofei floreali riprese da monumenti romani:
ecco un capitello rinascimentale a Pienza ( e c'entra pure con Trieste, perchè è del palazzo Piccolomini!)

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assomiglia ai precedenti, ma è più elaborato..
( continuerò con la calma..)


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Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Brava BT. Interessante il confronto continuo tra "l'architettura che conta" e quella locale. Buon lavoro. Pur avendo studiato per conto mio l'architettura classica, ho comunque appreso qualcosa di nuovo (Plinio il vecchio docet).


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sono piccolo ma crescero ha scritto:, ho comunque appreso qualcosa di nuovo (Plinio il vecchio docet).
purtroppo il riferimento a Plinio il vecchio non risveglia in me alcun ricordo, vuoi esplicitare? non occorre il testo latino :wink: - confesso che di P il vecchio la sola cosa che mi viene in mente è che è morto per esser andato troppo vicino all'eruzione del Vesuvio a Pompei..


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Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Plinio il vecchio, enciclopedico autore latino, diceva di non aver mai letto un libro dal quale non avesse appreso qualcosa. Devo dire che io ho letto molti libri dai quali non ho appreso proprio niente, ma non è il caso del tuo post che mi ha fatto osservare, pensare ed apprendere.


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Messaggio da babatriestina »

Non seguirei troppo ciecamente Plinio, visto che io di libri abbastanza inutili ne ho letto, anche se mi è successo di abbandonarli, ma lui ha anche imparato sulla sua pelle che per voler imparare troppo si può restar asfissiati dalle nubi tossiche del Vesuvio!


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ancora per ritornare ad un motivo decorativo desunto dal mondo classico, dai bassorilievi romani e dagli affreschi romani ritrovati a Roma nel rinascimento, detto "grottesche", i decoratori rinascimentali crearono un motivo molto caratteristico, su pannelli, portali, detto "a candelabra" in quanto raffigura una specie di candelabro centrale attorniato da immagini o mitologiche o naturali, fiori, frutta: eccone alcune quattrocentesche, una a Urbino
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ed una su una porta della cattedrale di Spoleto:
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questi pannelli avranno molto successo nel rinascimento, li ritroveremo nel Rinascimento francese del cinquecento, e verranno ripresi nelle decorazioni eclettiche ispirate al Cinquecento nei palazzi triestini, eccole sul Municipio
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A Trieste non ci sono sufficienti monumenti rinascimentali, nel Cinquecento la città era in periodo critico.


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ancora sul Municipio, con inserita l'alabarda:
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credo però che questi pannelli ottocenteschi siano fatti in maniera industriale, e spesso in pietra ricostituita, per far prima, e mi sembra che siano uguali fra di loro, a differenza del lavoro artigiano scolpito nel marmo
Bisognerebbe guardarli bene da vicino. O forse è solo la diversa qualità della pietra.
Eccoli nel palazzo della RAS, molto anneriti dallo smog
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Una cosa da notare, per l'architettura di un luogo, è il tipo di materiale che si trova a disposizione. certo, si possono far venire materiali da lontano, ma di solito il grosso dell'architettura è condizionata da quanto si trova nelle vicinanze. Per cui, fino alla creazione del cemento armato, dove c'erano nelle vicinanze cave di pietra, si avrà architettura in pietra, in luoghi più lontani dalle cava, gli edifici saranno più probabilmente in mattoni. Se poi il tutto viene verniciato, non si noterà tanto la differenza, ma dove la pittura sparisce, avremo le case come le nostre di arenaria, beige-grigio, oppure di pietra bianca carsica, in altri luoghi avreme pietre che diventano nere col tempo, in pianura avremo le città rosse di mattoni come Bologna, Ferrara e anche più vicino, Padova. Venezia farà portare , per le sue costruzioni, la bellissima pietra bianca istriana, specie quella d'Orsera, che darà i palazzi , i moli, e perfino le vere da pozzo.


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Messaggio da sum culex »

Go trovà un per de capitei: due xè in essere su una costruzion, uno, che fa parte de una serie, el xè pozà per tera. Sta in ti, cara BabaTS, classificarli, datarli e dirne dove che i se trova. Capisso che no xè questo el posto per un indovinel (vedi quiz), ma dato l'argomento li go messi qua.

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I primi due xè simili ma no i xè uguali, el terzo xè completamente diverso.

ciao
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Messaggio da babatriestina »

alora, per cominciar, no i xe nè classici nè grecoromani, nè ispiradi ai stili classici. El terzo me xe familiar perchè lo go fotografado anche mi, e per analogia penso che i altri due sia del stesso posto: i xe nel parco de Miramar, nella cappelletta dita, me par, de san Cancian. Ma quel che no go ancora capido xe se sta cappelletta xe un falso rudere medieval come che i fazeva nel Ottocento per render più romantico el giardin , o se xe veramente un resto de cappella, magari fatto più interessante, appartegninte al famoso convento dei frati de Grignan. Comunque se tratta de capitelli de stile medieval, ispiradi al tipo dei capitei romanici, che no go ancora parlado finora. Se la cappella xe fatta più o meno fra el Milleduecento e el Millequattrocento o inventada nel ottocento, questo no savessi ancora dir e me domando sempre. Una volta no gavevo dubbi e credevo che la fussi decisamente ottocentesca, po a vardar ben me xe vegnudo qualche dubbio che almeno qualche toco fossi veramente original.
De capitelli strani a Miramar no manca , adesso che vedo meo i primi due inveze dovessi esser propio al castel , e quindi xe opera ottocentesca, con quei tralci de edera, sulla loggetta del pianteren.
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Notar anche in alto nella foto, sotto el cornicion, el motivo a "diamanti" rinascimental, reso noto dal palazzo dei Diamanti a Ferrara e diffuso un poco dappertutto, tanto che se lo trova per esempio a Mosca, in un edificio del Cremlino fatto in epoca tardo rinascimental. Sempre per el misiòt de stili nel ottocento.


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