Niente san Giusto delle acque stavolta, e nemmeno don Cosulich, spentosi pochi giorni fa a 99 anni
al termine, il Vescovo posa coi cavalieri di del S Sepolcro e poiché mi hanno chiesto di fargli la foto di gruppo col telefonino ho approfittato per farne una io..
"mi credo che i scrivi sta roba per insempiar la gente" ( La Cittadella)
3 novembre grande Messa a san Giusto col nuovo vescovo Trevisi ( e il vescovo emerito Crepaldi) facendomi spazio fra i tanti fotografi professionisti che si inserivano in prima fila anche durante la funzione, un paio di foto all'ingresso e all'uscita
la cappella di san Giusto con la reliquia del santo
l'alabarda ( si lo so che tecnicamente non è un'alabarda ma da secoli il suo nome è questo)
il mosaico absidale
"mi credo che i scrivi sta roba per insempiar la gente" ( La Cittadella)
i rappresentanti delle confessioni ortodosse, sempre presenti a queste cerimonie
comunicazione al termine della cerimonia: Al termine dell'omelia il Vescovo mons. Trevisi, anche a nome di Rav Eliahu Alexandre Meloni, Rabbino capo di Trieste, e Omar Akram, Presidente della Comunità Islamica di Trieste, ha annunciato per domenica 5 novembre, alle ore 12, presso il Molo Audace, l'iniziativa di preghiera interreligiosa per la pace: 15 minuti di silenzio rivolti verso il mare, verso il Medioriente. Verso il mare, verso l’orizzonte e l’infinito, in preghiera silenziosa, a gridare nel silenzio il dolore di tanti uomini e donne che piangono per le immani violenze che stanno insanguinando i popoli.
I tre rappresentanti delle comunità religiose, assieme a quelli delle altre Chiese cristiane e confessioni religiose della città, invitano a partecipare a un momento in cui insieme si possa testimoniare senza bandiere, senza discorsi, senza striscioni. "Chiediamo il silenzio, esprimiamo insieme il dolore per quanto sta succedendo, stando gli uni a fianco degli altri.
Le previsioni dicono che ci sarà brutto tempo. Sì, è un brutto tempo il nostro, ma non ci scoraggiamo
"mi credo che i scrivi sta roba per insempiar la gente" ( La Cittadella)
Allora s’accorse che le parole fanno un effetto in bocca, e un altro negli orecchi; e prese un po’ più d’abitudine d’ascoltar di dentro le sue, prima di proferirle. (A. Manzoni, I promessi sposi, cap. XXXVIII)
e fra le foto del sito della Diocesi mi hanno segnalato anche una in cui ci sono io che fotografo, dietro ai fotografi ufficiali. ma non mi vedete molto, perché la mia faccia è nascosta dalla mia macchina fotografica
"mi credo che i scrivi sta roba per insempiar la gente" ( La Cittadella)
F Tolloi ci ricorda che "la nascita al cielo di San Giusto si ritiene essere il 2 novembre come riportato anche dal Martirologio (cfr. Martyrologium Romanum, editio typica, Romæ, Polyglottis Vaticanis, 1914, pag. 215), ma la sua festa si celebra il 3 ma è così da poco più di un secolo. Circa il motivo dello spostamento va precisato che è legato a motivi intrinseci alle norme liturgiche: ciò va detto perché periodicamente capita di sentire opinioni che lo vorrebbero legato ad un fattore estrinseco, ovverosia l’ingresso delle truppe italiane nel novembre del 1918 e l’annessione al Regno d’Italia della nostra città. A chiarirci che tale opinione è destituita del men che minimo fondamento basta porre attenzione al Directorium Liturgicum per l’anno 1918, stampato l’anno precedente (Trieste, F.lli Mosettig, 1917); esso era il calendario liturgico, redatto annualmente, laddove giorno per giorno – tenuto conto del calendario universale e di quello locale – si dava il modo di ordinare l’Ufficio Divino e l’indicazione di che Messa celebrare. Il 3 novembre di quell’anno cadeva di domenica: a Trieste, nel suo territorio e nella parrocchia di Castel San Quirico/Sočerga (diocesi di Capodistria) si celebrava san Giusto con il grado di Doppio di I classe con Ottava comune (pag. 123 e s.). Puntualmente, il giorno precedente a Trieste, come ovunque, si era celebrata la Commemorazione dei Fedeli Defunti. Dunque la “riposizione” della festa nel 1918 era già avvenuta."
"mi credo che i scrivi sta roba per insempiar la gente" ( La Cittadella)