Porto vecchio
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Re: Porto vecchio
El mirador in lavor
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Re: Porto vecchio
quattro passi un per de settimane fa
abbattuto l'ingresso del molo 4,si passa dietro le vecchie porte. Stazionano i bus

Stazionano pure i senzatetto sfrattati dal silos


abbattuto l'ingresso del molo 4,si passa dietro le vecchie porte. Stazionano i bus
Stazionano pure i senzatetto sfrattati dal silos
"mi credo che i scrivi sta roba per insempiar la gente" ( La Cittadella)
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Re: Porto vecchio
questo edificio ( mi dicono anche questo un ex locanda) ha dei pregi architettonici, adesso ci si può passare vicino



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Re: Porto vecchio
la bretella ben gestita

dietro passa la maratona

vetri rotti lasciano a desiderare

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Re: Porto vecchio
telefoto nella zona non accessibile che mostra quel che resta della ex locanda. Tutelata, ma mi vien da temere che la lascino andare per concludere che è un rudere da abbattere

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Re: Porto vecchio
In un altro post se parlava delle dighe foranee del porto. Il progettto del porto nuovo allora e ieri vecchio ora vivo, è opera di inmgegneri francesi , e nel 1865 sotto la direzione e credo anche il finanziamento ad opera della Sudbahn si parte coi lavori di allargamento del lato a mare utilizzando il prodotto delle cave di Roiano-Gretta e anche materiaòli provenienti dalla cava di sistiana . La diga foranea a protezione delle mareggiate e erosione dal vento di sudovest viene inaugurata bel 1875 con una lunghezza di 1600 metri , venendo così a crearsi un canale tra la diga e la testata dei moli pari ad una larghezza di 150 metri. il fondale del porto siaggira sui sette metri. A Trieste sin dal 1850 si era venuta a creare la necessità di avere degli stabilimenti per il bagno marino , tutti mobili e in legno lontani dagli sgardi dei cittadini che passavano per le rive. Così anche la diga viene interessata dalla costruzione di strutture parzialmente in muratura e legname e le provviste e i bagnanti vengono traghetttati con frequenti corse dalla punta del molo san carlo. La costruzione in muratura che ancora oggi è visibile in fronte alla riva viene inaugurata nel 1905 ed è affidata alla società austriaca dei canottieri Eintracht.
Nel 1911 si abbatte su Trieste una tempesta che metterà fuori uso tante imbarcazioni e i bagni galleggianti. Nel primo dopoguerra si utilizzerà ancora la diga foranea ad uso dei bagnanti con cambio di varie gestioni e soprattuto avendo a disposizione uno spazio di mare sicuro e recintato con gavitelli per la balneazione. Bagni che si chiudono negli anni 1960 con l'avvento della Azienda portuale triestina.
L'aumento dei traffici e delle dimensione dei navigli portano all'inizio del 1900 alla costruzione di un porto nuovo che si estende dalla punta sant'Andrea e un allargamento della riva sul lato della baia di Muggia. Anche qui si useranno materiali di scavo delle cave locali e si cominciano a edificare le rive e i moli e alcuni magazzini e verranno progettate tre dighe , la più luna di 1100 metri e due più corte di 500 metri. Con il passaggio di Trieste all'Italia il porto nuovo che ora si chiama porto Emanuele Filiberto, puo così utilizzare i fonfali cha dai sei metri di sant'Andrea scendono velocemente ai 18 metri. Per la costruzione di molo e dei magazzini si utilizzeranno anche opere in cemento armato. Si costruisce quindi dagli anni 20 fino alla fine degli anni trenta. La diga che guarda verso riva traiana verrà allungata di altri 500 metri per dare copertura dalle mareggiate del libeccio , opera autorizzata nel 1998 con una spesa di 57 miliardi di lire e portata a compimento nel 2002 con la posa di cassoni prefrabbicati in ca costruiti in loco sulla riva traiana e poi portati in sito e affondati e collegati con lavoro subacqueo.
Nel 1911 si abbatte su Trieste una tempesta che metterà fuori uso tante imbarcazioni e i bagni galleggianti. Nel primo dopoguerra si utilizzerà ancora la diga foranea ad uso dei bagnanti con cambio di varie gestioni e soprattuto avendo a disposizione uno spazio di mare sicuro e recintato con gavitelli per la balneazione. Bagni che si chiudono negli anni 1960 con l'avvento della Azienda portuale triestina.
L'aumento dei traffici e delle dimensione dei navigli portano all'inizio del 1900 alla costruzione di un porto nuovo che si estende dalla punta sant'Andrea e un allargamento della riva sul lato della baia di Muggia. Anche qui si useranno materiali di scavo delle cave locali e si cominciano a edificare le rive e i moli e alcuni magazzini e verranno progettate tre dighe , la più luna di 1100 metri e due più corte di 500 metri. Con il passaggio di Trieste all'Italia il porto nuovo che ora si chiama porto Emanuele Filiberto, puo così utilizzare i fonfali cha dai sei metri di sant'Andrea scendono velocemente ai 18 metri. Per la costruzione di molo e dei magazzini si utilizzeranno anche opere in cemento armato. Si costruisce quindi dagli anni 20 fino alla fine degli anni trenta. La diga che guarda verso riva traiana verrà allungata di altri 500 metri per dare copertura dalle mareggiate del libeccio , opera autorizzata nel 1998 con una spesa di 57 miliardi di lire e portata a compimento nel 2002 con la posa di cassoni prefrabbicati in ca costruiti in loco sulla riva traiana e poi portati in sito e affondati e collegati con lavoro subacqueo.
Re: Porto vecchio
Su largo Santos prospetta il silos che serviva quale deposito di granaglie e divenuto proprietà comunale nel 1881 , e nel 1992 su progetto Tamaro Semerani è diventato un capiente posteggio a più piani per le autovetture e al pianterreno alcuni locali di affari e la stazione delle autocorriere.
Si può considerare un esemoio di innesto brutalista su un corpo ottocentesco. Nella foto si può ammirare la pensilina di tubulari e legname fatiscente , nata provisoria ma ancora presente dopo 34 anni.
Si può considerare un esemoio di innesto brutalista su un corpo ottocentesco. Nella foto si può ammirare la pensilina di tubulari e legname fatiscente , nata provisoria ma ancora presente dopo 34 anni.

