Giuseppe Rota (1836-1911)

a Trieste ghe xe un teatro Comunal che de oltre 200 anni fa opere, balletti, concerti... e altri teatri che fa spettacoli musicali de tipo classico: contene storie vece e resoconti de spettacoli attuali..
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Giuseppe Rota (1836-1911)

Messaggio da rofizal » domenica 28 dicembre 2008, 19:56

Mi son de l'idea che se dovesi valorizar i personagi nostrani e quindi me par giusto parlar de Giuseppe Rota, che se vado e zercar su Wikipedia italiano (su quel inglese e su quel tedesco nol xe nianche presente).... me trovo "fu un sacerdote bergamasco...", niente a che far col nostro Rota che xe ignorado completamente.

Grave lacuna quindi, per rimediar ala quale me iuterà el solito "I Maestri di musica italiani del secolo XIX - notizie biografiche raccolte dal professor Giovanni Masutto" pubblicato a Venezia nel 1882 (terza edizione). Poiché però xe un poco de roba (anche se no proprio tanta, ma adeso son stanco :wink: ) e me toca riscriverla a manina (e no son un mostro dela tastiera), riporterò un poco per volta. Intanto credo sia comunque importante verzer el topic.

----------------

Giuseppe Rota, nacque a Trieste il 25 settembre 1836; si dedicò alla musica a 12 anni studiando il pianoforte; ma ben presto si sentì inclinato alla composizione, onde passò sotto il celebre maestro Luigi Ricci.

A 17 anni compose, con altri tre allievi del Ricci, un'opera buffa intitolata: Il Lazzarone che venne rappresentata in patria al teatro Mauroner; più tardi a 19 anni scrisse l'opera: I Romani in Pompejano che si rappresentò al teatro Comunale nel 1856 e gli valse bella fama.


continua...


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Messaggio da babatriestina » domenica 28 dicembre 2008, 20:03

per cominciar: Giardin Pubblico
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Messaggio da rofizal » domenica 28 dicembre 2008, 20:12

continuazione...

Intanto il Rota dedicavasi continuamente allo studio, non solo dell'arte sua, ma pur anco della letteratura e di altre discipline. Quando poi gli parve tempo, partì per Vienna, Milano, Torino, ecc. e da per tutto diede Concerti di Piano e di Armonium. Secondo i giornali, di quest'ultimo strumento venne giudicato primo concertista, e più tardi la casa Alexandre di Parigi gli donava un magnifico strumento della sua rinomata fabbrica.

Nel frattempo ammalava a Trieste il Ricci, che morì nel 1860; allora il Rota, che già lo suppliva, gli successe nel posto di Maestro Concertatore al teatro, ed in quello della cappella di S. Giusto e della Scuola di canto quale Direttore.

Spraccaricato di tanti impegni, il teatro gli fu forse più di danno che di utile, perché gli precluse, sul fior degli anni, la carriera della composizione, meta cui egli spairava sempre con ardore.


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Messaggio da rofizal » domenica 28 dicembre 2008, 20:16

babatriestina ha scritto:per cominciar: Giardin Pubblico
Za vedo che come data dela morte i segna el 1904. Su internet gavevo trovado 1911 (no sul libro citado, che xe stado scrito col iera ancora in vita). Ghe credo più a chi ga fato la targa per la statua, ma el fato evidenzia come sul Rota le notizie, a prima vista, sia poche e confuse.

Saria de controlar sta data e poi eventualmente coreger el titolo del topic.


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Messaggio da babatriestina » domenica 28 dicembre 2008, 20:37

rofizal ha scritto: Za vedo che come data dela morte i segna el 1904. Su internet gavevo trovado 1911 (
sta deventando un giallo:
Levi: Il Comunale di Trieste Giuseppe Rota ( Trieste 1836-1911).
Opere: Ginevra di Scozia; Penelope; Romani in Pompei; Cantata per coro e orch ( 1880),Concerto per pf e orch ( 1857); un funerale savoiardo, fantasia caratteristica per armonium ( 1857) Fantasia per mandolino su una corda sola (1854); Inno per l'inaugurazione della rappresentanza civica , per orch coro e 4 arpe ( 1861); Inno a Luigi Ricci per orch e coroi (1860) Il maglio, inno per orch e coro ( 1947 ???)
dal medesimo testo, p 38:
"Concertatore degli spettacoli fu per tutto il decennio il maestro triestino Giuseppe Rota. [..]E che la scelta fosse stata ottima, il Rota lo dimostrò con la sicura competenza portata alla concertazione di partiture èoderose e tali da mettere a prova la forza di resistenza nervosa oltre che le qualità specifiche di un musicista. Figura popolarissima della Trieste del passato, e ancor oggi ricordata con viva simpatia, il rota, compositore di musica sacra e di melodrammi eseguiti anche fuori dalla sua città, assurse a vasta fama per un metodo sulla educazione dei sordomuti, che gli fruttò attenzione e onori a Parigi. Non senza rammarico il Maestro dovette abbandonare il suo posto di concertatore, quando un nuovo ordine s'impose alla preparazione dello spettacolo." E qua xe un riferimento al 1873, alla prima triestina dell'Aida con direttor Franco Faccio, a cui xe dedicado un capitolo sul Rutteri: Trieste spunti dal suo passato. Par che Rota xe restado un poco mal che i ga ciamado Faccio..


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Messaggio da rofizal » lunedì 29 dicembre 2008, 4:55

Me domando come sia possibile sta diferenza de date per un periodo del XIX secolo (no stemo parlando de tempi tanto lontani).

Continuemo intanto con la vita de Giuseppe Rota dal libro de cui ierimo partidi.


continuazione....

----------------

Ciò non pertanto rimase 13 anni al teatro, durante i quali scrisse: la Ginevra di Scozia pel teatro di Parma, ove la si rappresentò nel 1861 per 14 sere e gli valse da quella Direzione una riconferma per altra opera. La Ginevra venne rappresentata pure alla Scala di Milano ed altrove.

L'anno dopo ritornò a Parma per mettere in scena: La Beatrice Cenci. Dopo la prima recita, le rappresentazioni vennero sospese per disposizione di quel Prefetto, perchè sulla scena rappresentavansi: l'interno di una chiesa, gli altari e personaggi ecclesiastici e così via. Disgustato per l'accaduto, scrisse un'opera buffa, pel teatro Comunale di Trieste, sotto il titolo: Penelope, che venne rappresentata per due stagioni consecutive. Scrisse ancora Spartiti sacri, Romanze da camera, Cantate, Inni di circostanza. Fondò la Società filarmonica di mutuo soccorso, pubblicò articoli, opuscoli, satire, che per la spigliata franchezza e verità gli procacciarono non pochi nemici.

Infine scioltosi dal teatro, per ragioni private, il Rota si recò a Parigi l'anno 1873. Ivi diede subito concerti pubblici e si procacciò ben tosto bella fama; venne pure eletto parecchie volte a membro del Giurì musicale francese; poi, non si sa per quale felice idea, penetrò nell'istituto nazionale dei sordo-muti di quella città. Appena dopo pochi esperimenti, il Direttore di quell'istituto sig. Etsheverry fece un rapporto al ministro dell'istruzione pubblica, Duca de Broglie, nel quale menzionava con entusiasmo i brillantissimi successi che otteneva il maestro italiano nell'istruzione dei sordo-muti restituendo ad essi la favella. Ben presto il Rota presentò in pubblico i suoi allievi, considerati fra i più ribelli all'ammaestramento perchè figli essi pure di sordo-muti; i quali pronunciarono discorsi, recitarono alcune scene di commedia, cantarono brevi solfeggi con accompagnamento di Piano-forte [sic]. Tutti i giornali della capitale e dell'Europa intera ne parlarono con entusiasmo ed ammirazione. Alle pubbliche conferenze intervennero: il Presidente della Repubblica maresciallo Mac-Mahon, i ministri, medici, artisti, professori e persone d'ogni ceto.



continua...


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Messaggio da rofizal » lunedì 29 dicembre 2008, 5:03

continuazione...


In seguito, colpito da una sventura domestica, ripatriò, ed invitato dalle autorità municipali, pubblicò un'opera letteraria di non lieve mole, un volume di circa 400 pagine, intitolata: l'Emancipazione de' sordo-muti, contenente pure un progetto per la fondazione di un istituto di sordo-muti secondo il suo nuovo sistema che era quello di "dare la parola a questi infelici per mezzo della musica!"

Tale opera venne accolta col massimo favore dovunque, ed il suo autore fu onorato da parecchie Accademie d'Italia e da rinomatissimi autori.

Presentemente rileviamo dai giornali come egli prosegue nella filantropica opera ottenendo sempre i più ammirabili risultati.



FINE


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Messaggio da rofizal » lunedì 29 dicembre 2008, 5:26

babatriestina ha scritto:qua xe un riferimento al 1873, alla prima triestina dell'Aida con direttor Franco Faccio, a cui xe dedicado un capitolo sul Rutteri: Trieste spunti dal suo passato. Par che Rota xe restado un poco mal che i ga ciamado Faccio..
Diria che Trieste qua no fa proprio una bela figura.
El Consiglio Comunale (dominado dai iredentisti?) vol portar a Trieste l'Aida de Verdi, ma le condizioni imposte da l'impresario scelto Carlo Gardini e dala casa editoriale Ricordi le xe pesanti: un prezo altissimo (iera groso business za quela volta) che poi ancora aumenta per via del colera, Franco Faccio (che gaveva direto la prima de l'opera in Italia) al posto de Rota (da 13 anni diretor d'orchestra a Trieste), aumento del numero dei elementi dell'orchestra e del coro, libertà per el Faccio de eliminar qualsiasi componenente de coro e orchestra (richiesta più volte ma mai concessa al Rota). Verdi per contro non degna nemeno dela sua presenza, pur se invitado con insistenza.

L'orchestra e el coro se ribela a queste decisioni, la direzion del teatro dà le dimisioni e vien rieleta, ma el comune non cedi, minacciando adiritura la chiusura del teatro!!


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Messaggio da babatriestina » lunedì 29 dicembre 2008, 8:07

rofizal ha scritto: Diria che Trieste qua no fa proprio una bela figura.
El Consiglio Comunale (dominado dai iredentisti?) vol portar a Trieste l'Aida de Verdi, ma le condizioni imposte da l'impresario scelto Carlo Gardini e dala casa editoriale Ricordi le xe pesanti: un prezo altissimo (iera groso business za quela volta) che poi ancora aumenta per via del colera, Franco Faccio (che gaveva direto la prima de l'opera in Italia) al posto de Rota (da 13 anni diretor d'orchestra a Trieste), aumento del numero dei elementi dell'orchestra e del coro, libertà per el Faccio de eliminar qualsiasi componenente de coro e orchestra (richiesta più volte ma mai concessa al Rota). Verdi per contro non degna nemeno dela sua presenza, pur se invitado con insistenza.

L'orchestra e el coro se ribela a queste decisioni, la direzion del teatro dà le dimisioni e vien rieleta, ma el comune non cedi, minacciando adiritura la chiusura del teatro!!
ben, son andada a legger el capitolo, per capir el senso de sto riassunto: per cominciar te ga omesso che za l'anno prima, per altre opere, iera onde cola direzion del teatro, che do volte nel 1872 se ga dimesso, no se ga podudo rielegger, insomma ala fin i la ga rieletta: quindi iera za maretta prima de sta Aida.
Po me sa che doveremo far un ciarimento, per la tua citazion del comun, fra i iredentisti e el partito nazional liberale. Perchè le due no xe la stessa roba.
terzo, voleria saver dove che te trovi che iera un grosso business za quela volta: sul libro no xe scritto: te ga informazioni de altre fonti? no xe che te sta pensando ala television contemporanea?
terzo, saria de spiegar la differenza, che gnanca mi savevo ben, fra el concertatore e el direttor de orchestra. Rota iera concertator, ma po dirigeva anche el spettacolo? su Franco Faccio, che no se pensi che fussi un semplice "raccomandato" senza meriti, wiki inglese xe più prodigo de informazioni del wiki italian: al momento de sta Aida par che el iera el direttor della Scala, cussì che no par.
Anche su Verdi che no vien, presentado cussì, forsi xe de ricordar che xe stade a Trieste le prime assolute verdiane del Corsaro e Stiffelio. Con Verdi che scrivi l'ouverture del Stiffelio i ultimi giorni al hotel de la Ville , come ricorda la lapide sulla facciata.
aggiungo che l'espression "Verdi no degna.." xe ovviamente una tua interpretazion. El testo all'incontrario disi "Il maestro con cortesia e con altrettanta fermezza si schermì dal corrispondere a tanto invito [..]concludeva modestamente col dire che non era di suo gusto andare nei teatri col solo e semplice scopo di farsi vedere per curiosità".
Se te vol una interpretazion personal de zontar, mia stavolta.. magari nol xe vegnudo perchè no i ga scritturado la Stolz? 8) ghe volessi leger la lettera de invito, la lettera de risposta, i commenti del epoca... per farse un'idea più completa.


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Messaggio da rofizal » lunedì 29 dicembre 2008, 8:36

babatriestina ha scritto:voleria saver dove che te trovi che iera un grosso business za quela volta: sul libro no xe scritto
Per el momento te rispondo a questo.

Te disi "sul libro no xe scrito", ma mi legio tra le righe:

pag. 409:
"l'editore Ricordi fissava a prezzo molto alto la concessione dello spartito e riservava a sé l'approvazione del complesso lirico femminile"

pag.410:
"la fine dell'estate rattristì la città con il morbo del colera. L'impresario temette nell'epidemia un giustificato motivo per gli artisti scritturati di ritenersi sciolti dal contratto. [...] il Municipio gli promise un indennizzo di seimila fiorini per i disagi finanziari che la terribile malattia epidemica avesse cagionatio alla stagione lirica sia dell'autunno che a quella invernale. [...] [i risolvi anche con lusinghe con gli esecutori, ma...] ecco che l'editore Ricordi , alle riserve per i cantanti, aggiunse quelle per gli orchestrali ed i coristi..."

Insomma, soldi che gira a valanghe, editor in primo piano (no el compositor), richieste continue... se questo no xe business... tanto che coi soldi i risolvi anche el problema colera.

Quanto ala risposta de Verdi, xe logico che nol podeva dir "no venio perché no me interesa" e che el sia stado gentile e el gabi trovado dele scuse eleganti... :wink:


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Messaggio da rofizal » lunedì 29 dicembre 2008, 8:58

Fata colazion :wink: poso risponderte meio.

La question de Verdi e dele sue opere la xe più complesa de quel che pol parer a prima vista, almeno credo.

Da una parte ghe xe le opere, bellissime, da l'altra el fato che le stese le vignisi sfrutade politicamente. Gaveva piazer Verdi de questo? O podeva inveze parerghe che l'atenzion puntada ai contenuti disturbava el valor dela musica? Come a dir che se la gente va in teatro per un motivo più politico che musicale, l'autor, se el xe de un certo livel, no xe dito che el sia contento. La casa editrice podeva eser dela stesa opinion, per cui "se te vol rapresentar queste opere te devi farlo con una certa qualità che valorizi la musica e el canto" opur podeva semplicemente sfrutar la popolarità politica per i sui interessi. No go le informazioni per poder dir quale de queste due ipotesi sia più vicina ala realtà.

El fato che poi Verdi podesi anche no aver piazer de vignir a Trieste (xe sempre una ipotesi, ovio) pol eser ligada al fato che el iera za stado e che magari l'acoglienza (o la rapresentazion) no lo gabi sodisfato. Per i motivi sora esposti.


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Messaggio da sono piccolo ma crescero » lunedì 29 dicembre 2008, 9:15

E no poderia eser che ghe rompeva farse un viagio longo? :-D :wink: Anche se no iera ancora l'Alitalia, lo steso no iera sai facile viagiar a l'epoca! :-D



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Messaggio da rofizal » lunedì 29 dicembre 2008, 9:17

Me par anche questa una ipotesi valida (magari xe quela vera).


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Messaggio da babatriestina » lunedì 29 dicembre 2008, 9:26

rofizal ha scritto: La question de Verdi e dele sue opere la xe più complesa de quel che pol parer a prima vista, almeno credo.

Da una parte ghe xe le opere, bellissime, da l'altra el fato che le stese le vignisi sfrutade politicamente.
per inciso: te savevi che sia la Luisa Miller, i Masnadieri che el don Carlo xe tratte da drammi de Schiller? un tanto per dir che Verdi no fazeva politica se un libretto lo ispirava... mentre per esempio el Ernani e el Rigoletto xe tratti de opere de Victor Hugo? ( el Hernani de Hugo xe stado teatro de battaglie del Romanticismo) per no dir Macbeth , Otello e Falstaff, de ispirazion shakespeariana.
(te parli con una che dei 10 anni in su xe cressuda a pan e Verdi..)


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Messaggio da rofizal » lunedì 29 dicembre 2008, 9:32

babatriestina ha scritto:un tanto per dir che Verdi no fazeva politica se un libretto lo ispirava...
(te parli con una che dei 10 anni in su xe cressuda a pan e Verdi..)
Te confermi i miei sospeti. :wink:


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Messaggio da babatriestina » lunedì 29 dicembre 2008, 9:36

rofizal ha scritto:
babatriestina ha scritto:un tanto per dir che Verdi no fazeva politica se un libretto lo ispirava...
(te parli con una che dei 10 anni in su xe cressuda a pan e Verdi..)
Te confermi i miei sospeti. :wink:
che dopo 50 anni de Verdi ghe ne go una certa conoscenza? :-D :-D :-D :-D :-D in effetti gavevo tentado de imparar a memoria tutte le sue opere , e go zercado de legger, dove che se trovava, tutti i drammi de cui el le ga ciolte. :-D :-D :-D :-D :-D
anche mi go qualche sospetto sul fatto che un Viva Verdi risorgimental gabi avudo qualche effetto psicologico sul tuo apprezzamento musical delle sue opere :wink:


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Messaggio da rofizal » lunedì 29 dicembre 2008, 9:49

babatriestina ha scritto:go qualche sospetto sul fatto che un Viva Verdi risorgimental gabi avudo qualche effetto psicologico sul tuo apprezzamento musical delle sue opere :wink:
Xe vero che me dà fastidio el fato che sia stado sfrutado politicamente, ma chi ga mai dito che Verdi no me piasi? Go fato anche la comparsa a l'Aida a San Giusto nel 1966. :wink:
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Aida 1966<br />Castello di San Giusto, Trieste<br />Collezione Rofizal
Aida 1966
Castello di San Giusto, Trieste
Collezione Rofizal


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Messaggio da babatriestina » lunedì 29 dicembre 2008, 10:28

rofizal ha scritto:Go fato anche la comparsa a l'Aida a San Giusto nel 1966. :wink:
mi iero in platea. Gavessi dovudo ballar in un "pizzica stuzzica" del Falstaff nel 1960, ma mama (e nona drio!) ga deciso che le putele pice no ga de far tardi balando in teatro. Xe stado per mi un dramma con lagrime, veder le mie compagne andar in teatro e mi inveze dover restar a casa. :( :( :(


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Messaggio da babatriestina » lunedì 29 dicembre 2008, 15:00

rofizal ha scritto: Da una parte ghe xe le opere, bellissime, da l'altra el fato che le stese le vignisi sfrutade politicamente. .
saria come butar a mar Wagner perchè le sue opere xe stade sfruttade del nazismo e soprattutto la nuora, Winifred Wagnerresponsabile de Bayreuth al epoca nazista, iera tuta per el Fuehrer.


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Messaggio da babatriestina » giovedì 1 gennaio 2009, 19:36

tornando a Rota, oggi guardavo sulla targa della strada xe el 1911 come anno de morte.
Xe el busto in Giardin pubblico che no va, paressi propio.


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