Triestini, fiumani e dalmati al Polo Nord

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Triestini, fiumani e dalmati al Polo Nord

Messaggio da AdlerTS »

Dalla fine del 1500 si cominciò a pensare alla possibilità di raggiungere la Cina navigando a settentrione dell’Europa. Molti si cimentarono nell’impresa, cercando il cosiddetto “Passaggio a Nord-Est”, ma le conseguenze furono spesso drammatiche.

Un nuovo impulso alle esplorazioni viene fornito dall’invenzione dell’elica ad opera di J. Ressel.
Questi, di origine boema, ma triestino d’adozione, nel 1829 sperimenta la sua invenzione nella rada di Trieste.

Dopo due missioni polari tedesche discretamente riuscite, anche negli ambienti scientifici austro-ungarici si formò il desiderio di partecipare a tali esplorazioni. August Peterman, direttore dell’Istituto Geografico Justus Perthes di Gotha, contattò il governo di Vienna ed ottenne la disponibilità di un ufficiale, Carl Weyprecht, mentre gli venne negata una nave in quanto la guerra con la Prussia era alle porte. Weyprecht, nato a Darmstadt nel 1838, era un altro “triestino d’adozione“.
La missione cominciò a prendere corpo nel 1871, quando Weyprecht si trova Vienna con Julius Payer, alpinista e cartografo, e con Hans von Wilczek, nobile mecenate e principale finanziatore della missione. L’obbiettivo era comunque quello di raggiungere lo stretto di Bering, non il Polo Nord.
Nonostante il grosso contributo di Wilczek, nacque un comitato che raccolse le offerte per finanziare l’ambizioso progetto. Vennero raccolti 222.616 fiorini e 70 corone.

La nave fu costruita su misura presso i cantieri di Bremerhaven. L’apparato motore ad elica fu realizzato dallo Stabilimento Tecnico Triestino, come pure triestine erano le caldaie. Lo scafo fu disegnato con una sezione progettata appositamente per la pressione dei ghiacci polari, in legno perché più flessibile. Inoltre, in caso d’incidente, il legno era più facile da riparare e poteva comunque servire da materiale da costruzione per rifugi d’emergenza. Venne battezzata “Admiral Tegetthoff”.

Grande clamore fece la scelta dell’equipaggio: Weyprecht decise che oltre ad un norvegese, esperto di ghiacci, il gruppo doveva essere composto da istriani, quarneroli e dalmati. Le ragioni erano:

- erano forgiati al freddo dalla Bora;
- erano di carattere più gioviale e meno incline ad abbattersi con le difficoltà;
- bevevano meno dei nordici.

C’erano poi due cacciatori tirolesi, mentre gli ufficiali erano boemi ed il medico di bordo ungherese. Alla fine, dei 24 imbarcati, uno era triestino, sette fiumani, un istriano e quattro delle isole dalmate. A bordo quindi si parlava italiano (nel senso di dialetto istro-veneto), tedesco, ungherese, croato, inglese e francese. Weyprecht sarebbe stato il comandante in mare, mentre per le spedizioni su terraferma avrebbe comandato Payer.

Si partì nell’estate del 1872. Il 2 ottobre la nave superò il limite settentrionale della Nowaja Zemlja, andando alla deriva.
Per mitigare la sensazione di abbandono ed insicurezza, si puntò ad un impegno costante del personale: i turni, le corvee, le rilevazioni scientifiche e la disciplina non vennero mai meno. Al fine di evitare “pericolosi momenti d’ozio”, gli ufficiali organizzarono corsi di storia, matematica, fisica e geografia per l’equipaggio. Per passare il tempo alcuni scrissero messaggi in bottiglia da abbandonare sul ghiaccio: gli ultimi due furono ritrovati nel 1921 e nel 1978.

Venivano comunque onorate le feste, le domeniche ed il genetliaco dell’imperatore. La cosa a cui nessuno badava più, all’ombra dei – 40°C della notte polare, fu l’igiene personale.

Il 29 agosto 1873 si trovavano a 79° 43’ latitudine nord e 59° 33’ longitudine est. Sempre alla deriva, giunsero finalmente in vista di terraferma, che venne subito battezzata “Terra di Francesco Giuseppe”. Non appena fu possibile, Payer scese sul ghiaccio con cani e slitte per l’esplorazione.
Raggiunsero i 82° e 5’ di latitudine.

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Il 20 maggio 1874 decisero che si doveva rientrare. Caricarono tutto ciò che avevano su tre scialuppe che dovevano essere trascinate a mano fino al mare. Gli appunti scientifici furono ricopiati in più copie, mentre i campioni vegetali e minerali vennero abbandonati causa l’eccessivo peso. Con sforzi da muli da soma, in condizioni climatiche avverse, il 13 agosto raggiunsero il mare navigabile a 78° di latitudine nord.
Furono recuperati il 24 agosto da due golette russe.

Da la in poi fu tutto un tripudio di festeggiamenti: dalla Norvegia, poi giù ad Amburgo, poi Vienna e Trieste. Ovunque vennero festeggiati da folle numerose e gioiose. Weyprecht e Payer vennero insigniti della Croce di Cavaliere dell’Ordine di Leopoldo, che comportava la possibilità di essere nobilitati. Agli altri spettarono comunque medaglie minori. A tutti furono offerti impieghi pubblici.

Weyprecht tenette centinaia di conferenze ed una vera “febbre del Polo” pervase il paese.
Ad ogni conferenza, il punto su cui il comandante batteva di più era il valore dell’equipaggio ed ogni qual volta gli fosse possibile ribadiva che non avrebbe mai raggiunto gli stessi risultati con un personale nordico.

Dei 222.616 fiorini e 70 corone rimasero 17 fiorini e 51 corone.

Il risultato più grande della spedizione fu che Weyprecht convinse i paesi più importanti del mondo della necessità di una cintura di stazioni dei vari paesi dislocata lungo il circolo polare con finalità di studio di meteorologico e di fisica. “L’Anno Polare Internazionale” venne però realizzato dopo la morte di Weyprecht.

Si pensò anche ad una missione austro-ungarica al Polo Sud. La nave “Austria” era attraccata a Trieste, carica e pronta a partire. Purtroppo era l’estate del 1914.

Per una narrazione molto più avvincente e dettagliata, con piantine e riproduzioni di disegni dell’epoca, il libro di riferimento è
“Dall’adriatico ai ghiacci – ufficiali dell’Austria-Ungheria con i loro marinai istriani, fiumani e dalmati alla conquista dell’artico” di Enrico Mazzoli, edizioni della Laguna 2003.
Ultima modifica di AdlerTS il mar 16 ott 2007, 12:37, modificato 2 volte in totale.


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Messaggio da AdlerTS »

Combinazion, su e-bay iera questo:

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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

Un articolo su questa spedizione si trova nell'ultimo fascicolo delle conferenze della società Maria Theresia.
Come ci si procuri però questi interessanti opuscoli non lo so bene, io li vedo, non so se comprati o più probabile dati in omaggio,alla biblioteca scolastica del Carli ( che è una miniera, se la si può e sa scavare..)


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Messaggio da AdlerTS »

Un bel articolo in proposito a pag. 14 del Piccolo de ogi. :wink:

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Carl Weyprecht


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Messaggio da AdlerTS »

go scoperto che esisti un lungo filmato televisivo (della durata complessiva di oltre tre ore) trasmesso dal primo canale della televisione austriaca, ORF, in occasione dei cento venti anni del viaggio intrapreso da Carl Weyprecht e del cartografo Julius Payer. "Un documento nel quale, in virtù della minuziosa ricostruzione storiografica compiuta dagli autori viene seguito il viaggio di una nave che ripercorre la medesima rotta del Tegetthoff, all'interno del quale molti dei figuranti in costume parlano in italiano, nel senso di dialetto istro-veneto".

Saria divertente vederlo :-D


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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

e, dalla mia esplorazion dei album de francobolli ereditai de papà, ecote el francobollo commemorativo dela spedizion
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rofizal
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La spedizione polare Austro-Ungarica del 1872-74

Messaggio da rofizal »

Tra il 1872 e il 1874 si svolse la famosa spedizione polare (Payer-Weyprecht-Expedition) che portò alla scoperta della Kaiser Franz-Joseph-Land (Terre di Francesco Giuseppe) nell'Oceano Artico. La spedizione aveva come obiettivo la scoperta di un passaggio a nord-est.

A partire con la nave "Admiral Wilhelm von Tegetthoff" (o semplicemente "Tegetthoff") vi era una squadra capitanata da Karl Weyprecht e da Julius Payer, di cui faceva parte anche il triestino Antonio Scarpa, il più giovane dell'equipaggio.

Antonio Scarpa era nato a Trieste nel 1852 e morto pure a Trieste il 1° maggio del 1901, mentre, come capitano dell'"Aurora", stava per salpare per la Tessaglia. Colpito da un malore e fattosi portare nella sua abitazione di via Giulia, ivi spirava. Era comandante di II classe del Lloyd, decorato con croce d'oro con la corona al merito. Aveva anche partecipato a Pola alla celebrazione del 25° anniversario della spedizione artica.

Anche Karl Weyprecht era legato a Trieste, dove aveva a lungo vissuto.

Per ulteriori informazioni sulla spedizione, un link per tutti :
http://members.eunet.at/castaway/history/history.html

Dalla stessa fonte possiamo notare come a fine agosto 1914 fosse pronta a partire da Trieste anche una spedizione antartica sotto la guida del Dr.Felix König, ma purtroppo ci fu la guerra...


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babatriestina
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Messaggio da babatriestina »

MOD go unido i due topic che parlava della stessa spedizion MOD


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Messaggio da babatriestina »

E se gavè letto Repubblica de oggi, xe tutto un articolo al riguardo. De chi? ma de Paolo Rumiz, po!!! :-D :-D :-D :-D :-D :-D


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Messaggio da AdlerTS »

Due copertine dell'epoca, da anno.onb.ac.at:

Der Floh

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e sempre da anno.onb.ac.at

Die Bombe

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Messaggio da AdlerTS »

AdlerTS ha scritto:Il risultato più grande della spedizione fu che Weyprecht convinse i paesi più importanti del mondo della necessità di una cintura di stazioni dei vari paesi dislocata lungo il circolo polare con finalità di studio di meteorologico e di fisica. “L’Anno Polare Internazionale” venne però realizzato dopo la morte di Weyprecht.
Una notizia de agosto che vedo solo adesso: i ga trovado i resti della base polare austriaca del 1882-83 nella baia de Marie Muss Bucht, sull'isola de Jan Mayen. Durante la sua recente esplorazion, Enrico Mazzoli ga ritrovado anche la tomba de Tommaso Viscovich Sturla (de Albona), marinaio della "Pola" morto de TBC proprio nel luglio 1882, anno che iera stado dichiarado primo Anno Polare Internazionale.
Per quella mission, gli edifici della Stazion jera stadi realizzadi a Pola e ghe fazeva parte anche Riccardo Basso (triestin), Stefano Rocco (Rovigno), Giovanni Samanich (Veglia), Giuseppe Baretincich e Giuseppe Giordana (Fiume), Angelo Furlani (Trieste), Antonio Mukacich (Brazza) e Tommaso Diminich (Portoré), tutti comandadi da Emil Edel von Wohlgemuth, dal nome tedeschissimo, ma considerado triestin de adozion (nonostante fussi nato in ucraina el gaveva studiado a Fiume).

Son sicuro che devi esser stado emozionante rimetter piede in questo posto dimenticado da Dio e ritrovar qualcossa ligado cussì strettamente al nostro passato.


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whisky d’annata

Messaggio da AdlerTS »

Una notizia che non ha niente a che fare con Trieste, ma che mi ha incuriosito molto !

Un gruppo di archeologi neozelandesi ha ritrovato alcune bottigie di whisky McKinlay & Co nel ex campo gelato del 1909 dell’esploratore irlandese Ernest Shackleton, abbandonato dopo il fallimento del suo tentativo di essere il primo a raggiungere il Polo Sud.

Si vuole analizzare la sua composizione per provare a sviluppare un whisky con la stessa miscela, visto che la ricetta è scomparsa anni fa. :-D


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Re: whisky d’annata

Messaggio da VetRitter »

a proposito de whisky, me contava ani fa un sior ch'el gàveva combatù in Nord Africa, che speso i trovava nele postazioni inglesi botiglie de whisky, ma che per el primo sorso i fazeva la conta, perchè ale volte quei mati i le riempiva de altra roba de lo steso color..
saluti


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Larry
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Re: whisky d’annata

Messaggio da Larry »

Ero di passaggio, go visto la porta verta, ed eccomi. Si, xe sta un po di tempo ma sono quei due lettere nel indirizzo che mi annoia. Beh, per rispondere a quanto sopra. Iera quasi una regola nel esercito inglese durante la guerra. Se ti dovessi lasciare un posto, diciamo in fretta, mica non ti volevi lasciare qualcosa di bon per i prossimi. Anche i cibi. Bagnavamo tutto, specialmente i biscotti duri. All's fair in love and war.
Larry (the lamb, ora mai diventato piu montone che agnello)

P.S. Saro di novo in citta a partire dal 14 settembre sino al 24. C'e una gelateria nell'acquadotto dove son abituato prendere un bicer di scotch prima di tornar a casa per dormir. Si ciama Da o Di....non mi riccordo piu.


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Re: whisky d’annata

Messaggio da sono piccolo ma crescero »

Al di là del contenuto delle bottiglie di whisky (o preferisci whiskey ;) ) felice di rileggerti, Larry.


Non sono abbastanza giovane da sapere tutto. (J.M. Barrie - The admirable Crichton)
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Re: whisky d’annata

Messaggio da nonna ivana »

Bentrovato Larry...sempre in gamba!!!!

Buona giornata anche a te!!! :-D


ivana

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Re: whisky d’annata

Messaggio da VetRitter »

ben tornato Larry, grazie..
saluti


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Nona Picia
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Re: whisky d’annata

Messaggio da Nona Picia »

Ciao Larry!


Ciao ciao
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trova un minuto per ridere.
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"La Mama l’è talmen un tesor de valur che l’ha vorüda anche Noster Signur" .....
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sum culex
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Re: whisky d’annata

Messaggio da sum culex »

Larry ha scritto: P.S. Saro di novo in citta a partire dal 14 settembre sino al 24. C'e una gelateria nell'acquadotto dove son abituato prendere un bicer di scotch prima di tornar a casa per dormir. Si ciama Da o Di....non mi riccordo piu.
Alora poderemo vederse!!! Finalmente te legio de novo!!!
ciao
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Re: whisky d’annata

Messaggio da Elisa »

¡Bienvenido!, bentornato, Larry! :welcome:


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