Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

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Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da michel » lunedì 22 gennaio 2018, 8:48

Salve :)
Innanzitutto un saluto; mi sono iscritto al Forum (che già conoscevo) perché ho bisogno di una mano per uno spettacolo teatrale. Per quanto io sia di Trieste, non parlo bene il dialetto, anzi, non lo parlo affatto... lo parlo all maccheronica, diciamo.

Ho scritto uno spettacolo teatrale ambientato nel Seicento nel quale ci sono due personaggi di Trieste. Lo so che l'attuale triestino è un triestino molto recente, infatti, non mi importa molto della filologia. Per scrivere le battute mi sono basato su Ernesto Kosovitz, Vocabolario del dialetto triestino (1890), ma credo che il testo, soprattutto per gli accenti e le doppie, possa essere sgrezzato di molto.

Sono qui per chiedere se qualche anima buona può farme de coregidor. Naturalmente Gratis ;--D , con però menzione di riconoscenza nel testo pubblicato.

Grazie a chi vorrà aiutarmi.



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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da babatriestina » lunedì 22 gennaio 2018, 9:20

come si parlasse nei seicento a Trieste, poco si sa. Ma se vuoi mettere battute alla triestina del dialetto diciamo otto novecentesco, per quanto anacronistiche ( ma un lavoro teatrale non è un testo filolgico di storia), siamo qua.


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da michel » lunedì 22 gennaio 2018, 12:19

Sì, esatto, esattamente quanto detto sopra! Questa sera preparo un file .odt con a sx una colonna con le frasi da correggere e a dx una colonna bianca per le correzioni.

Grazie mille! :)



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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da sono piccolo ma crescero » martedì 23 gennaio 2018, 6:54

Attento, però. Non è possibile allegare file con estensione odt.

Se vuoi farlo o metti il file su un tuo sito (sia google che dropbox offrono un servizio gratuito) e sul post metti il link, o ci mandi il file per posta (atrieste (at) gmail,com) e provvediamo noi a caricarlo e poi ti mandiamo l'indirizzo.

Ti ricordo che i file odt potrebbero, almeno in via di principio, essere veicolo di malware. Controlla bene il file e, comunque, metti vicino al link un avviso in tal senso. Sarebbe poi professionale se, vicino al link, mettessi l'MD5 che garantisce chi ha voglia di controllarlo, che il file è proprio quello che hai caricato tu e non è stato modificato da altri; se non sai come farlo ... va bene ugualmente (quasi nessuno lo fa).


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da michel » martedì 23 gennaio 2018, 12:08




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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da sono piccolo ma crescero » martedì 23 gennaio 2018, 14:57

Naturalmente ognuno di noi ti darà pareri discordanti, perché il dialetto triestino non è uno, sono tanti. Io poi non faccio testo, come ho spiegato altrove.

Riporto un pezzetto del tuo testo alla volta e ti dico i miei suggerimenti. Altri potranno confermarli, smentirli...
Michel - prima parte ha scritto: 1 - Ti te me fa girar la testa Lodovico…
2 - Profesor de Pàdoa…
3 - Bela roba! Co mi vardo el ziel ne vedo sempre una nova…
4 - vizin el qual xe n’altro toco de cristal
5 - el mi fegato xe sanisimo.
6 - Ahh, come xe bela la fiera de setembre! ‘Sto àno te me porti?
7 - E no podesi che lu ’l gabi ragion?
8 - Drio el pensar, noialtri se vedemo diversi, ma sotto soto semo la stesa roba, fati con lo steso stampin.
9 - se riva ‘sti Turchi e ne leva dale bale qualche pretin…
10 - pati ciari amici cari…
11 - xe pecà…
12 - Mi no credo!
13 - Ah… e cos’ te vol dal nipotin del Papa?[/list]


Riga 2: Padoa io lo scriverei PADOVA
Riga 5: io direi "el mio"
Riga 7: E no podesi eser (o anche darse) che lu 'lgabi ragion?
Riga 8: Io scriverei "fati col steso stampin"
Riga 9: "Leva" lo sostituirei con "cava"
Riga 13: "nipotin" lo sostituirei con "nevodin".


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da sono piccolo ma crescero » martedì 23 gennaio 2018, 15:15

Michel: seconda parte ha scritto:1. pensa che ti te xe un tal…
2. ghe vien le vene grose sul colo.
3. No ‘speta! No sta iniziar anca ti! Ma perchè ve fomente cussi tanto parlando del ciel, della Luna e dele stele?
4. Fame, fame de coregidor Alimbertucio che mi voio…
5. Contime, contime! Anche Lodovico me conta sempre…
6. E come xe che no te ghe credi?
7. fradei gemei dono del ciel, come te rivi a penar che lori i podesi decider de coparse?
8. el mondo che va in vaca.
9. carinisimo questo zogo, perche no te lo fa far a Lodovico?
10. No, no, no de mi, de lu! Lodovico xe un affermato omo de filosofia… che parla e scrive tutto il giorno… de monade, chisa Dio, ma el xe sempre impegna…
11. Mi ‘ste fisime no le go. La gente, a mi, me ferma sempre…
12. per mi voi xe tuti bei come prinzipi…
13. el Gentileschi el fa dipinger in cesa la su putela.
14. anca noialtre gaveremo…
15. Ridi, ridi. Cio che oggi par follia domani poderia esser normal.
Riga 1: ci vorrebbe il contesto
Riga 3: Iniziar lo sostituirei con "cominciar" e se proprio vuoi dare un tono più plebeo "scuminziar"
Riga 3: Fomente non ho la più pallida idea di cosa voglia dire e non trovo "fomentarse" né sul Doria, né sul Kosovitz ... né sul nostro ;-)
Riga 4: Coregidor è riportato sul Kosovitz, ma non sul Doria ed io non lo ho mai sentito. Io, se va bene nel contesto, scriverei invece che "fame de coregidor" "coregime". ALtrimenti potresti usare "coretor" a meno che tu non voglia dare alla frase una patina arcaica.
Riga 7: usi la parola "ciel" che altrove hai scritto "ziel". Poi penso che "penar" forse dovrebbe essere "pensar"
Riga 9: Carinisimo è una leziosaggine moderna. Io direi "Sai cocolo". Poi "Percé no te lo fa far" io scriverei "perché no te ghe lo fa far"
Riga 10: "afermato omo de filosofia"; a parte l'"affermato" che andrebbe piuttosto affermà o afermado io semplificherei la frase con "se un filosofo"
Riga 12: xe va sostituito con se, perché indica siete e non è o sono. Vedi https://www.atrieste.eu/Wiki/doku.php?id=dialetto:x
Riga 13: Dipinger lo sostituirei con piturar, me se non significa che la putela pitura ma che la putela è ritratta lo specificherei meglio
Riga 15: Ciò lo trasformerei in quel e follia lo sostituirei con roba de mati.


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da sono piccolo ma crescero » martedì 23 gennaio 2018, 16:01

MICHEL: terza parte ha scritto: 1. come ve piasi dir a voialtri dotori?
2. no te ga dito che con la nova stela tutto el nostro saver nol val piu che una cica e un boton?
3. Un omo xe mejo de una baba solo perche lu el xe piu bon de lavorar inte i campi… ma rivera el die che magneremo tutti la manna senza fare un clinz… e te vedra!
4. ti e Lodovico ve somigliè. Xe entrambi coioni.
5. Che mi no ve conosso…
6. se ve conoseria…
7. Nol xe un vecio che sta tuto el die disteso inte ‘l leto a magnar e dormir?
8. Prima no ve conoso…
9. dipendi. Dipendi da cossa la xe la felizita. Se la felizita la xe magnar co’ se ga fame… quando mangio e ho fame sono felice. Ma se magno sempre me sgionfo… e allora non sono più tanto felice. Se la felizita la xe rodolarse zo de un pra… quando… co rotolo intel pra sono felice. Pel popolin… la felicità è il non preoccuparsi di contare quante monete si hanno nella borsa prima d’andare al mercato. Se la felizita la xe far un pissin co te tien…
10. mi son felize co son felize. Va ben?
11. No la me lusinghi e no la cambi discorso!
12. Oh che boni…
13. El se continua a dimenticar roba a casa mia.
14. Me ga apositamente domanda de vossignoria.
15. Ma si, fa pur come che se ti te saria a casa tua, eh!
Riga 3: die non lo trovo sul Doria e nemmeno sul Kosovitz; io scriverei "el giorno" o "el momento"
Riga 3: la manna è abbastanza insolito; visto che poi usi il termine clinz sostituirei manna con altro. Per esempio, se vuoi mantenere un colore vernacolare, io scriverei "Vegnerà un giorno che magneremo tuti abiondodio senza far un clinz"
Riga 4: Xe fa sostituito con se; Entrambi lo sostiuitri con "tuti due" ed anche il temine colono forse andrebbe ripensato.
Riga 7: Io la scriverei così "Nol xe un vecio che sta tuto el giorno distirà (stravacà) inte ‘l leto a magnar e dormir?
Riga 9: "Mangio e ho fame" diventa "magno e go fame", sono diventa son, rotolo diventa rodolo (ma qualche triestino doc potrebnbe suggerirti "riodolarse" e "riodolo". Scegli o scrivi felicità o felizità. "Pel popolin... la felizità xe no preocuparse de contar le monedeche se ga in te la borsa prima de ndar al merca. Un pissin lo scriverei senza l'articolo inderterminativo "far pissin"


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da sono piccolo ma crescero » martedì 23 gennaio 2018, 16:10

MICHEL quarta parte ha scritto: 1. Per amor de Dio, fora de qui!
2. Cos’ te me vol ancora dar de far per ti?
3. Te piaso? Lodovico, perché no te me sposi?
4. Anche ti te son bel co’ te son felize…
5. Per bon!
6. Andemo via. Portime a Ravena!
7. I me la ga dada al merca… ‘sta matina…
8. No te voio dir; amhasiator no porta pena!
9. Te me vol portar ancora un do fiori?
10. Quei de l’altra volta…
11. Un vecio cliente… me tocara farte un prezo de favor.
12. Oe! Qua no gavemo ancora finido!
13. Cos’ te vol? Mi no ricevo zente cusì. Te ga de…
14. Eh… solo Dio sa. La cugina la xe ‘ndada… puf! Cossa sarà? Quatro ani ormai! Mi me son trasferida dal pian de sora; gavevo un tanfo de mufa…
15. Speremo in ziel… oe, che bei fiori… per ela? Oh! Capiso!
Riga1: fora de qua.
Riga 14: bisognerebbe capire dal contesto.


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da sono piccolo ma crescero » martedì 23 gennaio 2018, 16:26

MICHEL quinta parte ha scritto: 1. Vedo in ti l’interno tormento! No te sara mica “quel”?
2. Si, si, ti te xe ti! Te fasevo piu bel. Ela me gaveva tanto parla de ti… Alimberto de qua, Alimberto de la. Me gaveva anca lasa una roba… ma dove la go mesa?
3. No ti te se ciami cusi? Xe pasa cusi tanto tempo… sta roba xe una monada! Co la se morta mi la go verta, no sta rabiarte…
4. Ah… soldi no iera! Iera un foio bianco. Te lo giuro su quel che te vol! Anca su la testa sua.
5. Inutile che te fazi quel muso da macacat. Se te importava de ela… se no te caghi le persone co le xe vive, no te pol pianzer co le xe morte! E perché ti ti gabi un quadro più ciaro, la famea non la xe de Venexia, semo de Trieste! Citta del bon Duca d’Austria…
6. No gavevo mai pensa che i me podesi ciamar anca’ mi per diventar moglie dell’imperator…
7. Oh! Sì! Imperatrize del mondo!
8. Morir xe sempre bruto, ma la podeva andar pezo. La febre la ga ciolta da l’ogi al doman…
9. Una sera xe ‘ndada a dormir e no la se ga piu sveia…
10. Varda sto mona de babuin…
11. Senti, coso, Alimbertino o come diamine te se ciami. Mi no la trovo! Iera una busta ontoloda con dentro un foio bianco. Ela la iera stada fiduciosa che te saria vignudo a ciorla, prima o poi… anche se te son vegnudo piu poi che prima.
12. A diferenza de ‘sto altro viliacon!
13. Ben detta! Me fa piazer che te la ga ciapada ben. Te sa che xe proprio bele ‘ste margheritine?
14. Varda come se comporta un vero signor!
Riga 2: Ecco, io dico "te fasevo" ma a Trieste si dice "te fazevo"
Riga 3: ze morta diventa xe morta
Riga 5: macacat mi sa tanto di friulano. Io direi macaco.
Riga 8: forse da l'ogi al doman sarebbe meglio "de l'ogi al doman, ma sono dubbioso. Vediamo cosa dicono gli altri.
Riga 9: Dovresti scrivere "una sera la xe 'ndada a dormir"
Riga 11. Diamine non mi sembra dialettale; userei "diavolo" o "cazzo" a seconda della volgarità della persona. "Prima o poi" io lo scriverei "prima o dopo" e metterei dopo anche nel poi successivo.
Riga 12: villancon? Mi vengono molte parola con cui sostituirlo (contadin, furlan, istrian, ...) ma dipende molto dal contesto.
Riga 13: Ben dita

Per un triestino più "doc" devi aspettare che altri forumisti ti rispondano


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da babatriestina » martedì 23 gennaio 2018, 18:08

Michel - prima parte ha scritto: 1 - Ti te me fa girar la testa Lodovico…
2 - Profesor de Pàdoa…
3 - Bela roba! Co mi vardo el ziel ne vedo sempre una nova…
4 - vizin el qual xe n’altro toco de cristal
5 - el mi fegato xe sanisimo.
6 - Ahh, come xe bela la fiera de setembre! ‘Sto àno te me porti?
7 - E no podesi che lu ’l gabi ragion?
8 - Drio el pensar, noialtri se vedemo diversi, ma sotto soto semo la stesa roba, fati con lo steso stampin.
9 - se riva ‘sti Turchi e ne leva dale bale qualche pretin…
10 - pati ciari amici cari…
11 - xe pecà…
12 - Mi no credo!
13 - Ah… e cos’ te vol dal nipotin del Papa?[/list]

La mia idea:
2 Padova anche per mi ( Padoa xe veneto)
3 .. co mi vardo el ziel ghe ne vedo sempre una nova
4 e là vizin xe un altro toco de cristal
6 come che xe bela la fiera..
7 e no podessi darse che lu el gabi reson?
8.. fati col stesso stampo
9 e ne cava de le bale ( volgarissimo!! per me :oops: ) qualche pretin
10 pati ciari amicizia longa ( go sentido più spesso)


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da babatriestina » martedì 23 gennaio 2018, 18:18

Michel: seconda parte ha scritto: 1. pensa che ti te xe un tal…
2. ghe vien le vene grose sul colo.
3. No ‘speta! No sta iniziar anca ti! Ma perchè ve fomente cussi tanto parlando del ciel, della Luna e dele stele?
4. Fame, fame de coregidor Alimbertucio che mi voio…
5. Contime, contime! Anche Lodovico me conta sempre…
6. E come xe che no te ghe credi?
7. fradei gemei dono del ciel, come te rivi a penar che lori i podesi decider de coparse?
8. el mondo che va in vaca.
9. carinisimo questo zogo, perche no te lo fa far a Lodovico?
10. No, no, no de mi, de lu! Lodovico xe un affermato omo de filosofia… che parla e scrive tutto il giorno… de monade, chisa Dio, ma el xe sempre impegna…
11. Mi ‘ste fisime no le go. La gente, a mi, me ferma sempre…
12. per mi voi xe tuti bei come prinzipi…
13. el Gentileschi el fa dipinger in cesa la su putela.
14. anca noialtre gaveremo…
15. Ridi, ridi. Cio che oggi par follia domani poderia esser normal.
3 No sta cominciar ( scominziar) anca ti Fomentè??? carigarse? perchè ve carighè ? andè su de giri?
4 Coregime, coregime...
9 Cocolissimo questo zogo perchè no te ghe lo fa far...
Lodovico xe un filosofo famoso xe omo de filosofia.. scrivi
13 el Gentileschi fa piturar
155 Quel che ogi par de mati ( o strampalato) doman poderia ( poderà) esser normal Suggerisco un indicativo a l posto di un condizionale..


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da michel » martedì 23 gennaio 2018, 21:04

Super gentili. Faccio tesoro dei vostri suggerimenti.

Per quanto riguarda gli accenti, come devo usarli? Così come si pronunciano - ciò come xè? - o li devo omettere? Non capisco la regola, insomma... applico quella della lingua italiana, accentando le parole omologhe triestine, tipo perché, o cosa?

Alcune parole sono un po' venete perché il triestino è un dialetto di origine veneta (d'importazione), quindi ho pensato che sporcarlo un po' con il veneto non è troppo sbagliato. Idem per l'uso di ZIEL e FELIZITA. Anche perché - spoiler alert - c'è un incomprensione sulla provenienza di questa mula :)

p.s. Nel testo, ciò che è scritto in italic è la parte in dialetto, ciò che non ha alcun effetto sul carattere è la battuta in lingua. Il personaggio in questione parla italiano, ma ogni tanto si lascia andare a riflessioni in dialetto...


---

la 13 la rendo così: el Gentileschi lasa piturar in cesa la su putela. (Il concetto è: Il famoso pittore Gentileschi lascia dipingere in Chiesa sua figlia, Artemisia Gentileschi).



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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da babatriestina » martedì 23 gennaio 2018, 21:14

ah ma allora " Gentileschi lassa che la putela pituri in cesa": o addirituta "che la mula pituri"
gli accenti sono come in italiano o in veneto. NB Xe non vuole l'accento, anche se chi pensando al parlato, lo mette. ci fosse una materia scolastica si beccherebbe un segnaccio rosso!


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da sono piccolo ma crescero » mercoledì 24 gennaio 2018, 7:37

Ziel lo usa Giotti in almeno una sua poesia, quindi è "doc". Quello che io osservavo era che dovresti usare sempre la stessa parola.

Confermo che putela andrebbe sostituito con mula; nel dialetto triestino l'ho sentito usare solo come storpiatura di puttana e per lo più in imprecazioni. Mi era sfuggito e chissà quante altre cose mi sono sfuggite. Comunque se è sua figlia potresti usare il temine fia: "el Gentileschi lasa piturar su fia in cesa". Personalmente non ho mai usato l'articolo davanti ai cognomi che si riferiscono a persone di sesso maschile: Gentileschi e la Gentileschi.

Per l'ortografia userei gli accenti come nella lingua italiana. Nell'impaginazione del nostro vocabolario, di cui sono responsabile e contro il parere di altri che invece hanno contribuito con la sostanza, ho messo gli accenti su tutti i lemmi solo per facilitare la lettura corretta. Sempre per l'ortografia ho usato, a parte alcune varianti tecniche, l'ortografia della prima edizione del Doria. Nella seconda edizione, riveduta ed ampliata da Nereo Zeper, mi sembra (perché non ce l'ho) che l'ortografia sia cambiata. Quindi c'è una certa libertà (nel forum qualcuno scrive cuando e qualcuno quando; roso di sera o rosso di sera?).

Approfitto e lancio qui un invito: le scelte ortografiche del vocabolario sono per lo più tecniche. Se qualcuno vuole cambiarle, basta che le definisca in modo certo e gli diamo l'accesso in modifica per farlo, ma è un lavoraccio.


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da babatriestina » mercoledì 24 gennaio 2018, 8:12

sono piccolo ma crescero ha scritto:Z
Confermo che putela andrebbe sostituito con mula; nel dialetto triestino l'ho sentito usare solo come storpiatura di puttana e per lo più in imprecazioni.
non esageriamo, putela è usato per "ragazzina" e anche se è scritto così spesso suona come se ci fosse una doppia elle: ricordo la bidella Gemma alle medie, che ci apostrofava con un " Cossa, putelle!" - lo scrivo non come si scrive ma come lo sentivo pronunciare. idem la trasmissione dialettale El Campanon un periodo ripeteva alla fine di uno sketch "Vediamo le belle putelle triestine... adio putelle!" a cui le ragazze rispondevano "Adio cocàl" ( gabbiano, per indicare chiacchierone e testa vuota)
Però appunto la putela è una ragazza non necessariamente parente.. ecco potremmo dire che Artemisia Gentileschi dipingeva " fin de putela"


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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da michel » mercoledì 24 gennaio 2018, 9:34

babatriestina ha scritto:ah ma allora " Gentileschi lassa che la putela pituri in cesa": o addirituta "che la mula pituri"
gli accenti sono come in italiano o in veneto. NB Xe non vuole l'accento, anche se chi pensando al parlato, lo mette. ci fosse una materia scolastica si beccherebbe un segnaccio rosso!
quindi corretto sarebbe "el Gentileschi lassa che la su putela pituri in cesa"? Mi sto perdendo. Dal momento che oggigiorno è la figlia a essere famosa, la putela appunto, c'è bisogno di dire che "il Gentileschi", all'epoca famoso, lasciava dipingere in chiesa sua figlia. Senza "la sua" non si comprende. O almeno io non comprendo. Tra l'altro, così puntualizzo una cosa che prima non avevo detto, io devo cercare di lasciare il testo quanto più intuibile anche a chi non è di qua. Per questo avevo usato "corregidor"; termine che viene facilmente assimilato al "correggere" in italiano.



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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da michel » mercoledì 24 gennaio 2018, 9:37

babatriestina ha scritto:
sono piccolo ma crescero ha scritto:Z
Confermo che putela andrebbe sostituito con mula; nel dialetto triestino l'ho sentito usare solo come storpiatura di puttana e per lo più in imprecazioni.
non esageriamo, putela è usato per "ragazzina" e anche se è scritto così spesso suona come se ci fosse una doppia elle: ricordo la bidella Gemma alle medie, che ci apostrofava con un " Cossa, putelle!" - lo scrivo non come si scrive ma come lo sentivo pronunciare. idem la trasmissione dialettale El Campanon un periodo ripeteva alla fine di uno sketch "Vediamo le belle putelle triestine... adio putelle!" a cui le ragazze rispondevano "Adio cocàl" ( gabbiano, per indicare chiacchierone e testa vuota)
Però appunto la putela è una ragazza non necessariamente parente.. ecco potremmo dire che Artemisia Gentileschi dipingeva " fin de putela"
Sottoscrivo anche io che il termine putela non lo riconduco a un'accezione negativa. Putela lo connoto come "mula" ma senza alcuna valenza sessuale.

Per intenderci: un ragazzo vede una bella - soggettivamente - ragazza: CHE BELLA MULA! Un padre di famiglia vede una - oggettivamente - bella ragazza - CHE BELLA PUTELA! (Qui, forse, ci starebbe anche muleta, ma non sono un esperto e ragiono più che altro con il cuore e la sensazione).



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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da michel » mercoledì 24 gennaio 2018, 9:54

sono piccolo ma crescero ha scritto:Per l'ortografia userei gli accenti come nella lingua italiana. Nell'impaginazione del nostro vocabolario, di cui sono responsabile e contro il parere di altri che invece hanno contribuito con la sostanza, ho messo gli accenti su tutti i lemmi solo per facilitare la lettura corretta. Sempre per l'ortografia ho usato, a parte alcune varianti tecniche, l'ortografia della prima edizione del Doria. Nella seconda edizione, riveduta ed ampliata da Nereo Zeper, mi sembra (perché non ce l'ho) che l'ortografia sia cambiata. Quindi c'è una certa libertà (nel forum qualcuno scrive cuando e qualcuno quando; roso di sera o rosso di sera?).[/b]
Da studioso di storia posso dire che la problematica tecnica dell'uniformità linguistica per il veneto è: il veneto (di venezia) è stato la lingua ufficiale di uno Stato; una lingua che ha creato burocrazia e quindi una marea di carte ufficiali. Questa ufficialità ci permette di discernere l'uso del veneto ufficiale da quello ufficioso. Nota è (ma anche nei testi ufficiali) la discrezionalità delle doppie del veneto. All'interno dello stesso documento si possono trovare parole usate con le doppie e poi senza. Forse esisteva una sfumatura diversa? (Esempio con il "lasa" menzionato sopra: lassa star / lasa star; nel legger il primo io percepisco, stressando un po' la doppia, un carattere imperativo, mentre senza alcuno stress leggo il secondo con una flebile accondiscendenza). Nel dubbio, ma non sono un linguista o un esperto di lingue, io ricorrerei ovunque alla regola dell'abbondanza: su cento volte che è stata indicata una parola si deve propendere per la variante usata maggiormente (30 lasa vs 70 lassa? Vince lassa).

Per il triestino in sé, non sono assolutamente in grado di pronunciarmi, ma ritengo che sia possibile, laddove non vi sia una chiara indicazione di forma, appoggiarsi a questa grammatica/dizione veneta (di venezia) burocratica. Per capirci, in triestino, se c'è un dubbio tra ciel e ziel si deve propendere per il secondo, al di là dell'abbondanza.



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Re: Correzione testo in triestino per spettacolo teatrale

Messaggio da babatriestina » mercoledì 24 gennaio 2018, 10:08

per lassa, pensa al colore di una rosa: può essere di color rosa o rossa. Ma se togliamo le doppie abbiamo " una rosa rosa" e "una rosa rosa" e il colore va a farsi benedire.


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