Coronavirus

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Ciancele
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Re: Coronavirus

Messaggio da Ciancele » giovedì 26 marzo 2020, 10:51

Ieri siamo stati bombardati su tutti i canali da servizi sul covid e dalla notizia che il governo tedesco ha stanziato 156 miliardi di euro a favore delle piccole e grandi industrie. Le piccole industrie sono artigiani e liberi professionisti con da zero a dieci dipendenti. Ad es., barbieri, manicure, sale da ballo, fitness, ristoranti ecc. Tenendo conto che la Germania ha circa 80 milioni di abitanti, sono da 2000 a 2500 euro a persona. Per i prestatori d’opera si è pensato ad altri aiuti, ma non in contanti. Ad es., facilitazioni per la cassa di integrazione, tasse ed imposte, affitti. Alcuni di quelli che non prendono contanti hanno fatto presente che le difficoltà sono cose che riguardano gli imprenditori stessi, i quali dovrebbero avere qualche soldino da parte che adesso potrebbe venir impiegato, invece di farsi aiutare dallo stato.
In principio hanno ragione. Quando le cose vanno bene, gli imprenditori, piccoli o grandi, non dividono gli utili con altri. Se possibile, nemmeno con il fisco.
Il problema è, però, come al solito, un altro. Se le cose vanno male, abbiamo una valanga di disoccupati che chiedono il sussidio di disoccupazione, che va a carico dello stato. Inoltre, l’economia deve riprendersi e ciò dura. Un altro punto non chiaro è se questo, chiamiamolo, aiuto, va restituito o no. In qualche categoria, ad es. pizza, barbiere o calcio, chi adesso vende di meno, non venderà di più quando le cose andranno meglio. Nessuno mangerà tre o quattro pizze al giorno o si farà tagliare i capelli tre volte al giorno. Chi vende auto, venderà forse di più quando le cose andranno meglio. Alla condizione che ci siano acquirenti, cioè gente con soldi. Per tale ragione hanno studiato un piano per non mandare i rovina tutti.
Naturalmente i soldi non ci sono e bisognerà contrarre un debito. I casi sono due: o cantiamo la famosa “par debiti no i ne impica” o li paghiamo. Il che significa che per qualche anno i piccoli avranno problemi. Per i piccoli, anche un importo di modeste dimensioni può essere elevato e procurare problemi.
Non penso di essere l’unico ad avere questa opinione e pertanto prima di dire peste e corna dello stato, bisognerebbe farsi un pensierino sulle conseguenze di una recessione economica. Siamo sempre allo stesso bivio: aut aut. Per tale motivo diversi paesi stanziano forti somme di denaro per combattere la recessione.



Ciancele
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Re: Coronavirus

Messaggio da Ciancele » giovedì 26 marzo 2020, 18:54

Chi che ga teren e coltiva roba, tipo sparisi, fragole, ua, patate, cavoli, sariese, e la vendi, ga bisogno de aiuto. Fragole, ua, ma più de tuto sparisi, se ingruma cuciai. Rompi la schiena. Me par de gaver za scrito ani fa che i ga provà a meter i disocupai. I se ga dà malai dopo el secondo giorno. Par quel, za de ani, i ciol gente specialmente polachi. Nel fratempo i xe diventai squasi amici, intendo dir che i ciol sempre quei. ‘sto ano, par via del corona, no i pol vignir. E no xe do o tre, ma qualche mila. I contadini ga paura che la roba ghe ‘ndarà de mal. Anche se se ciol la famiglia, amici e parenti, i xe sempre tropo pochi per far tuto. Un poco come coi pomidori a Cecina e San Marzano. Qua la racolta dei sparisi ga za incomincià. Xe un poco presto, ma tra do setimane se lavorerà diese ore al giorno par ingrumar. In giugno xe le fragole, dopo le sariese e dopo el ribes. Cavoli e patate.



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Re: Coronavirus

Messaggio da sono piccolo ma crescero » venerdì 27 marzo 2020, 13:50

Una premessa linguistica: scrivo in italiano, perché non vorrei che le mie riflessioni non fossero lette da qualcuno per via della lingua usata.

Una seconda premessa d'obbligo: lungi da me negare in alcun modo la drammaticità della situazione; non sono complottista e non penso che sia tutto dovuto ai poteri occulti delle multinazionali che ci guadagnano.Faccio il bravo, esco a comperare il pane e due volte alla settimana mi faccio la fila per il supermercato; da due settimane ormai non vedo più mie nipoti.

Fine delle premesse e andiamo a meditare su quello che sta diventando un rito serale: quanti nuovi casi oggi?

C'è un servizio messo in piedi dalla protezione civile alla pagina https://github.com/pcm-dpc/COVID-19 dove trovate tutti i dati ufficiali. E' una pagina spartana, dovete andare nella pagine : "dati-andamento-nazionale", "dati-province", "dati-regioni". Nelle varie sezioni cui potete accedere l'ultima riga in fondo riporta tutti i dati dall'inizio. Questi sono i dati cui faccio riferimento.

[NOTA per chi mastica un poco di foglio elettronico, gli altri la possono saltare]
Fate clic sul pulsante RAW in alto a destra sopra alla tabella che vi si apre, selezionate tutti i dati che vi vengono fuori, copiateli, incollateli nel foglio elettronico come file csv e, se è il caso filtrate i dati per la regione o la provincia che vi interessa.
[FINE DELLA NOTA]

Adesso pongo una domanda a tutti: se oggi, improvvisamente, facessero il tampone a tutti i 60 milioni di italiani cosa riporterebbero stasera i giornali? I casi positivi sarebbero più o meno? Pensateci e poi leggete avanti.

Ve lo dico io: non mi stupirei se si trovassero tra cinque e dieci milioni di casi positivi; vi immaginate che titoli? I casi positivi, che fanno i titoli dei giornali, dicono molto poco. Quello che guardo io, piuttosto, è il rapporto tra casi positivi e tamponi fatti (anche se lo prendo con le pinze e più avanti spiego perché).

Guardiamo i giorni scorsi in Italia: mercoledì 25 i casi positivi erano in discesa, 3491, il 12,7% dei tamponi fatti. Ieri, giovedì 26 i casi positivi erano 4492, in salita con grande clamore, ma erano solo il 12,3% dei tamponi fatti, un dato cioè ancora in leggera discesa.

Quando si analizzano i dati, poi, bisogna tenere conto di tanti fattori; ci sono le fluttuazioni statistiche: ci possono essere fattori casuali che modificano i conteggi, non è che il virus, come un cronometro svizzero, decide quanta gente contagiare ogni giorno; su 4000 conteggi posso cominciare a ragionare di incrementi o decrementi solo in presenza di variazioni di più o meno 200 casi

Poi bisogna riflettere anche su come vengono raccolti i dati. Penso che la protezione civile faccia un buon lavoro, raccogliendo e pubblicando i dati, ma questi non vanno presi acriticamente come oro colato: potrebbe darsi che mercoledì i tamponi siano stati fatti a persone potenzialmente a rischio e che il giorno successivo a persone che erano meno a rischio; il campione su cui vengono eseguiti i test, poi, non è un campione scelto con criteri casuali, ma di opportunità; in termini inglesi si dice che è un "biased sample", un campione distorto e distorti sono i dati su cui poi si ragiona. Quindi fare previsioni statistiche partendo da questi dati è estremamente pericoloso e rischia di dare risultati fuorvianti.

E poi siamo proprio sicuri che gli ospedali, sotto stress, trasmettano sempre in tempo reale i dati? Sulle tabelle ci sono delle note che al momento non sono riuscito a decodificare e che, penso, si riferiscano a mancata ricezione di dati. C'è poi il caso della nostra regione che domenica 15 marzo ha registrato più casi positivi che tamponi (lo stesso è accaduto nella regione Veneto). Come mai? Ci sarà senza dubbio una spiegazione logica che posso immaginare, ma che non conosco ufficialmente.

Quello che voglio dire, insomma, è che i dati vanno letti, controllati, meditati e solo alla fine si può pubblicare il proprio pensiero, dopo averlo sottoposto ad analisi critica. Quello che possiamo dire, secondo me, è che c'è un'epidemia in atto che finirà ... quando finirà.

Mi rendo conto che molti giornalisti non sono matematici o statistici, però la filosofia dovrebbe essere loro più familiare, essendo spesso laureati in lettere, ed il grande filosofo Ludwig Wittgenstein nel suo Tractatus logico-philosophicus scrive, a onor del vero riferendosi ad altro e quindi lo cito un poco a sproposito, "Quanto può dirsi, si può dir chiaro; e su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere".


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Re: Coronavirus

Messaggio da Piereto » venerdì 27 marzo 2020, 18:23

Mi sembra che frotte di giornalisti non abbiano letto il citato wittgenstein, altrimenti i giornali riporterebbero intere pagine bianche. Un puro dato statistico è anche l'aumento del numero di atti certificativi partoriti. Il dato è significativo della incapacità di semplificare. Ogni nuovo atto si riscrive solo per aggiungere il riferimento al nuovo decreto. Bastava invece : il sottoscritto ( codice fiscale) ha preso atto dei decreti emanati dalle autorità governative e dichiara di essersi mosso da casa per i seguenti motivi...... Un documento che va bene per qualsiasi stagione. Sta al verificatore vedere se l'autocertificazione sia in regola con il disposto del decreto.



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Re: Coronavirus

Messaggio da babatriestina » venerdì 27 marzo 2020, 18:58

Anche leggendo i dati, ci sono i numeri totali, ma andrebbero rapportati al numero di abitanti della regione. che la Lombardia sia in testa a questa triste classifica, non ci piove, ma teniamo conto che è una regione assai popolosa. Da notare il numero elevato di tamponi- in proporzione- della nostra regione. più tamponi, vorrei dire, più accurati i dati. Ci sono altre pagine con dati più dettagliati, epr fasce d'età etc. E poi difficile dire dove ci sono i contagi con precisione, ma sembra che almeno da noi molti contagi avvengano in ambiente ospedaliero o nelle case di riposo. per i defunti con patologia, notare che la più frequente- dai dati. risulta l'ipertensione! ( non me l'aspettavo, pensavo piuttosto a scompensi cardiaci). resate a casa! ma pare che i contagi siano soprattutto fra quelli che a casa non possono restare...

Riporto da Laura Stabile su inetrnet
Dai dati attualmente disponibili, pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità il 23 marzo, emerge che in FVG su un totale di 735 di persone infettate dal virus i sanitari sono 82, pari al 11.1%. Sono dati ancora imprecisi e in continuo aggiornamento, ma la percentuale risulta in ogni caso rilevante: la Lombardia arriva al 13.7%, ma il Veneto, a noi confinante, vede infettati appena l’1.3% degli operatori, e in Emilia Romagna, anche essa molto colpita dall’epidemia, la percentuale è del 6.3%, in Liguria del 4.8%
io nella mia borsa ho sempre i 4 modelli di autocertificazione, uscendo una volta a settimana devo aggiungere il nuovo, anzi uno nemmeno sono uscita durante la sua validità. Ci scherzano sopra. si prepara l'album Panini per la raccolta di tutti i moduli..


"mi credo che i scrivi sta roba per insempiar la gente" ( La Cittadella)

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Re: Coronavirus

Messaggio da Piereto » sabato 28 marzo 2020, 16:39

Me azardo a far una prevision. Sto virus ghe piasi i ambienti umidi come i polmoni per proliferar, e quindi con la stagion che va verso el caldo, nol gaverà più dove andar. Certo resta i portatori sani, e qua de lori el resterà latente fin al prossimo anno. Se troverà un vacino, ma come ben savemo anche i virus ghe piasi adatarse e modificarse. Certamente vivemo una stranissima situazion. Semo in clausura per no farse infetar. Quel che me par de aver capì xe che el servizio sanitario europeo el xe struturado in una maniera che nol pol farghe fronte a una epidemia. Fin che se trata de malatie non infettive la probabilità de vinir fora dell'ospedal in verticale xe bastanza alta, sempre che el nostro fisico nol sia magagnado de suo con altre malatie latenti. E dovemo eser fortunadi a rivar a andar in ospedal al primo sintomo. Certo se gavesimo 60 milioni de tamppni a disposizion, e 60 milioni de mascherine de cambiar ogni giorno, le robe saria diverse. Le percentuali le se lasa scriver come sempre . Semila e più morti su 60 milioni de italiani xe una percentuale tra l'uno e el due per diecimila. Ben diverso el caso de un virus che provoca emoragia interna come l'ebola che ga una percentuale del 98 per cento de morti.
Un altra prevision che podemo far riguarda l'economia. No se ierimo inacorti ,ma staimo navigando verso la recesion mondiale, tropa produzion, poche fliche per comprar, perchè no xe lavor nei paesi occidentali, e tanti investitori che vol guadagnar percentuali a do cifre. Quindi un fermo de la produzion no pol che far ben, Lentamente se consumerà le scorte. Ma no se produrà come prima e tante fabriche sererà e tanta gente sarà in strada.Per forza no resterà che aumentar el debito. Finalmente anderemo a votar, ma credo che la UE gabi i giorni contadi, e forsi anche l'euro.



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