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Vocabolario triestino - italiano
Note sui participi passati
Nella forme regolari il participio passato ha due forme: amar → amà o amado, bàter → batù o batudo, sentir → sentì o sentìdo…
I verbi che all'infinito termiano in …zer hanno il participio passato che termina in …to. Così sponzer fa sponto, pianzer fa pianto, disfrizer fa disfrito e così via.
Molti verbi della seconda coniugazione sono irregolari nel participio passato. Così vedèr fa visto, spander fa spanto… .
Note sui participi presenti
Non abbiamo trovato participi presenti se non alcuni usati come aggettivi (andante, intrigante, sugante, …). In generale, in dialetto, il participio presente viene reso con la perifrasi che sta… seguito dal gerundio: dormiente diventa che sta dormindo.
Note sul congiuntivo ed il condizionale
Il congiuntivo ed il condizionale sono spesso intercambiabili anche se, col tempo, l'uso si sta adeguando a quello della lingua italiana.
Se mia nona gavesi le riode la saria un careto, ma può andare bene anche se mia nona gaveria le riode la saria un careto, se mia nona gavesi le riode la fusi un careto o se mia nona gaveria le riode la fusi un careto.
Note sui verbi riflessivi
L’infinito sostituisce la particella italiana …si con …se. L’ausiliare può essere sia avere che essere: si è accorto diventa sia el se ga inacorto che el se xe inacorto. Anche in questo caso, la forma col verbo essere potrebbe essere un adeguamento alla lingua italiana, ma non siamo così esperti da poterlo affermare con sicurezza.
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