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monumenti:lapidario_tergestino

Castello di san Giusto: il lapidario tergestino

Molte immagini possono essere ingrandite facendo clic con il mouse su di esse

Possiamo mettere molte immagini e informazioni, ma nulla sostituisce una visita reale ai Musei, dove troverete.. “much much more”!

Premessa

Il lapidario tergestino raccoglie i reperti di epoca romana trovati in città e immediati dintorni. Faceva parte ed era esposto un tempo al Museo Civico, poi ne è stato spostato al Castello fino all'attuale sistemazione.

E' diviso in diverse sale, incluso lo scalone di accesso.

Vi si trovano i resti scoperti dalla fine dell'ottocento in poi costruendo la Trieste di fine Ottocento.

Sacello della dea Bona

Case romane fuori dal centro della città romana

In diverse zone della città scavando per costruire edifici comparvero tracce di edifici romani: scavando per costruire il grande palazzo della RAS vennero fuori dei mosaici a esagoni e rosette, conservati in quattro pannelli e replicati modernamente nell'atrio del palazzo. Ritrovamento del 1911

uno simile

in una casa in pieno centro (via Malcanton) era murato su una parete un bassorilievo priapico, dio legato al culto della forza della natura. I secolo d. C.

Resti della villa romana di Barcola

Le stele funerarie

fregio con trofeo: trovato nel 1767 nella Contrada di Romagna durante la costruzione dell'ospedale teresiano che venne poi trasformato in Caserma Grande.Attribuito al II secolo dopo Cristo, rappresenta un tronco con armi a fianco del quale stanno un barbaro ed una donna. Probabilmente monumento funerario o onorario. Rappresentato pure in una stampa del 1802

Medesima sede, contrada di Romagna, stele di Lucius Vibius Pollio e Flora Hilara nel 1786 Testo Lucio Vibio Pollione, figlio di Lucio, iscritto alla tribù Pupinia ( il distretto di voto dei Tergestini) La moglie Flora Hilara, liberta di Gaio, stabilì che fosse fatto sul lato strada 20 piedi verso al campagna quanti sono dalla strada al limite della centuriazione. probabilmente collegato alle strade.

semplice stele con uomo togato, Ignoti data e luogo di ritrovamento

Le epigrafi dedicatorie

Grande base di statua equestre trovata nel Campanile di san Giusto durante i lavori del 1842. Primo secolo d. C. Dedica a Caius Calpetanus Rantius Quirinalis Valerius Festus

meno vistosa, ma più nota, la dedica a Lucio fabio Severo, sempre della solita tribù Pupinia. Un tempo murata presso la porta san Lorenzo, poi murata nella chiesa di san Pietro in Piazza Grande, fino al 1830. Parte di una base di statua equestre..

dalla pagina ufficiale del Museo http://www.museostoriaeartetrieste.it/lapidariotergestino/lapidario-tergestino/sala-a/#7 ricopio il commento al lungo testo “Nella prosa ridondante e pomposa del II sec. d.C. il consiglio municipale ricorda i meriti del senatore tergestino Lucio Fabio Severo, che nonostante la sua giovane età era già riuscito a operare con grande competenza e abilità per il bene della sua città patrocinando le cause dei Tergestini anche presso l’imperatore. Tra i suoi meriti più grandi vi fu la concessione da parte dell’imperatore Antonino Pio (138-161 d.C.) che i membri più ricchi e nobili dei Carni e dei Catali – due popolazioni indigene stanziate in un’area non meglio precisata del Carso – potessero acquisire la cittadinanza romana. Essi passarono così dal pagamento di una tassa (probabilmente per l’occupazione del suolo) alla condivisione degli oneri (munera) che gravavano sui membri del consiglio municipale incrementando in tal modo le entrate della colonia. Per tale ragione in onore del senatore, come dice il testo, fu stabilito di erigergli nel punto più frequentato del Foro una statua dorata, sulla cui base fosse inciso anche il decreto onorario, l’unico atto pubblico di Tergeste di cui conserviamo memoria.”

una più semplice. di Caio Valerio Qu… della tribù Pupiniana di rango equestre. I cittadini romani, ossia coloro che avevano la cittadinanza romana, avevano un diritto di voto ( assai modesto finita la Repubblica) se iscritti ad una delle tribù in cui era divisa in origine la cittadinanza romana ( i comizi trbuti..), Quando una città acqusitava la cittadinanza romana, i suoi cittadini venivano assegnati ad una tribù.

Le statue imperiali

Statue più volte modificate, in origine probabilmente Nerone

testa trovata negli scavi del teatro romano nel 1937, con corona d'alloro in testa come si usava per gli imperatori, potrebbe esser stata un ritratto di Nerone, poi adattato all'imperatore Tito (79-81 d. C) per cui Quinto Petronio Modesto militò come ufficiale nella campagna giudaica del 66-70 prima della sua ascesa al trono.

testa di imperatore in origine con la testa coperta da velo trovata nella muratura del campanile di san Giusto, raffigurante in origine Nerone, ma, dopo la sua “damnatio memoriae” probabilmente trasformata in ritratto di Vespasiano.

Vi sono anche iscrizioni con nomi di altri imperatori.

A parte la dedica delle mura ricostruite da Augusto, non ancora imperatore ma autodefinentesi triumviro

[Imp(erator) Caesar] co(n)s(ul) desig(natus) tert(ium) [III vir r(ei) p(ublicae)] c(onstituendae) iter(um) murum turresque fecit

il che tradotto vuol dire:

L'imperatore Cesare ( = Ottaviano) console designato per la terza volta triumviro per la fondazione dello stato per la seconda volta, fece le mura e le torri.

L'indicazione relativa al triumvirato e al console designato fanno riferimento agli anni 33-32 a C , che sono appunto gli anni delle guerre illiriche.

Una stele con dedica ad Augusto, proveniente dalla chiesetta di san Canziano. Se originaria di là, sullo spartiacque fra Adriatico e Mar Nero, o meno probabilmente da Tergeste, era la base di una statua di Augusto come pontefice massimo o augure. Anno 14 d. C.

Testo: Consacrato all'imperatore Cesare Augusto figlio del Divo ( Cesare) pontefice massimo durante la ventisettesima potestà tribunicia, console per la tredicesima volta, padre della patria

Per chi non si ricorda, Augusto organizzò il proprio principato autoattribuendosi la maggior parte delle cariche repubblicane…

I resti degli edifici del Colle

Sono state ritrovate alcune cuspidi con i simboli della Triade capitolina, Giove, Giunone e Minerva, rappresentati rispettivamente dall'aquila con le folgori, il pavone e l'egida con la testa di Medusa (in un caso, baffuta).

nel campanile sono state trovate due teste colossali di Zeus Ammon e Medusa che probabilmente ornavano il primo piano della Basilica

Reperti trovati al teatro romano

qua la discussione sul forum: https://www.atrieste.eu/Forum3/viewtopic.php?f=5&t=6412

al centro, il busto ritrovato e che si ritiene rappresenti Quinto Petronio Modesto

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un gruppo di statue, la prima,la più completa, un Esculapio, riconoscibile dal colubro, abbastanza completo, alla base c'è un Omphalos, l'ombelico del mondo . Nel Museo c'è anche un altro Omphalos a sè stante

Dietro Igea, Minerva, Apollo (acefale) e Venere

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Le tre viste dall'altro lato: ai piedi di Esculapio l'Omphalos, poi Igea riconoscibile dal serpentello, Minerva (Atena) riconoscibile dall'egida e il probabile Apollo , non dissimile dalle statue di Apollo sauroctonos.

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della Venere, ispirata alla Venere di Cnido che esce dal bagno, la testa e la mano con drappo

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un Sileno acefalo, su pelle di leone, probabile elemento di fontana

Dove si trova

(grazie a http://www.openstreetmap.org per la mappa che abbiamo personalizzato)

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Visite

Per gli orari ed i costi delle visite si rimanda a questa pagina web.


monumenti/lapidario_tergestino.txt · Ultima modifica: 27-06-2018 07:52 (modifica esterna)