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monumenti:stilitrieste_liberty

Gli stili architettonici e Trieste

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Liberty

A fine Ottocento- primi del Novecento, a fianco degli stili storicisti e spesso un po' soffocato da quelli, compaiono gli edifici Liberty. uso il termine Liberty perchè è il più comune e quello usato comunemente in italiano per lo stile, che varia un po' da nazione a nazione, e compare anche sotto i nomi di stile floreale, art nouveau, Secession, e in forma non dissimile, un po' più geometrizzante ( come d'altronde già il Secession) anche negli anni 20 e come Art Déco. Come stile architettonico comunque riguarda soprattutto i particolari decorativi, gli edifici soprattutto triestini conserveranno il classico impianto ma varieranno nelle decorazioni, delle facciate e degli interni, le scale ad esempio. Proprio in questi giorni- chiude domani- c'è a Villa Revoltella una mostra fotografica sul liberty a Trieste. Abbiamo un intero topic Liberty a Trieste al riguardo.

Possiamo notare che il Liberty, soprattutto come stile floreale, prediligerà l'ornamento per l'ornamento, con linee curve e sinuose (come in certa pittura del gotico internazionale europeo fra il tre e il Quattrocento) per cui ricorrerà a materiali facilmente modellabili, in primis stucco e ferro battuto, con cui adornerà le facciate. a Vienna Otto Wagner userà anche le piastrelle a disegni di fiori per le facciate. A Trieste avranno anche successo ( :wink: ) le grandi statue di donne più o meno svestite, opera principalmente dello scultore Romeo Rathmann. Come riconoscere un edificio liberty triestino? decorazioni a stucco floreali come nelle case di piazza Cornelia Romana o in via giulia, mascheroni con volti femminili in di stucco al posto del capitello delle colonne, altre volte si trova un motivo molto comune, un cerchio da cui partono tre nastri verticali, quello centrale più lungo degli altri

Architetti triestini che si dedicarono al liberty furono Giovanni Maria Mosco, Umberto Fonda, e soprattutto, ma più originale, Max René Fabiani La sua casa più liberty è Casa Bartoli, in Piazza della Borsa: la parte a pianterreno è stata evidentemente modificata, la casa incomincia dalla veranda un dettaglio, può contenere un bellissimo giardino d'inverno- assai di moda allora, nelle serre di ferro e vetro)

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Max Fabiani era abbastanza eclettico, ecco un suo edificio viennese l'Urania, che di liberty hai assai poco, con quelle colonne neoclassiche e i festoni che sembrano presi da un sarcofago di epoca imperiale romana.Ed è posteriore cronologicamente

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Una carrellata di immagini di edifici più o meno Liberty, stavolta a differenza delle classiche via Boccaccio o via Fabio Severo, mostro alcune case di via via Foscolo. Il centro alla fine dell'Ottocento era ormai formato e al massimo ci costruivano i Berlam, nei rioni un po' meno centrali, che in quel periodo stavano crescendo, è più facile trovare questo genere di edifici. Più che il tipo di casa, sono le decorazioni a darne lo stile:

sono ancora lesene come nel neoclassico, ma decorate in modo nuovo

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l portone - notare le palmette e ancora ghirlande ed ovuli classicheggianti- ai lati del portone, le tre righe verticali

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portone, la parte lignea, non è il medesimo ma è vicino, la testina è classica ma con della ali mosse, ci sono leoncini sui tondi ma la parte in ferro battuto è floreale

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cerchi con i nastri pendenti, qua quattro; le chiavi volta delle finestre invece hanno il giglio fiorentino dei palazzi neotoscani; però la forma dell'arco delle finestre superiori non è più classico, niente timpano! gli architetti passavano dall'uno all'altro stile: le due case accostate del medesimo isolato ( di fronte alla scuola Manzoni-Fonda Savio, per capirci) sono una neotoscana ed una liberty, del medesimo architetto Mosco

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un portone vicino ha delle figure femminili intere a sostenere il monogramma del proprietario i capitelli sono ancora vicini al classico, ma con decorazioni un po' meno usuali e sopra c'è ancora l'arco spezzato barocco ( per capirci, quello delle tombe medicee michelangiolesche)

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un dettaglio della parte lignea, con una bellissima decorazion tipo Art Nouveau francese

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una decorazione a rilievo, di uno stile già diverso: non è più il neoclassico o neorinascimentale, ma rispetto al liberty è più classicheggiante: si preparano già le aquile romaneggianti? i classici tre nastri verticali sono avvolti da un nastro…

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certo, c'è una bella differenza fra gli edifici ridipinti e quelli invece con la pittura originaria e ricoperti di smog. Anche se mi chiedo quanto siano filologici i colori sgargianti, soprattutto i gialli e i rossi che si vedono nelle case appena ridipinte. Chissà di colore erano in origine.

ancora un esempio del classico tondo coi nastri: via Romagna, inizi:

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per confronto: alcuni edifici simili di capitali non lontane: Vienna: un balcone delle case di Otto Wagner secession

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una ringhiera di ferro battuto sul Donaukanal con un motivo molto ripetuto, i cerchi quasi tangenti internamente, non concentrici

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ed ora una lampada del ponte dei draghi a Lubiana, fine Ottocento anche lui c'è un non so che di familiare..

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Lubiana poi ha una caratteristica: vi fu un grave terremoto alla fine dell'Ottocento, per cui ebbero 'occasione di ricostruirla successivamente: alcuni dettagli molto simili agli edifici triestini

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questa invece è molto diversa, molto più geometrizzante, a Trieste poche rinunciano a qualche curva sinuosa

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Una piccola nota di colore: anche l'architettura all'epoca aveva valenza politico-nazionale: ecco quanto scriveva Benco nel suo Trieste del 1910 a proposito dell'eclettismo del Berlam e del liberty:descrive vari edifici di Berlam, in particolare casa Leitemburg, il palazzo neotoscano dell'angolo Via Stadion/ via Rossetti e poi continua: Ovunque l'architettura policroma italiana ha la vittoria nella nuovissima Trieste: in suo nome si lotta contro i girasoli, i giaggioli ed altra specie di liliacee del modern style che adesca i giovani da oltre monte e lusinga nei padroni di casa il desiderio di sbalordire a buon mercato

pensavo a queste contrapposizioni e all'elogio che Benco e i suoi seguaci facevano al caricatissimo Palazzo Vianello (1903), contrapponendolo all'edificio dell 'Hotel Balkan di Fabiani: un edificio del 1902-1904 che mi sorprende per la sua modernità e che è difficile inquadrare in uno stile preciso:

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È difficile adesso da fotografare, perchè volutamente, credo, gli hanno piazzato davanti qual palazzone ora vuoto in finto rinascimento per far pendant a Palazzo Vianello ( ve li ha fotografati in lungo e in largo Sum Culex) ma dobbiamo immaginare all'origine il palazzo che era liberamente affacciato su una piazza, con un solo fontanone. Impossibile o quasi definirlo liberty o similia, con scarse linee sinuose, il palazzo è già, a mio parere, precursore dell'architettura razionale, che a Vienna , in Germania e in America incominciava a muovere i primi passi. La sola ornamentazione è data dal disegno dei mattoni della parte superiore, le linee sono squadrate, l'ornamentazione ridottissima.

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Il palazzo sappiamo che brutte vicende ospitò, dal punto di vista artistico si deve lamentare la distruzione delle vetrate originali, sembra liberty, di Koloman Moser, distrutte nell'occasione dell'incendio e che si è rinunciato a rifare nell'ultimo restauro perchè i disegni originali.. erano solo in bianconero! Un edificio a mio parere troppo avanti per i suoi tempi per essere capito.



Nota

Il testo è la trascrizione e rimpaginazione di un lungo topic del forum dedicato agli stili architettonici e il loro riconoscimento nei monumenti triestini.

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monumenti/stilitrieste_liberty.txt · Ultima modifica: 21-03-2020 04:25 (modifica esterna)