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monumenti:fontane

Le fontane di Trieste

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Prima del Settecento non c'erano fontane a Trieste: perse le tracce dell'antico acquedotto romano, la città vecchia era alimentata solo da pozzi, Alcuni sono ancora in sito, a secco , alcuni sono stati interrati e molte vere da pozzo sono state portate nei museo o nei parchi. le prime fontane sono del Settecento ed erano servite dall'acquedotto teresiano, che da san Giovanni, al capofonte, portava l'acqua fino all'allora Piazza Grande

Le fontane settecentesche

La fontana dei continenti

Sul forum c'è una discussione dedicata a questa fontana: https://www.atrieste.eu/Forum3/viewtopic.php?f=18&t=374

La fontana dei continenti, in Piazza Grande, la conossemo tuti, savemo che la xe del Mazzoleni, che i la ga spostada un per de volte.. ecola in una cartolina de un pochi de anni fa, co la iera de lato in piazza (a sinistra) e in una vecia stampa (a destra).La fontana dei continenti, in piazza dell'Unità, è opera del Mazzoleni ed è stata, negli anni, rimossa e ricollocata in punti diversi della piazza, Eccola in una cartolina di alcuni anni fa, quando era collocata in posizione laterale rispetto al palazzo del Municipio. E prima, in una storica stampa.

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in una foto ottocentesca

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La storia

Creada, tra il 1751 e il 1754, la fontana che doveva presentar Trieste al mondo, come la città investida dai favori dela Fortuna, ciapadi grazie all'istituzion del Portofranco e ala politica di Carlo VI e Maria Teresa. El mondo xe rappresentado con quatro statue alegoriche, i cui atributi le identifica come i quatro Continenti allora conosciudi: Europa, Asia, Africa e America.Creata tra il 1751 ed il 1754, la fontana doveva presentare Trieste al mondo come una città investita dai favori della fortuna grazie all'istituzione del porto franco ed alla politica ci Carlo VI e Maria Teresa. Il mondo è rappresentato con quattro statue allegoriche i cui attributi le identificano come i quattro continenti allora conosciuti: Europa, Asia, Africa ed America.
In corispondenza dele quatro vasche, le figure dei Fiumi le buta fora dai loro orci l'acqua nele conchiglie che xe soto; più zo ancora l'acqua zampila dale boche de quatro delfini, cascando nele vasche.In corrispondenza delle quattro vasche le figure dei fiumi gettano dai loro orci l'acqua nelle conchiglie che stanno sotto. Più sotto ancora l'acqua zampilla dalle bocche di quattro delfini cadendo nelle vasche.
De sora in alto, la Fama co le ali spiegade sovrasta la giovine figura de Trieste, adagiada sule piere del Carso, e contornada de botti, balle de coton e cordami, nell'ato di rivolgerse ad un mercante in abiti orientali.In alto, la fama con le ali spiegate sovrasta la giovane figura di Trieste rappresentata adagiata sulle pietre del Carso e contornata da botti, balle di cotone e cordami e nell'atto di rivolgersi ad un mercante in abiti orientali.
Nel'idear quest'opera si ga dovudo risolver el problema del meter la fontana in una piaza con andamento retangolare fortemente slunga e con tuto intorno realtà architetoniche stilisticamente contrastanti.Nell'ideare l'opera l'autore ha dovuto risolvere il problema di mettere la fontana in una piazza con andamento rettangolare e con i due lati di misure fortemente differenti e con attorno realtà architettoniche stilisticamente contrastanti.
Spesso torno sta fontana se impizava animate discussioni, tanto per el suo aspeto artistico ritenuto “un rozzo ammasso indecoroso di pietre”, quanto per lo stato de abandono in cui la se trovava molto speso.Spesso si sono levate animate discussioni attorno a questa fontana, tanto per il suo aspetto artistico ritenuto “un ammasso indecoroso di pietre”, quanto per lo stato di abbandono in cui molto spesso si trovava.
Grazie al'apassionada difesa dei magiori artisti triestini, nel 1925 si evitò la demolizione dela fontana, già decisa al'unanimità dal Consiglio Comunale (29 maggio 1925) e l'anno dopo si ghe ga fato un novo restauro, ad opera del scultor Marcello Mascherini.Grazie all'appassionata difesa da parte dei maggiori artisti triestini, nel 1925 si evitò la demolizione della fontana già decisa all'unanimità dal consiglio comunale (29 maggio 1925) e l'anno successivo venne intrapreso un nuovo restauro ad opera dello scultore Marcello Mascherini.
Infine, per montar el palco del Duce no ga più bazilà e nel'agosto del 1938 comincia i lavori per smontarla completamente (28 agosto-2 settembre 1938), e i tochi i li ga conservadi nell'Orto Lapidario dei Civici Musei di Storia ed Arte.Infine, per montare il palco in occasione della visita del Duce, non ci si fecero più problemi e tra il 28 agosto ed il 2 settembre 1938 venne smontata ed i pezzi conservati nell'Orto Lapidario dei Civici Musei di Storia ed Arte.
Per interesamento del pitor Cesare Sofianopulo trentadue anni dopo, la fontana torna sula piaza, ma in una posizion decentrada rispeto a quella originaria e ricominciò a zampilar el 4 giugno 1970.Per interessamento del pittore Cesare Sofianopulo, la fontana ritornò nella piazza, ma in una posizione decentrata rispetto all'originaria e ricominciò a zampillare il 4 giugno 1970.
Un pochi de anedoti curiosi ga reso popolar questa fontanaAlcuni aneddoti curiosi hanno reso popolare questa fontana.
Per festegiar l'inaugurazion del Lazzaretto Nuovo di Santa Teresa, el 30 luglio 1769 i ga cambià l'acqua con copiosi geti de vin bianco e nero.Per festeggiare l'inaugurazione del Lazzaretto nuovo il 30 luglio 1979 al posto dell'acqua gettò copiose quantità di vino bianco e nero
Illuminatisima la trovemo la sera del 10 agosto 1800 - in onor dela venuta dela regina Maria Carolina di Napoli e famiglia - quando la vien illuminata, insieme ala piaza da ben 4.000 “lumi a cera, a olio e trasparenti.”La troviamo illuminatissima la sera del 10 agosto 1800, in onore della venuta della regina Maria Carolina di Napoli assieme alla sua famiglia.
Consultando la leteratura, speso trovemo el romantico episodio de quel'inglese che se ga inamorà perdutamente dela “donna velata” (allegoria del Nilo) e el voleva comperarla a peso d'oro.Consultando la letteraturatroviamo spesso l'episodio di quell'Inglese che si innamorò perdutamente della “donna velata” (allegoria del Nilo) e voleva comperarla a peso d'oro.
La stranezza della natura ga volù po intervenir su sta opera fazendo creser fra le sua piere un frondoso fico, diventà ben presto ogeto de afetuoso rispetto da parte dei citadini. Quando nel 1891 l'albero vien cavà via, poeti locali ga scrito calorose terzine in omagio a tale perduto “amico”, deprecando l'insensibile alienazione.La stranezza della natura volle intervenire sull'opera facendo crescere sulle sue pietre un frondoso fico, divenuto ben presto oggetto di affettuoso rispetto da parte dei cittadini. Quando nel 1891 l'albvero venne tolto, poeti locali scrissero calorose terzine in omaggio di tale “perduto amico”, deprecando l'insensibile alienazione.

Le immagini

Cossa gaveva in man le statue dei continenti e perchè?
L'Europa ga una specie de scatoletta, brusaprofumo, o cossa xe e me par che la gabi i brazi intieri ( o rifatti)
L'Asia ghe manca un brazzo e la gaveva un papagal ( in Asia??)
L'Africa ga in man .. par un mazetto de fiori ma no capisso cossa che xe e l'America cole man taiade.. no me ricordo cossa che la tegniva.
Cosa tengono in mano le statue dei continenti e perché?
L'Europa ha in mano una sctoletta che sembra un bruciaprofumo e sembra avere le braccia intere (o rifatte).
L'Asia, un braccio della quale è stato danneggiato e restaurato più volte, tiene in mano un pappagallo (in Asia?)
L'Africa sembra tenere in mano un mazzetto di fiori dal significato oscuro, e l'America che ha le mani tagliate da atti di vandalismo, teneva in mano ….???? arco e frecce?

Nell'ordine, da sinistra a destra, dall'alto in basso: Europa, Africa, Asia ed America

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E adesso i fiumi:
el più facile xe el Nilo, velado perchè quela volta no se saveva ancora dove che fussi le sorgenti, paressi restauradi i ditini che tien el velo
Naturalmente tuti i fiumi ga in man un vaso e in zima al vaso xe el tubo de l'acqua, che dovessi cascar nela conchiglia… no me ricordo se go mai visto.. che po se xe acqua po fa muscio, alghe, bisogna netar.. cossa ghe xe de meo de una fontana suta ? ;-)
E adesso i fiumi:
Il più facile da interpretare è il Nilo, velato perché all'epoca si ignorava dove fossero le sorgenti. Le dita che tengono il velo sembrano restaurate.
Naturalmente tutti i fiumi hanno in mano un vaso dalla cui bocca esce un tubo dell'acqua; acqua che dovrebbe cadere nella conchiglia. L'acqua è uscita da quei tubi molto di rado, … perché è noto che l'acqua fa muschio ed alghe che bisogna impegnarsi a pulire e quindi … niente di meglio di una fontana asciutta ;-)

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Ogni continente è rappresentato, oltre che da una statua e da un fiume, da altri elementi che lo dovrebbero caratterizzare: l'Europa. con la corona del sacro romano impero sulla testa, è affiancata da un cavallo e dalla civetta simbolo di Atene, l'Asia da un cammello ed un pappagallo (?), l'Africa da un leone, l'America da un'iguana.

L'Europa con la corona, a sinistra ed il cavallo e la civetta a destra.

Qualcuno suggeriva che l'Europa fosse di una mano diversa da quella del Mazzoleni, dello stesso scultore ch e fece la statua di Carlo VI, sempre in Piazza.

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Ma le tre bestie: camel, caval, leon , xe de una piera ben diferente del marmo dele altre statue, xe un calcare a nummuliti: questo e el stile diferente ga fatto pensar che le tre bestie fossi de qualche altro monumento precedente e che Mazzoleni le gabi incorporade nela fontana.I tre animali, cammello. cavallo e leone ai piedi dei Continenti sono di una pietra ben diversa dal marmo delle altre statue, sono di un calcare a nummuliti: questo, e lo stile diverso, ha fatto pensare (B. M. Favetta) che provenissero da un monumento precedente e che Mazzoleni le abbia utilizzate per la fontana

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Ai piedi dell'America c'è un'iguana, e poi???

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ai piedi dell'Asia, un elmo?

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Vandalismi

La fontana è stata spesso oggetto di atti vandalici.

A sinistra un'immagine notturna della Fama che vola sopra Trieste, con il palazzo comunale sullo sfondo; a destra come è stata ridotta il 12 ottobre 2015

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L'immagine dell'Asia riportata prima risale al 2006; qui sotto le immagini di come appariva nel 2004 e dopo il restauro nel 2009.

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Alla fine del 2016 non sono previsti restauri né il ripristino dell'impianto idrico, quasi sempre a secco dall'impianto delle fontana nel nuovo allestimento della piazza.

Anno 2018 previsto il restauro delle parti in pietra, ma non dell'impianto idrico che rimarrà a secco

La fontana del Ponterosso

La fontana de 'Giovanin' cussì ciamada dale venderigole e dale fioraie dela piaza che, per el giorno del festa de San Giovani, lore leteralmente la impiniva de fiori. Ogi no la ga più gnanche acqua!La fontana era detta del “Giovanin” dalle venditrici ambulanti di frutta e verdura e dalle fioraie che un tempo popolavano la piazza e che la decoravano di fiori nel giorno di san Giovanni.
La fontana xe de Mazzoleni e la xe del 1753. Ma la statua del puttin, dita Giovanin perchè l'acqua vien (meo vegniva) de san Giovanni, xe del 1761 e xe de un altro scultor, che adesso no trovo el nome, ma troverò: Giovanni Carlo WagnerLa fontana è del Mazzoleni ed è del 1753. La statua del putto, detto “Giovanin” perché l'acqua veniva dalla fonte di san Giovanni, è del 1761 ed è dovuta a Giovanni Carlo Wagner.
Ognidun conta la sua su sto puttin e sula cura che gaveva le venderigole: la Ruaro Loseri nella guida de Trieste conta che le lo ga vestido de lutto con drappi neri co xe stado copado re Umberto.Ci sono molte storie sulla cura che avevano nei confronti di questo putto le venditrici della piazza: la Ruaro Loseri nella sua guida di Trieste racconta che lo vestirono di drappi neri quando venne ucciso re Umberto.

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altri dettagli:

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mutilata nell'ottobre del 2010

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restaurata nel 2012

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nonostante i restauri, è stata ancora oggetto i vandalismi e nonostante i lavori nella piazza Ponterosso siano stati dichiarati terminati, non hanno toccato la fontana che rimane a secco da diversi anni

Anno 2018 ottobre: i lavori di restauro sono valutati dal comune troppo costosi, per cui non è previsto alcun restauro è la reimmissione dell'acqua

La fontana del Nettuno

storia

“In seguito a rescritto del 29 novembre 1749 il tenente del genio Bonomo, su disegni del generale Bohn, riattivava l'antico acquedotto romano, distrutto dai Longobardi sul finire del secolo VI, che conduceva in città l'acqua che sorge nei pressi della cappella di S. Giovanni in Guardiella. Nel 1816 i condotti e canaletti di legno furono sostituiti con tubi di ferro. L'acquedotto alimentava tre fontane erette su disegno del Mazzoleni: quella della Piazza Grande (1751), quella del Nettuno in Piazza della Borsa (1752, demolita - vattel' a pesca perché - ai primi del giugno 1920 per trasferirla nel 1951 in Piazza Venezia dove è rimasta fino a qualche anno fa. Adesso è ritornata al suo vecchio posto, in piazza della Borsa) e quella col genietto fluviale in Piazza del Ponterosso (1753).

immagini

Un'immagine de una vecia guida, che mostra come che la iera cola fontana del NettunoUn'immagine da una vecchia guida che mostra com'era la piazza della Borsa con la fontana del Nettuno

Piazza della Borsa com'era con la fontana del Nettuno

per confronto e memoria, ecco la fontana nell'aprile 2004,ancora col tridente

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Lavori in corso per risistemarla in piazza della Borsa

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In origine la fontana (del 1752) jera alimentada dalla stessa acqua della fontana dei 4 continenti, adesso dubito che le sia collegadeIn origine la fontana (del 1752) era alimentata dalla stessa acqua della fontana dei 4 continenti.

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attualmente, veduta notturna

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monumenti/fontane.txt · Ultima modifica: 02-10-2018 09:33 da babats