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Trasporto pubblico: i tram

Riferimenti bibliografici

  • “I trasporti a Trieste Dalla Società Triestina Tramway all'Azienda Consorziale Trasporti, Del BIanco editore, 1982;
  • Ass. D.L.F di Trieste, “Il Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio, ed. Luglio, 2007
  • notizie dal forum.
  • gran parte delle foto sono prese dal forum e fanno parte della documentazione sul museo ferroviario fatta dall'utente il cui nick name è “Babatriestina”.

Le immagini di questa pagina possono essere ingrandite facendoci clic sopra

I tram a cavai

Ormai l'unico tram rimasto a Trieste, almeno sulla carta, è quello che va da piazza Oberdan ad Opicina: el tram de Opcina. Un tempo, però, Trieste era percorsa da numerose linee tramviarie ed il tram era la sola forma di trasporto pubblico urbano.

Già nel 1860 si inizia a Trieste un servizio di omnibus: carrozze che percorrevano tragitti prefissati e imbarcavano fino ad 8 passeggeri. Sui “masegni” il viaggio non doveva essere molto confortevole ed anche il cavallo si trovava a dover vincere maggiori resistenze vista la tipologia del terreno. La stesura di rotaie in ferro garantiva un miglior comfort ed una minor resistenza alla trazione, vantaggi tutto sommato preferibili alla rigidità del percorso.

Nel 1866, pertanto, si avvia un dibattito sulle concessioni di trasporto pubblico nell'ambito del comune e nel 1868 arrivano quattro offerte per lo sviluppo di alcune linee tramviarie. Grandi discussioni e alla fine … non se ne fa nulla.

Tra infinite polemiche con accuse di collusione tra gli amministratori pubblici e gli imprenditori privati, nel 1876, un anno dopo Parigi, un anno prima di Roma e Bologna e sei anni prima di Milano, viene inaugurata la prima linea di tram ippotrainato 1).

La linea andava da quella che oggi è la stazione centrale (Südbanhof, stazione della ferrovia meridionale) al Boschetto passando per la via Carducci (all'epoca via del Torrente) e le vie Battisti - Giulia (all'epoca Corsia Stadion). Aveva posti di prima classe a soldi 10 e di seconda a soldi 5 e passavano ogni 15 minuti. Non avevano fermate e la vettura si faceva fermare con un cenno. Era vietato far fermare la vettura su uno scambio o su una curva. Le scuderie contavano una sessantina di cavalli.

Per salire si pagava un “viglietto”. Così erano detti i biglietti di qualsiasi tipo. La parola deriva, infatti, dallo spagnolo dove la b e la v si leggono allo stesso modo o quasi. Poi, col tempo, ha preso il sopravvento la lettura derivata dal francese e, quindi, la b ebbe il sopravvento sulla v.

La seconda linea, una decina di anni dopo, partiva dalla stazione centrale passava per il Tergesteo e, lungo le rive, arrivava all'attuale stazione di Campo Marzio (Staatsbanhof).

Cartolina del tram a cavalli pubblicata nel 1984 dall'Azienda Consorziale Trasporti

Col tempo le linee aumentarono, le carrozze si ingrandirono ed i cavalli che le tiravano, da uno diventarono due. Le linee erano identificate da tabelle colorate per consentire l'identificazione dei percorsi anche agli analfabeti:

  • Boschetto - Servola
  • Kandler - Sant'Andrea
  • Barcola - Portici di Chiozza
  • Barcola - piazza Tommaseo
  • Barriera - piazza Giuseppina (piazza Venezia)
  • Via Conti - Roiano
  • Stazione dentro al punto franco
  • Via Economo - Bagno Fontana (situato all'incirca dove oggi c'è il bagno Ausonia)

Col bel tempo, d'estate, le vetture erano aperte (cosiddette giardiniere), d'inverno o col maltempo, erano chiuse. E c'erano anche vetture adibite al trasporto di merci.

Qui sotto due foto di tram a cavalli sulle rive durante un episodio in acqua alta, Le foto sono prese da una pagina del forum. www.atrieste.eu_foto_a004_trasporti_tram01.jpgwww.atrieste.eu_foto_a004_trasporti_tram02.jpg

Altre foto di tram a cavalli esposte al Museo Ferroviario o in cartoline d'epoca

Tram con vettura estiv in sosta nell'allora piazza Giuseppina,ora piazza Venezia
Tram con vettura invernale in sosta a passeggio sant'Andrea


Tram a cavalli con vettura estiva in corsia Stadion


I tram elettrici

Nel 1887 viene proposta la realizzazione di una linea tramviaria a vapore che collega la stazione a Barcola. Per motivi non proprio trasparenti la proposta viene bocciata.

Liti a non finire e cause legali, ma alla fine la sera del tre ottobre 1900 prende il via, gestita dalla Società Triestina Tramway, la prima linea tramviaria elettrica, con una sorprendente sfilata di 60 vetture prodotte dalla ditta Union di Vienna e numerate dal 101 al 160, per la prima volta dotate di un'accattivante illuminazione elettrica. Il percorso era Boschetto - Barcola in 28 minuti.

Motrice a due assi tipo “UNION” costruita nel 1900 lunghe 8,30 m, e capaci di 30 passeggeri
Modellino di un tram Union in un diorama del Museo Ferroviario
Tram modello UNION con rimorchiata che si accinge ad attraversare piazza Grande (oggi piazza Unità)
Tram di tipo GRAZ che si accinge ad entrare nell'attuale galleria Sandrinelli dal lato piazza Vico

Malinconicamente le vecchie vetture dei tram a cavalli divennero rimorchi dei nuovi tram elettrici e nel 1913 l'ultimo tram a cavalli cessò il servizio.2)

Trieste si sviluppa su un ambiente collinare. Per ampliare la rete tramviaria si pone la necessità di eseguire trafori sotto alcuni colli. Lo scavo di queste gallerie è oneroso e la Società Triestina Tramway, a capitale privato, accetta che alcune linee siano gestite in compartecipazione col comune, che si accolla l'onere dello scavo dei trafori, e poi di vendere, nel 1921, al comune le sue linee, con un buon profitto per gli azionisti che saranno pagati con un importo pari a dieci volte l'utile annuo della società; perché, oggi può sembrare strano, la gestione delle linee tramviarie era all'epoca estremamente redditizia.

Motrice a due assi tipo “GRAZ” lunga 8,75 m.

Con le linee gestite dal comune nel 1913 compaiono anche delle vetture moderne, il cosiddetto modello Graz, più lungo e con il pantografo, più resistente alla bora, al posto del trolley per il collegamento alla rete elettrica.

La rete tramviaria continua ad ampliarsi tra le due guerre e raggiunge la sua massima estensione nel 1934. Anche le vetture evolvono e si passa dalle vetture a due assi a quelle a carrelli che consentono la realizzazione di vetture più lunghe. Anche i fornitori non sono più d'oltralpe (Graz, Union), ma “cisalpini”, Savigliano, Stanga, Tecnomasio Brown Boveri,…

Col 1935 entrano in servizio i primi autobus e le filovie e pian piano la rete tramviaria si riduce. Alle ore 21 del 31 marzo 1970 tre tram della linea 9 percorrono, uno dietro all'altro, per l'ultima volta, il tratto dal capolinea di viale Campi Elisi a san Giovanni.

www.atrieste.eu_foto_a004_trasporti_tram04.jpg
www.atrieste.eu_foto_a004_trasporti_tram06.jpg

Dal materiale del museo Ferroviario

Una motrice modello Savigliano incrocia una vettura tipo 400 terza serie, La prima è adibita alla manutenzione delle linee, la seconda è in servizio
Tram tipo 400 prima serie davanti alla stazione di Campo Marzio
Tram modello Savigliano in piazza della Libertà
Tram tipo 400 prima serie alla fermata di fronte alla stazione Centrale
Il deposito di Broletto bombardato durante la seconda guerra mondiale
Contrariamente ai sedili degli autobus che sono posti trasversalmente, le panche dei tram erano poste longitudinalmente; al centro un largo corridoio dove si stava in piedi “reggendosi agli appositi sostegni”

Targhe con i numeri ed i percorsi di alcune linee tramviarie esposte al museo ferroviario

La linea 2
Linee 3 ed 8
Linea 6
Linea 6 barrato
Partenza dai Campi Elisi dell'ultima corsa di un tram per le vie del centro città: ore 21 del 31 marzo 1970
1)
questo è il termine dotto per dire tram a cavalli
2)
Durante la grande guerra il servizio a cavalli riprese, ma poi venne definitivamente abbandonato.
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trasporti/tramts.txt · Ultima modifica: 21-09-2022 09:31 da sono_piccolo_ma_crescero

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