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monumenti:sangiusto_laterali

la Cattedrale di San Giusto

Le cappelle laterali

Son state quasi tutte aggiunte successivamente alla costruzione della Basilica:

Lato sinistro:

La cappella del tesoro

nel 1383 vennero aggiunte due cappelle dedicate a san Lazzaro a s Antonio abate, come da scritta all'esterno il cui testo è Anno D(omi)ni MCCCLXIII indictione II die IIII mensis aprilis inceptum fuit hoc opus ad honorem sanctorum Laçari et Antonii

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La cappella di san Lazzaro chiusa da una cancellata del 1659 eseguita a Lubiana ospita il tesoro per decisione del vescovo Marenzi che nascose gli affreschi retrostanti con un altare nuovo

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Arriviamo alla cappella del tesoro, dietro ad una griglia,

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Una volta vi erano custoditi anche altri pezzi: dei busti d'argento ed un famoso ostensorio d'argento regalo di Luigi XVIII di Francia www.atrieste.eu_foto_a002_sangiusto_ostensorio.jpg www.atrieste.eu_foto_a002_sangiusto3_ostes.jpg

Sono andati rubati nel 1984, il famoso furto sacrilego, e non è il primo caso di furti nelle chiese triestine. I quattro busti d'argento , rubati e probabilmente fusi ,rinascimentali di Santi, dalle foto del Tamaro sulla Storia di Trieste erano dono di papa Piccolomini

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Ci sono altri busti-reliquiari, ma i pezzi centrali sono l'alabarda de san Sergio simbolo della città. Si tratta ovviamente di una leggenda: san Sergio era un militare orientale che le leggenda dice che sia stato in servizio a Trieste e che, andandosene, disse che se fosse morto martire in Oriente avrebbe mandato un segno dal cielo e dal cielo cadde questa alabarda che in realtà è un'arma, forse orientale, probabilmente dell'epoca delle Crociate e il reliquiario di san Giusto.

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L'armadio reliquiario

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Il velo di san Giusto, che è un velo che avvolgeva le reliquie di … san Servolo!!! .
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Due crocefissi, il più antico, della confraternita dei Battuti (quelli che si autoflagellavano) e che viene esposto sull'altar maggiore in occasione di importanti eventi, un tempo lo portavano pure nella processione del Corpus Domini in apertura della processione. la leggenda lo dice rinvenuto sulla riva del mare dopo una tempesta da un calafato

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e più delicato, questo, donato da Alda dei Giuliani e che da lei prende il nome.
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una cassettina d'argento decorata, trecentesca, che conteneva le reliquie di san Giusto.
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corona, presumibilmente votiva che ronava qualche Madonna
l'alabarda di san Sergio

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il facsimile del Breviario Triestino

Il transetto sinistro o anticappella del Tesoro

A fianco nel transetto sinistro l'altare un tempo altar maggiore del 1676 della bottega del veneziano Andrea Tremignan una pala di fine Seicento che ritrae san Giusto che dedica la città. La pala venne offerta dal capitano conte Filippo de Cobenzl che vi fece apporre il suo stemma autore della pala attribuibile a Giovanni Giuseppe Cosattini 1678

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il dettaglio che mostra la città alla fine del Seicento
dettagli dell'altare seicentesco a decorazioni marmoree a forma di vasi fioriti
dettagli dell'altare seicentesco a decorazioni marmoree a forma di vasi fioriti
il polittico attribuito a Paolo Veneziano, un tempo anche al Giottino

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Sono raccolte là altre immagini di Santi in particolare un san Sergio

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con il miracolo dell'alabarda

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un Sacro Cuore oleografico

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e anche un san Nicolò probabilmente otttocentesco

La Cappella dell'Addolorata

nata come cappella di s Lazzaro venne dedicata all'Addolorata nel 1632 detta pure della Pietà perché vi raccoglievano le offerte per il Monte di Pietà 1635 1641 le pareti sono decorate da Antonio De santi 1855, l'attuale altare del 1858 sostituisce uno seicentesco ed ospita una Pietà cinquecentesca in legno

La Madonna Addolorata nella sua abside
affreschi della cappella dell'addolorata

Una strana Crocifissione vagamente spettrale

La cappella di san Giuseppe

la Cappella di San Giuseppe, del fatta costruire dal vescovi Scarlicchio nel 1668, affrescata de Quaia,o Quaglio nel 1706 sull'altar maggiore un quadro di Sante Peranda, pittore rinascimentale di scuola veneta, dono di Andrea Civrani, la cui lapide sepolcrale si trova davanti alla Cappella

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Lato destro:

La cappella di san Servolo

costruita nel 1339 ed ampliata nel 1421 e dedicata a s Andrea ,poi dedicata san Servolo nle 1825

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La cappella sotto Pasqua quando mettono una grande raggiera d'oro
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Un trittico dedicato a san Servolo del Wostry (primi del Novecento?)
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e sopra, un crocifisso

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la deposizione della Cappella di san Servolo:

Una deposizione in legno, del XV secolo che un tempo veniva attribuita a una scuola tedesca ed oggi, forse, ad una scuola friulana|

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La cappella di san Carlo Borromeo o dei Borboni

venne creata nel 1336 dal vescovo Pace da Vedano per la propri atomba e dedicata a s Caterina da siena nel 1459 da papa Piccolomini alla sua canoinizzazione Nella cappella di S Carlo Borromeo a destra, intanto una lapide, a prima vista, sembrerebbe dei Borboni e invece è di un conte Strassoldo.
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La pala settecentesca della cappella di san Carlo Borromeo.
www.atrieste.eu_foto_a002_sangiusto_img_2411sm.jpg l'altare è d el 1772

Pala d'altare scolpita in legno, sulla parete laterale della cappella dei Borboni. Non sembra eccezionale, ma vale comunque la pena riportarla.Proviene dalla chiesa e convento di san Bernardino a Portorose, ormai distrutti|

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I principi di Borbone del ramo Carlista sono sepolti a san Giusto, nella cappella di san Carlo Borromeo; non tragga in inganno la grande lapide marmorea sul muro di un conte Strassoldo, Maerzio strassoldo di Villanova, capitanpo cesareo 1710-1723; le loro tombe hanno lapidi nere a pavimento, e la cappella è chiamata anche il Piccolo Escurial.
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Mentre in Spagna, nel monastero dell'Escorial riposano quasi tutti i membri della famiglia reale regnante, la cappella di San Carlo a Trieste è conosciuta come l'Escorial Carlista perché vi sono le tombe di nove membri della famiglia Reale Carlista. Il motivo per cui Carlo V stabilì la sua Corte a Trieste nasce dal fatto che la Duchessa di Berry, sorella della moglie di Carlo VI, acquistò un palazzetto al n° 9 di Via Lazzaretto Vecchio a Trieste, riservandosi per lei il primo piano nobile e lasciando a Carlo VI ed alla sua consorte tutto il secondo piano.

( l'edificio esiste tuttora ma è abbandonato a acusa di una ristrutturazione con successivo fallimento. Il palazzo è in penoso abbandono)

Nell'anno 1855, alla morte di Carlo Maria Isidro di Borbone, Trieste si trasformò nella seconda Escorial, infatti i pretendenti re carlisti e le loro consorti furono tutti seppelliti nella cappella di San Carlo: Carlo V, Carlo VI, Giovanni III e Carlo VII; l'Infante Fernando, figlio di Carlo V; le due spose di Carlo V, Donna Maria Francesca e Donna Maria Teresa di Braganza; e la sposa di Carlo VI, Donna Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie. Dal 1975 vi riposano anche i resti di Don Francesco José di Asburgo, nipote di Carlo VII.

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la deposizione nella tomba avvenne appena il 31 marzo, alla presenza del parroco di san Giusto mons Giorgio Dobrila, il futuro vescovo Juraj Dobrila 1875-1882 che fu parroco a san Giusto dal 1854 al 1857. Per l'occasione, la tomba venne rifatta, vennero spostate le tombe dei due vescovi triestini presenti, Pace da vedano ( 1330-1341) e Orsino de Bertis ( 1598-1620). La lapide dettata dal solito Kandler presenta lo stemma di Spagna.
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Per gli appassionati di araldica, questo è lo stemma grande di Spagna: “Arma sormontata dalla corona reale di Spagna circondato dal Toson d'oro. Interzato in fascia:Aragona, Sicilia, Austria, Borgogna moderna, Parma (Farnese), Toscana ( Medici), Borgogna antica, Fiandre, Tirolo, Brabante. sul tutto uno scudetto: Castiglia, Leon, Granada- In cuore: Borbone.”

per gli interessati: nel forum si parla della storia dei carlisti a Trieste nelle pagine https://www.atrieste.eu/Forum3/viewtopic.php?f=7&t=3560&hilit=carlisti


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monumenti/sangiusto_laterali.txt · Ultima modifica: 07-05-2019 21:31 da babats